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Milano | Porta Volta – Nella Piramide bis sarà il Museo Nazionale della Resistenza

L’annuncio del ministro Franceschini e del sindaco Sala: a Milano sorgerà il Museo Nazionale della Resistenza. Il progetto inizialmente doveva essere realizzato nella Casa della Memoria all’Isola. Mattarella: «la Memoria è un valore inestimabile per la democrazia».

Trovato il destino e l’utilizzo del secondo edificio Feltrinelli che sarà costruito a Porta Volta: diventerà il Museo Nazionale della Resistenza.

Inizialmente previsto nella casa della Memoria all’Isola, la scelta è caduta ora sulla Piramide Bis di viale Montello, il progetto degli architetti Herzog e De Meuron, in piazzale Baiamonti, edificio già approvato dall’amministrazione comunale e fonte di innumerevoli proteste e discussioni.

Una novità che ha anche l’approvazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.  “Ho parlato con la senatrice a vita Liliana Segre ed era entusiasta anche lei”, spiega il sindaco Beppe Sala.

Per la realizzazione del nuovo Museo, come ha detto il ministro alla conferenza stampa, è già previsto un finanziamento di 15 milioni di euro che vanno ad aggiungersi ai 2,5 milioni già previsti per il primo intervento che era stato inizialmente pensato alla Casa della Memoria, per 17,5 milioni complessivi. “Abbiamo accolto l’appello per una sede più ampia e adatta all’iniziativa”, ha detto il ministro ricordando che tra i primi firmatari dell’appello c’era anche la senatrice a vita Liliana Segre. Franceschini ha sottolineato anche che “il Museo nazionale della Resistenza è qualcosa di cui l’Italia ha assolutamente bisogno” perché ci sono tante iniziative sparse ma non un Museo Nazionale. Ed “è naturale che questo — ha sottolineato — abbia sede a Milano”.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha inviato un messaggio, letto dal ministro Franceschini: “La memoria di chi ha combattuto per restituire all’Italia la libertà va conservata e trasmessa non per riprodurre divisioni — ha scritto il Capo dello Stato —, ma per consolidare e per diffondere, specialmente tra le giovani generazioni, la consapevolezza del valore inestimabile della democrazia e della libertà”.

Lo spazio che ospiterà il Museo della Resistenza sarà di 2.500 metri quadrati, il sindaco non ha dettato ancora i tempi della realizzazione. “Ho avvertito l’architetto Jacques Herzog di questa decisione stamattina e ovviamente era entusiasta, così come Liliana Segre – ha aggiunto il Sindaco Beppe Sala -. Ringraziamo il governo per questo intervento. Di fronte al prestigio di questo museo però nessuno si tirerà indietro, i fondi basteranno crediamo per costruire” la struttura “e i contenuti del museo. Si tratta però di trovare le formule per velocizzare e procedere in modo spedito”. Il ministro Franceschini ha aggiunto che ci sarà il “pieno coinvolgimento” nel progetto dell’Istituto Parri, dell’Anpi e “abbiamo parlato con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, che ha dato il suo interesse e tutto sarà sotto forma di fondazione, una forma partecipativa e aperta”.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


105 thoughts on “Milano | Porta Volta – Nella Piramide bis sarà il Museo Nazionale della Resistenza

  1. Anonimo

    “La memoria di chi ha combattuto per restituire all’Italia la libertà va conservata e trasmessa non per riprodurre divisioni”: noooo macché, tranquillo Presidente.

    1. Si Tav

      La Resistenza fu un movimento vigliacco che puntava a traghettare l’Italia da una dittatura nera a una rossa. Ci furono anche brave persone, purtroppo per loro messe violentemente a tacere dalla componente comunista.
      Purtroppo questa verità storica non verrà menzionata nel museo, dove sarà rappresentata la menzogna dei partigiani “sinceri patrioti democratici”.
      Ennesima occasione persa per raccontare agli italiani la verità secondo cui i partigiani furono violenti e sanguinari come i fascisti.
      E avanti così

        1. Milanese

          Il poveraccio sei tu che non sai come è andata la storia per davvero, del resto è stata riscritta dai vincitori si sa.

          Nessuno dice che il Nazzismo fosse meglio o una buona cosa ma i partigiani sono stati anche criminali

          Ti consiglio di informarti meglio ad esempio leggendo il bel libro “il sangue dei vinti” di Giampaolo Pansa

          1. Anonimo

            Eddai Milanese magari l’anonimo delle 20:44 e’ iscritto all’ ANPI anche se ha meno di ottant’anni ed e’ partigiano come mio nipote e deve giustificare i contributi che riceve da parassita insultando il prossimo

          2. Anonimo

            Pansa, noto revisionista.

