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Milano | Città Studi – Via Bassini: e adesso?

Un peccato non si sia riusciti a trovare una soluzione migliore per ampliare il dipartimento per gli studi di Chimica, lungo via Bassini, nei pressi di largo Volontari del Sangue e via Corfù, da anni terribilmente abbandonata e degradata, senza distruggere a ogni effetto, uno spazio verde. Magari si sarebbe potuta erigere una torre, che avrebbe consumato meno terreno del palazzo prescelto (sappiamo che nella zona di Città Studi non si possono costruire palazzi troppo alti per la vicinanza del quartiere con l’aeroporto di Linate – ma forse uno strappo alla regola non sarebbe stato male-).

Noi abbiamo fatto un piccolo sopralluogo girando attorno al campus in fase di trasformazione.

Nei giorni scorsi è stato “spianato” in parte il giardino all’interno del campus di Via Bassini, suscitando le proteste dei cittadini del quartiere. Alberi dalle folte chiome sono stati sacrificati definitivamente la mattina del 2 gennaio scorso. Tagliare gli alberi adulti, in un periodo così bramoso di “verde”, non sembra sia stata una buona scelta. Anche perché ora che il nuovo parco sarà realizzato al posto della palazzina demolita, passeranno altri cinque anni come minimo.

Certo, verrà realizzato un nuovo palazzo moderno ed efficiente, soprattutto dal punto di vista energetico, sarà anche demolita la vecchia palazzina Enrico Fermi – CeSNEF Sezione Ingegneria Nucleare e al suo posto sarà ingrandito il parchetto pubblico “Smerlo” su via Ponzio.

Il nuovo edificio che sorgerà al posto del giardino si affiancherà al Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria.

Qui di seguito le immagini del parchetto Smerlo che verrà ingrandito e la palazzina Enrico Fermi che sarà demolita.

Ed ecco il tratto disboscato. Molti degli alberi presenti erano robinie che, cresciute spontaneamente, si erano letteralmente avvinghiate alla cancellata, in alcuni casi assorbendola, come abbiamo mostrato qualche anno fa in un nostro articolo precedente.

Del parco, secondo il Politecnico sono stati abbattuti ben 35 alberi e ne sono stati spostati altri 22, dei 57 totali interessati dall’intervento nel parchetto del Campus Bassini dell’ateneo.

Le proteste dei residenti sono risultate inutili. Forse perché tardive.

Eccoci in via Corfù, che, come dicevamo, versa in uno stato pietoso da anni. Terra apparentemente di nessuno, spazio incolto e fangoso, come si può vedere dalle immagini qui di seguito.

Svoltando l’angolo ci ritroviamo in via Golgi, dove si trova l’imponente mole dell’Edificio 21 del Politecnico di Milano. Anche qui sono cominciati alcuni lavori di riqualificazione.

Percorrendo il lato del Campo Sportivo Mario Giuriati, e giungendo in via Celoria, troviamo altri lavori in corso. Si tratta del cantiere per la realizzazione di un campetto sportivo al coperto e nuovi spazi all’interno del centro sportivo.

In via Pascal, sul lato opposto, si trova il piccolo Parco della memoria, che sarà anch’esso riqualificato grazie al progetto per il nuovo edificio di chimica.

Via Carlo Pascal è una via “privata” che attraversa per intero il campus. Sul lato dispari si trova l’Edificio CT2 (Centrale Termica), sempre del Politecnico di Milano, mentre sul lato opposto l’ingresso storico al Campo Sportivo Mario Giuriati.

Concludiamo il nostro giro con le immagini della palazzina Enrico Fermi – CeSNEF Sezione Ingegneria Nucleare, sarà dismessa e demolita, dopo la bonifica, che durerà sicuramente parecchi anni (altro problema sollevato da chi protestava per l’operazione del Politecnico).




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


15 thoughts on “Milano | Città Studi – Via Bassini: e adesso?

