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Milano | Città Studi – Parco Bassini: al via il taglio degli alberi

Questa mattina presto sono ricominciati, quasi di nascosto, i lavori per il taglio degli alberi nel Campus Bassini del Politecnico di Milano, alla presenza di un massiccio dispiego delle forze dell’ordine per tenere a bada le proteste di studenti e abitanti del quartiere abbastanza animati. Avevano anche esposto alcuni striscioni tra cui uno dove si leggeva: «Politecnico e Comune ordinano. Gli alberi muoiono. Resta, Sala, Maran vergogna!».

Dopo le proteste delle settimane scorse che avevano interrotto il cantiere per la costruzione del nuovo edificio di Chimica del Politecnico, ecco quindi il ritorno degli operai che sono tornati al lavoro per preparare il terreno col taglio degli alberi. Ma le polemiche sull’operazione dell’ateneo non si fermano.

Secondo il Politecnico sono stati abbattuti ben 35 alberi e si è predisposto lo spostamento di altri 22 alberi dei 57 totali interessati dall’intervento nel parchetto del Campus Bassini dell’ateneo.

“Il Politecnico – si legge in una nota – con il prosieguo dei lavori sta dando seguito a quanto deciso dal Senato accademico il 18 novembre 2019 e in coerenza con quanto detto durante la seduta della Commissione consiliare mobilità, trasporti, politiche ambientali, energia, protezione civile, animali e verde del 6 dicembre 2019. In particolare, si è provveduto come previsto all’abbattimento di 35 alberi e si è predisposto lo spostamento dei 22 alberi dei 57 totali interessati dall’intervento”. L’ateneo “conferma la disponibilità a tutte le compensazioni che emergeranno dal tavolo di lavoro, già richiesto, che vede coinvolti gli esperti dell’Università degli studi di Milano, del Municipio 3 e del Comune di Milano”.

Ricordiamo che al posto del giardino sarà eretto un nuovo edificio per l’università e verrà demolita la vecchia palazzina Enrico Fermi – CeSNEF Sezione Ingegneria Nucleare e al suo posto sarà ingrandito il parchetto Smerlo su via Ponzio.

Dopo la ripresa dei lavori, le proteste si sono ulteriormente imbufalite, anche via social. I contrari all’intervento hanno organizzato una manifestazione sotto l’egida del comitato «Salviamo il parco Bassini»: un corteo da via Bassini a Palazzo Marino, il 9 gennaio alle 17.30, che raggiungerà la sede del Comune alle 18.30 per chiedere lo stop all’intervento sull’area e che tutte le aree verdi cittadine siano preservate.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


15 thoughts on “Milano | Città Studi – Parco Bassini: al via il taglio degli alberi

  1. AleB

    Fantastici i c9mmenti dei finti ambientalisti… fosse per voi ci avrebbero dovuto fare un parcheggio tutto asfalto.

    Il progetto, una volta terminato prevede più alberi ed una maggiore superficie a verde. Non c’è speculaxione siccome non fanno il solito condominio, ma rifanno i dipartimenti del Poli… un’università pubbloca, nessun interesse privato occulto.

    Avanti così, università e ricerca e buoni progetti!

      1. AleB

        Garantisce il progetto, che puoi leggere, ed il fatto che il Poli è un’eccellenza. Costruisce un edificio per fare ricerca, nn x vendere appartamenti. Ricerca scentifica, quello che serve al nostro paese e a Milano si fa… nonostante i falsi ecologisti.

        1. Milanese

          Ma che c’entra Aleb, anche tu vai di slogan? e poi perché Falso? Perché dovremmo essere falsi ecologisti? Un conto è abbattere pioppi e robinie che in 5 anni (da pianticelle in vasetto) diventano a tutti gli effetti alberi, un altro è abbattere belle essenze ad alto fusto come ad esempio un cedro atlantica (glauca), per tua informazione è una specie ornamentale (di pregio), lento a crescere che vive più di 300 anni, per essere quello che era diventato ci ha impiegato minimo 70 anni, e dava un bell’effetto al giardino, capirai anche tu che si poteva abbattere tutto il resto ma tenere ciò che è più “prezioso” costruendo diversamente il nuovo edificio, a prescindere dalla grande “istituzione” che è (a Milano e internazionalmente) il politecnico

        2. Anonimo

          Capisco le ragioni del Politecnico e secondo me fa bene, ma è dura spiegare al Cedro che la Statale se ne va via, l’Istituto dei Tumori se ne va via, la zona rischia di rimanere deserta e l’unico che ci va di mezzo per espandere un edificio esistente è lui (il cedro).

    1. Bruno

      1) Il progetto prevede più verde smantellando l’ex Cesnef che contiene materiale radioattivo ed è lì da decenni. Ci vorrà almeno un altro decennio prima che possa essere decommissionato in sicurezza. Chissà quando vedremo il nuovo parco.
      2) Una pianta giovane ha una capacità di assorbimento di CO2 di gran lunga inferiore di una secolare.
      Ecco perché quel parco aveva tutto quel valore

  2. Anonimo

    Curioso, ma non troppo, che ogni volta che a Milano si vogliono migliorare le infrastrutture universitarie, compresi gli alloggi universitari per gli studenti, compaiano fantomatici comitati di quartiere o comitati all’interno delle stesse strutture universitarie che si oppongono. Non saranno mica azioni di “lobbying” di altre università italiane e straniere che vogliono “rallentare” le università milanesi in modo che gli studenti vadano a studiare in quelle università anzichè in quelle milanesi?

  3. Leonardo

    Per cambiare aria a Milano non si deve combattere contro i singoli abbattimenti. Il Poli negli ultimi hanno ha collaborato x rifare piazza Leonardo dove accedevano decine di auto, uno schifo. All’interno del campus a tolto i parcheggi e fatto aree verdi. Il Poli è in buona fede e fino ad oggi ha fatto la sua parte. Le battaglie per mantenere i singoli cedri non servono, serve invece insistere per i cambiamenti, per aumentare le frequenze dei mezzi, aumentare le ciclabili, ridurre i posti auto selvaggi. Ammodernare i sistemi di riscaldamento, ridurre le auto inquinanti… spiace x il Cedro, ma anche se fosse rimasto, era una vittoria di Pirro. Guardiamo oltre il dettaglio e pendiamo un po’ più in grande.

  4. Elius

    Purtroppo la sfiducia nelle istituzioni è ben fondata…speriamo che si faccia il parco come da progetto. Meglio uno grande e ben concentrato che 2 spezzati come era prima. Il bilancio di alberi inoltre è positivo. Certi interventi sono necessari. Avevano abbattuto molti più alberi in viale Marche per fare la preferenziale o per i lavori della m5. Poi ripristinati con nuovi alberi.

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