            Come dicono i francesi, à la guerre comme à la guerre, anche tra i partigiani c’è stato qualche eccesso, e pure gli alleati bombardavano le chiese la domenica mattina per essere sicuri di ammazzare più civili possibile, e nelle campagne mandavano Pippo a mitragliare i passanti per non sprecare le preziose bombe che servivano per le città…

            Ma io sarò all’antica e tra chi aiutava i nazisti a caricare gli ebrei, zingari, omosessuali, dissidenti sui carri piombati per spedirli ad Auschwitz, e chi li combatteva, continuo a preferire i secondi.

        2. Si Tav

          Tu sei un bifolco, caprone e acritico. Fai parte degli italiani che non sa la storia italiana. Purtroppo i testi Feltrinelli la raccontano colorata di rosso. Ma i libri britannici – gli unici a essere seri ed equidistanti dalle passioni e colori – la riconobbe diversa. Ma basterebbe leggere Montanelli e Cervi (liberali) e Pansa (socialista) per farsi un’idea.
          Che ne sai tu degli ammazzamenti di insegnanti, cittadini e parroci compiuti dai partigiani dopo l’8 settembre e continuati fino al 1947?
          Che ne sai tu di chi e perché ha organizzato via Rasella? Che ne sa, un giovanotto di sinistra, della brigata Garbaldi e di come assassinarono i partigiani che si erano opposti alle violenze comuniste in Triveneto e altrove? Non sai un cazzo. Sappilo. Almeno questo.

        3. Si Tav

          Anonimo delle 19.55 sei ignorante e non sai di esserlo. Cosa preoccupante per ch ha accesso a internet.
          Ma che ne sa uno di sinistra di chi e perché organizzalò via rasella? O dui partigiani bianchi uccisi e decapitati a centinaia da parte dei partigiani comunisti che volevano metterli a tacere? Che ne sai degli stupri, degli omicidi o delle sevizie commesse ai danni di insegnanti, carabinieri o preti per opera dei partigiani rossi dopo l8 settembre 1943 fino al 1946?
          Non sai una mazza e penso di sapere tutto. Leggi Montanelli e cervi (liberali) e leggi anche Pansa (socialusta). Leggi, caprone. Leggi e impara prima di fare lo stronxo sul web. Leggi e matura perché non sai un cazzo

          1. Anonimo

            ignoranti che posso esprimere le loro opinioni di ignoranti grazie a decine di persone che hanno sacrificato le loro vite per garantirgli questa libertà.
            è tanto se avrete letto qualche riga di storia in più rispetto ai libri sfogliati al liceo – ammesso e non concesso che siate arrivati alla seconda guerra mondiale col programma.
            continuerete a pensarla da ignoranti: neppure un premio nobel vi farebbe cambiare idea, e così sia.
            history repeating.

          2. Andy77

            ahahahahahahah
            il noto maitre à panser (volutamente sbagliato per le panzane che scrivi)
            Magari a Libero o a La Verità ti prendono, mandagli i tuoi illuminanti trafiletti, ma non ammorbare questo blog con i tuoi commenti da frustrato che non hanno niente a che fare con l’architettura e l’urbanistica.
            Se ti sei ridotto a scrivere queste cose qui sei messo male!

          3. Anonimo

            Be’@Andy 77,anche uno che alle 06:26 della mattina non trova niente di meglio da fare che postare sul blog un commento come il tuo, a livello di frustrazione non scherza

          4. Andy77

            @Anonimo 16:55 due piccole considerazioni:
            1) Il tuo appigliarti all’ora in cui scrivo è tipico di quelli chiamati patridioti, ci sarà sempre qualcosa su cui aggrapparsi per screditare indipendentemente dal pensiero sostanziale. Te lo spiego meglio così almeno capisci anche tu: l’ora è ininfluente sul giudizio ma per te basta per negare quanto espresso è un pò come riabilitare Mussolini perch con lui i treni arrivavano in orario per deportarci.
            2) Lavoro su turni quindi mica finisco di lavorare alle 17:00 o forse anche prima, forse non tutti hanno il tuo stile di vita né sono obbligati ad averlo.
            3) Mi riferivo all’intervento di quel genio e bella persona quale è Si Tav ma penso si fosse capito subito…..

