"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Loreto – Turro – Gorla – Precotto: la ciclabile di Viale Monza secondo noi

Come abbiamo visto e dibattuto in altri articoli, da qualche settimana il Comune di Milano ha cominciato a realizzare, anche per agevolare gli spostamenti dei cittadini, una serie di nuove piste ciclabili di facile realizzazione, ovvero realizzate solo con interventi di segnaletica orizzontale (ossia verniciate a terra).

Suscitando non poche polemiche, la ciclabile prevista per Viale Monza è stata disegnata dai tecnici degli uffici comunali per essere collocata al centro della carreggiata, lungo l’aiuola spartitraffico, e non ai lati come sarebbe più auspicabile per una migliore fruizione e una maggiore sicurezza. Questo, da quanto abbiamo potuto ipotizzare, è dovuto al fatto che l’area di parcheggio lungo tutto il viale presenta una pavimentazione con cubetti di porfido, i sampietrini, che non sono tra le pavimentazioni più adatte per una ciclabile. Però nemmeno impossibile da percorre tanto che la ciclabile esistente da anni in via San Marco è lastricata proprio in cubetti di porfido.

Noi abbiamo provato a fare un sopralluogo lungo il viale e, come si vede dalle foto, la situazione, tranne in pochi casi, ci è sembrata abbastanza ben messa.

Pertanto ci chiediamo perché il Comune non ripensi a riprogettare questa ciclabile e la proponga sistemata al posto delle auto parcheggiate, che perciò verranno posizionate al fianco della pista, rendendo la percorribilità delle bici più sicura.

Qui di seguito abbiamo provato a dare una suggestione della ciclabile tracciata al posto della auto parcheggiate (oltretutto lungo buona parte del viale le auto vengono parcheggiate in maniera scorretta, a lisca di pesce, quando il regolamento, mai fatto rispettare, prevede il parcheggio in linea con la carreggiata).

Come si vede, la pavimentazione in cubetti di porfido (cosa che ancora ci lascia perplessi, visto che i brutti marciapiedi sono lastricati in catrame, così come la carreggiata d’asfalto, mentre sugli stalli dove si parcheggiano le auto qualcuno, decenni or sono, ha pensato bene di usare questa bella pavimentazione pregiata per ospitare le vetture) ci sembra abbastanza ben messa.

Qui di seguito il progetto diffuso dal Comune di Milano che prevede la ciclabile, appunto, al centro della strada, a fianco dell’aiuola centrale spartitraffico. La ciclabile sarà solo disegnata e le verranno applicati al fianco dei cordoli con dissuasori in gomma per maggiore sicurezza.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


39 thoughts on “Milano | Loreto – Turro – Gorla – Precotto: la ciclabile di Viale Monza secondo noi

  1. Anonimo

    Nel mondo ideale, ci sarebbe spartitraffico, carreggiata, pista ciclabile, e marciapiede allargato e piastrellato e alberato o con siepi e piante basse.
    Le auto dovrebbero stare nei silos costruiti nelle vie adiacenti, con prima ora gratuita.

    Visto che silos e parcheggi sotterranei che gli altri paesi hanno fatto nei decenni scorsi noi non ce li abbiamo, il male minore è l’ipotesi di UF. Sperando non si crei l’effetto “camera a gas” come ieri tra Buenos Aires e Porta Venezia.

    1. Rikk

      Concordo al 100%. Perchè nessuno ne parla? Ci sono mai state proposte in tal senso? La prima cosa che mi viene in mente è che sono progetti costosi mentre tracciare due ciclabili no.

    2. Si Tav

      Oltre che la prima ora gratuita servono silos per le auto dei residenti.
      Comunque: ennesima cazzata di una giunta di sinistra, che più che risolvere i problemi , pensa a un mondo utopico ideale.

  2. Anonimo

    L’idea della ciclabile in mezzo all’autostrada urbana che è purtroppo viale Monza è un incentivo all’omicidio stradale.
    Che in comune ci pensino bene e accolgano la proposta sensata e assolutamente fattibile di UrbanFile.
    La ciclabile su viale Monza è indispensabile ormai ma serve fatta bene, non tanto per fare. C’è tutto lo spazio per farcela stare dove ovunque nel mondo si mettono le ciclabili.

