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Milano | Porta Garibaldi – Riqualificazione via Capelli: primo tratto aperto

Prevista la riapertura per Natale, i lavori si sono leggermente prolungati, come spesso accade; pertanto l’altro ieri è stato aperto solo il tratto finale della via Capelli, proseguimento di Corso Como e accesso a Piazza Gae Aulenti a Porta Garibaldi.

Il progetto voluto dallo stilista, fondatore e azionista di Diesel e altri marchi di moda, Renzo Rosso, e finanziato dalla stessa società (il Comune non ha versato un centesimo), ha previsto una totale riqualificazione della via Capelli (aperta nel 2012), soprattutto con un ampliamento degli spazi di sosta pedonali e fioriere.

Al posto delle sovrabbondanti ringhiere metalliche, sono state create delle fioriere (noi sin dall’inizio non capivamo perché non fossero state messe), sedute ai bordi per i passanti e tratti di gradinata per colmare il dislivello delle due corsie (ai lati si trovano le scalinate e al centro la rampa). Allo stesso tempo sono stati posizionati anche i nuovi lampioni. Il tutto molto più bello e stiloso.

Al momento la via è ancora interdetta con catene al passaggio pedonale, anche perché rimane cancerizzata ancora la parte iniziale, quella prossima a corso Como.

Foto di Riccardo Mastrapasqua.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Porta Garibaldi – Riqualificazione via Capelli: primo tratto aperto

  1. Anonimo

    Esteticamente gradevole, ma non penso che due panchine e due fioriere risolvano il problema per cui inizialmente era stata proposta la riqualificazione, ovvero fare in modo che i passanti camminassero meno a centro strada e più davanti ai negozi (che evidentemente lamentavano scarsa affluenza).

    Magari qualche volta potrà anche capitare, ma in generale non credo che uno che va a comprare un Rolex da Verga o prodotti costosissimi come una scarpa di Louboutin o un capo di Margiela lo faccia perché ci è passato davanti per caso e ha visto qualcosa che gli piaceva in vetrina, lo fa perché vuole andare proprio lì a comprare quel prodotto lì, e quindi ci va con o senza fioriere.

    Comunque staremo a vedere, in ogni caso dal punto di vista dell’arredo urbano l’intervento è sicuramente migliorativo.

  2. Antonio

    Il problema di Milano 3 quando il risultato di un giudizio è la parola “stiloso”. Il design e le opere progettate bene sono altre.

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