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Milano | San Siro – 2 progetti per salvare il Meazza

Ieri, in commissione consiliare, sono stati presentati due progetti per riqualificare lo Stadio Meazza attuale.

Dopo ormai mesi (era settembre) di polemiche, minacce, offerte, discussioni, progressisti e conservatori, tifoserie e archiatra, ecco due proposte di “salvataggio” del vecchio stadio e sua rinascita con un nuovo aspetto, più moderno.

Il primo dei due progetti, presentato da Riccardo Aceti, ingegnere e docente di Tecnica delle Costruzioni al Politecnico di Milano, è un aggiornamento di un progetto pensato già nel 2016 come tesi. Prevede, la demolizione del terzo anello per sfruttare le torri che lo sostengono per realizzare una galleria panoramica in quota in grado di contenere servizi commerciali polifunzionali, anche su due livelli distinti, da ristoranti a campi di calcio a 5 o basket, fino alla suggestione, in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026, di una pista di pattinaggio a 40 metri di altezza. La galleria potrebbe poi essere coperta con una serie lamine stirate per riprendere il disegno delle rampe di accesso al secondo anello. 

Il secondo progetto è quello presentato dall’architetto Jacopo Mascheroni, dello studio JMA. Anche in questa ipotesi, il terzo anello verrebbe demolito, ma in questo caso si eliminerebbero anche le torri, per poter agire sulla struttura del 1955, rivestendo le balaustre esterne delle rampe con lamine di alluminio e costruendo una nuova copertura che ricorda un diamante sopra al secondo anello in policarbonato compatto.

L’abbassamento del terreno di gioco di circa 2,2 metri, ha spiegato Mascheroni alla Gazzetta dello Sport, permetterebbe di ricavare «un anello zero», ossia 3mila posti a bordo campo e accessibili dalla galleria del primo anello. Una proposta che porterebbe a 9.500 i posti premium, circa il 15% della capienza da 61.700 spettatori che il progetto prevede. Inoltre, si andrebbe ad agire sull’urbanistica circostante, con un grande boulevard arricchito dalle travi rosse che oggi sorreggono la copertura riciclate.

Le due squadre hanno portato in queste settimane le loro perplessità e critiche, come i costi eccessivi, l’impossibilità di giocare con i cantieri in corso, i tempi troppo lunghi, capienza limitata e il rischio di un vincolo della Sovrintendenza.

Secondo i progettisti invece, entrambi i progetti sarebbero in grado di sopperire a queste eventuali mancanze: sarebbe possibile proseguire con il campionato di Serie A, mentre i lavori sono in corso; il costo del primo progetto si aggirerebbe infatti intorno ai 100 milioni, mentre quelli del secondo sui 250 milioni, «stando larghi»; i tempi sarebbero ridotti, tra i 36 mesi al massimo dell’ipotesi di Aceti e i 39 di quella di Mascheroni. In entrambi i casi si parlerebbe di circa 60mila posti, come richiesto dalle squadre, e si potrebbe procedere senza rischi per un vincolo da parte della Sovrintendenza.

Quindi ristrutturare non è impossibile, anzi, volendo è possibile. Certo, con queste soluzioni le volumetrie desiderate dai due club, già ridotte dal Comune, sparirebbero del tutto o quasi, sopratutto le torri per uffici e residenziali.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


21 thoughts on “Milano | San Siro – 2 progetti per salvare il Meazza

  1. Beppe

    Ragazzi, ma di che stiamo parlando?
    Cos’ha fatto questo studio oltre a cacciar fuori due rendering?
    Hanno fatto quattro appartamenti e due villette…
    Ma ci rendiamo conto?
    Cosa ne sa questo jacopo mascheroni delle dinamiche di flusso, delle normative sugli stadi, sulle necessità dei club (oltre quelle di lucrare sulle speculazioni legate allo stadio ovviamente)? una beneamata.
    E forse UF, che su questi temi è un po’ più serio e preparato della gazzetta potrebbe pure evitare di proporre questa boutade come se fosse una cosa seria…
    Dai!