    1. Anonimo

      E’ però anche vero che se fosse adeguatamente protetta, la ciclabile al centro della carreggiata è molto più pratica se fai distanze lunghe, perchè non si interrompe ogni 3 metri per i passi carrabili. E i furgoni messi di traverso sui passi carrabili….

      Se qualcuno di Sesto usa la bici per venire in centro a Milano, che è un percorso lungo, la ciclabile tra auto in sosta e marciapiede può trasformarsi in un mezzo incubo.
      Diverso e direi opposto è il caso se vai per negozi di quartiere con l’olandesina e il cestino.

      1. Anonimo

        Sono d’accordo pure io. Una ciclabile vicino al marciapiede che consente sia il transito agevolato per chi percorre lunghe distanze e quello di chi la usa per brevi tratti è fattibile solo sul modello dei Paesi Bassi, dove ci sono marciapiedi e piste ciclabili continue per impedire che si interrompa ogni 3 metri. Ma questo richiederebbe una trasformazione radicale dei marciapiedi, pura utopia per Milano che venera l’auto sopra ogni altra cosa.
        Quindi ben venga una ciclabile protetta al centro, con fondo liscio e scorrevole, piuttosto che una ciclabile ai lati con le buche, a zig zag e interrotta ogni 3 metri. E se uno dovesse andare a negozi di quartiere secondo me è tollerabile che vada sul marciapiede, visto che avrebbe un’andatura più rilassata rispetto a chi usa via Monza solo per transito.

        1. Si Tav

          Più che venerare l’auto sembra abbia orrore per i parcheggi. Facendo questi, infatti, si tolgono migliaia di auto dalle strade, creando spazio x pedoni, biciclette, monopattini, velocipedi, cavalli e carrozze.
          Ma è più facile che un bassotto violenti una giraffa che una giunta rossa faccia qualcosa di intelligente

          1. stefano

            caro sitav,
            ricordiamo tutti i successi delle giunte che ti piacciono sui parcheggi, a partire dalla darsena…

      2. Mikh

        Mi pare che si stia facendo il conto senza l’oste. La proposta di UrbanLife è irrealizzabile per il semplice fatto che mettere le auto a lisca di pesce è questione di necessità non di menefreghismo. Nemmeno a me piace ma se non si facesse così effettivamente non vi sarebbero sufficienti posteggi (bastI vedere che altezza pasteur, quando c’è il mercato all’aperto nella via parallela, si impiegano tranquillamente 30-50munuti a trovare posteggio).
        Inoltre percorrere km in bici o monopattino su delle pietre è una tortura, dopo qualche giorno non sarà più pietra perfida ma San pietrini da quanti battezzamenti riceverebbero.
        Mi spiace ma trovo entrambe le idee sullo stesso livello, tanto vale quella del comune che per lo meno si può fare dietrofront e limita considerevolmente il rischio di buche.

    2. _

      Bisogna essere partici: In Viale Monza con ciclabile e carreggiata per le auto ridotta che non consente la sosta in doppia fila, o vieti ai residenti di usare Amazon e clicca il pomodoro oppure devi accettare i furgoni nei passi carrai.
      🙁

      Sarebbe interessante capire quale sia la “best practice” per risolvere questo problema adottata in altre città.

      1. Anonimo

        non ho idea se sia veramente una “best practice” ma mi viene da immaginare frequenti (una per isolato per senso di marcia) aree per carico/scarico dei corrieri e controlli frequenti per evitare che 1) le aree carico scarico vengano occupate da altri 2) i mezzi delle consegne parcheggino in sosta vietata per fare 5 metri in meno

  3. Anonimo

    Please use best practices. Tradotto in italiano: copiate esempi virtuosi di altri paesi. Bisogna agire in tempi rapidi e senza commettere errori stupidi.

