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Milano | Cinque Vie – Via Zecca Vecchia, con gran rispetto

Come abbiamo visto, l’altro ieri è stato finalmente svelato il progetto per risanare una ferita nel cuore storico di Milano, l’ex Garage Sanremo cederà il posto ad un Hotel.

Siamo in via Zecca Vecchia e finalmente possiamo mostrarvi altre nuove suggestioni (rendering) del palazzo che sarà costruito al posto del vecchio garage dismesso con le sue facciate che rispetteranno, in chiave moderna, il contesto storico del distretto delle Cinque Vie (finora si era visto solo una suggestione dall’alto).

Ricordiamo che qui ci troviamo nella Milano della fondazione, di quando i romani dal 222 a.C. trasformarono il villaggio celtico in una vera città imperiale. Qui si trovavano i palazzi più importanti che gravitavano attorno al Foro romano.

Il garage Sanremo, sorto dopo la Seconda Guerra Mondiale come situazione temporanea, in vista degli sviluppi di ricostruzione post bellica, mai completamente attuati in questo quartiere. Inoltre, in questo luogo, negli anni Trenta, secondo uno scellerato progetto urbanistico, si sarebbe dovuto abbattere tutto o quasi per far posto a nuove costruzioni e ad una via di scorrimento veloce (per fortuna mai attuata se non in parte).

Il progetto del nuovo edificio, che ha avuto un iter non facile, è stato approvato sia dal Comune che dalla Sovrintendenza, con la proposta preliminare del restyling dell’area abbandonata dell’ex Garage Sanremo nel cuore della Cinque Vie, e di piazza San Sepolcro. Qui potrete trovare molte notizie e la ostia dell’area.

In pratica al posto del vecchio e decrepito garage Sanremo, sarà ricostruita la cortina di edifici simili al contesto storico con un nuovo spazio alberghiero. Dai nuovi rendering che ci sono stati inviati da Rimond (che ringraziamo) possiamo vedere il prospetto su via Zecca Vecchia e uno scorcio da via Valpetrosa.

Il progetto prevede l’insediamento di una struttura alberghiera formata da 194 camere di elevato livello qualitativo, in linea e a rinforzo della nuova attrattività internazionale della città di Milano e delle caratteristiche storiche della zona, ricca di monumenti e risorse culturali come la Biblioteca e la Pinacoteca Ambrosiana, da promuovere e valorizzare pienamente.

Il nuovo edificio rispetterà il contesto, come dicevamo, riproponendo facciate in linea rispettando le altezze massime e gli orientamenti lungo le giaciture della città antica. Lo scavo che avverrà dopo la demolizione del garage, in accordo con la Sovrintendenza di Milano, sarà l’occasione per un’ampia indagine sulla storia e sulle stratificazioni passate della città, data la sua prossimità con l’area dell’antico Foro Romano.

Invece, nel sottosuolo verranno realizzati, in base alle indagini archeologiche che saranno effettuate, parcheggi pertinenziali a servizio anche delle forze dell’ordine che attualmente occupano piazza San Sepolcro.

Questo consentirà, oltre alla sistemazione delle strade intorno all’edificio, anche la riqualificazione pedonale di uno dei luoghi più significativi della città, oggi in qualche modo dimenticato e vandalizzato da vetture e motocicli. Verrà inoltre ceduta al Comune e sistemata l’area a verde di via Scaldasole, già utilizzata oggi come giardino condiviso a servizio dei cittadini. I lavori sull’area dell’ex garage, prima di demolizione e poi di scavo, inizieranno con l’inizio dell’anno nuovo. 

Le architetture sono state sviluppate dal team dello studio RIMOND coordinato dagli architetti Barbara Pighi e Gregorio Praderio.

Qui ci troviamo anche di fronte ad un bellissimo palazzo del regime, la Casa del Fascio della Federazione Provinciale in piazza San Sepolcro, progettato dal grande architetto Piero Portaluppi (1888 – 1967).

Ma non solo, anche la Casa dei Grifi, una delle più suggestive corti del 400 di Milano.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


14 thoughts on “Milano | Cinque Vie – Via Zecca Vecchia, con gran rispetto

  1. Anonimo

    Architettura banale e pseudostorica. Avrei preferito qualcosa da Michele de Lucchi, Valerio Olgiati o David Chipperfield. Rispettando altezze e il contesto ma degno del 2020. Come Via Orti questo pseudo storicismo finge una città che così non è mai stata. Abbiamo bisogno di progettazioni più di livello e non solo per far comodo a qualche sovrintendenza o qualche architetto con pessimo stile.

    1. Anonimo

      Concordo, siamo ai limiti del falso storico. si poteva benissimo rispettare il contesto storico (volumi, colori, materiali) senza essere così didascalici.

  2. Anonimo

    Personalmente ritengo il progetto molto valido, sia funzionalmente perchè riuscirà molto probabilmente a risolvere il problema parcheggi delle forze armate (ineludibile), sia esteticamente perchè si inserisce con rispetto nel contesto storico. Probabilmente avrei curato maggiormente certi dettagli come il manto di copertuea in coppi che poteva essere in materiale più ricercato oppure il piano terra che è anche lui poteva essere più ricercato.

  3. Anonimo

    E’ un progetto che ci sta, anche se molto minimale – nel senso che non rischia niente.

    A mio parere valorizzerà tantissimo la facciata dell’edificio di Portaluppi, che ne esce molto più iconica e in fondo anche gradevole di come non sia adesso. L’unico rischio è che sembri completamente fuori scala, visto che era stata pensata per affacciarsi su una via molto larga, prima il garage così basso gli dava più respiro.

    Comunque l’area faceva talmente pietà che va bene qualsiasi cosa, basta che la facciano (e comunque il progetto non è male)

  4. Anonimo

    Meglio l’intervento di Palazzo Gorani di qualche anno fa. Più moderno e attento nei dettagli. Il finto storico è orribile.

    1. gg

      Quindi sono meglio dei palazzi con un colore fuori contesto (quel bianco acceso), con forme irregolari e finestre con quelle tapparelle metalliche invece che un progetto che si mimetizza in zona senza dar fastidio a nessuno?

      Inoltre casa dei gorani non ha i sottotetti come le altre case intorno, sta veramente malissimo in quella zona. Poteva andare bene in porta nuova.

      Il “finto storico” è un concetto fumoso che viene gridato a caso davanti a certi edifici, ma non ho mai sentito nessuno lamentarsi davanti alla torre del filarete.

    2. Anonimo

      Finto storico direi proprio di no.
      Palazze Di questo genere vengono costruite in tutta la Lombardia perché è lo stile tipico lombardo.
      Finto storico lo definirei se avessero provato a ricostruire il foro Romano

  5. Milanese

    Finalmente una ricucitura, un altro edificio moderno in una zona così storica con vie strette sarebbe stato eccessivo secondo me, invece otteniamo un hotel bello e discreto e la piazza a nuovo (con parcheggio); tutto perfetto! (per ora)

  6. Sdd

    Solo in Italia abbiamo questa ossessione del falso storico.
    Va bene anche costruire in stile, dipende dal contesto. E palazzo Girano mi sembra un intervento non riuscito.

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