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Milano | Centrale – Aggiornamento via Benedetto Marcello: i se e i ma

Siamo passati a vedere come sono stati conclusi i lavori di riqualificazione di via Benedetto Marello nel distretto della Centrale.

Sabato scorso è stata aperta ai cittadini e all’uso da parte del mercato l’intera via Benedetto Marcello dopo il lungo intervento di riqualificazione (incominciato lo scorso agosto). Come abbiamo più volte detto, quest’intervento non è stato una riqualificazione di tipo “pesante” con progettazione da parte di architetti urbanisti, ma di una più semplice risistemazione effettuata dai tecnici del Comune di Milano. Niente stravolgimenti e niente interventi aggiuntivi di rilievo. Sistemato il parterre, ripiantate le alberature dove c’erano già, ma non dappertutto, come lo erano all’epoca e riordino degli stalli per i parcheggi.

Nel 1931 vennero spostate nella via Benedetto Marcello da Porta Venezia le linee extraurbane per Cassano e Gorgonzola. Come si usava all’epoca, nonostante la via (da via Vitruvio verso Nord) fosse diventata un capolinea, vi era ordine, i binari correvano paralleli e tra di essi vi erano filari d’alberi che col tempo vennero dimezzati e ridotti.

A dire il vero, il mercato (che si tiene ogni martedì e ogni sabato) ora sembra più ordinato. Bancarelle di alimentari lungo i lati del parterre centrale, sulla carreggiata e abbigliamento, casalinghi eccetera, nella parte centrale.

Gli abitanti che non avrebbero più voluto vedere il mercato nella via, si dovranno rassegnare? Il Comune non sa dove traslocare uno dei più grandi mercati settimanali della città. Si lamentano del frastuono e dell’immondizia che lascia alla sua chiusura, anche se l’efficenza di Amsa è immediata ogni volta. D’altra parte è un mercato e ovunque lo si tenga, crea non pochi problemi.

Il giorno dopo, la domenica, siamo tornati a vedere meglio la situazione e valutare l’intervento senza più le bancarelle e i furgoni del mercato.

Dunque, unica cosa positiva è l’inserimento delle nuove alberature, per il resto, un semplice riordino (che per carità ci voleva) e niente più.

Anzitutto la pavimentazione in catrame, steso, secondo noi, in maniera troppo grezza, presto possiamo immaginare, ci saranno nuove buche.

Gli alberi sono stati collocati in buche col cordolo a raso, che come vedremo, consente ai mezzi di entrare facilmente nel piccolo quadrato di terreno, scavando solchi che a lungo andare procureranno sicuro danno alle piante.

Forse sarebbe stato il caso che il Comune avesse programmato di mettere, vista la presenza del mercato, a protezione degli alberi, delle gabbie metalliche attorno ai fusti e una griglia, sempre metallica a coprire il poco terreno a disposizione delle stesse piante.

Non abbiamo capito perché in alcuni casi il cordolo è stato rialzato e in altri è stato lasciato a raso (forse sarebbe stato meglio rialzato, più protettivo secondo noi). Poi ci siamo chiesti anche perché nella parte centrale, dove c’erano già tre alberi (anche ad alto fusto) non siano state incrementate le piantumazioni. Ora le alberature le troviamo solo ai lati (sempre meglio che niente, ma gli costava molto collocare una serie di alberature (platani ad esempio) anche nella parte centrale?

Poi, visto che è stato ripavimentato tutto il parterre del parcheggio, perché sono rimasti i vecchi cordoli, affogati nel catrame? Forse a ricordo delle vecchie alberature morte e defunte?

A proposito di “affogare” qualcosa, che dire della povera vedovella o drago verde, la fontanella dell’acqua potabile, lungo la via Vitruvio, che è rimasta posizionata come prima e ora, rialzando il parterre di pochi centimetri, è finita col basamento nascosto sotto il livello stradale. Segno di poca attenzione.

