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Milano | Scali Ferroviari: a che punto siamo?

A tre anni dal workshop “Dagli scali la nuova città” presentati oggi i progetti in corso e gli scenari futuri

Milano, 20 gennaio 2020 – Gli scenari futuri del progetto di rigenerazione urbana dei sette ex scali ferroviari di Milano e i risultati a tre anni dal workshop sono stati presentati oggi allo scalo Porta Romana.

L’incontro pubblico “Dagli scali la nuova città. Tre anni dopo”, patrocinato da Regione Lombardia e organizzato da FS Sistemi Urbani (Gruppo FS Italiane) in collaborazione con il Comune di Milano, ha visto la partecipazione di Giuseppe Sala Sindaco Comune di Milano, Attilio Fontana Presidente Regione Lombardia e Pierfrancesco Maran Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura, Comune di Milano. A illustrare i risultati Carlo De Vito Presidente FS Sistemi Urbani e Umberto Lebruto Amministratore Delegato FS Sistemi Urbani.

Il progetto per la riqualificazione dei sette ex scali ferroviari dismessi (Farini, San Cristoforo, Porta Romana, Greco-Breda, Lambrate, Rogoredo, Porta Genova) è iniziato con l’Accordo di programma firmato nel 2017 da Comune di Milano, Regione Lombardia, FS Italiane, con Rete Ferroviaria Italiana e FS Sistemi Urbani, e Savills Investment Management Sgr. Gli ex scali ferroviari occupano una superficie libera di circa 1milione di metri quadrati, il 65% dei quali saranno destinati ad aree verdi. Si tratta del più grande piano di rigenerazione urbana che riguarderà Milano nei prossimi 10 anni, uno dei più grandi progetti di ricucitura e riqualificazione cittadina in Italia e in Europa.

SCALI FARINI E SAN CRISTOFORO
A ottobre 2018 è stato lanciato il “Concorso Farini”, selezione internazionale per la redazione del masterplan di trasformazione e rigenerazione urbana degli ex scali ferroviari Farini e San Cristoforo. Il progetto vincitore del concorso s’intitola “Agenti climatici” del team OMA e Laboratorio Permanente. Verde e sostenibilità ambientale rappresentano il cuore del progetto vincitore. Nell’ex scalo Farini nascerà un parco unitario e lineare di oltre 25 ettari. La superficie di 14 ettari dello scalo San Cristoforo sarà totalmente destinata a parco pubblico. In base all’Accordo di programma, allo scalo Farini si calcola arriveranno 1.000 appartamenti di edilizia residenziale sociale, che diventeranno 1.500 con l’edilizia convenzionata ordinaria.

SCALO PORTA ROMANA
Sono in corso di redazione le linee guida per il masterplan e per il bando di gara con l’obiettivo di arrivare alla vendita dell’area entro il primo semestre di quest’anno. Lo scalo Porta Romana ospiterà il villaggio olimpico di Milano-Cortina 2026: lo sviluppo dell’area, in vista delle Olimpiadi invernali, comprenderà le opere di urbanizzazione e infrastrutturazione, nonché di trasformazione di aree a verde pubblico. Finiti i Giochi, le residenze degli atleti saranno riconvertite in alloggi di housing sociale e per studenti universitari. Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) sta sviluppando il progetto della nuova stazione di Porta Romana, in asse con l’attuale, prevedendo un integrato sistema di accessibilità ciclopedonale con la stazione metropolitana di piazzale Lodi (linea M3). È inoltre allo studio lo spostamento dei binari e un loro parziale interramento. Questa soluzione permetterà di ottenere la connessione pedonale e di verde, e di ricucire la linea ferroviaria fra la parte Nord e Sud dello scalo attraverso la costruzione di un land bridge.

