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Milano | Crescenzago – La Corte Regina e la chiesetta dei Re Magi

Ci piace spesso mostrarvi angoli della città che rivelano come sempre un passato antico ma che la moderna città ha cercato di cancellare e che, sarebbe bello, venisse rivalutato in qualche modo. E’ il caso della Cascina Corte Regina (che bel nome) di Via Rottole 60 a Crescenzago.

Sin dal secolo XII, è ricordata, ad est di Crescenzago e poco a nord di Cimiano, una località chiamata Corte Regina, nella quale si trova la chiesetta dei Santi Re Magi, ma si riferisce ad un toponimo più antico, di origine longobardo. Oggi è poco più di un’ampio spazio su cui si affacciano una serie di edifici rurali e non, con poche vestigia dell’antico borgo. Sicuramente la chiesetta è ciò che di più interessante rimane dell’antico borgo, compreso l’insieme di vie circostanti rimaste “ribelli” all’ortogonale disposizione urbanistica delle altre vie parallele a via Padova e via Palmanova.

Dell’antica strada che da Loreto risaliva lungo l’odierna via Andrea Costa sino alle Rottole (l’odierna via Palmanova angolo via Tolmezzo), che poi portava sino a Crescenzago, ne rimane solo un piccolo tratto, lungo il lato della Cascina Corte Regina al civico 70.

La via Rottole si esaurisce dopo pochi metri all’incrocio con via Vittorio Bottego affiancando, oltre alla cascina anche un bel parchetto.

Noteremo, misteriosamente, che via Costantino Bresciani Turroni, un tempo strada che si univa con via Monteggia e il borgo di Corte Regina con Cimiano, oggi “tagliato” dalla superstrada di viale Palmanova e dalla metropolitana, è una via chiusa al traffico e pavimentata con cubetti di porfido, manco fosse una via commerciale o chissà cosa.

Una parte del “Borgo della Corte Regina” consiste nel gruppo di edifici dall’aspetto rurale di uno o due piani, posto all’angolo tra le vie Rottole e Bresciani Turroni. Un piccolo portico si presenta a lato dell’ingresso. Su via Rottole si affaccia anche un’edicola con un dipinto sacro raffigurante un’annunciazione ritoccata in tempi recenti. Qui si trova anche l’ingresso all’Osteria del Cinque Sensi, un ristorante tipico milanese.

Nel 1400 attorno al borgo venne realizzato un piccolo Lazzaretto che venne abbandonato dopo la costruzione del più famoso a Porta Orientale. 

Discendendo la via Rottole, troviamo uno spazio urbano apparentemente abbandonato, seguito dall’altro gruppetto di case poste all’angolo con via Regina Teodolinda. Qui la via si incrocia con via Madre Anna Eugenia Picco, dove assume un aspetto industriale e periferico. Uno stretto passaggio pedonale ci porta al restante tratto di via Regina Teodolinda.

In via Palmanova 135 c’è l’ingresso ad un magazzino edile che occupa buona parte del rimanente spazio un tempo occupato dalla Corte Regina.

Nel triangolo formato da via Regina Teodolinda e via Palmanova si trova la deliziosa chiesetta dei Re Magi. Venne eretta nel 1352, per volere di Regina della Scala, moglie di Bernabò Visconti. Inizialmente dedicata come oratorio dei Re Magi, nel 1600 la chiesa fu poi dedicata alla Natività di Maria, ma come molte altre chiese milanesi, nel 1790 venne soppressa per essere trasformata in magazzino, diventando anche abitazione per contadini.