Concludendo, possiamo dire che, come sistemazione necessaria, abbia superato la sufficienza, ma come arredo urbano, secondo noi, il Comune ha fatto un lavoro con poco impegno, soprattutto monetario.

I cittadini della via e del quartiere volevano che venisse realizzato un piccolo giardino, come nella parte meridionale della via, ma forse l’impossibilità di spostare il mercato, ha reso la cosa nulla, peccato. Di sicuro la battaglia non si concluderà con la fine dei lavori, almeno è quello che crediamo.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


24 thoughts on “Milano | Centrale – Aggiornamento via Benedetto Marcello: i se e i ma

    1. Anonimo

      souk milano….
      ma che stai addì?
      la critica di UF è corretta, equilibrata e dice tutto: il tuo commento invece non aggiunge nulla.
      fai uno sforzo, su!

    1. Anonimo

      il mercato serve a tutti nella zona: non è che adesso cancelliamo tutto e facciamo parchi ovunque.
      dopodiché si poteva ragionare di fare qualcosa di simile a piazza sant’agostino, con un disegno e una qualità superiore dei materiali.
      in questo senso sì, occasione persa.

      1. Anonimo

        Io abito in zona e le confermo che non è vero che il mercato serve a tutti. Anzi ritengo che:
        – i veicoli usati dagli ambulanti sono tra i più inquinanti (vecchi Euro 0) oltre ad inefficienti compressori per energia elettrica)
        – la massa di rifiuti indifferenziati lasciata dal mercato è vergognosa
        – la maggior parte degli ambulanti non sa nemmeno cosa sia lo scontrino fiscale
        – sarei curioso di sapere quanto il mercato costa alla comunità (bilancio tra entrate da concessioni versus costo di Amsa e Polizia)

        1. Anonimo

          io pure abito in zona e conosco . come forse anche lei – molte persone in zona che ricorrono frequentemente al mercato, sia per la maggiore varietà offerta, sia per quella dei prezzi, che consentono di scegliere secondo necessità.

          forse pur abitando in zona non va al mercato, ma scoprirebbe che:
          – ci vanno moltissime persone
          – è una risorsa straordinaria per il quartiere

          il problema dei veicoli vetusti è concreto, ma è chiaramente legato al fatto che i margini di guadagno degli espositori sono sempre più risicati e non consentono – salvo incentivi (che sarebbero da considerare) – il rinnovo dei mezzi

          i compressori sono molto scarsi (solo i mezzi/rosticceria, pescheria e formaggeria, che saranno si e no quattro/cinque

          – i rifiuti sono ovvi e sono tali e quali a quelli di un supermercato, soltanto che si vedono.. dopodiché l’amsa prontamente pulisce, in parte differenziando

          la questione dello scontrino è (purtroppo) tale e quale buona parte dei negozianti muniti di vetrina….

          per l’ultima questione, invece di lanciare interrogativi nell’aere, si informi e ci faccia sapere!

  1. Anonimo

    Ma quale efficienza di Amsa??!! Che se passi dopo che hanno pulito senti ancora puzza di pesce, oltre alle carte e plastiche lasciate a qualche metro di distanza. Per non dire che non differenziano quasi nulla: alimentari, carta e plastica spesso buttati nello stesso cassone..Che vergogna!

  2. Anonimo

    Occasione persa. Alberi piazzati singolarmente spesso non riescono s sopravvivere. Negli uffici tecnici del comune serve sangue fresco. Devono assumere bravi architetti e designer. Basta con questa qualità demenziale di progettazione!

    1. _

      Una qualità di progettazione migliore sarebbe stata opportuna, ma il vero problema qui è l’ESECUZIONE.