      1. Anonimo

        bravissimo a fare ville e villette, forse, ma sfortunatamente senza la benché minima competenza per progetti di questa mole, che richiedono il contributo di soggetti che sappiano cosa significa gestire flussi di decine di migliaia di persone, di studi dalle spalle larghe affiancati da colossi dell’ingegneria..

        non basta fare un disegnino e mettere una meringata al posto del terzo anello per intervenire sullo stadio di san siro, altrimenti basterebbe un buon modellista.

        risparmiamoci le baggianate tipo “la fa super elegante” e spendiamo qualche riflessione in più sulla complessità di queste opere, lasciando com’è giusto a JMA le sue ville derivative ricalcate da meier col quale ha collaborato..

      2. Graziano

        A nessuno interessa uno stadio peggiorato e RIMPICCIOLITO e quindi inadeguato. Elegante??..boh…ma sicuramente NON maestoso. Perchè il Bernabeu, il Maracanà, Wemley, sono famosi e visitati? Perchè sono imponenti, non eleganti. Meno male che gli antichi romani la pensavano diversamente. Sennò come sarebbe stato il Colosseo!???

      3. Graziano

        A nessuno interessa uno stadio peggiorato e RIMPICCIOLITO e quindi inadeguato. Elegante??..boh…ma sicuramente NON maestoso. Perchè il Bernabeu, il Maracanà, Wemley, sono famosi e visitati? Perchè sono imponenti, non eleganti. Meno male che gli antichi romani la pensavano diversamente. Sennò come sarebbe stato il Colosseo!???

    1. Graziano

      Certamente Popolous è bellissimo ma la capienza dev’essere maggiore di 60/65.000. Tanti han rifatto lo stadio, ma mai l’hanno rifatto più piccolo.

  2. Anonimo

    In effetti visto che ristrutturare il Palalido senza l’intralcio di farci in contemporanea 2/3 partite alla settimana è costato 20 milioni di Euro e 10 anni, l’ipotesi di metterci al massimo 40 mesi e spendere non più di 100 o (ma a stare larghi…) 200 milioni per San Siro, tenendolo pure in attività per campionato e coppe mi sembra ASSOLUTAMENTE realistica. 😉

    Avanti il prossimo…

  3. davide bassini

    Sinceramente vorrei capire meglio, aldilà dell’annuncio, come sarebbe possibile che nonostante i lavori in corso sarebbe attuabile continuare a giocare campionato e coppe, anche in virtù del fatto che il campo verrebbe interrato di 2,2 metri. Inoltre va da sé che un in investimento di tale portata da parte dei due club debba prevedere anche la creazione di spazi commerciali e ricettivi (vedi hotel Juventus appena inaugurato) che possano incrementare gli introiti dei club e ammortizzare in tempi ragionevolmente brevi, un investimento di tale portata. Questi non possono trovare spazio solo nel “nuovo terzo anello”. Senza arrivare alla speculazione edilizia sproporzionata presente nei primi progetti presentati, che dovrà essere rivista e rimodulata, è a mio avviso ovvio che queste due soluzioni non sono altro che un esercizio di stile abbastanza utopico.

  4. N

    “Noi milanesi siamo i proprietari di uno stadio che ha un valore di 100 milioni e che ci rende dieci milioni all’anno, 5 in manutenzione e 5 in cash. Questa è una certezza. I club propongono di costruire un nuovo stadio sul nostro terreno, ci dicono di buttare giù il nostro stadio, che torneremo proprietari del nuovo tra 99 anni e che percepiremo l’affitto dopo 33 anni – ha spiegato conversando con il direttore de Il Sole 24 Ore, Fabio Tamburini -. Quindi il Comune passa da 100 milioni di valore e 10 milioni rendita a zero e zero. A me non sembra di essere un pazzo a dire che così non va bene“.