  1. Adriano

    Io non conosco la zona per poter giudicare ma se i residenti si lamentano hanno sempre ragione se sono invece ecologisti un po’ meno.
    In generale vorrei sollevare la questione due pesi due misure,
    Quando queste cose vengono fatte da giunte di “Sinistra” al massimo c’è qualche residente e niente di più. Se fosse stata una giunta di destra si sarebbe gridato al fascismo o altro e sarebbero intervenuti elio e le storie tese dario fo ecc…come era avvenuto durante la costruzione di palazzo lombardia.
    Insomma come al solito la coerenza delle sinistra si fa riconoscere. Ma gli italini non sono scemi ora si sono svegliati…

    1. Si Tav

      Pienamente d’accordo, Adriano.

      Mi chiedo comunque questo: ricordo male o buona parte delle facoltà di questa zona saranno trasferite nell’ex area Expo?

    2. Precotto doc

      Ti sei dimenticato le battaglie che hanno fatto contro porta nuova , con la passerella dei comici di zelig con gl assessori di pisapia e salah, adesso ci vogliono fare la festa dell unità , bravo Adriano

    3. Robybob64

      Riqualificare un area degradata porta a dei benefici per tutti se ben realizzata ed io ho piena ed infinita fiducia nel Politecnico. Sinceramente sono stufo di chi cerca pretesti per buttarla in caciara di destra e sinistra strumentalizzando qualsiasi decisione. Ricordo che il Poli è università privata come la Bocconi. Inoltre, conoscendo il luogo e gli edifici interessati, ritengo si stia facendo una grande opera di risanamento ambientale (edificio di ingegneria nucleare ad esempio, ospitava una pila atomica con materiale fissile).

  2. Anonimo

    Sinceramente non mi sento di condividere il dramma dell’abbattimento di alcuni alberi se questi faranno spazio ad un edificio più moderno e meno inquinante.

    Quello per cui sono affranto è vedere solo alberi abbattuti e pochissime nuove piantumazioni in centro città. Si parla di forestazione urbana ma a parte grandi proclami di concreto si sta facendo pochissimo. Nel centro città ci sono moltissimi luoghi come vie, viali e piazze adatti ad ospitare nuovi alberi. Certo la piantumazione qui ha un costo superiore poiché si deve provvedere a rimuover asfalto o a spostare sotto servizi ma sicuramente la città e la qualità della vita dei cittadini ne beneficerebbe di gran lunga. Quindi la domanda è più che lecita… perché nonostante i numerosi proclami, questa giunta non si attiva con un serio piano di piantumazione di alberi ad alto fusto per la città ?

  3. Andrea

    Il progetto nuovo non è male e a vederlo così, su carta, sembra migliorativo rispetto alla situazione attuale, anche in termine di verde. Il problema secondo me rimane (come sempre a Milano o in Italia) la manutenzione ordinaria dopo che i lavori vengano terminati. Io ho sempre l’impressione che il politecnico se ne freghi abbastanza di queste cose. Diciamoci la verità: tutti gli edifici del Politecnico (o della Statale) sono in uno stato piuttosto pietoso.

  4. Anonimo

    Importante è incominicare con piantumazioni nuove in città al più presto possibile. Il piano ForsetaMi deve essere accelerato!

    1. Anonimo

      Il piano ForestaMi purtroppo prevede pochissime piantumazioni nel centro cittadino. La maggior parte sarà fatta nei parchi e nelle zone riqualificate degli scali ferroviari…

  5. Wer

    Scusate ma non è lo stesso politecnico che il 21 novembre in triennale ha presentato il progetto ForestaMI ? con l’obiettivo di riforestare la città metropolitana di Milano con 3 milioni di alberi ??? Si è parlato di isola di calore, di sequestro di co2, permeabilizzazione delle acque, di assorbimento di PMx, diossine, benzene… senza contare i benefici psico-fisici sulle persone (esseri umani e animali-biodiversità). Erano li a raccontare, mah…

  6. Ben Laurent

    La prima immagine (Il progetto di “riordino” nel campus del Politecnico) riporta una informazione fuorviante: la via Pascal, che attraversa l’area e separa il campo sportivo Giuriati a sud dall’area da edificare a nord, è colorata di verde con alberelli e un percorso pedonale serpeggiante.

    Forse la copriranno di moquette verde, perché nella realtà è una sede stradale vera e propria usata per il traffico veicolare di mezzi pesanti (pullman a servizio del Giuriati, cantieri degli edifici esistenti) e auto private.
    L’area è usata come parcheggio e mi pare improbabile che si eseguano i costosi lavori di rimozione del fondo stradale.

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