"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Inquinamento: domenica 2 febbraio stop alle auto

Il Sindaco di Milano, Beppe Sala ha annunciato che domenica prossima, 2 febbraio, si fermerà il traffico a Milano. Lo sforamento del Pm10 in città ha già superato i livelli di guardia e le previsioni meteorologiche per i prossimi giorni non lasciano sperare in una diminuzione delle concentrazioni di polveri nell’aria, perciò il Comune ha deciso di bloccare per un giorno le autovetture a combustibile. Un piccolo palliativo che servirà ben poco, come ha affermato lo stesso sindaco: “Quella per l’ambiente è una battaglia di lungo periodo – sottolinea – che si realizza attraverso misure strutturali e scelte di ampia visione. Allo stesso tempo, però, le condizioni attuali mi inducono a intervenire in modo contingente”.

Da qui il provvedimento: “Per questo motivo, domenica 2 febbraio Milano sarà chiusa alla circolazione delle auto. Ho chiesto -Beppe Sala- agli uffici di verificare i dettagli operativi e domani saremo più precisi. Milanesi e turisti si preparino a trascorrere una giornata in città a piedi, in bici, sui mezzi pubblici ed elettrici”.

Dall’altra sponda politica, si sono elevati i cori: “Le domeniche senza traffico sono uno provvedimento inutile per l’aria, punitivo per anziani e lavoratori”, come ha detto il capogruppo di Forza Italia a Palazzo Marino, Fabrizio De Pasquale, concludendo: “le domeniche senza traffico rispondono solo alla necessità di Beppe Sala di accontentare Verdi e ambientalisti”.

Provvedimenti che dovrebbero venire presi seriamente anche dal Governo Centrale, secondo noi. Tutta la Pianura Padana sta soffocando da anni, come abbiamo visto in una recente classifica: prima assoluta Torino con 147 giornate oltre i limiti di legge (86 per il parametro Pm10 e 61 per l’ozono), seguita da Lodi e Pavia, poi Piacenza, Alessandria, Vicenza, Rovigo, Mantova, Verona, Cremona, Milano, Monza, Venezia, Modena, Reggio Emilia, Padova, Asti, Ferrara, Treviso, Brescia, Parma, Ravenna, Rimini, Lecco, Bergamo e Forlì, tutte città che si trovano nella grande pianura del Nord.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


30 thoughts on “Milano | Inquinamento: domenica 2 febbraio stop alle auto

  1. Anonimo

    Speriamo che il Sindaco riesca anche a convincere ATM a usare perlomeno l’orario del sabato per i mezzi pubblici e non quello solito della domenica.
    Che son penosi entrambi, ma quello del sabato è leggermente meno peggio.

    1. Wf

      10 edifici pubblici a gasolio e
      1500 condomini privati

      Divieto di caldaie a gasolio entro il 2023:

      Nel pubblico, spiega il sindaco milanese, la misura riguaderà “una decina di casi, tra edilizia residenziale pubblica e scuole: ho fatto fare una verifica si può fare. Se non diamo noi, come Comune, l’esempio, poi i cittadini hanno ragione a dire che non si può fare”. La misura dovrebbe impattare soprattutto sui condomini privati: “Abbiamo uno zoccolo duro di circa 1.500 condomini che hanno ancora la caldaia a gasolio 

    1. Anonimo

      Ma dopo molti proclami, non sarebbe opportuno cominciare un serio piano di piantumazione per il centro della città di Milano ?

      Non che questo risolva il problema ma sicuramente potrebbe attenuarlo. È così difficile ? No. bisognerebbe utilizzare i proventi delle gabelle di Area C e Area B proprio per questo ?

  2. Anonimo

    Bisogna assolutamente modernizzare il sistema ferroviario lombardo. Meno auto = meno inquinamento. La nostra salute va prima!

    1. Anonimo

      Meno auto siam d’acordo tutti.

      Ma se il problema è l’inquinamento, il problema da attaccare in prima battuta sono i riscaldamenti.

      Quindici anni fa avevo un auto Diesel Euro 3. Oggi ho una Euro 6 che ha emissioni 8 volte più basse. La mia caldaia del riscaldamento è rimasta la stessa.

