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Milano | Ortica – Il Molino Nuovo di via Amadeo

Dietro ad un blocco di edifici residenziali abbastanza anonimi di via Giovanni Antonio Amadeo, che va dal civico 24 al 32, si trova una grande porzione di spazio riservato al verde privato. Ci troviamo esattamente nell’isolato compreso tra la via Amadeo, via Paladini, via Marescalchi e via Illirico.

Vi chiederete cosa ci sia di particolare al suo interno? Un mulino.

Purtroppo unica parte del mulino superstite è la ruota con le pale per il resto si tratta di una piccola villetta anni Sessanta anche abbastanza anonima.

Come immaginabile, oltre le mura “spagnole” un tempo, l’area circostante Milano era composta da grandi casine, come la vicina Acquabella o nuclei di più abitazioni come l’Ortica o Cavriano. Il resto campagna coltivata e centinaia di corsi d’acqua, naturali o artificiali.

Ci troviamo anche nell’area che segnava il confine tra l’area dei Corpi Santi di Porta Venezia e il Comune di Lambrate.

Acquabella denota che qui vi erano diverse fonti di sorgive e di conseguenza parecchie rogge o cavi artificiali per l’irrigazione dei campi. Uno di questi, il Cavo Taverna (o della Rosa), che nasceva all’altezza dell’attuale via Vallazze (dove si trovava fra l’altro, un gruppo di cascine), passava nei pressi della Cascina Rosa (ancora presente, un po’ sgarruppata, nei pressi di largo Murani), e discendendo attraversava quest’isolato per poi proseguire verso sud. Qui si trova ancora oggi un mulino.

Il Molino Nuovo, da non confondere con la camperia Taverna, che era leggermente più a sud adiacente al laghetto (ma che cos’era una camperia dell’Ottocento? Forse un deposito per imbarcazioni vista la presenza di un piccolo laghetto?), grazie ad un’animazione realizzata da Odonomastico (dal forum di Skyscrapercity e Milano Sparita, che ringrazio), realizzata con mappe dettagliate, possiamo immaginare l’evoluzione della zona.

Premesso che non essendo sicura la posizione della ruota del mulino, non è stato possibile capire se sia stata riposizionata correttamene nella nuova struttura.

Prima animazione: Catasto di fine Ottocento, Carta Tecnica Comunale del dopoguerra e Catasto in vigore. A metà del Novecento i due edifici del Molino Nuovo, uno a destra e uno a sinistra del cavo Taverna, sono stati ampliati. Ho quindi contrassegnato in rosso il mulino a fine Ottocento, in rosa il mulino a metà Novecento, e in blu la villa anni Sessanta.

In pratica il Molino Nuovo (o Nuoro, come riportato in alcune mappe) rimase quasi intatto sino alla fine degli anni Cinquanta, per subire una misteriosa ricostruzione (perché conservare la ruota del mulino?) in versione di villa negli anni Sessanta. Oggi fa parte del complesso del Residence Argonne Park di via Paladini 7.

Una parte dell’area verde, raggiungibile da via Illirico, è stata fortunatamente recuperata in tempi recenti come giardino pubblico, quando negli anni Settanta versava ancora in totale abbandono.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


3 thoughts on “Milano | Ortica – Il Molino Nuovo di via Amadeo

  1. Michele Limon

    Quando ero bambino (sono del ’61) una vicina, che ogni tanto si prendeva cura di me, mi portò a vederlo; a quei tempi la ruota girava ancora spinta dall’acqua che scorreva nella roggia. Chiaramente ne rimasi colpito visto che dopo più di 50 anni lo ricordo ancora vivamente.

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