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Milano | Vigentino – Nuove fermate del 24 e polemiche

Il Comune ha riqualificato le fermate della linea tranviaria 24 (e bus 34), accorpandone qualcuna per una migliore razionalizzazione e velocizzazione del percorso, causando però un forte malcontento tra gli abitanti della zona del Vigentino.

Il fattore più “critico” e criticato della riqualificazione, riguarda il tratto di Via Ripamonti, dove ATM ha soppresso 2 fermate del 24 accorpandole ad altre.

A quanto pare, oltretutto, le nuove fermate riqualificate, hanno prodotto una serie di disagi nel quartiere secondo i residenti: congestione del traffico, tram rallentati, residenti costretti a lunghi spostamenti a piedi per raggiungere le fermate del 24 e 34 rimaste. Gli abitanti del quartiere, sopratutto anziani, sono rimasti delusi e molti infuriati, tanto da chiedere ad ATM e all’Assessore Marco Granelli, un incontro per mostrare le problematiche e cercarne soluzioni.

A quanto pare, comunque, i dirigenti Atm e i consiglieri del PD si sono accorti del disastro apportato con la nuova ristrutturazione.

Come al solito i tecnici non vivono il quartiere e le due fermate rimosse sulla carta (in tutto però sono tre), con l’intenzione di velocizzare e razionalizzare il tram, pare non funzionino.

Le fermate soppresse sono: via Ripamonti con le vie Bellezza e Giulio Romano, via Ripamonti con via Serio e via Ripamonti con via Barletta.

Senza dubbio la riqualificazione delle fermate e l’aumento dell’accessibilità sono azioni positive, ma voler sopprimere una serie di fermate, con la motivazione di rendere il servizio più rapido, non funziona se causa disagio all’utenza.

I cittadini non chiedono tram ad alta velocità ma linee puntuali, frequenti e a misura di utenze fragili, quali gli anziani, le donne e i bambini.

Cominciamo il nostro sopralluogo dalla fermata in piazza San Nazaro in Brolo lungo Corso di Porta Romana altezza 52. Qui i lavori di adeguamento sono ancora in corso.

Saltiamo a Crocetta, dove le fermate sono state completamente riqualificate. e il marciapiede è stato rialzato per un più facile accesso ai mezzi. I marciapiedi in questo caso sono stati rifatti in pietra.

Scendiamo e passiamo alla fermata di corso di Porta Vigentina angolo via Cassolo e via Crivelli. Entrambe ancora in fase di realizzazione.

Eccovi in via Ripamonti angolo con viale Sabotino.

Dopo quasi 300 metri eccoci alla fermata di via Ripamonti angolo viali Toscana e Isonzo. Naturalmente la fermata che si trovava nel mezzo, quella angolo via Bellezza e Giulio Romano, al momento è stata soppressa (troppo vicina a quella precedente).

Oltrepassiamo il ponte ferroviario e ci troviamo all’angolo tra le vie De Angeli e Lorenzini.

La vecchia fermata altezza via Serio è stata soppressa e accorpata con la successiva, che è stata anticipata di qualche metro. Qui effettivamente la vicinanza con la precedente e la poca utenza (per ora da un lato si trova un lotto vuoto), ne giustificano la scelta.

Eccoci sempre in via Ripamonti angolo con via Rutilia dove è stata creata la nuova fermata su entrambi i lati. Naturalmente le nuove fermate hanno eliminato alcuni parcheggi auto.

Tra via Rutilia e l’incrocio con le vie Solaroli e Quaranta, vi era una fermata all’altezza di via Barletta, oggi soppressa. Questa è una delle più contestate fermate soppresse del percorso. Quasi 400 metri le separano ora l’una dall’altra.

Ecco raggiunta la fermata all’incrocio con le vie Solaroli e Quaranta. Anche in questo caso sono state “spostate” di qualche metro. Infatti la vecchia fermata direzione periferia è stata spostata oltre l’incrocio, stessa cosa per direzione centro.

Pochi metri più a sud possiamo vedere ancora i segni sul marciapiede della fermata soppressa.

Passiamo al cuore del Vigentino, dove si trova la fermata dell’Assunta. Anche qui la fermata direzione centro è stata spostata di qualche metro e postata di fronte alla via Alamanni (in origine era dopo l’incrocio con via dell’Assunta.

Eccoci all’angolo con via Noto.

Concludiamo il nostro percorso con la fermata all’angolo con via Val di Sole. Seguiranno la fermata di via Chopin e quella del capolinea.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


12 thoughts on “Milano | Vigentino – Nuove fermate del 24 e polemiche

  1. Francesco

    Il problema non è il numero di fermate, ma la concorrenza con le auto. Un tram non può e non deve incolonnarsi dietro le auto, punto e basta.

  2. Anonimo

    “A quanto pare, comunque, i dirigenti Atm e i consiglieri del PD si sono accorti del disastro apportato con la nuova ristrutturazione.

    Come al solito i tecnici non vivono il quartiere e le due fermate rimosse sulla carta (in tutto però sono tre), con l’intenzione di velocizzare e razionalizzare il tram, pare non funzionino.”

    Non sono d’accordo.
    Detto così è superficiale…lo posson dire i politici cittadini ma non UF!