  4. Anonimo

    Ho letto una cosa tempo fa riguardo le piste ciclabili, devono essere sicure per tutti, anche per un bambino di 6 anni. Mi sembra il minimo per una città che vuole definirsi diciamo almeno indifferente ai bambini, non amica, neppure nemica.
    E allora, voi ce lo mandereste vostro figlio di 6 anni a pedalare su quella schifezza di assurdità di pista ciclabile in mezzo alla carreggiata dove se va bene le auto e le moto arrivano tranquillamente a 80 o 90 all’ora quando non c’è traffico?
    A me in Comune sembra che si siano bevuti il cervello.

    1. Anonimo

      Tu ce lo manderesti tuo figli a pedalare su una pista ciclabile di sanpietrini sconnessi, dove ogni 3 metri c’è un furgone di traverso o il frettoloso che esce dal passo carrabile e si dimentica di guardare se arriva qualcuno o il genio parcheggiato che apre la portiera lato passeggero e si dimentica che proprio li sta passando il pargoletto di 6 anni in bici?

      1. Anonimo

        Spero che tu stia scherzando.. vero? Ma hai immaginato cosa significa attraversare un incrocio in mezzo all’incrocio, con le auto che voglio sorpassare o moto che fanno lo slalom?
        In mezzo agli incroci non ci saranno i mini paletti a cercare di darti un senso di protezione, sarai buttato in mezzo alla strada. Non c’è paragone alla sicurezza che puoi avere con una pista a bordo strada.

        1. Anonimo

          Sto dicendo che le ciclabili “di quartiere” per far andare i bambini a scuola ad esempio, non le vedo a Milano messe negli assi di penetrazioni più incasinati possibili immaginabili.

          E’ un lavoro che andrà fatto nelle vie più tranquille e laterali. Una ciclovia Milano Sesto per rendere la bici una alternativa realistica anche per dei pendolari e chi vive in periferia è diversa da un discorso ben fatto per la mobilità dolce e delle persone più deboli in una zona semi centrale.

          Nel mondo ideale è diverso, ma stiamo parlando di oggi, di Milano e di Viale Monza….

  5. Fr@ncesco

    Buongiorno, da ciclista urbano, penso che collocare la ciclovia in mezzo al viale piuttosto che ai lati, sarebbe una scelta poco convincente. Collocare la ciclovia a lato, favorirebbe l’immissione e l’uscita verso altre direzioni, ma è anche vero che collocandola a lato, sarebbe molto spesso occupata da veicoli in sosta, costringendo i ciclisti a gimcane anch’esse pericolose. Non saprei cosa scegliere: se dovessi pensare alla comodità, quella a centro viale sarebbe la migliore ma andrebbe a discapito della mia sicurezza nel momento che sarei costretto ad attraversare la carreggiata.

  6. Gio

    Continuo a bocciare queste ciclabili….sia per come le stanno facendo (solo tramite segnaletica orizzontale) sia perché si ignora completamente il flusso di traffico di Corso Buenos Aires e di Viale Monza….. giá ieri (18/05) con il traffico che si é fatto più vivo si é vista la coda lughissima delle macchine su un’unica fila nel tratto di Buenos Aires in cui hanno realizzato la ciclabile…. É giusto rendere la cittá più vivibile ma dovrebbero prima mettere in atto soluzioni reali per il traffico (interno e proveniente da esterno), perché l’attuale sistema trasporti non é sufficiente….. Ho sempre vissuto in zona P.za Argentina ed ora sono all’altezza di Turro, io cercherò di non andare mai su queste ciclabili dove ci saranno al mio fianco lunghe code di macchine e penso che le eviterò anche a piedi ove possibile…. Giá nei tempi normali ci sono tratti di Viale Monza con code nonostate le due corsie di marcia, ora si porta ad una sola corsia di marcia per carreggiata….pensano che il traffico si riverserá altrove oppure che i guidatori cambieranno il mezzzo per spostarsi (come se fosse possibile per tutti vero?) ?

