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Milano | Porta Venezia – Si riparte col caos in Piazza Oberdan

Ieri, giornata di ripartenza di molte attività in città dopo i due mesi di chiusura a causa del Coronavirus. C’è stata la prova del nove per la nuova ciclabile (ancora da completare) di Corso Buenos Aires. Come abbiamo ben detto da quasi un mese, il Comune di Milano sta realizzando delle ciclabili a tempo di record in città (solo segnaletica in verniciatura).

La principale sarà appunto quella che metterà in collegamento San Babila con Sesto Marelli. Una direttrice molto delicata e importante per gli spostamenti in direzione Nord-Est.

Ieri, a pista ciclabile ancora da disegnare, si è visto il caos all’incrocio tra piazza Oberdan e Corso Buenos Aires. Le auto che arrivano da viale Maino e cercano di svoltare nel corso, si trovano ad infilarsi nell’ancora più stretto imbuto creato dalla nuova ciclabile, per poi dover dare la precedenza a chi arriva da Corso Venezia, creando una fila infinita che di fatto blocca anche il flusso di chi arriva da viale Piave. Insomma, l’ingorgo perfetto.

Naturalmente quanto accaduto ha sollevato non poche polemiche e proteste, con sinfonie di clacson, liti da ingorgo e smog. La polizia locale, infine, è intervenuta a cercare di sbrogliare la situazione.

Da palazzo Marino tranquillizzano dicendo che una volta accertati i reali flussi di traffico, verranno apportate le dovute modifiche alle sincronizzazioni semaforiche di piazza Oberdan per consentire alle auto di immettersi nel centro della carreggiata evitando così di fermarsi per dare la precedenza alle bici.

Naturalmente sono partite le prime contestazioni, firmate dagli automobilisti, dai tassisti e dal Centrodestra, contro queste ciclabili volute dalla Giunta Sala e realizzate in breve tempo.

Pensare che la ciclabile, realizzata sabato e domenica scorsi, e che va da piazza Oberdan all’incrocio con viale Regina Giovanna, è subito stata utilizzata da diversi ciclisti, facendo percepire la sua utilità. Purtroppo l’imbocco di C.so Buenos Aires, così com’è stato disegnato, non è ottimale e non è una sorpresa che crei disagi. La pista avrebbe dovuto affiancarsi a lato carreggiata sin da subito, evitando di rimanere in mezzo al flusso veicolare (e purtroppo non basterà regolare i tempi semaforici per ovviare a questo difetto). Vero è che la volontà di fare un intervento leggero rende impossibile mettere mano in maniera adeguata a tutto l’incrocio come si dovrebbe, in modo da armonizzare meglio i flussi veicolari e ciclabili, ma ci chiediamo se non ci fosse una soluzione migliore, per quanto non ideale.

Qui di seguito alcune foto durante i lavori di verniciatura eseguita sabato scorso -17 maggio 2020-.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


84 thoughts on “Milano | Porta Venezia – Si riparte col caos in Piazza Oberdan

  1. Adriano

    Incapaci allo sbaraglio, come al solito fanno esperimenti e prove sulla nostra pelle…se per voi questo è un buon governo della città contenti voi…
    Prima di intervenire bisogna ragionare sui flussi e non dopo, non è possibile che chi ci governa non sia in grado di verificare i flussi prima di fare certi interventi, se questa scelta l’avesse fatta un’ amministrazione di un altro colore politico i giornaloni di regime (corriere e repubblica) sarebbero insorti…no commit.
    E’ in dubbio che ci siano da fare interventi per migliorare e aumentare la mobilità dolce ma cazzo farlo con un po’ di sale in zucca no??? il problema è che fino a quando le scelte questa giunta le prenderà per ideologia non riusciremo a risolvere nulla…un vero peccato.

    1. Marco

      Al “vogliono fare esperimenti sulla nostra nostra pelle” ho smesso di leggere.

      Forse non è chiaro che i mezzi pubblici hanno capacità ridotta e che non tutti sono dotati di automobile?

    2. Marco

      Con tutte le problematiche che affliggono Milano e, più in generale, il nostro paese, tutte le attenzione confluiscono sulla pista ciclabile e 5 minuti di fila per le auto in Porta Venezia…

      É proprio vero che siamo condannati a continuare ad affondare, noi e la nostra resistenza alle novità.

      1. Adriano

        Allora dobbiamo sempre dire che va tutto bene così loro fanno e noi subiamo??? avete un idea di democrazia tutta vostra, appunto che il problema ora erano i soldi che mancano ai cittadini potevano spendere quelle risorse poche in un modo più utile….

  2. Anticicl

    Più che piste ciclabili mi sembrano riserve di caccia… ma non preoccupatevi, fra un annetto (o con nuova amministrazione, quello che viene prima…) una bella mano di catrame e non se ne parla più di questo incubo.

    1. Marco

      Al “vogliono fare esperimenti sulla nostra nostra pelle” ho smesso di leggere.

      Forse non è chiaro che i mezzi pubblici hanno capacità ridotta e che non tutti sono dotati di automobile?

      1. Adriano

        E secondo te quel tratto di pista serve ai ciclisti????ma non mi far ridere ti prego…..ahahah….io se dovessi andare in quella zona stai sereno che l’unica via che non farei è proprio corso buenos aires….

  3. Anonimo

    Per fare una ciclabile in fondo serve solo la voglia, i soldi e un minimo di coraggio.

    Per studiare gli incroci invece, serve anche intelligenza e lavoro sui dettagli.

    Ecco, col COVID un pochino di coraggio è venuto anche ai Don Abbondio Comunali.