  3. Giuliano

    Quella per l’ambiente è una battaglia di lungo periodo – sottolinea – che si realizza attraverso misure strutturali e scelte di ampia visione. Allo stesso tempo, però, le condizioni attuali mi inducono a intervenire in modo contingente”. Quindi tu e i tuoi predecessori non avete combinato niente negli ultimi 20 anni (e mi sembra lungo il periodo) e la situazione è sotto gli occhi di tutti. Forse incapaci?? Forse menefreghisti?? L’unica soluzione è forse l’area B! Mai sentito parlare di piante e di cinture verdi intorno a Milano. Anche Londra soffocava ed ora il problema è stato risolto, basta un copia e incolla!

    1. Andy77

      La colpa è la ricerca di consenso, ora che non si possono più posticipare le decisioni ci si accorge che il clima politico è cambiato.
      Comunque fra le scelte di lungo periodo metterei anche:
      Elettrificazione dei mezzi ATM che è già in atto
      Prolungamento linee della metropolitana che è già in atto
      Istituzione delle zone 30 per limitare il traffico di passaggio che insieme all’urbanistica tattica è già in atto
      Limitazione del riscaldamento a gasolio, dal 2021 sarà bandito e sono già presenti i fondi ampiamente sottoutilizzati dai privati.
      L’approccio deve comunque essere a livello di Pianura Padana, tutta la pianura col teleriscaldamento e via di cura del ferro per l’intero bacino.

  4. Davide Mombelli

    Oltre a caldaie e auto, dobbiamo ricordarci che tutti i veicoli (auto, tram, treni) contribuiscono con il loro muoversi a generare polveri sottili, più o meno caduche, che si sommano a quelle prodotte direttamente dalla combustione

    L’usura degli pneumatici, dei dischi e delle pastiglie freno, del materiali rotabile di treni e tram apportano altro pulviscolo nell’aria. Meno auto sicuramente riducono questo cibtributo. Mezzi più efficienti, non costretti a frenare in continuazione, riducono questo contribuito

    Indubbiamente la fonte che andrebbe contrastata con maggior solerzia sono le caldaie, soprattutto a gasolio, obsolete e con livelli di emissioni non confrontabili con gli standard di adesso. Il problema è il processo con cui un condominio o uno stabile industriale convertono la propria caldaia. Se pensiamo ad un condominio, la spesa deve essere approvata con maggioranza dei millesimi dai condomini e il costo, benché incentivato, ricade sulle tasche degli stessi. Di sicuro a chiunque sarà capitato di rimandare la decisione di cambiare la caldaia all’anno successivo e successivo ancora. Il Comune non può obbligare a fare tale sostituzione ma dovrebbe essere più solerte con le multe, che invece, come sempre, tardano ad arrivare

    Anche i camini e i forni a legna inquinano moltissimo mi perché di solito non sono previsti filtri di abbattimento dei composti non volatili. Lungi da me dire di non fare più la pizza col forno a legna, ma forse sarebbe il caso di obbligare all’installazione di filtri per minimizzarne l’impatto

    Riguardo alle auto, anche se fosse vero che sono la fonte meno impattante tra quelle citate, io sono favorevole alla loro diminuzione. Nel 2020 vedere città assediate da scatolette di latta è brutto e triste. Con la capillarità dei mezzi di Milano arrivi davvero ovunque. Se vieni da fuori, perché non ci sono trasporti così efficaci come in centro, lascia l’auto nei parcheggi di interscambio. Ne guadagni in strss

    Probabilmente, la scelta di non fare azioni forti ed impopolari in ottica di salvaguardia dell’ambiente deriva dalla solita retorica politica del tenersi voti a tutti i costi. Per paura di perdere voti il sistema politico è immobile da decenni e le misure varate oscillano in un intorno piccolo rispetto alla situazione di partenza. In questo modo sembra che un governo sia attivo e riformatore ma in realtà sta solo cercando di preservare i voti

    Se vogliamo migliorare la vivibilità della città serve una giunta più coraggiosa, che non abbia paura di metterci la faccia e si sacrifichi politicamente per realizzare il cambiamento

  5. Anonimo

    si sa , noi italiani siamo molto bravi a parlare e ormai anche di piu a digitare .
    Finche’ faremo cosi non otterremo dei risultati tangibili in tempi ragionevoli e necessari. Ma questo lo sanno benissimo e ci lasciano fare .