      1. dc

        Il movimento della Resistenza – inquadrabile storicamente nel più ampio fenomeno europeo della resistenza all’occupazione nazifascista – fu caratterizzato in Italia dall’impegno unitario di molteplici e talora opposti orientamenti politici (comunisti, azionisti, monarchici, socialisti, democristiani, liberali, repubblicani, anarchici), in maggioranza riuniti nel Comitato di Liberazione Nazionale (CLN), i cui partiti componenti avrebbero più tardi costituito insieme i primi governi del dopoguerra[5].

        vi prego basta cazzate

        https://it.wikipedia.org/wiki/Resistenza_italiana

      2. Anonimo

        Peccato che la Resistenza l’abbiano iniziata quei reparti del Regio Esercito (R-E-G-I-O) che dopo l’armistizio si rifiutarono di combattere coi nazisti, e solo dopo si aggiunsero i civili…

        Civili formati da monarchici, liberali, popolari (AKA democristiani), azionisti, socialisti, comunisti…

        Ma tu un libro di storia l’hai mai aperto dopo la terza media? Forse neanche prima mi sa.

        capisco che oggi l’ignoranza sia di moda ma, vi prego, risparmiateci almeno qui. Andate sul blog di Libero, sfogatevi lì, dite le vostre cazzate non dico senza aver letto mezzo libro, ma senza manco guardare almeno Wikipedia.

      3. Precotto doc

        Grazie a dio non ho parenti che sono stati ne fascisti ne partigiani , ma solo due nonni feriti nella prima guerra mondiale premiati con la medaglia d oro , sono loro i miei eroi non di certo i partigiani

        1. Anonimo

          chissà in che paese vivresti oggi senza il movimento partigiano, con le sue luci e ombre.
          chissà se esisterebbero ancora ebrei in europa.
          ma grazie ai rovesci della storia sei qui a scrivere quello che pensi, a fare quello che vuoi.

          1. Precotto doc

            Posso scrivere quello che voglio perché gl americani prima mi hanno liberato e poi hanno tenuto lontano i sinistroidi dal governo per 50 anni , anche se Moro ne ha fatto le spese

          2. Anonimo

            Più o meno nello stesso paese, visto che è stato liberato dagli alleati e non dai partigiani saltati fuori a cose fatte, a parte i pochissimi che hanno combattuto veramente e che comunque sono stati ininfluenti.
            Anzi forse in un paese ancora migliore, libero dell’ipoteca di una storia falsa e manipolata e dal pericolo di cadere da una dittatura ad un’altra, anche peggiore.
            Ringraziamo Yalta e gli Alleati, non i partigiani veri (pochi) e finti (quasi tutti)

  2. Anonimo

    Speriamo che sia fatto bene, come ad esempio quello di Amsterdam.
    Altrimenti rischia di essere rilevante come (purtroppo) il Museo del Risorgimento.

  3. Anonimo

    Uelllaa’, che entusiasmo, trovato il destino è l’utilizzo del secondo edificio Feltrinelli. Ma di solito non ci si pensa prima?

  4. Anonimo

    Rendere un museo – poi con quel tema – un edificio gemello di qualcos’atro sembra quasi una barzelletta…ma come nascono queste idee? I CITTADINI HANNO ANCORA VOCE?

    1. Anonimo

      A me sembra una buona idea. Che ci volevi, un altro pezzo di uffici Microsoft o bar caffeteria a marchio Feltrinelli Red? O l’ennesimo spazio polifunzionale da affittare per gli eventi della moda?

      Piuttosto non ho capito se sarà un edificio comunale o se il Museo pagherà un affitto alla Feltrinelli (nel qual caso spero lo affittino gratis, visto il tema)

        1. Anonimo

          Chi? Quelli che mettevano le bombe sotto i tralicci? Quelli che brindavano con Gae Aulenti quando le br gambizzavano Montanelli?

          1. Si Tav

            Anonimo delle 19.24: standing ovation.
            Questa cosa i bifolchi di sinistra l’hanno cancellata dalla loro memoria settoriale di gente incapace di pensare.

          2. Anonimo

            Ma stending ovescion de che????

            Lo sanno anche i bambini di 10 anni che la storia del traliccio fu una messa in scena dei servizi, leggiti i documenti dell’epoca, la posizione e lo stato in cui fu trovato il cadavere erano assolutamente incompatibili con la storiella di lui che salta in aria mentre metteva la bomba.

          3. Anonimo

            Nemmeno le BR sostenevano questa tesi, ma si sa…anche le BR erano in realtà i Servizi Segreti mascherati 🙂

      1. Anonimo

        Biella? dove il sindaco che rifiuta la cittadinanza a Liliana Segre si fa beccare a usare l’auto del comune per i cazzi suoi?