    Secondo me la realtà è che il tram è una cosa (e deve servire a portare in fretta a metro e centro) e gli autobus interquartiere un’altra (e devono servire ad anziani e per negozi di vicinato).
    Esattamente lo stesso che è successo con la M3 in Corso Lodi, dove ci si è resi conto che…oltre alla metro servono anche gli autobus (ed hanno introdotto la 65 ad esempio che su Corso Lodi è molto più usata dagli anziani della metro).

    Purtroppo il problema è ATM, che sembra vivere in un pianeta diverso da quello dei Milanesi. Basti vedere gli orari festivi, notturni e soprattutto serali: quand si esce dall’ufficio i tram ….van tutti in deposito. Manco fossimo negli anni 70 quando si usciva dall’ufficio alle 6.30!

  3. Muovi-Ti

    Distanziare le fermate senza prima di aver asservito tutti i semafori della linea è una cosa molto stupida. Ma molto.
    Le prime cose da fare sono semafori asserviti e corsie protette.
    Solo dopo aver fatto questo (e abolito il demenziale “distanziamento tranviario”) si può in alcuni casi rivedere la collocazione di alcune fermate.

    1. Anonimo

      Mi devi spiegare a cosa serve abolire il “demenziale distanziamento tranviario” in questo caso: su quelle fermate passa solo il 24!!

  4. robi

    ha più senso rivedere prima le posizioni delle fermate, poi attivare l’asservimento semaforico con registrazioni di percorrenza definitive. La cosa più stupida è continuare a sprecare risorse che si potrebbero risparmiare continuando a non attivarlo, pur avendolo già predisposto. Inoltre non mi risulta che la fermata di via Ripamonti all’altezza di via Bellezza / Giulio Romano sia stata soppressa.

  5. Bruno

    Le vecchie fermate di via Barletta e via Quaranta erano a meno di 200 metri di distanza.
    Ditemi voi in quale città del mondo dove il tram è sfruttato al pieno delle sue potenzialità ci sono fermate a meno di 200 metri.
    Ora via Barletta e via Rutilia sono a 400 m? Vuol dire che alla peggio bisogna fare 200 metri a piedi. Duecento! Di cosa stiamo parlando!
    Una linea di forza non può fermarsi ad ogni incrocio. Non è un servizio di quartiere, è un servizio di trasporto pubblico che deve garantire spostamenti efficienti e possibilmente rapidi per collegare questa zona della città a tutto il resto.
    Per fare questo bisogna anche fare l’asservimento semaforico e le corsie protette? Benissimo, si facciano anche queste, non è in contrapposizione con quanto fatto con le fermate, finalmente a distanze sensate, accessibili e che evitano a chi sale e scende di dover schivare motorini ed auto che superano il tram a destra in fermata.

    1. lisander

      esatto! Sono pienamente d’accordo, in Viale Corsica è successa la stessa cosa,sulla linea 27 e 73(automobilistica per Linate) dove sono presenti due fermate in meno di duecento metri! Purtroppo in tal caso l’hanno avuta vinta i comitati contro che con toni di arroganza e minacce di blocco del traffico hanno ottenuto il ripristino delle fermate; ora mi chiedo che senso avra’ un intervento di preferenziamento semaforico su quella tratta se poi ad ogni capriccio dei residenti le fermate vengono ripristinate!Anche in tal caso i cittadini hanno reclamato con veemenza l’eccessiva distanza (meno di 200m) della fermata successiva, che sono una cosa veramente ridicola, oltretutto va detto che le fermate devono essere poste in prossimità di incroci con altre linee di superficie o di metro o passante, o di ospedali/ambulatori, scuole, uffici; in tal caso nessuno di questi requisiti è presente, trattasi solamente di privilegi anacronistici e rendite di posizione di cittadini viziati e prepotenti che facendo la voce grossa ottengono quello che vogliono; ecco, questi sono i risultati della democrazia partecipata che impone i propri diktat in barba alle esigenze della comunità.

  6. Federico

    Mi permetto di opinare su questa affermazione:
    “I cittadini non chiedono tram ad alta velocità ma linee puntuali, frequenti e a misura di utenze fragili, quali gli anziani, le donne e i bambini.”
    Nulla da eccepire sulla necessità di avere linee puntuali e rispettose delle utenze fragili, ma sul fatto che non chiedano “tram ad alta velocità” è privo di ogni riscontro e sensatezza.
    La velocità commerciale dei mezzi pubblici E’ fattore essenziale per la loro attrattività, e le tramvie milanesi aventi una velocità commerciale da bradipo letargico (11km/h in media) non sono ne attrattive ne efficienti.
    Qualsiasi provvedimento, ed il corretto distanziamento delle fermate è uno di questi, che comporta una maggiore velocità commerciale, non farà che attrarre nuova utenza, anche a scapito di inveterate abitudini di alcuni cittadini privati di una comodità. Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.
    Le abitudini vanno cambiate, ma capisco che qualcuno riottoso se ne risenta. Ma poter avere tramvie che risparmiano 20-30 minuti sul giro (andata e ritorno) significa anche poter incrementare le frequenze senza dover acquistare nuovi mezzi, senza intasare ulteriormente le strade, anzi liberandole dai mezzi privati di coloro che come nuovi utenti ne faranno uso.

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