      Poteva anche andare bene il progetto da poveracci che hanno elaborato, ma con asfalto di qualità e ben posato, eliminazione dei rappezzi della precedente pavimentazione, vasche per alberi protette e con griglie in metallo, dissuasori posati bene e cestini nuovi (e messi in posizioni logiche, non come nella foto 21)

      Quindi a mio parere non è tanto un problema di chi fa i progetti, ma di chi li appalta e controlla la qualità di come son stati eseguiti, prima di pagare la fattura coi soldi dei contribuenti (perchè anche se fossero lavori a scomputo oneri di urbanizzazione, sempre soldi dei contribuenti sono)

  3. Anonimo

    Io sono molto preoccupato per gli alberi. Messi così temo che non riescono a sopravvivere. Temo che fra 2 anni saremo punti a capo: degrado, sporcizia e inciviltà. E qualcosa dobbiamo far con le auto. Invadono ogni angolo della nostra città. Stiamo repirando troppi gas di scarico!

    1. Anonimo

      Per gli alberi preoccupano le pulizie di AMSA: a meno che non faccian tutto solo con acqua fresca, nella vasca degli alberi che ha il cordolo a raso ci finisce di tutto.

      Poi non vorrei essere l’alberello di fianco al pescivendolo…visto che il ghiaccio sciolto dei pesci contiene un sacco di sale (e probabilmente anche conservanti chimici…)

  4. Anonimo

    Non sono contro la funzione parcheggio/mercato interscambiabili, ma avrebbero dovuto pavimentare con dei masselli lapidei o degli autobloccanti (versione economica) invece che stendere in maniera impietosa l’asfalto. Oltre poi a prevdere delle protezioni migliori per gli alberi. L’esempio parigino è molto bello! Con una pavimentazione adeguata poi, nel caso si fosse voluto trasferire il mercato, sarebbe rimasta una piazzetta più gradevole.

    1. Andrea

      Il problema sono le auto!

      Non puoi fare una pavimentazione carina per poi ricoprirla tutto il giorno con tonnellate di metallo perché si rovinerebbe subito.

      Il pavè e in generale tutte le superfici formate da masselli più o meno grandi sono decisamente più estetiche ed economicamente più efficienti dell’asfalto, però se queste vengono sollecitate quotidianamente da mezzi pesanti diventano uno schifo.

      Il pavè o i masselli vanno bene per le ZTL, o per le aree pedonali, non per i parcheggi che sono sempre dei luoghi brutti, indipendentemente dalla pavimentazione.

  5. Anonimo

    Una cosa è chiara: la qualità d’esecuzione è da terzo mondo. Così torna il degrado e l’incuria. Anche presto. Completamente inacettabile!

  6. Andrea

    Fintanto che quel parcheggio resterà, si può anche disegnare per terra la Piazza di Michelangelo al Campidoglio ma rimarrebbe comunque una schifezza.

    Quello che si doveva fare era rivisitare la mobilità per adeguarla ad una “zona trenta” ma ho paura che gli uffici tecnici, a parte mettere cartelli di divieto, non abbiano la più pallida idea di cosa si potrebbe fare.

  7. Anonimo

    Io abito in zona e le confermo che non è vero che il mercato serve a tutti. Anzi ritengo che:
    – i veicoli usati dagli ambulanti sono tra i più inquinanti (vecchi Euro 0) oltre ad inefficienti compressori per energia elettrica)
    – la massa di rifiuti indifferenziati lasciata dal mercato è vergognosa
    – la maggior parte degli ambulanti non sa nemmeno cosa sia lo scontrino fiscale
    – sarei curioso di sapere quanto il mercato costa alla comunità (bilancio tra entrate da concessioni versus costo di Amsa e Polizia)

    1. Andrea

      Domandati anche quanto il mercato aiuta la comunità vendendo beni primari a prezzi calmierati.

      Milano per fortuna non è abitata solo da ricchi.

      1. Anonimo

        Prezzi calmierati? Mah, a me non risulta molto. Inoltre se consideriamo che moltissimi venditori non rilasciano mai scontrino, l’eventuale prezzo calmierato è semplice evasione fiscale

  8. Anonimo

    I parcheggi servono comed i mercati…qui il problema e una schifezza di progetto e realizzazione anche peggiore…come si possa accettare questo livello non si sa?

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