        Ezio Greggio forever

  5. Michele

    Una trovata della giunta di sinistra a scopo puramente propagandistico. Meglio sarebbe un museo sulla seconda guerra mondiale a Milano, molto più interessante e adatto a tutti.
    Tra l’altro la resistenza italiana non ha minimamente influito sul corso della guerra, tanto è vero che le “liberazioni” sono avvenute quando i tedeschi sono scappati al sopraggiungere degli alleati.

    1. Anonimo

      Sono commenti che fan pensare che il museo della resistenza serve

      La resistenza non e’ sinonimo di ANPI, ma una cosa seria!

      1. Milanese

        Serve una casa della memoria ben fatta con tutti i ricordi di tutti i crimini, di tutti però perché se no è un museo divisivo di propaganda rossa che creerà un ritorno massiccio di CasaPound.. sembra che il comune abbia deciso di farlo come tappabuchi per far digerire ai residenti la diminuzione del verde

        1. Anonimo

          Il problema non è la Resistenza, che in se non può essere divisiva, ma l’uso distorto che ne è stato fatto.

          Un Museo della resistenza può far capire, magari a quelli più giovani, che la Resistenza è stata educazione alla libertà. Cioè non solo la lotta armata (più o meno efficace) contro i Tedeschi o la repubblica sociale.

          1. Si Tav

            Errato anonimo delle 21,31.
            La resistenza fu un movimento violento che puntava a traghettarci da una dittatura nera a una rossa.
            I partigiani furono assassini come i fascisti o i comunisti in Russia, Cambogia e Cuba. Altroché libertà.
            Leggi Montanelli, Cervi e Pansa. Ossi persone istruite liberali e socialiste senza i paraocchi che ha la giunta Sala e che hanno molti cretini di sinistra

        2. Giovanni Tocci

          Anche i crimini di guerra dei fascisti che non sono mai stati processati e di cui davvero mai si parla? 1200 criminali risparmiati in nome della Real politik degli alleati che volevano tenere l’Italia lontana dal blocco sovietico (richieste da Yugoslavia, Etiopia, Somalia ecc. bellamente ignorate…). Brava gente che ha usato armi chimiche sui civili, che meritava l’impiccagione e che voi siete qui a difendere. Mi auguro anch’io che si parli di foibe e che si dia una prospettiva storica e non di parte. Se steste chiedendo questo, sareste pure credibili; ma voi siete qui a dire che siccome anche alcuni partigiani hanno commesso dei crimini, allora il fascismo non è da condannare. E che non bisogna ringraziare/celebrare coloro che hanno contribuito a liberarci da questa piaga e magari hanno sacrificato la loro vita?

          Detto questo, spero che facciano un bel museo, e visto che siamo su un blog di urbanistica, sono contento che abbiano trovato un uso per l’edificio che contribuirà, sì spera, all’offerta culturale della città.

    2. Anonimo

      Peccato che la decisione l’abbia presa il MIBACT e non il comune.

      Ma leggendo quello che hai scritto dopo capisco che devi essere uno che raramente va oltre il titolo (o lo slogan) quando legge.

      1. Anonimo

        Si sì la decisione l’ha presa il MIBACT, grazie, adesso ho capito, scusa, pensa che pirla che sono 👌e buon Natale a te e famiglia 🎄

    3. Anonimo

      Bravo Michele, un museo che mostri Milano, medaglia d’oro della resistenza ma anche dove e’ nato il fascismo in piazza San sepolcro e come e’ stata distrutta dai bombardamenti degli angloamericani, insomma la storia, la Storia.

      1. Anonimo

        A me il museo sarebbe piaciuto di più a Napoli, che non solo è medaglia d’oro anche lei, ma soprattutto si liberò da tedeschi e fascisti da sola grazie ai suoi cittadini, senza aiuti esterni. (Quattro giornate di Napoli, Settembre 43).

        Fu la prima città in Europa, ed in Italia anche praticamente l’unica.

