"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Brera – Vie belle in città: Via dei Cavalieri del Santo Sepolcro

In Brera, si trova via dei Cavalieri del Santo Sepolcro che unisce Piazza Papa Paolo VI a via Solferino, passando a lato dei chiostri di San Simpliciano.
La via venne aperta nel 1940, ma fu solo nel dopoguerra che venne definita: prima non esisteva ed era occupata dai terreni dell’ex convento di San Simplicino e da vecchie case. In origine vi era solo un piccolo tratto chiamato via Ancona, che da via Solferino permetteva l’accesso al convento e successivamente alla caserma.

Dopo le soppressioni Giuseppine del 1798, nei primi anni dell’Ottocento i grandi chiostri della Basilica di San Simpliciano vennero occupati da un battaglione di bersaglieri

Divenuto quartiere delle Reali Guardie, nel 1805, il colonnello del Genio Militare Rossi fece apportare modifiche e ampliamenti al nucleo antico dei chiostri e progettò la costruzione di una grande caserma di Cavalleria, nelle ortaglie a nord del Monastero.

Nel 1844, presso le sue strutture viene fondato l’asilo di S. Simpliciano, uno dei primi “conservatori” per l’infanzia dai 6 ai 9 anni, con un primo avviamento al lavoro, grazie all’opera di Giuseppe Sacchi e don Giulio Ratti.
Dopo l’Unità d’Italia ospita anche una scuola civica maschile e dal 1866 vi si svolgeva il corso comunale festivo delle scuole elementari femminili.
I chiostri furono poi occupati da un battaglione di bersaglieri, divenendo così la caserma Luciano Manara.

Nel 1903, si demolirono gli edifici dei monaci addossati ancora all’abside della chiesa.

In seguito ad una convenzione, nel 1927, la caserma Manara che occupava i chiostri venne ceduta dallo Stato al Comune. Questo sarà l’inizio per l’assetto odierno della via e della zona.
Alla fine degli anni Trenta viene ceduta alla parrocchia la parte adiacente alla basilica e da qui inizia il riscatto dall’incuria del cortile maggiore cinquecentesco, del chiostrino quattrocentesco ed il monumentale scalone abbaziale settecentesco.

Nel 1940, nel quadro del riordino dell’intero quartiere così come dettava il nuovo Piano Regolatore, viene isolato dalle case che vi si erano addossate nel corso del tempo e si procedeva ad un organico restauro: si riaprono le arcate tamponate e si riportano alla luce gli antichi graffiti e le vetuste pitture. In una parte del complesso prendeva sede l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro nell’altra parte veniva ospitato l’oratorio.

La nuova via aperta sul lato meridionale dei chiostri iniziò ad assumere l’aspetto attuale all’inizio degli anni Sessanta, quando due studi di architettura importante come Luigi Caccia Dominioni e lo studio BBPR progettarono la sistemazione e la costruzione di nuove abitazioni residenziali.

Lo studio BBPR progetta il risanamento di alcuni vecchi edifici sulla via Solferino e realizza una serie di edifici nuovi su via dei Chiostri e via dei Cavalieri del Santo Sepolcro. Il compito non era facile vista la peculiarità del luogo, tra storia e monumentalità. Importante era non creare dei monoliti che incombessero sull’area, ma edifici che rispettassero la storia pur rimanendo contemporanei. Perciò lo studio BBPR pensò ad una soluzione di facciate a gradoni con balconi e arretramenti per non soffocare e creare una sorta di architettura spontanea e quasi “a paese”. Il tutto cinto da un fitto giardino privato a bosco.

Stesso discorso fu fatto per la graziosa palazzina di Casa Pirelli, progettata da Luigi Caccia Dominioni, che realizzò quest’edificio considerando il contesto storico proponendo un’architettura moderna che si integra perfettamente col contesto, pur rimanendo moderna.

Concludiamo il piccolo percorso con la bella casa di Piazza Paolo VI e via San Simpliciano 6 progettata da Luigi Vetti nel 1964/66.
Questa casa è anch’essa parte di quel processo di valorizzazione fondiaria dell’ex caserma Manera e del giardino di palazzo Crivelli, sul quale affaccia verso l’interno. Vietti concepisce qui un edificio che si inserisce in modo armonioso nel contesto antico utilizzando materiali “storici” come il legno. Benché su strada l’edificio non mostri che tre piani, è in realtà alto fino a cinque piani nel suo corpo centrale verso il giardino dove si trovano anche ampie logge, come addossate all’edificio con una struttura semplicissima.

Fonte: Ordine Architetti Milano; Case Milanesi 1923-1973 di Orsina Simona Pierini e Alessandro Isastia 2017; Le Strade di Milano, Newton Periodici 1991; Lombardia Beni Culturali.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Brera – Vie belle in città: Via dei Cavalieri del Santo Sepolcro

  1. Bernardo

    Vietti, Caccia Dominioni, BBPR… Più che una strada, un manuale di architettura a cielo aperto. Una strada piacevolissima da percorrere: unico “difetto” la pavimentazione sconnessa in più punti, in quanto le lastre di pietra sono sollevate dal passaggio di veicoli (molti taxi) verso Via Solferino.

    Una domanda: con la risistemazione di Largo Treves, se ho capito bene via Solferino inverte la marcia tra questra strada e lo stesso Largo Treves, giusto? Si hanno aggiornamenti in merito?

  2. Luca

    Bella via, peccato che la manutenzione lasci a desiderare, ci passo spesso in bici e a parte la auto parcheggiate su tutta la via, il comune ha anche deciso di fare rattoppi in asfalto al posto di sostituire le pietre rotte.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.