SCALO GRECO-BREDA
Un vero e proprio nuovo quartiere di housing sociale a Milano, il primo in Italia a zero emissioni, con case prevalentemente in affitto e con molto verde, che si svilupperà sulla superficie dell’ex scalo (circa 73.500 metri quadrati). Di questi, al netto delle aree previste per l’esercizio ferroviario (circa 11mila metri quadrati), il 72% (circa 45mila metri quadrati) saranno destinati a verde, spazi, percorsi pedonali e attrezzati a uso pubblico, ben più della quota del 60% fissata dall’Accordo di programma per la riqualificazione dello scalo ferroviario. In totale si prevede che il nuovo quartiere ospiterà 400 nuovi alloggi di housing sociale (60% in locazione e 40% in vendita convenzionata agevolata) e circa 300 posti letto per studenti, per un totale di circa 1.500 nuovi residenti, prevalentemente di età compresa fra i 24 e i 44 anni. Per la riqualificazione dell’ex scalo Greco-Breda è stato immaginato un percorso particolare attraverso la partecipazione a “Reinventing Cities”, il bando internazionale promosso da C40 che prevede l’alienazione di siti dismessi da destinare a progetti di rigenerazione ambientale e urbana, nel rispetto dei principi di sostenibilità e resilienza. Sono state presentate diverse manifestazioni d’interesse, tre delle quali selezionate dalla Commissione giudicatrice per la seconda fase del concorso conclusasi con la presentazione delle proposte e l’aggiudicazione dell’area nel maggio 2019. Il progetto vincitore s’intitola “L’Innesto”, presentato dal team guidato da Fondo Immobiliare Lombardia (FIL) e gestito da Investire Sgr con Fondazione Housing Sociale (FHS) come partner strategico, Barreca & La Varra per il progetto architettonico e del paesaggio e Arup Italia per il progetto urbanistico e ambientale.

SCALO LAMBRATE
Come per lo scalo Greco-Breda, lo scalo Lambrate rappresenta una delle sette aree con cui Milano partecipa alla seconda edizione del bando internazionale “Reinventing Cities”. L’iniziativa è stata illustrata da FS Sistemi Urbani e Comune di Milano lo scorso dicembre e si concluderà nei primi mesi del 2021.

SCALO ROGOREDO
Per lo sviluppo dello scalo Rogoredo è stato lanciato un concorso di idee “AAA architetticercasi” promosso da Confcooperative Habitat. L’iniziativa è stata presentata a ottobre 2019 alla Fondazione Feltrinelli da FS Sistemi Urbani con il patrocinio, fra gli altri, di Regione Lombardia e Comune di Milano. SCALO PORTA GENOVA Anche per lo scalo Porta Genova si svilupperanno procedure concorsuali per la stesura del masterplan e procedure partecipative per raccogliere le istanze della cittadinanza, come previsto dall’Accordo di programma.

CIRCLE LINE
Per la realizzazione della Circle line l’Accordo di programma Scali prevede 97 milioni di euro di investimenti. È in fase di gara l’aggiudicazione dei lavori per la realizzazione della nuova stazione di Tibaldi, con l’obiettivo di avviarli nell’aprile 2020. Il Collegio di vigilanza ha approvato la realizzazione di una fermata ferroviaria aggiuntiva a quella già prevista dall’Accordo di programma (fermata Stephenson) in corrispondenza della passerella di collegamento delle aree ex Expo (ora MIND – Milano Innovation District) e Cascina Merlata. È in corso la progettazione per la nuova stazione di Porta Romana.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


40 thoughts on “Milano | Scali Ferroviari: a che punto siamo?

  1. Anonimo

    Ma le fermate della Circle Line in grigino chiaro che così si vede poco (Canottieri, Toscana, Puglie, Zama, Ortica, Padova), le fanno o son li per sbaglio?

    E Istria e Dergano? Capisco che è la parte immobiliare quella importante e che preme sul serio a tutti, ma la Circle Line mi piacerebbe usarla almeno una volta prima della pensione.

    PS Tibaldi con l’accordo scali non c’entra, perchè è in progetto/appalto da almeno 5 anni (se non 10), ossia ben prima dell’accordo….

      1. Anonimo

        Beh se Istria e Dergano le fanno col ritmo di Tibaldi (da quanto se ne parla?) o di Forlanini FS (non hanno ancora messo le tettoie e quando piove bisogna andare a rifugiarsi nelle scale)…la circle line la vediamo nel 22esimo secolo.

      2. Anonimo

        Dergano ed Istria non sono nemmeno citate nell’elenco degli aggiornamenti sulla Circle Line. Si parla solo della stazione aggiuntiva aggiuntiva, funzionale agli sviluppi immobiliari di Cascina Merlata e Mind. (oltre a Tibaldi che è un’altra storia). Bah.

  2. Anonimo

    Sulla Circle Line bisogna mettere il Turbo. Servono anche collegamenti veloci con la Brianza (suburbani S9, S11). Verso Sesto e Monza servono nuovi Tram che aiutano la futura metropolitana e la ferrovia. Abbiamo 1 milione di auto in entrata ogni giorno. Cifra folle, dannosa per salute e ambiente. Ogni euro messo nella ferrovia lombarda è un euro speso bene. Aiuta i giovani, gli anziani, i pendolari e i lavoratori. Con un beneficio enorme per chi vive a Milano.