Si tratta di una piccola chiesa costruita tra il XII e il XIV Secolo, facente parte del complesso rurale detto Cascina Corte Regina, attualmente è attorniata da palazzi residenziali. L’interno è a una sola navata con il tetto a capriate. Sulla parete sinistra si aprono quattro finestre di cui una piccolissima vicino all’abside, con medaglioni affrescati ai lati. A destra si erge il campanile. In mattoni rossi ma rifatto successivamente nella parte alta, dopo che una bomba della Seconda Guerra Mondiale lo distrusse in parte assieme all’abside che venne ricostruita. Appare decisamente gotica nella facciata, piccola ma slanciata, con il semplicissimo portale sormontato da un arco gotico cieco e dall’ancor più semplice rosone. Una formella con Madonna e Bambino arricchisce l’arco gotico cieco sopra il portale. Ai lati della facciata, sui pilastri terminali dei fianchi dell’edificio, si appoggia la cuspide a due spioventi, con le archeggiature intrecciate poste sotto la leggera cornice da cui sporge il tetto.

Oggi la chiesa è aperta raramente (e quindi vengono celebrate le messe) da ottobre a giugno, mentre rimane chiusa nella stagione estiva.

Ci piacerebbe molto che i proprietari del luogo, assieme al Comune, prima o poi recuperassero il possibile, e magari al posto del terreno abbandonato, venisse realizzato un piccolo giardino, magari con nuovo complesso residenziale integrato alla resto della cascina, al posto del magazzino.

Fonte: Lombardia Beni Culturali; La Chiesa dei Santi Re Magi a Corte Regina, Di Gregorio Raffaele; Le strade di Milano, Newton; Milano. La città dei 70 borghi di Roberto Schena.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


2 thoughts on “Milano | Crescenzago – La Corte Regina e la chiesetta dei Re Magi

  1. Davide Mombelli

    Nel servizio, grazie
    Due precisazione e due richieste
    L’osteria dei 5 sensi, così si chiamava, è chiusa ormai da tempo immemore. Ci andai quando avevo 6 anni, nel lontano ’90 e poi cominciò il suo declino. Pensare che era gestita dal compianto Gualtiero Marchesi, quando ancora non si andava al ristorante per via dello chef ma perché si mangiava bene. I prezzi erano alti per la zona e forse questo ne ha segnato la chiusura… Forse se fosse sopravvissuta Fina ad oggi, sarebbe diventata “a place to be”…
    La via turroni è pavimentata a cubetti in porfido da non molto tempo. Prima era una via di accesso alla palmanova e il traffico veniva interrotto solo dai vigili urbani durante l’uscita dei bimbi dalle elementari che affacciano sulla via. Fu chiusa al traffico per sicurezza e probabilmente la pavimentazione è stata sponsorizzata o offerta dallo spazio industriale confinante che vende laterizi per l’edilizia.

    Le due richieste invece sono:
    1) un intervento del comune per ridare dignità alla corte, ridipingendo i muri devastati dalle tags e cercando una soluzione per salvaguardarli. Obbligare in qualche modo i proprietari della corte a ristrutturare e a conservare il patrimonio storico della corte, che oggi cade letteralmente a pezzi

    2) più che un intervento residenziale andrebbero abbattuti i muri delle attività commerciali che furono e sistemata la zona come doveva apparire agli albori del borgo. Per fare un esempio si potrebbe attuare lo stesso piano di riqualificazione di via berra e restituire a crescenzago un pezzo della sua memoria storica, magari riattivandi i sevizi dell’osteria

    Saluti e buona serata

    1. Stefano

      Buonasera,
      Parlo da proprietario di una parte della Corte Regina.
      Il lato che interseca via regina teodolinda con via rottole.

      Rispondo ad ambedue i punti sopra indicati:

      1 punto: dal canto nostro abbiamo già pitturato ben 3 volte la nostra facciata ma questa e’ continuamente vittima dei vandali. Abbiamo fatto richiesta al comune di ridipingerla a titolo gratuito per salvaguardare la zona, non abbiamo mai ricevuto risposta

      2 punto: e’ ferma volonta mia e della famiglia ( la corte e’ nostra da generazioni ) di occuparci del rifacimento della nostra porzioni. E’ dura ma ce la faremo, e’ una promessa.

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