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Milano | Calvairate – Ortomercato: Foody – Mercato agroalimentare di Milano

Forse ci siamo, speriamo, Sogemi, la società che gestisce l’Ortomercato di via Lombroso, lancia “Foody – Mercato agroalimentare di Milano“, un progetto che sarà completato entro il 2022 per un nuovo mercato ortofrutticolo, tra demolizioni e riqualificazioni.

Infatti da anni si parla di rilancio per l’Ortomercato di Milano, con progetti poi rimasti sulla carta.

Foody, se lo ricordate bene, è il pupazzo fatto con la frutta per Expo 2015 a ricordo anche dei quadri del milanese Giuseppe Arcimboldo (Arcimboldi) e Foody sarà anche il futuro dell’impianto agroalimentare che si trova ai margini del distretto di Calvairate, ad est di viale Puglie.

Il progetto prevede un nuovo e più moderno Padiglione Ortofrutta, una nuova piattaforma logistica, un rinnovato  Palazzo Affari moderno con spazi di smartworking e co-working. L’obiettivo non è solo rinnovare i padiglioni dell’Ortomercato, ma anche di avvicinarsi ai quartieri e alla città “perché vogliamo che questo mercato vada sulla tavola”, ha spiegato il presidente di Sogemi Cesare Ferrero. Ci vorranno circa tre anni di lavori, l’obiettivo successivo sarà quello di arrivare al 2025 con un rifacimento completo di tutta l’area.

Ortofrutta, Ittico, Fiori e Carni, sono le quattro componenti che formano il mercato agroalimentare di Milano, con oltre 1 miliardo di euro/anno di merci scambiate e 10 milioni di consumatori serviti, ha un fatturato di 14 milioni di euro ma punta a crescere come hanno fatto i suoi competitor europei. Ad esempio quello di Parigi ha un fatturato che nel 2018 è stato di quasi 120 milioni di euro perché la città “ha investito fino a 60 milioni in questi anni e ha lavorato sullo sviluppo”. Il progetto di riqualificazione, approvato a fine 2018, passa alla fase attuativa grazie all’aumento di capitale di 273 milioni di euro formalizzato il mese scorso.

Insomma, il gap rispetto a strutture internazionali come Mercamadrid nella capitale spagnola, Rungis a Parigi o il Mercabarna a Barcellona è notevole, come lo stesso Ferrero ha sottolineato durante la presentazione mostrando numeri e confrontandoli con quelli attuali di Milano che non lasciano dubbi. D’altronde sono mancati completamente gli investimenti, o meglio, i pochi fatti, 12 milioni negli ultimi 5 anni, sono serviti solo per mettere in sicurezza una struttura che lascia vedere tutti segni del tempo e che rispetto a quelli degli altri mercati internazionali, tutti nella direzione dello sviluppo, sono veramente poca roba.
 
Si partirà da progetto di riqualificazione per la costruzione del Nuovo Padiglione Ortofrutta (NPO) comprensivo del Mercato Ortofrutticolo e di una Piattaforma Logistica dedicata, area che sarà completamente rinnovata secondo logiche di efficienza e sostenibilità con 114 grossisti e 97 produttori locali.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


9 thoughts on “Milano | Calvairate – Ortomercato: Foody – Mercato agroalimentare di Milano

  1. Milanese

    Mi piaceva di più il progetto del 2008 con le serre, i pannelli solari sopra ad esse e con l’aggiunta del distretto terziario, istruzione, ricerca, ma direi che anche questo è un buon progetto (se lo faranno per intero), pagare milioni (12) per la messa in sicurezza di una struttura vetusta sono stati uno spreco..non si può più aspettare

    Visto l’attuale congiuntura favorevole per Milano perché non chiedere e ottenere in questo distretto appunto anche la “BORSA AGROALIMENTARE”? (Fu un Progetto del 2008 per Expo) sarebbe un tassello importante per una Milano sempre più internazionale e centro della finanza! (Visto che non abbiamo ottenuto l’agenzia europea del farmaco e nemmeno l’ufficio per i brevetti se ricordo bene…

  2. Anonimo

    Serve un progetto forte e corraggioso. E usiamo i tetti per il fotovoltaico per favore!!! E ogni albero piantato è un grande passo in avanti!!

  3. Anonimo

    “Si partirà da progetto di riqualificazione per la costruzione del Nuovo Padiglione Ortofrutta (NPO) comprensivo del Mercato Ortofrutticolo e di una Piattaforma Logistica dedicata.”

    Dal rendering la piattaforma logistica è gigantesca. Ho dei dubbi che farla li nel 2020 sia una idea lungimirante.