        1. Milanese

          Napoli fu tra le prime a fare “voltagabbana” e passare col nemico.. che bel vanto…inaffidabilità e tradimento! eccezionale Napoli davvero …. Milano non sarebbe stata bombardata così duramente nel ‘43 se certe banderuole non ci fossero state (vedasi le fortezze volanti americane che partivano dalla Puglia)

          1. Anonimo

            Questa è una fesseria.
            Vai a vedere cosa è successo realmente a Napoli nel 43 (Nel settembre del 1943, non il 25 Aprile del 45, quando i Russi erano a 35metri dal bunker di Hitler…senza con questo voler mancare di rispetto al 25 Aprile, perdonatemi)

  6. Milanese

    Non bastavano i due caselli accanto (che mi risulta siano già un inutile e sciatto monumento alla resistenza), la loggia dei mercanti (dedicata da Pisapia a questo tema), oltre alla casa della memoria e via della liberazione, bisogna anche rendere uno dei due edifici gemelli (che non saranno più tali) un doppione di altro già presente in città con il solo effetto di risvegliare un passato doloroso. Per essere in linea con questa scelta: il museo delle foibe lo facciamo in uno dei piani del nido verticale o della scheggia? Ah già la memoria è solo di una parte…. sembrava che Franceschini avendo scelto i direttori dei musei stranieri fosse intelligente e moderno invece è un ritardato fazioso, come regalare punti a “Salvini and co” … complimentoni caro PD (e pessima scelta architettonica comunque sarà un edificio vuoto triste e spettrale)

  7. Ale

    Spero che nel museo sia ben spiegato come è andata a finire, con il popolo che che urinava sopra i cadaveri dei gerarchi fascisti.
    Con il popolo non intendo i cattivoni partigiani, ma quella gente comune che per le guerre del regime aveva inutilmente perso figli e mariti in guerra. Ecco perchè la resistenza è fondamentale, per non ripetere l’errore di affidarsi ad un regime.

  8. Pablo

    Grande progetto per non dimenticare l’orrore nazifascista. Sempre più fiero della mia città, Milano, città dell’accoglienza e dei diritti.

    1. CAnapone

      Vedo che i fascisti ed i leghisti, le cui differenze sono molto labili, hanno modo qui, come su altri social, di vomitare la loro ignoranza ed il loro odio verso tutto e tutti. Ve lo auguro un Mussolini (io ormai sono vecchio e poco mi interessa) che vi inquadra, vi comanda, limita le vostre libertà e poi vi porta ad una bella guerra dove morirete a milioni! Usate il cervello, piuttosto, e non fatevi lobotomizzare dai ciantroncelli che imperversano, in questo nostro sciagurato Paese, su ogni mezzo di comunicazione. Ricordate che il nazionalismo ha sempre ha portato alle guerre in ogni epoca. Meditate gente, meditate……

      1. Anonimo

        Spero che Lei, Sig.CAnapone, non abiti in Lombardia o in Veneto, regioni notoriamente governate da una feroce dittatura fascioleghista, se così non fosse scappi al più presto in Svizzera prima dei rastrellamenti.

        1. Anonimo

          Ormai se non sei del PD sei automaticamente fascista (o cerebroleso, vedi M5S).
          Non mi sembra del tutto democratico, quindi trovo l’idea di questo Museo molto utile. Speriamo che serva a far meditare TUTTI.

  9. Anonimo

    beh, non c’è che dire, il tenore dei commenti non fa che confermare che un museo del genere è assolutamente necessario, dovunque lo mettano!

  10. Andy77

    Chi Montanelli? Quello che bombardava chimicamente il Corno d’Africa (negandolo) e si sposava una minorenne schiavizzata? O forse quello che giustificava chi metteva le bombe a Piazza Fontana e si batteva per lo Status Quo? Oppure quello che dopo essersi accorto che il suo padrone di turno lo manovrava come un pupazzo ha lasciato il Giornale?
    Se vuoi posso continuare…ci sono tante belle cose sul tuo eroe.
    Ma il problema è: che c’entra con l’architettura?

  11. Anonimo

    RITORNANDO ALL`ARCHITETTURA…..

    Perche`un Museo viene destinato in un Edificio (a me piacce molto) pensato probabilmente per altro?Trattandosi di un edificio non speculare, ma quasi, all`altro e`una scelta coerente ??Non che si voglia ancora uffici….magari una biblioteca pubblica di un certo livello ci poteva stare meglio?Le grandi citta` e capitali investono sempre piu`in grandi biblioteche in bei progetti di architetura contemporanea ed interior design vedi Oslo, Amsterdam etc etc…..

  12. Milanese

    Poteva essere una biblioteca, un asilo nido, un luogo di ritrovo e di aiuto concreto per le giovani generazioni successive, per guardare avanti insieme e farlo fruire a tutti, invece no bisogna guardare sempre solo al passato settario, ai vecchi e alla propaganda becera.
    Sarebbe stato legittimo farlo nella “casa della memoria”, si è già stati abbastanza divisi con la guerra civile durante la guerra, un unico museo era un modo per riunire in un unico edificio la memoria di tutti nel segno della riappacificazione..Invece no, si fa un museo dedicato che vuol dire solo dividere e che la memoria della resistenza / guerriglia (e delle esecuzioni sommarie dei civili da parte partigiana) è più importante delle altre “memorie” ed eccidi…

    io ora pretendo un museo dedicato solo alle Foibe !

