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Milano | Cordusio – Palazzo Cantù Orefici, perfetta riqualificazione

Il complesso di edifici di via Cantù – via Orefici è un tassello del grande disegno ottocentesco di piazza Cordusio, luogo intermedio tra il Duomo e il castello Sforzesco, destinato alle funzioni della City milanese (la Borsa, le principali sedi bancarie, la posta centrale). 

Questo insieme di servizi terziari, negli ultimi anni, ha visto l’avvicendarsi di un insieme di funzioni commerciali che hanno radicalmente modificato la percezione di piazza Cordusio: non più il centro della city degli affari, ma uno snodo commerciale e animato tra la piazza della cattedrale e i bar e i negozi di via Dante. In questo senso, Cordusio, se pure in modo meno fragoroso di alcune altre vicende urbane recenti – l’Expo, piazza Gae Aulenti, Citylife – è il segnale all’interno del centro di un radicale cambiamento nella città di Milano. Pur mantenendo prossime alcune grandi istituzioni finanziarie (ad es. la Borsa), la Cordusio del futuro sarà il luogo dove alcuni grandi brand (fashion, ristorazione) e alcune rilevanti sedi terziarie si andranno a collocare, garantendo una continuità nel tessuto commerciale del centro che, in passato, proprio nell’”ovale” di Cordusio, andava a interrompersi.

L’intervento sul complesso di via Cantù – via Orefici si inscrive in questo scenario. Il progetto di riqualificazione ha previsto interventi circoscritti, mirati a migliorare la vivibilità e la funzionalità dei due edifici, senza stravolgerne l’identità. Gli immobili sono stati negli anni già più volte oggetto di intervento, e il nostro atteggiamento progettuale ha voluto adottare i principi di trasparenza e rigore per questa ulteriore riscrittura. Il più grande dei due edifici, all’angolo tra via Cantù e via Orefici, è a corte ed è collegato al secondo edificio, affacciato su via Orefici tramite un passaggio coperto al secondo piano. Al suolo, la via pubblica pedonale Passaggio Centrale, interna al complesso, li separa, e su di essa si affacciano gli accessi principali.

Abbiamo voluto mantenere la centralità della corte, rendendola occasione per un innesto contemporaneo “double-face”, creando un ambiente a doppia altezza con una copertura in acciaio e vetro volumetricamente complessa: la nuova copertura è trasparente e lascia passare la luce al piano terra commerciale, ma è specchiata verso i piani superiori destinati a uffici, in modo da moltiplicare e riflettere le facciate storiche che vi affacciano. Il rivestimento del piano terra in pannelli metallici dorati crea uno scrigno inatteso, che è solo possibile intravedere dell’esterno. Gli allineamenti degli elementi strutturali sono stati ripresi dal passo delle aperture, già coordinati nell’esistente con il disegno della pavimentazione della corte; i terminali impiantistici sono integrati in un disegno sobrio e minimale.

La riqualificazione e valorizzazione del quinto piano ha portato all’apertura di una nuova balconata vetrata che affaccia sulla corte, ritagliata nella falda del tetto e aperta verso il cielo. Anche il passaggio coperto tra i due edifici al secondo piano è un innesto leggero con una struttura in metallo verniciato e parziali tamponamenti in vetro multistrato, che trasforma spazi di transito in piccole “piazze” fruibili dagli affittuari degli uffici. Il recupero di spazi inutilizzati ha permesso di ricavare nuova superficie utile, e di dotare il complesso di una nuova e ampia terrazza in sommità all’edificio minore con un piccolo volume, sempre in metallo verniciato e vetro, da utilizzare come sala riunione dirigenziale e spazio di lavoro informale con vista sul centro della città e il Duomo. La riqualificazione dei collegamenti verticali ha portato da un lato a valorizzare la ricchezza delle scale nobili nel rispetto dei materiali esistenti, e dall’altro a dover gestire architettonicamente la presenza di nuovi volumi tecnici in copertura con rivestimenti, dove il prolungamento dell’ascensore esistente conduce ad una nuova “piazza alta”, una terrazza per eventi.

In generale, la percezione dell’edificio dalla strada viene alleggerita: le vetrine commerciali vengono tutte riaperte a tutta altezza con infissi molto sottili, riproposti anche al piano superiore con grandi specchiature. Il nuovo progetto di illuminazione esterna a led intende valorizzare i caratteri storici dell’edificio di pregio esistente, marcando però la contemporaneità dell’intervento di riqualificazione, e aggiungendo così un ulteriore tassello e una nuova “luce” al rinnovato district commerciale di piazza Cordusio.

cliente: Savills Investment Management

Progetto Architettonico di: Barreca & La varra

development manager: Hines

incarico BLV: coordinamento generale, progetto architettonico (preliminare,

definitivo, esecutivo), direzione artistica

area d’intervento: 12.000 mq

general contractor: Nessi & Majocchi S.p.A.

project management: J&A Consultants s.r.l.

coordinamento urbanistico e architettonico: arch. Luca Mangoni

progetto strutture e DL: B.Cube s.r.l.

progetto elettrico e meccanico: Tekser s.r.l.

progetto acustico e sicurezza: United Consulting s.r.l.

progetto VV. F.: Hughes Associates Europe s.r.l.

project leader BLV: Marco Chiodaroli

collaboratori BLV: Giulia Sorrentino, Bruno Carniello, Luigi Tambuscio,

Catherine Calolot

crediti fotografici: Giacomo Albo




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


2 thoughts on “Milano | Cordusio – Palazzo Cantù Orefici, perfetta riqualificazione

  1. Anonimo

    Bello!

    Adesso ci sarebbero da sistemare: marciapiedi in bitume, pali. cavi aerei luce, lampioni, pali e si vede pure un panettone in cemento residuato degli anni 80 (foto 6).

  2. Marco

    bell’intervento ma fino a quando non si risolverà in centro il problema dei tram: con il loro frastuono metallico, la necessità di antiestetici cavi sospesi a mezza altezza, le orrende e pericolose rotaie ad investare la carreggiata ogni intervento (che sia Piazza Cordusio, via Orefici, via Torino, via Manzoni o via Meravigli) non potrà mai dirsi finalmente compiuto.

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