    1. Anonimo

      In effetti c’è stato un periodo di circa 20 anni nel secolo scorso in cui parlare e scrivere delle cose era addirittura sanzionato col confino o il carcere. E molti progetti anche imponenti (come la bonifica di intere regioni) son stati ottenuti in tempi brevissimi.

      Ma non ho alcuna nostalgia per quei tempi e penso che siamo grandi abbastanza per gestire dei cittadini che legittimamente parlano e digitano.

  6. Wf

    La concentrazione di inquinanti che raggiungono una certa soglia di pericolo anche se per pochi giorni di fila è pericolosissima per la salute.

    Quindi bisogna intervenire tempestivamente e sul momento.

    Sono causa di aumento di morti per tipologie di malattie cardiovascolari.
    ….

    Poi sul mediomemlungo periodo dobbiamo lavorare su più fronti senza trovare la scusa per usare l’automobile come pare e piace perché ci inventiamo un capro espiatorio.

    In 10 anni Milanomha ridotto le caldaie a gasolio in citta del 75%.
    E le polverimcrollano non quando chiudono i riscaldamenti ma quando le persone portano lauto al mare…

    1. Anonimo

      Perché è più rapido, facile e demagogico far sparire/limitare le auto che le caldaie vetuste. D’oh! Teoricamente le polveri crollerebbero ancora di più se il traffico rimanesse invariato e si chiudessero i riscaldamenti, solo che questo non sarebbe altrettanto semplice (soprattutto quando la tua collega ambientalista, vegana e del PD pretende 26 gradi in ufficio da novembre a marzo…)

      1. Andy77

        Complimenti, hai pedinato WF per sapere chi è, ne hai di tempo!
        Molte caldaie sono state sostituite, dal 2021 il gasolio sarà bandito per il riscaldamento e ci sono già i fondi che nessuno sembra interessato a richiedere nonostante sia obbligo dei privati mettere a norma il proprio riscaldamento.
        La chiusura degli ingressi degli esercizi commerciali è nel regolamento di prossima approvazione anche se è così da 20 anni e e nessuno prima ci aveva pensato.
        ATM sarà completamente elettrificata entro il 2030 è già gli autobus elettrici si vedono in giro.
        Le linee della metropolitana saranno allungate, ci sono già i finanziamenti.
        La circle line verrà fatta ma ci vuole tempo.
        Le zone 30 con il contributo dell’urbanistica tattica si stanno facendo.
        Area B per limitare gli ingressi (pur se insufficiente).
        Sono tutte decisioni prese negli ultimi 5/6 anni, certo anche io vorrei decisioni più drastiche, tipo obbligare al teleriscaldamento tutta Milano se non la Pianura Padana ma non si può ottenere dall’oggi al domani.
        E comunque anche le domeniche a piedi sono giuste, è un fattore culturale, serve a far capire alle persone che la città deve essere vissuta dalle persone a piedi non dalle macchine. Quando le auto elettriche saranno la norma la limitazione della circolazione sarà fondamentale altrimenti ci troviamo delle scatole di metallo che non fanno gas ma che comunque stanno in mezzo alle balle.

      2. Andrea

        I dati statistici pubblicati anche su internet affermano il contrario per la provincia di Milano: la principale fonte di inquinamento è il traffico.

        Per la mia salute inoltre non va calcolato solo il quantitativo medio di polveri sottili a tre metri da terra ma in generale la concentrazione di inquinanti che i miei polmoni assumono tutte le volte che cammino per strada vicino ai tubi di scappamento. Le auto non emettono solo polveri sottili ma anche diversi gas tossici.

        Chi punta il dito ai riscaldamenti infine si dimentica sempre che a Milano si superano i limiti anche prima e dopo la loro chiusura, più precisamente quando arrivano le nuvole (che ovviamente non sono a conoscenza delle dorme che regolano l’apertura e la chiusura dei riscaldamenti in Lombardia).

        1. Wf

          Esattamente.

          E a riprova Cè ilmfatto proprio di quest’anno che dopo le ferie estive abbiamo avuto un picco di sforamento di inquinanti e polveri sottili A RISCALDAMENTI SPENTI.

          Questo perché le automobili sono tornate a ciroclare a Milano dopo la pausa estiva.

          Il che fa crollare la tesi che se spegnessimo le caldaie e lasciassimo circolare le auto avremmo un crollo degli inquinanti.