  13. Giovanni Tocci

    Anche i crimini di guerra dei fascisti che non sono mai stati processati e di cui davvero mai si parla? 1200 criminali risparmiati in nome della Real politik degli alleati che volevano tenere l’Italia lontana dal blocco sovietico (richieste da Yugoslavia, Etiopia, Somalia ecc. bellamente ignorate…). Brava gente che ha usato armi chimiche sui civili, che meritava l’impiccagione e che voi siete qui a difendere. Mi auguro anch’io che si parli di foibe e che si dia una prospettiva storica e non di parte. Se steste chiedendo questo, sareste pure credibili; ma voi siete qui a dire che siccome anche alcuni partigiani hanno commesso dei crimini, allora il fascismo non è da condannare. E che non bisogna ringraziare/celebrare coloro che hanno contribuito a liberarci da questa piaga e magari hanno sacrificato la loro vita?

    Detto questo, spero che facciano un bel museo, e visto che siamo su un blog di urbanistica, sono contento che abbiano trovato un uso per l’edificio che contribuirà, sì spera, all’offerta culturale della città.

  14. N

    Un museo necessario in un paese che – leggendo anche la taratura dei commenti – viaggia a gran velocità verso un destino incerto. Milano resiste. Milano è integrazione. Milano è futuro. Un futuro che mai più di prima ha bisogno di un passato da ricordare.

    PRIMO LEVI: “È accaduto, quindi potrebbe accadere di nuovo…”

  15. Anonimo

    MA TORNANDO ALL’ARCHITETTURA….non potevano inserire una biblioteca di
    un certo livello?? ALTRE CITTA’ INVESTONO IN BIBLIOTECHE PUBBLICHE E CONTEMPORANEE CON PROGETTI ECCELLENTI DI INTERNI ….IN ITALIA????????? IL MUSEO SEMBRA LA TROVATA GENIALE CHE NON CONVINCE TUTTI E CHE SCUSATE FARLO IN UN EDIFICIO SPECULARE O QUASI A QUALCOSA CON FUNZIONE DIVERSA FA PROPRIO UN MISCUGLIO CHE NON REGGE…EDIFICI BELLISSIMI.. FUNZIONI MENO FELICI….

    1. Anonimo

      a parte che non si scrive tutto in MAIUSCOLO, in effetti il museo della resistenza aveva molto più senso farlo in piazza San Sepolcro, trasferendo la caserma che è attualmente nella ex casa del fascio di Portaluppi (e sistemando la piazza).

      Fare il museo nella Piramide mi sembra una trovata estemporanea, ma almeno lo fanno. Male non fa.

      1. Anonimo

        oh, oh, oh, perbaccolina! questo ‘Milanese’ ha scoperto di avere 2 coglioni

        PS il museo delle foibe fallo dentro casa tua!

          1. Anonimo

            ahah ma sul serio ti ci sforzi per essere così tonto!?
            la tua firma sarebbe?? ‘Milanese’?

            Ps è anonima quanto ‘anonimo’ (chissà se la capirà…)

            Ps(2) invece di leggere i sondaggi rispolvera i ‘topolino’ va…

          1. Milanese

            Ma che c’entra ? WF mi sa che non stai troppo bene, forse vedere in giro le troppe lamiere di auto ti hanno dato alla testa!

            Nessuno difende il Nazismo, e non sono fascista (e fino a ieri mai avrei votato la Meloni, te lo assicuro) qui si parlava che dedicare un museo alla resistenza (15 milioni di euro il costo di costruzione dell’edificio, più i costi di gestione a carico dello stato) sia troppo e uno schiaffo ai contribuenti e alle altre “memorie” meno degne di avere una sede…per non parlare che nessuno guarda mai avanti ma sempre al passato, comunque nessuno avrebbe sollevato la minima critica se fosse stato fatto in un edificio dedicato a tutti gli anni di dolore: stragi anni di piombo terrorismo resistenza Foibe e via dicendo… invece no qualcuno ha pensato che bisognasse distinguersi…e usare la prepotenza (e i soldi degli altri)

          2. Wf

            Senza la resistenza che tu odi tanto la guerra sarebbe proseguita a lungo con altri ebrei mandati nei forni.