    1. Wf

      Regione lombardia…

      Se pensi che i sindaci di Senago e Varedo vogliono impedire la costruzione e ammodernamento della metrotramvia Milano-Limbiate…

      Lungimiranza e sostenibilità ambientale direi…
      Gli farei pagare 50 euro a ingresso in auto a Milano…
      😡😡😡😡👎

      1. Si Tav

        Se penso che il PD votò NO a M4, M5, City life expo e Garibaldi repubblica mi viene da strappare la tessera elettorale a chi ha votato a sinistra.
        Genialata davvero…

        1. Precotto doc

          Si tav , condividono, grazie all alta penale da pagare in caso di rescissione del contratto della m4 , hanno desistito , era pisapia che poi quella giunta e al 99% di quella attuale , vogliamo parlare del progetto porta nuova !!!!! Molti di questa giunta erano nel comitato no pota nuova , pensano che la gente dall alto del loro intelletto siano stupidi e kretini , ma per sfortuna loro La storia è ricca di situazioni analoghe

          1. Wf


            Trasporti: i sindaci della città metropolitana contro Regione LombardiaAnteprima/ Trasporti pubblici, ottantadue sindaci di entrambi gli schieramenti contro Regione per i nuovi criteri di assegnazione dei fondi

            Trasporti: i sindaci della città metropolitana contro Regione Lombardia

            Ottantadue sindaci, di centrosinistra, ma anche centrodestra e civici firmano un appello contro i nuovi criteri di assegnazione dei fondi dell’agenzia di bacino metropolitana dei trasporti: nuovi parametri che, secondo i loro calcoli, in 5 anni porteranno ad un taglio di 17 milioni di euro.

            Nella lettera, che Affaritaliani.it Milano ha visto in anteprima si parla di una “drastica riduzione” che prevede per la città metropolitana già da subito un taglio di 2,9 milioni (3,4 considerando anche Monza). La missiva è stata indirizzata all’assessore ai trasporti Claudia Terzi e al governatore Attilio Fontana.

            E’ stata sottoscritta da primi cittadini più vicini al capoluogo, come quelli di Arese, Buccinasco, Cernusco e Cornaredo, ma anche da Comuni più distanti dal centro, e quindi ancora più isolati dal punto di vista dei trasporti. A firmarla è stato persino il commissario prefettizio di Corsico, Francesca Iacontini.

            A farsi portavoce dell’istanza è stato Alfredo Simone Negri, primo cittadino di Cesano Boscone che prevede già da subito una riduzione delle corse dei bus nel suo Comune: “Abbiamo già notato la scorsa estate una riduzione di 700mila euro che abbiamo dovuto spalmare ad agosto, riducendo i mezzi in circolazione. Se a fine anno avremo meno fondi saremo costretti a far passare un bus ogni 20 minuti invece che ogni 10. Un taglio significativo, su linee che collegano alla metro snodi importanti come quello di Bisceglie”.

            I sindaci nel complesso si dicono preoccupati: “In una fase di aumento della domanda di trasporto pubblico, di richiesta di potenziamento dei servizi per rispondere alle criticità dell’inquinamento – si legge – questo provvedimento causerebbe nei territori conseguenze negative”.

            Secondo alcuni sindaci inoltre questa mossa di Regione sarebbe un modo per boicottare lo sviluppo del Sistema integrato dei trasporti, pensato a Milano dalla giunta guidata da Giuseppe Sala, e partito con l’aumento del biglietto a 2 euro. Calcoli alla mano, con l’introduzione del biglietto unico era previsto un aumento dei servizi del 17 per cento a favore dei comuni della città metropolitana. Ma con i nuovi criteri di Regione – secondo i primi cittadini – potrebbe verificarsi l’esatto contrario.

            http://www.affaritaliani.it/milano/trasporti-i-sindaci-della-citta-metropolitana-contro-regione-lombardia-647928.html?refresh_ce

            Evviva le regione leghista amica dell’ambiente e dell’ecologia che lotta contro l’inquinamento affossando i trasporti pubblici per fare boicottaggi.

