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Milano | Porta Romana – Strada della Carità: l’unica “strada” in città

A Milano ci sono centinaia di Vie e Viali, Piazze e Piazzali, e anche qualche Piazzetta, Corsi e Larghi, ma una sola “Strada”. Strada della Carità a Porta Romana.

La Strada della Carità è una piccola via, quasi vicolo, lunga circa un centinaio di metri e che collega Corso Lodi e Via S. Gerolamo Emiliani con via Friuli. Segue ancora l’andamento antico della partizione catastale di un tempo, ovvero con l’andamento leggermente inclinato sud-ovest nord-est. Di fatto mai adattata al senso ortogonale della zona, in linea con Corso Lodi e il quartiere di Porta Romana.

Non sappiamo come mai la denominazione sia rimasta Strada della Carità, quando le altre strade o contrade col tempo sono diventate vie o viali, fatto è che questa sia l’unica “Strada” presente nella toponomastica di Milano.

Si tratta di un’antica strada che dalla via principale, oggi Corso Lodi, portava alle cascine della Carità, Pregarella di Sotto, Berevadora e Cassinaccia, ed era circondata anche da casolari rurali per i contadini della zona.

Originariamente qui si trovava un antico insediamento cistercense, da qui la dedica alla Carità, rimasto nella campagna fino all’ottocento. venne poi inglobato dalla crescente città pur mantenendo il suo aspetto rurale e di antico borgo.

Oltre al Redefossi che correva lungo Corso Lodi, e che obbligava l’accesso alla strada tramite un ponticello, la zona era solcata da rogge e canali, tra i quali il Fontanile Nero, il Fontanile de’ Giorgi e soprattutto il Cavo Melzi.

All’angolo con l’odierna via san Gerolamo Emiliani, si trovava l’antica Osteria della Carità, dal nome della cascina che la ospitava. Era il covo dei musicisti della Scala, che si portavano appresso tutto un corteo di appassionati, loggionisti, editori musicali e professori del Conservatorio (fonte Storie di Milano).

Nei pressi della cascina Beveradora, posta al termine della via, si trovava il campo di calcio dell’Enotria, disposto sul quadrilatero tra le vie Friuli, Colletta e Muratori in direzione Cascina Torchio (Cuccagna). La squadra venne fondata nel 1908 come Associazione Calcio Enotria da un gruppo di studenti universitari di Porta Romana, nella primavera del 1914 partecipò al suo primo torneo ufficiale utilizzando il campo di via Colletta angolo via Friuli.

Entrando nella via da Corso Lodi, noteremo subito il gruppo di case più antiche, dall’aspetto del primo Ottocento con ingresso al 2 della Strada della Carità. Edificio restaurato recentemente.

Sul lato opposto troviamo un elegante palazzo (ingresso in Via S. Gerolamo Emiliani 2) dei primi anni Trenta, quando il modernismo iniziava a prender piede ma lo stile classico aveva ancora il suo peso. La facciata principale dell’edificio è proprio quella che guarda lo slargo creato dall’incrocio delle due vie (che sarebbe sicuramente più bello se ci fosse un’aiuola), dove un balcone con balaustra in pietra è sorretto da quattro colonne in cemento. La facciata leggermente convessa, ricorda vagamente le geometrie di Piero Portaluppi.

Addentrandoci la via, che se fosse lastricata in pietra (sampietrini o rizzata con ciottoli di fiume) avrebbe un’altro aspetto, pare ancora una strada di piccolo paese. Le case sono ben tenute e sul lato meridionale tutte o quasi d’epoca (fine Settecento o primo ottocento). Anche la casa al civico 4 è stata recentemente oggetto di un restauro, inglobando anche l’edificio moderno di Corso Lodi 27.

Sul muro di cinta del civico 5 troviamo una piccola nicchia che custodisce un disegno un po’ naïf di una madonna con bambino realizzata recentemente (probabilmente ha sostituito una madonna precedente). Il muro cela una casa a due livelli con giardino. Giardino impreziosito da due alti cedri del libano, oramai pianta che non viene più utilizzata per adornare giardini e parchi e in voga soprattutto negli alla ’50,’60 e ’70 del ‘900.

Anche l’edificio al civico 8 fa parte dello stesso gruppo di palazzine restaurate e d’epoca, questo forse più recente ma sempre centenario.

La strada prima di terminare in via Friuli si amplia come un estuario consentendo anche il parcheggio di alcune automobili. Qui però i palazzi sono abbastanza anonimi e privi di particolare rilievo, sul lato dispari c’è un palazzo degli anni Cinquanta di 8 piani e sul lato pari una palazzina più bassa degli anni Trenta.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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