            E l’Italia sarebbe stata divisa come la Germania tra est e ovest.

            Come poi successe di fatto a Trieste.

            Ci siamo potuti sedere al tavolo dei vincitori grazie alla resistenza.

            E la resistenza fu fatta da 7 partiti dell’arco costituzionale che scrissero la Costituzione italiana antifascista.

            Comoresa la democrazia cristiana e il partito dazione.

            Quando sarà finito il museo della Resitenza anche tu potrai imparare la storia.

            Invece di sparare cazzare

          3. Anonimo

            L’unico che sta sparando cazzate sei te WF. L’Italia fu liberata dagli alleati non certo grazie alla resistenza partigiana che all’atto pratico era ininfluente sulle sorti del conflitto.

  16. Milanese

    Anonimo del 10 dicembre delle 16:25 c’ è una grande differenza tra un nickname e la mancanza di esso.. ogni volta che intervieni da anonimo ti si riconosce per i tuoi interventi acidi in cui tenti di dire che sono stupido ma invece dimostri di esserlo tu… la scuola pubblica deve essere stata veramente di pessima qualità per te…

    1. Milanese

      PS riferito sempre all’anonimo delle 16:25 forse dal livello di acidità sei la stessa persona dell’intervento di Anonimo 10 Dicembre 2019 at 16:55 per il quale le persone mattiniere che iniziano a lavorare presto la mattina sono automaticamente frustrate, o scrivi dal Sud o non ti sei mai svegliato presto per impegni di lavoro o studio, che bella vita che fai anonimo delle 16:55

      PS 2 a proposito di lavoro, come si reggerà economicamente il museo della resistenza nella piramide? (Come suona già bene) Pagheranno i cittadini con un biglietto o sarà a carico dei contribuenti ?

      1. Anonimo

        Infatti @Milanese, di solito le persone che si svegliano presto la mattina lo fanno per andare a lavorare, non per postare compulsivamente su di un blog come fai tu.

          1. Anonimo

            Ma come tu non usi lo smartphone alla mattina presto per fare trading sul Nikkei? Che poraccio

  17. Andrea

    @Si Tav, l’Assembea Costituente e i 3 governi che si sono succeduti fino alla approvazione definitiva della Costituzione Italiana pullulavano di ex componenti del Comitato di Liberazione Nazionale, lo stesso De Gasperi, Presidente del Consiglio di tutti e tre i governi, era un ex componente del CLN.

    L’Italia in cui viviamo oggi è stata fondata dalla Resistenza sulla base delle scelte compiute da chi ha fatto parte della Resistenza. Se l’Italia oggi è una Repubblica Parlamentare (non presidenziale) con poteri talmente decentrati che il governo ha una durata media di un anno e mezzo è solo grazie al “movimento violento che puntava a traghettarci da una dittatura nera a una rossa”.

    Spero che questo museo (che come ho già detto mille volte sarà realizzato in un edificio orrendo soprattutto nel contesto in cui è stato realizzato!) possa far capire alle persone che il concetto di Resistenza non può e non deve essere riassunto con il semplice motto: “Se vedo un punto nero sparo a vista”.

    1. Anonimo

      Finalmente un intervento sensato.

      A leggere i commenti cominciavo a pensare che la sintesi della Resistenza fosse la minzione su cadaveri vecchi di 3 giorni….

      Un museo serio serve, eccome.

  18. Elius

    Pensavo che fosse un forum di architettura. Dopo di che le ingiustizie in guerra esistono ed esisteranno sempre, ma se ci si può esprimere abbastanza liberamente ai giorni d’oggi è anche grazie all’esito di quella guerra. Personalmente mi sembra che la zona davanti ai 2 caselli non sia così coinvolta nel cambiamento ed è un peccato.

  19. Frastill

    Molti di questi commenti confermano quanto ci sia effettivamente bisogno di un museo della Resistenza Nazionale di rilievo.
    Inoltre sentirsi in dovere di commentare aspetti che non hanno niente a che vedere con l’urbanistica o l’architettura su un forum di architettura ricorda molto chi parcheggia la propria auto sui marciapiedi. Siete fuori luogo e fuori contesto, andate su facebook per pietà!