    1. Anonimo

      scusa ma non ti seguo. L’unica alternativa possibile al traffico automobilistico sono i mezzi pubblici, ma sappiamo che sono a capienza contingentata, e le bici.
      Non aumenti il numero di bici in circolazione se non fai ciclabili, quindi le ciclabili sono indispensabili in questo periodo e le stanno facendo tutte le più grandi città del mondo. Solo che le fanno bene. Qua non si deve discutere sull’utilita della ciclabile su viale Monza ma su come deve essere realizzata.
      Se ovunque nel mondo fanno le ciclabili a lato della strada e non in mezzo un motivo c’è.

      1. Gio

        La maggior parte delle persone che usa la macchina a Milano non potrebbe usare la bici come mezzo alternativo (distanze, questione di sudore, ecc ecc), ma dovrebbe utilizzare i mezzi pubblici, quindi prima va modificato il sistema dei mezzi pubblici, prima delle ciclabili.
        Le “più grandi città del Mondo” hanno spazi o traffico (perchè il sistema di trasporto pubblico è efficiente) ben differenti per fare le ciclabili

      2. Gio

        La maggior parte delle persone che usa la macchina a Milano non potrebbe usare la bici come mezzo alternativo (distanze, questione di sudore, ecc ecc), ma dovrebbe utilizzare i mezzi pubblici, quindi prima va modificato il sistema dei mezzi pubblici, prima delle ciclabili.
        Le “più grandi città del Mondo” hanno spazi o traffico (perchè il sistema di trasporto pubblico è efficiente) ben differenti per fare le ciclabili

    2. Anonimo

      La teoria è che dopo un po’ di tempo il traffico si “ridistribuirà” e tornerai ad un punto di equilibrio con lo stesso traffico di prima ma metà delle auto in giro su quella via. Come se “evaporasse”.

      E’ una teoria che gira da almeno 30 anni ormai. Io, francamente, non ho mai capito se è vero o no in pratica, ma qualcosa di vero credo ci sia.
      Però è deprimente, vuol dire che sempre al casino siam destinati…

  7. alberto

    Secondo me con questa configurazione potrebbero utilizzare sistemi di protezione temporanea: new jersey di plastica, in attesa di porre in essere cordolatura o meglio ancora filari di siepi. Con un viale Monza monocorsia per senso di marcia ovviamente…
    In alternativa, in maniera più radicale, doppio senso su un lato del viale e tutto il resto per bici e pedoni, con accesso dedicato per tutti gli accessi laterali

  8. alberto

    Secondo me con questa configurazione potrebbero utilizzare sistemi di protezione temporanea: new jersey di plastica, in attesa di porre in essere cordolatura o meglio ancora filari di siepi. Con un viale Monza monocorsia per senso di marcia ovviamente…
    In alternativa, in maniera più radicale, doppio senso su un lato del viale e tutto il resto per bici e pedoni, con accesso dedicato per tutti gli accessi laterali

  9. Anonimo

    Per capire i benefici di una ciclabile serve tempo. Prima bisogna farla per prima cosa, poi bisogna aspettare che il traffico si assesti e che più persone inizino a usarla.
    Vorrei ricordare che ogni persona in bici è un’automobile in meno, visto che in metro si è quasi già al limite della capienza. E che nello spazio di un’automobile stanno anche 10 biciclette, quindi concedere un pochino di spazio alle bici è una mossa intelligente che va nella direzione giusta e che tra l’altro stanno attuando in molte capitali europee, Parigi in primis che ha un programma ambiziosissimo di tipo 600 km di ciclabili, una cosa impensabile da noi.

    1. Gio

      “Ogni persona in bici è un’automobile in meno” è un’affermazione errata se si parte dal presupposto che tutti coloro che usano la macchina per spostarsi possono usare la bici, perchè non è possibile sempre. Credo che molta gente non abbia idea del traffico che proviene da fuori città e di chi ha necessità di spostarsi da una parte all’altra della città….queste persone non possono usare la bici (parliamone realisticamente), di nuovo è sui mezzi pubblici che bisogna puntare.