          Non sono opinioni ma fatti.
          Verificabili

          1. Anonimo

            Gli sforamenti degli inquinanti sono dovuti principalmente alle condizioni meteo.
            Io non ricordo ci sia mai stato un blocco della circolazione nel periodo dei riscaldamenti spenti, però potrebbe essere anche solo un problema di meteo di Milano.

          2. Andrea

            @Anonimo 30 Gennaio 2020 at 09:27

            il “periodo dei riscaldamenti spenti” è semplicemente il periodo dove il tempo è più soleggiato, ci sono meno nuvole, si muove più aria e piove di più.

            Quando inizia a far freddo in pianura Padana compaiono le nuvole, la nebbia, l’umidità sale e i giorni di pioggia si riducono, tutte condizioni sfavorevoli al ricircolo dell’aria e favorevoli all’accumulo di inquinanti (come ci insegnano gli scienziati).

            Poi certo, quando fa freddo in pianura Padana accendiamo i riscaldamenti, indossiamo i cappotti, cuciniamo il minestrone di verdure e la cassœula e facciamo le caldarroste, andiamo a sciare e assumiamo più medicine per il mal di gola.

            Inoltre d’inverno rimettiamo l’ora solare!

            Invito i commentatori come te ad INFORMARVI, perché è molto facile trarre la conclusione che la vera causa dell’inquinamento è il passaggio all’ora solare o i fumi delle caldarroste, se non si conosce a livello scientifico e statistico la tematica.

          3. Andrea

            @Anonimo 30 Gennaio 2020 at 09:27

            il “periodo dei riscaldamenti spenti” è semplicemente il periodo dove il tempo è più soleggiato, ci sono meno nuvole, si muove più aria e piove di più.

            Quando inizia a far freddo in pianura Padana compaiono le nuvole, la nebbia, l’umidità sale e i giorni di pioggia si riducono, tutte condizioni sfavorevoli al ricircolo dell’aria e favorevoli all’accumulo di inquinanti (come ci insegnano gli scienziati).

            Poi certo, quando fa freddo in pianura Padana accendiamo i riscaldamenti, indossiamo i cappotti, cuciniamo il minestrone di verdure e la cassœula e facciamo le caldarroste, andiamo a sciare e assumiamo più medicine per il mal di gola.

            Inoltre d’inverno rimettiamo l’ora solare!

            Invito i commentatori che la pensano come te ad INFORMARVI, perché è molto facile trarre la conclusione che la vera causa dell’inquinamento è il passaggio all’ora solare o i fumi delle caldarroste, se non si conosce a livello scientifico e statistico la tematica.

        2. Andy77

          Pienamente d’accordo ma il mio intervento era per far capire che le misure contro l’inquinamento si stanno prendendo anche lato impianti di riscaldamento ma che bisogna ragionare in ottica di Pianura Padana.
          Non ha senso che Milano faccia la sua parte se tutto il resto della Pianura non adotta politiche simili, bisogna che agiscano tutti assieme e in modo più deciso.
          Poi io devo capire come mai quando si acquista una casa o un auto il privato fa quello che vuole, appena si parla di adeguamento alle normative il privato chiede alla comunità più estesa (leggasi contributi comunali, regionali e statali) che vi faccia fronte, insomma mantenere il proprio benessere con le terga altrui.
          E da fumatore incallito che sono mi trovo pure d’accordo con il divieto di fumo all’aperto, localmente è anche peggio di un’auto.

  7. Anonimo

    E’ dal 2015 che non facciamo blocchi del traffico. Cinque anni equivalgono a 43.800 ore.
    Blocchiamo il traffico per 8 ore su 43.800, è una percentuale che non si può nemmeno calcolare. Penso che possa fare solo bene fare a meno dell’auto per qualche ora ogni tanto, vedere le cose in un modo diverso, cercare di capire che forse possiamo muoverci usando anche le nostre gambe, i treni, i tram, i bus… o semplicemente organizzandoci, per 8 ore, in modo leggermente diverso dal solito. Io sono contento di questo blocco, dovrebbero essercene di più

  8. Giorgio

    Articolo di Milano Today di ieri:
    “Secondo i dati di Inemar-Arpa di Regione Lombardia, il Pm10 a Milano è prodotto per il 44% dai veicoli, per il 24% dal riscaldamento e dal 18% dalle attività produttive e industriali. Il 58% del PM10 allo scarico dei veicoli è prodotto dai diesel euro 0, 1, 2, 3 e 4 senza dispositivi antiparticolato.”