            Meno bus, metro metro, meno tram, più lenti e meno frequenti.
            VERDE LOMBARDIA lungimirante

          2. Anonimo

            E’ un taglio di 3 milioni l’anno alla provincia di Milano. Sono 3 milioni che vengono allocati ad altre provincie lombarde, in base a nuovi criteri di calcolo.

            Fastidioso, ma parliamo di 3 milioni su un totale di trasferimenti a Milano di 417 milioni, ossia lo 0,9%…

            In realtà il vero tema sarebbe quello che si legge nella risposta della Regione che ho letto nel link che hai postato: “la nostra Regione muove quasi il 24% dei passeggeri a livello nazionale, ma ottiene risorse solo per il 17%”. Questi si che sarebbero soldi veri, altro che i 3 milioni…

            http://www.affaritaliani.it/milano/tpl-terzi-all-agenzia-di-milano-417-milioni-su-629-647974.html

  3. Anonimo

    comunque la Circle line si sta candidando ad essere il nuovo Passante Ferroviario, mille anni per farlo e già vecchio in partenza. Se davvero si vuole fare una circle, che chiudessero sto benedetto cerchio passando magari da San Siro (così già che ci fanno lavori ci infilano anche la stazione).
    Attendo anche con impazienza di vedere quale tipologia di treno pensa di destinarci Trenord. Mi auguro qualcosa simile alle S-bahn berlinesi, ma vista la loro lungimiranza sarà qualche ciofeca frutto del progetto di uno che i mezzi in vita sua non li ha mai presi.

      1. Anonimo

        Il vero tema è iniziare a fare la circle line così come è prevista adesso.
        Costruire tutte le stazioni mancanti e risolvere quanto più possibile i problemi di rete che al momento rendono la S9 poco più di una barzelletta (sui suoi binari ci passa di tutto)

        Chiudere l’anello ad ovest si può fare anche in altro modo, nel PUMS è prevista una metro leggera o più probabilmente una metrotramvia moderna e vera, ma la vedremo nel 2090 (forse)

          1. Anonimo

            I treni nuovi li hanno ordinati in quantità, ma è l’unica cosa che sta arrivando. Il problema è la rete.
            Una circle line sui cui binari passano anche gli interregionali??

    1. Anonimo

      Condivido il suo commento. Forse si può fare in due fasi. Prima si fa la circle Line in fomra di C (come propone il progetto) e in una seconda fase si chiude. Il modello dovrebbe essere la Yamanote Line di Tokyo. Le frequenze devono essere altissime e i treni moderni e veloci (forse anche automatici). Abbiamo bisogno che anche la regione Lombardia sul trasporto ferroviario regionale e locale si svegli. Va bene che stanno comperando nuovi treni, ma il nodo cruciale è il potenziamento dell’infrastruttura. Poi con la periferia servono nuovi collegamenti tramviari.

      1. _

        Non credo che la circle line come è concepita supporti frequenze maggiori di 6 treni/h (ogni 10 minuti, ma se va bene…).
        Non è una linea dedicata e gli ingressi in stazione e gli snodi non son certo al top della tecnologia.

        1. Anonimo

          E questo mi preoccupa. La Circle Line va realizzata con la tecnologia più avanzata che permette treni automatici, frequenze altissime e un servizio senza problemi.

          1. Anonimo

            Concordo pienamente. Ma questo è un tema di cui nessuno vuole parlare, eppure il padrone di casa e principale beneficiario di tutta l’operazione scali è anche l’ente a cui è in capo la rete ferroviaria e relativo ammodernamento.

            Speriamo bene… ma ho paura che nulla si muova in proposito.

            Eppure per pulire l’aria di Milano sono forse più importanti le infrastrutture di trasporto efficienti come questa che gli alberelli da rendering a profusione nei rendering e nei masterplan (spacciati per central park) su cui in città tutti si appassionano maggiormente.

          2. Anonimo

            C’è un altra cosa ancora: tutta la zona attorno a Milano va collegata alla nostra città con una rete tramviaria moderna. Tutta la Brianza è molto popolosa e tanti vanno a Milano (o si spostano) per lavorare. Il collegametno tra Milano e il hinterland è indecente. Abbiamo questi treni suburbani lumaca che li prende solo chi non ha alternative. Se non si fa una vera e propria rivoluzione con il trasporto pubblico lombardo temo che Milano sarà anche fra 10 anni bombardata da milioni di auto in entrata.