  10. Gio

    La maggior parte delle persone che ora usa la macchina non userebbe o non potrebbe usare la bici come mezzo alternativo, quindi é il trasporto pubblico che é da cambiare, prima ancora di arrivare alle ciclabili. Le altre cittá nel Mondo hanno spazi ben differenti per fare le ciclabili

    1. Anonimo

      D’ accordissimo, Gio, io uso l’auto il meno possibile quando ho l’alternativa di un mezzo pubblico che mi permette di arrivare a destinazione in tempi accettabili ma mai andrei in bici dall’ altra parte di Milano, ciclabili o non ciclabili.

      1. Anonimo

        Non ha molto senso quello che dici. Un discorso che non vale per te (usare la bici) può valere per molte altre persone.
        Se si riesce anche solo a trasformare un po’ di auto in bici si ha un enorme beneficio perché lo spazio che occupa un’auto è ben diverso da quello che occupa una bici. Questa cosa spero sia chiara.
        C’è tutto da guadagnare se più gente usa la bici. Ci perdiamo tutti (tranne i benzinai) se usiamo meno l’auto.
        Essere contro le bici è come spararsi sui piedi.

        1. Anonimo

          Va be’, ha senso solo quello che dite voi e capite solo quello che volete voi. Con mezzi pubblici più efficienti si permetterebbero spostamenti molto più veloci che con auto e bici, anche con 40gradi o sottozero e temporali.
          Questa cosa spero sia chiara, per dirla come te…

          1. Anonimo

            Allora cerco di spiegarla in un altro modo. Ogni bici che vedi in giro sono soldi che risparmi anche tu. Perché?

            Perché andare in auto inquina, e i costi sanitari indiretti li paghi ance con le tue tasse

            Perché andare in bici rende le persone più sane (e siamo al punto sopra)

            Perché andare con il trasporto pubblico rappresenta un costo, visto che con il biglietto che paghi copri la metà circa del costo, il resto lo mettono regione e comune

            Perché in bici consumi meno spazio, e lo spazio a Milano costa, e ogni m2 guadagnato può essere un m2 messo a far fruttare (tavoli di un bar per es. allestimenti o eventi)

            Vista così ha un po’ più senso?

        2. Anonimo

          La mobilità elettrica spazzerà via tutto, ci stanno lavorando tutti, Apple compresa.

          E allora sentiremo i ciclisti lagnarsi che sulle ciclabili sfreccia di tutto e a velocità troppo alte 🙂

          1. Frastill

            Sì vuole davvero credere che la mobilità elettrica risolverà magicamente il problema del traffico?
            Forse ci si immagina che i mezzi elettrici voleranno?

            Il traffico invece aumenterà ulteriormente a causa delle distanze di sicurezza che i mezzi elettrici a guida autonoma o semi autonoma dovranno obbligatoriamente garantire quando in futuro tutto ciò diventerà realtà.

            Non esiste quindi alternativa ad un trasporto pubblico di massa capillare e, questo si, elettrico, affiancato da mobilità ciclistica/alternativa su sede protetta.

          2. Anonimo

            Non è difficile immaginare che col ritmo di evoluzione della tecnologia attuale, la bici elettrica sarà assolutamente dominante sulla bici “a pedali” tra 5 anni o anche meno.

            Poi c’è tutto il resto, che non sono il monopattino cineseria venduto su ebay, ma tutto lo scibile umano declinato su 2, 3 e 4 ruote, con portabilità, dimensioni e praticità impressionanti.

            Tra la bici, praticissima ma scomoda e l’auto, comodissima ma inadatta alla città c’è tutto un mondo che sta per venire alla luce.
            E meno male, così la piantiamo di scannarci tra ciclisti e automobilisti che non serve a niente!

  11. seflo

    Prendere come esempio la ciclabile di via San Marco e’ un po’ azzardato! Tutte le volte che ci passo (sul marciapiede, perche’ se amassi il pave’ andrei alla Parigi-Roubaix e non a Milano) penso intensamente a quel furbone che ha progettato una ciclabile con i sanpietrini!

  12. giorgio

    Io farei una bella ciclabile sulle tangenziali interna ed esterna.
    Tanti km in più e medaglia sul petto del trio Sala, Granelli Maran

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.