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Milano | Porta Monforte – Le due Sfingi a guardia di Viale Piave 3

In zona Porta Monforte, in viale Piave 3, una banale casa di fine Ottocento ha a guardia del piccolo giardino, una bella coppia di sfingi in pietra.

Il palazzo venne eretto dove si trovavano le antiche mura costruite tra il 1548 e il 1562 per volontà di Don Ferrante I Gonzaga, governatore della città all’epoca in cui questa era dominata dagli spagnoli.

L’edificio, in stile classico, senza particolari architettonici che ne caratterizzino l’aspetto, venne, sicuramente, sopralzo diverse volte, sino a raggiungere l’altezza di 5 piani.

Se passeggiando lungo viale Piave, si buttasse l’occhio attraverso il cancello d’ingresso al civico 3, ci si accorgerebbe della presenza di un bel giardinetto condominiale che si sviluppa sino a viale Luigi Majno.

Poste a guardia dell’ingresso, oggi un po’ “deturpato” dalla presenza della discesa per il cortile ribassato adibito a garage, ci sono due graziose sculture a forma di sfingi, immerse nel verdeggiante giardino.

La Sfinge è un mostro mitologico con corpo di leone e testa umana; spesso sinonimo di persona enigmatica e impenetrabile.

Qui di seguito la vista dal giardino che affaccia su viale Luigi Majno.

Da ricordare, proprio di fronte alla Casa delle Sfingi, si trova la graziosa chiesa liberty del Sacro Cuore dei Frati Capuccini e l’Opera San Francesco per i Poveri.

Al posto dell’odierna chiesa, all’inizio dell’allora viale Monforte – in seguito ribattezzato viale Piave – sorgeva un Convento di Cappuccini che ereditò la fama di carità dello scomparso e omonimo cenobio di Porta Orientale celebrato dal Manzoni (odierna via Cappucicni). All’alba, un militare dell’esercito del Generale Fiorenzo Bava Beccaris, appostato col binocolo scambiò per rivoltosi dei mendicanti che attendevano presso la porta del convento la quotidiana razione di minestra, e lanciò l’allarme. In breve una batteria di cannoni venne distaccata sui prospicienti Bastioni (ora viale Majno). Subito partirono alcuni colpi che aprirono una breccia nel muro di protezione e, attraverso di essa, irruppero i fanti con le baionette innescate. Il convento fu meticolosamente ispezionato alla vana ricerca di armi, poi frati e “barboni” vennero allineati e minacciati di fucilazione. Alla fine il bilancio di questa inutile incursione fu: due mendicanti uccisi e una decina feriti. Inutili le proteste dei Padri che, anzi, furono tradotti, fra due ali di truppa schierata, in Prefettura. Qui subirono un’umiliante perquisizione, e sarebbero finiti addirittura in carcere se non fosse stato per l’intervento di alcuni illustri cittadini, capeggiati da don Achille Ratti – il futuro Pio XI – che garantirono per i Cappuccini e ne ottennero così il rilascio.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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