          3. Anonimo

            I tram dovrebbero collegare i comuni della prima fascia in modo capillare con le zone semicentrali di Milano, le fermate della metro in particolare, per togliere la gente dalle auto.
            Anche se vuol dire ripensare l’idea di aver decine di linee di tram che attraversano il centro storico semivuote (li ti muovi meglio con la metro). Tra l’altro se ne avvantaggerebbe la puntualità dei tram che col boom turistico di Milano, nelle settimane di punta e nei week end son sempre bloccati per qualche motivo.

          4. Anonimo

            Anonimo 14:30 – sono completamente d’accordo. Il tram è un mezzo per la periferia e non per il centro. Almeno in una metropoli come Milano. Siamo bombardati di auto in entrata perchè non ci sono abbastanza tram nelle zone dell’hinterland. Il trasporto pubblico funziona solo se tutti i mezzi secondo il loro uso sono all’altezza. Metro (per il centro), tram per la periferia, treni regionali e suburbani per il hinterland. Mi fa arrabbiare che comuni come Monza non abbiano nemmeno un tram!!! Un tempo era tutto collegato con Milano attraverso la gamba de legn!!

  4. Wf

    Un dubbio mi si pone…

    1) Ma la stazione nuova di porta Romana la ricostruiscono più vicina alle uscite della metro Lodi oppure no?

    Lasciano lamvecchia stazione pub come stazione passante del nuovo scalo?

    A millemila chilometri a piedi dalla metro?

    1. Si Tav

      Se fossi in te mi preoccuperei di più della tua scarsa abilità nel maneggiare la lingua italiana scritta (e probabilmente anche orale)

  5. Milanese

    Circle line ad arco anche nei rendering… ormai siamo assuefatti ai lavori mediocri… vedasi il parco con il treno che ci passa in centro… che gran bella qualità di alloggi avranno nel villaggio olimpico (e gli studenti a seguire)!

  6. Ottobre Rosso

    Ottima iniziativa la Circle Line (anche se non credo che la utilizzerò mai in quanto non ne ho bisogno) soprattutto per coloro, a basso reddito, che devono lavorare a Milano ma non possono permettersi di viverci. Personalmente, tuttavia, sapere che abbiamo una “Circle Line” nella nostra meravigliosa metropoli europea e globale mi farà sentire un po’ come a Londra, la mia seconda casa!

    1. Si Tav

      E bravo ottobre rosso: parli di poveri e poi ci vieni a dire che londra è la tua seconda casa. Visto che vai di qua e di là forse proletario non lo sei molto.
      Perché non offri la tua seconda casa ai bisognosi? Che so? Qualche bella “risorsa africana”, tanto per dire.
      Pagliaccio

  7. Luca

    Il giorno che sistemeranno la zona di sancristoforo , tutta l alzaia del nav grande che fa spavento ( fino alle canottieri diciamo ) e riqualificheranno quel catafalco che negli anni che furono doveva essere la nuova stazione ,mi mettero’ a piangere dalla gioia

  8. LORENZO 66

    Due considerazioni: tutto bello, ma.
    1) perchè non interrare completamente la ferrovia nel parco dello Scalo Romana, come tutto il tratto da San Cristoforo fino al ponte sopra il Naviglio? Immagino sia per questione di costi
    2) non riuscirò mai a comprendere perchè per le linee suburbane e quindi per il passante ferroviario, si debbano adoperare dei treni normali, molto costosi, enormi e con tempi di frenata assai più lunghi e che, nel tratto urbano sono delle lumache. Perchè non utilizzare dei treni come quelli della metropolitana più veloci ed agili? Ci sarebbero meno posti a sedere, questo è vero, ma normalmente i tempi per chi arriva da fuori Milano, sono nell’ordine dell’ora al massimo, esattamente come chi va da un capolinea all’altro delle quattro linee metropolitane. A mio parere i tempi di percorrenza si ridurrebbero. Auspicabile poi che una volta a pieno regime la così detta “Circle line” (maledetto inglese: IN ITALIANO LINEA CIRCOLARE) abbia una frequenza di almeno 10 minuti tra un treno e l’altro
    3) possibile che non si parli mai di una linea metropolitana circolare? Si potrebbe utilizzare il percorso protetto della filovia 90/91 con una linea sopraelevata monorotaia con costi decisamente più bassi, rispetto ad una linea tradizionale interrata
    4) sarebbe ora che si incominciasse a parlare della demolizione di quell’obbrobrio che è il cavalcavia Monteceneri, un orrore e un incubo per chi ha la sventura di abitare con le finestre che si affacciano sul cavalcavia

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