    1. Milanese

      C’entra eccome perché è un edificio usato per uno scopo di parte e visto che lo paga la collettività (15 milioni il costo più la gestione) abbiamo tutto il diritto e la libertà (che tanto sbandierate come dono partigiano) di dire quello che pensiamo cioè che sarà un edificio vuoto, costoso, che riaprirà odio e rancore quando poteva essere (come fanno ovunque all’estero) un edificio utile alla collettività un museo del design (invece di quel cesso ad uffici che sarà) o una biblioteca, un ostello, un ristorante ecc c’erano già edifici dedicati alla resistenza sparsi per la città (la loggia dei mercanti, la casa della memoria, i caselli daziari di fianco agli edifici in questione)… quindi si è fatto propaganda e si è perso un edificio moderno… comunque appena ci si accorgerà che sarà un buco nero bei costi di gestione si ridimensionerà

      1. Andrea

        La loggia dei mercanti contiene delle lastre di bronzo con incisi i nomi di alcuni partigiani caduti. Il casello daziario “Ovest” è semplicemente la sede di un circolo ANPI. Il museo della memoria è dedicato all’olocausto, alla guerra e al dopoguerra ma non esiste a Milano un museo dedicato a quel movimento che ha fondato il nostro Stato e che viene dagli storici chiamato “Resistenza”.

        Tutti gli Stati del mondo celebrano i propri fondatori, non c’è nulla di parte nel celebrare il fatto che gli Italiani ad un certo punto si sono svegliati e si sono accorti che la dittatura fascista e addirittura anche la monarchia non dovevano più fare parte della loro cultura.

        1. Milanese

          “La resistenza” fondatrice de che? Fondatori della guerra civile, degli anni di piombo, di esecuzioni sommarie, di rastrellamenti e persecuzioni come il periodo del terrore della rivoluzione francese, fu un movimento vigliacco a spese di vite di civili per le vendette naziste. Avete voluto credere alla propaganda di un movimento portatore di libertà e democrazia.. una favola della buonanotte.
          E per il cambio da monarchia a repubblica fu uno dei più grandi brogli della storia, fu manovrato il risultato a proprio piacimento a proposito di fondatori della patria (i Savoia).
          Se si creerà un museo a questo scopo almeno si liberi la loggia dei mercanti che con la resistenza e i partigiani non c’entra proprio nulla

          1. Andrea

            PS: dato che citi il periodo del terrore, ti ricordo che l’inno nazionale francese è stato istituito proprio in tal periodo e il giorno della festa nazionale francese coincide con il giorno della presa della Bastiglia.

            Come vedi non è di parte ricordare le proprie origini.

          2. Anonimo

            Sia la presa della Bastiglia che la Marsigliese sono precedenti all’oscuro periodo del terrore della Rivoluzione Francese, che è iniziato nel 1793 (e finito un anno dopo, per la gioia di tutti)

          3. Andrea

            @Anonimo 18.38
            Hai ragione la Marsigliese è stata scritta nel 1792 e istituita come inno nel 1975 (Wikipedia).

            Ma non credo che i francesi rinneghino le loro origini come sta facendo Milanese solo perché in quegli anni sono stati commessi molti orrori.

          4. Anonimo

            Hai ragione.
            Anche se poi i francesi, tra Napoleone, Carlo X, l’affare Dreyfuss e Vichy di errorini di valutazione ne han fatti più di uno. Probabilmente hanno una considerazione di se stessi maggiore della nostra 🙂 🙂

  20. Andrea

    Non è questione di credere o non credere. La nostra Costituzione e l’ordinamento attuale del nostro Stato (non ho parlato di patria o nazione che è nata tanti anni prima) portano la firma della Resistenza, è così.

    Per quanto riguarda il controverso referendum nessuno sa veramente se ci siano stati dei brogli, ma se questi sono avvenuti allora griderò “viva ai brogli della Resistenza!” perche sinceramente sono contento che oggi abbiamo un Presidente della Repubblica e non una famiglia reale.

    E sono pienamente convinto che questo museo dovrà anche soddisfare le tue esigenze e cioè ricordare a tutti gli Italiani quali orrori hanno dovuto compiere e subire i loro antenati per correggere gli errori commessi durante il Ventennio.

    Viva la Costituzione, viva il Presidente della Repubblica, viva l’Italia e gli italiani!

    1. Anonimo

      La “firma” della Resistenza nella nostra Costituzione è l’educazione alla Libertà.

      Gli orrori e gli errori del ventennio, sono stati la conseguenza della mancanza di libertà nella coscienza del popolo.

      Se vuoi ricordare gli orrori e le atrocità del nazifascismo, fai un Museo della Memoria. Se vuoi parlare di Libertà, fai un museo della Resistenza.

      Insomma, speriamo sia un Museo fatto bene, che vedere la Resistenza creare odio e divisioni come succede sempre, mi fa rabbia 🙂

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