    Beppe Sala

    fonte Skysport

    1. Anonimo

      Sembra un tweet di Trump quanto a precisione di analisi, ma è bello vedere il Sindaco sanguigno sul tema: vuol dire che stanno negoziando.

    2. Anonimo

      100 milioni (teorici) e 10 di rendita ma solo se ci giocano le squadre. Se le squadre vanno altrove valore 0 e rendita negativa….

      1. N

        Vero, ma mi sembrano delle motivazioni valide per non arrendersi alle prime proposte offerte dai club ma attuare una corretta negoziazione.

  5. dammatra

    Sono proprio curioso di sentire cosa diranno i vicini di prelios visto che a 7 (sette) metri di distanza ci costruirebbero mille appartamenti…:-)

  6. Anonimo

    Devo dire che sono d’accordo con il sindaco. Distruggere uno stadio di proprietà pubblica (quindi che rende) per farne uno privato non è proprio il massimo affare per la città di Milano. Non è che i club spingono per questa soluzione per fare cassa loro?? Sappiamo che siamo in Italia quindi se fra 20 anni ci sono problemi cercheranno di vendere il nuovo stadio al comune. Sala fa bene a tirargli per la giachetta per un attimo.

  7. Sdd

    Forse sfugge un particolare: se i due club se ne vanno a Sesto, San Siro non avrà nessuna rendita ma diventerà un enorme costo sul bilancio comunale.

    I 10 milioni sperano di prenderli dal rugby e dal calcio femminile? O forse da due concerti all’anno?

    Io credo che Sala la stia tirando fin troppo la giacchetta.

  8. Anonimo

    Sul primo non mi esprimo ma sul secondo mi viene da dire che senso ha lasciare San Siro per avere uno stadio di m…a che oltretutto non è San Siro? E le travi in mezzo alle scatole per risparmiare sui costi di trasporto?

  9. Pier Luigi Caffese

    Non buttare giu il 3° anello e costruire la struttura tutta esterna che collega poi al Meazza attuale rinnovandolo.Se adotta il mio sistema la struttura esterna le prefabbrica e poi la monta.Nel mio progetto che costruiva una Arena Esterna al Meazza avevo 120.000 posti ed io usavo legno e cemento,anzi costruivo una strada ancora piu esterna a spirale da usare alberata ai bordi esterni e come pista atletica-sci-ciclismo con salita e discesa che dopo le partite diventa strada pista per uscire oltre ad ascensori VIP.Con il mio sistema tipico delle navi, ti prepari tutto all’esterno senza interrompere le partite e dopo monti a fine campionato con 8 gru teleguidate wireless come si fa adesso in montagna con case-alberghi grattacieli in legno.

  10. Pier Luigi Caffese

    Non buttare giu il 3° anello e costruire la struttura tutta esterna che collega poi al Meazza attuale rinnovandolo.Se adotta il mio sistema la struttura esterna le prefabbrica e poi la monta.Nel mio progetto che costruiva una Arena Esterna al Meazza avevo 120.000 posti ed io usavo legno e cemento,anzi costruivo una strada ancora piu esterna a spirale da usare alberata ai bordi esterni e come pista atletica-sci-ciclismo con salita e discesa che dopo le partite diventa strada pista per uscire oltre ad ascensori VIP.Con il mio sistema tipico delle navi, ti prepari tutto all’esterno senza interrompere le partite e dopo monti a fine campionato con 8 gru teleguidate wireless come si fa adesso in montagna con case-alberghi grattacieli in legno.

  11. giovanni previti

    il primo progetto è francamente molto bello e, forse, si potrebbe utilizzare anche parte del secondo con l’abbassamento del campo per creare ancora più posti premium che tanto piacciono alle società.
    certo mancano i palazzi e co, ma qui si dovrebbe parlare di uno stadio di calcio non di una speculazione edilizia che, oltretutto, nessuno vieta ad Inter e Milan di fare i costruttori e di proporre qualche bella iniziativa edile senza la “utilità pubblica”

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