    L’inquinamento a Milano è dunque generato principalmente dalle auto, informiamoci meglio, così saremo cittadini migliori (e magari si evita anche di andare sempre in giro a dire corbellerie)

    ciao

  9. Si Tav

    Avendo letto diverse cazzate e alcune cose intelligenti occorre chiarire alcune cose.
    La prima è che il Co2 è lo 0,04% dell’atmosfera. Ed è un gas presente in 3 milioni di megatonnellate. Fin dai tempi di Annibale. L’uomo è responsabile per meno dello 0,0001% e il traffico del 5% di questo. Ricapitolando: il 5% dello 0,0001% dello 0,004% significa che fermare il traffico sperando che il Co2 cali è come pensare di abbassare il livello del Lago di Garda facendosi una tisana.
    Insomma: sono cazzate. Cazzate che sono trasversali al colore politico.
    I primi “inquinatori” del pianeta sono i vegetali, che di notte emettono quantità di co2 enormi. Ma è giusto cosi per il ciclo della vita.
    Questo non toglie che occorra migliorare i trasporti pubblici, occorra investire in tecnologia per produrre motori meno inquinanti o occorra piantare migliaia e migliaia di alberi.
    Ma a questo pensano le case auto o i politici dei paesi progrediti. Non certo Greta i gretini, Wf, gli elettori del PD o le associazioni ambientaliste che non capiscono un beato cannolo di come vadano le cose.

    1. Andrea

      Ehm hai sbagliato argomento.

      Qui si sta parlando di inquinamento, non di surriscaldamento globale.

      L’anidride carbonica (CO2) influisce certamente sull’effetto serra ma non rientra certo tra i gas che vengono presi in considerazione per valutare la qualità dell’aria di una città, dato che è totalmente innocuo per la salute.

  10. Si Tav

    Vale la pena aggiungere un’altra cosa: il sindaco di Milano, che non è uno stupido anche se non l’ho votato, ha detto che dal 2023 bisogna spegnere le caldaie a gasolio. D’accordo con lui.
    Posto che né lui né l’assessore Maran dicono con che cosa occorra sostituirle per non restare al freddo ricordo che l’alimentazione a gas metano è la soluzione migliore visto che questo gas l8 abbiamo in casa e inquina relativamente poco.
    Mi chiedo allora il motivo per cui il PD (ossia quello che governa Milano con Sala) voglia fermare l’estrazione di tale gas dal fondo dell’Adriatico in acque nazionali.
    Tale demenziale misura infatti, farsi che greci e croati estraggono loro tale gas dopo aver ricevuto l’autorizzazione italiana per venderlo a prezzo maggiorato.
    Si può essere più imbecilli della sinistra italiana? È un controsenso

  11. Giorgio Emanele

    Sarebbe utile affrontare il problema inquinamento non con il furore dettato da un’ideologia ambientalista pasdaran.
    Fino a una decina di anni fa, infatti, a Milano, si riuscivano ad attraversare 4/5 incroci prima di arrestarsi al rosso. Era la famosa “onda verde”, ovvero i semafori temporizzati al fine di rendere scorrevole il traffico.
    Oggi, viceversa, tutti i mezzi sono costretti a fermarsi a ogni semaforo e, notoriamente, le auto consumano moltissimo nelle fasi di accelerazione e frenata.
    Forse l’intenzione è quella di esasperare gli automobilisti, costringendoli a rinunciare all’auto. Non tutti, però, possono farlo.
    Il fine (far utilizzare maggiormente i mezzi pubblici) è corretto, i mezzi perseguiti sono però inquinati da uno strabismo ambientalista che detta la regola di fare ciclabili anche dove è evidente che non servano, che fa allargare i marciapiedi di quei 30/40 cm utili a eliminare una corsia di marcia e che, come risultato, hanno solo l’imbottigliamento del traffico, con risultati esattamente contrari a quelli perseguiti.
    E’ di questi giorni, infatti, il dato che gennaio 2020 è stato il peggiore mese degli ultimi 10 anni per quanto riguarda l’inquinamento, nonostante i mezzi circolanti inquinino circa il 90% in meno di quelli di 10 anni fa!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.