  4. Geopolitica milanese

    Guarda caso mentre Milano restava bloccata per decenni da lobby interne manovrate da lobby straniere, parigi, madrid e barcellona andavano alla grande con i mercati generali. Ma mentre si sapeva che la Francia ci ha sempre messo i bastoni tra le ruote (come quando fecero fallire con i romani l’alleanza tra KLM e Alitalia con hub a Malpensa, per poi far alleare KLM a Air France), dobbiamo fare attenzione alla Spagna dal momento che l’Italia è un competitor geopolitico nel sud Europa della Spagna, soprattutto nell’agricoltura e nell’agroalimentare. In 10 anni l’export agroalimentare spagnolo è cresciuto del 97,3%. Il rinnovamento dell’ortomercato bloccato per anni ha avvantaggiato i mercati generali di madrid e barcellona e l’agroalimentare spagnolo, la xylella che ha distrutto gli ulivi in puglia ha avvantaggiato i produttori d’olio spagnoli, e le pere distrutte dalla cimice asiatica in Itala ha diminuito le esportazioni italiane di pere e aumentato le importazioni di pere dalla spagna. Toc toc? C’è qualcuno? A roma, ai ministeri, c’è qualcuno che controlla e monitora la situazione, e fa anche qualche indagine, o è tutto frutto del caso e della sfortuna? Purtroppo questa è una sfida persa in partenza, dal mopmento che gli spagnoli hanno Madrid che detta le linee guida e pensa alla spagna nella sua interezza e alla sua proiezione geopolitica nel mondo, noi abbiamo roma che si preoccupa di se stessa e al massimo le sue preoccupazioni geopolitiche arrivano fino alla ciociaria. Intanto gli spagnoli se la godono: LASTAMPA: “Sorpasso! A certificare quello che finora si era soltanto intuito attraverso indicatori, per così dire, informali, come la Champions League o il numero di turisti, arriva ora un dato solido quanto allarmante per l’Italia: gli spagnoli sono più ricchi di noi. Gli abitanti della Penisola iberica hanno recuperato un ritardo storico, che sembrava consolidato e, quello che è peggio per noi, la distanza è destinata ad aumentare a nostro svantaggio.”

  5. Marco

    A mio parere l’ortomercato dovrebbe traslocare fuori dalla cinta ferroviaria.

    Quella zona, senza un’identità precisa, e desolata di sera e notte, non è di certo gradevole e ben vissuta.

    1. Geopolitica milanese

      All’inizio si poteva pensare che forse era meglio spostare fuori Milano l’ortomercato, ma a pensarci bene è meglio mantenerlo in città perchè ristrutturato e rifunzionalizzato è una struttura ad alto valore aggiunto per tutta la città e il suo indotto terziario e turistico. Pensiamo solo all’approvigionamento dei ristoranti e degli alimentari. Certo se si riesce anche a farlo vivere di notte con ristoranti e pub, tanto meglio. E poi da un punto di vista della forza geopolitica di una città stato come Milano è meglio non disfarsi di troppe funzionalità che poi vanno a potenziare altre cittadine vicino a Milano (vedi orio che cresce a scapito di Linate che è limitato per legge) o all’estero, vedi appunto i mercati generali di madrid, barcellona e parigi, che dalla debolezza dell’ortomercato, ossia dell’hub logistico agroalimentare italiano di Milano si sono avvantaggiati per decenni sia come sistemi città che come sistemi agroalimentari dei rispettivi paesi. Insomma per dirla in parole povere: “tutto fa brodo”. Per nuove case e uffici ci sono gli scali ferroviari. Inoltre la forza geopolitica di Milano è quella di essere una città piuttosto compatta quindi molto funzionale, che è comunque in grado di mantenere al suo interno funzioni logistiche e industriali. Tra l’altro con l’industria 4.0 non è escluso che molte industrie tornino dentro le città e al riguardo anche per gli scali ferroviari al posto di prati fangosi, malarici e acquitrinosi bisognerebbe pensare anche a riservare spazi per l’industria 4.0.

    2. Geopolitica milanese

      All’inizio si poteva pensare che forse era meglio spostare fuori Milano l’ortomercato, ma a pensarci bene è meglio mantenerlo in città perchè ristrutturato e rifunzionalizzato è una struttura ad alto valore aggiunto per tutta la città e il suo indotto terziario e turistico. Pensiamo solo all’approvigionamento dei ristoranti e degli alimentari. Certo se si riesce anche a farlo vivere di notte con ristoranti e pub, tanto meglio. E poi da un punto di vista della forza geopolitica di una città stato come Milano è meglio non disfarsi di troppe funzionalità che poi vanno a potenziare altre città all’estero, vedi appunto i mercati generali di madrid, barcellona e parigi, che dalla debolezza dell’ortomercato, ossia dell’hub logistico agroalimentare italiano di Milano si sono avvantaggiati loro come sistemi città e anche i sistemi agroalimentari dei rispettivi paesi. Insomma per dirla in parole povere: “tutto fa brodo”. Per nuove case e uffici ci sono gli scali ferroviari. Inoltre la forza geopolitica di Milano è quella di essere una città piuttosto compatta quindi molto funzionale, che è comunque in grado di mantenere al suo interno funzioni logistiche e industriali. Tra l’altro con l’industria 4.0 non è escluso che molte industrie tornino dentro le città e al riguardo anche per gli scali ferroviari andrebbero pensati spazi da riservare all’industria 4.0.

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