    Speriamo non serva una nuova pestilenza per far calare dal Cielo anche Intelligenza e voglia di lavorare ai tecnici del traffico 🙂

  4. Anonimo

    Nella foto 22 c’è l’obbligo di precedenza alle bici:

    Una semplice striscia per terra! Senza pali ne niente!! E la pista è aperta…Ma allora si può fare le cose senza PALI! 😀😀😀

  5. .mau.

    il flusso che parte da piazzale Oberdan funziona ESATTAMENTE come sarebbe dovuto funzionare il flusso veicolare in precedenza: chi arriva da viale Maino ha da dare la precedenza (non semaforica) più avanti. Quindi la pista ciclabile sta a sinistra di tale flusso: se fosse tutta a destra ci sarebbe lo stesso problema. Solo che fino a marzo quel pezzo era SEMPRE occupato da auto in divieto di sosta (e spesso anche in doppia fila). Tutto qua.

        1. Anonimo

          Evidentemente il sig “uso improprio” non si è mai accorto dell’esistenza del corpo dei vigili urbani (sono quelli che danno le multe alle auto in divieto di sosta)

    1. Adriano

      E quindi è giusto che si sia intasato tutto???
      Dai un minimo di critica è ammissibile o bisogna dire che questa giunta fa sempre tutto giusto…per cortesia…
      Come l’aiuola in centrale messa per togliere il degrado e poi transennata, Sapete come si chiama questa ideologia Buonista ed è simile al Fascismo, e cioè io faccio sempre giusto perchè sono dalla parte giusta….tutti gli altri sono cattivi fascisti autotalebani ecc…
      Invece qui io vedo sono bici talebani purtroppo….figli di un ideologia che non comprende i bisogno della maggioranza della gente, ma vive sull’ideologia che per aiutare le minoranze bisogna mettere in difficoltà la maggioanza

      1. .mau.

        La domanda è malposta. È giusto che fino a marzo ci fosse una corsia stradale con parcheggio selvaggio?
        (per quanto riguarda l’ideologia: io personalmente sono contrario alla ciclabile in viale Monza, né a centro strada né spostata sul lato, e sono favorevole a rendere ufficiale il parcheggio a lisca di pesce, togliendo però la possibilità di lasciare le auto OVUNQUE come succede adesso. Questo perché viale Monza è un asse di penetrazione e quindi deve essere scorrevole per quanto possibile, visti i semafori. Buenos Aires NON È un asse di penetrazione, anche se la gente è convinta di sì. Non parliamo poi di corso Venezia)

      2. Andrea

        Ma quale ideologia… si tratta di POLMONI!
        In realtà, come altrove hanno capito da tempo, per migliorare l’aria bisogna che l’attuale minoranza diventi maggioranza
        Chissà perchè i “bisogni della maggioranza della gente” a Milano sarebbero quelli di prendere l’auto per fare due chilometri. Invece quelli del resto d’Europa (e di alcune città italiane più intelligenti) sono di avere città più VIVIBILI…

        1. Adriano

          Se le auto diventerrano tutte elettriche come la mettiamo con l’aria…dai finiamola con questo problema, si parla del massimo 19% di inquinamento dato dalle auto e tutto il resto chi se ne vero?
          Ripeto gli spostamenti sono e devono essere sempre legati alla velocità…se con i mezzi ci metto 1 ora , con la bici 45 minuti e con l’auto 30 minuti prenderò sempre l’auto….se invece ci metto 15 minuti con la bici e 12 con l’auto allora l’auto non serve…ma nel caso che ho citato serve perchè i minuti dedicati allo spostamento non te li regala nessuno….

          1. Giorgio

            1. Sui 5 km, in città, la bici è il mezzo più veloce, è stato dimostrato https://www.wired.it/lifestyle/mobilita/2016/03/22/bici-veloce-dellauto-non-sappiamo/

            2. Gli ingorghi ci sono sempre stati per il semplice fatto che CI SONO TROPPE AUTO, troppi di noi sono abituati a spostarsi in auto per fare 2 km andare e 2 tornare. Questo è intollerabile nell’ottica del benessere comune (comune significa anche di chi guida l’auto) perché sono troppo superiori i vantaggi di un uso più parco del mezzo privato a motore.

            3. Le dimensioni medie delle auto in circolazione sono cresciute enormemente nell’ultimo decennio, lo spazio a disposizione è lo stesso di prima. La circolazione in città (e quindi l’acquisto) dei suv dovrebbe essere disincentivata in modo deciso.

            4. Con poche auto si sta meglio, non ce n’è. Sono troppo inquinanti, anche dal punto di vista sonoro – stressano gli esseri umani, li fanno stare costantemente incazzati – e sono drammaticamente inefficienti sotto tutti i punti di vista (quindi assai costose). Muoviamo i culetti di più e ci guadagniamo tutti, in salute, benessere mentale ed economico.

          2. Anonimo

            Il vero cancro del traffico di Milano solo i 750.000 pendolari che entrano tutte le mattine ed escono tutte le sere. Sono le lunghe colonne di auto che vedi entrare dalla tangenziale alle 8 del mattino e uscire faticosamente dopo le 6.

            Puoi anche sognare di mandare tutti i Milanesi in bici (e di sicuro aiuterebbe), ma se non affronti il problema hinterland di sicuro Milano non diventerà mai la Amsterdam o la Copenaghen che qualcuno vagheggia.

      3. .mau.

        (devo aver dimenticato di premere PUBBLICA, riscrivo)
        La domanda è mal posta. Era giusto avere un percorso automobilistico GIÀ ESISTENTE intasato dalle auto in sosta? In questo momento si è semplicemente liberato dalle auto in sosta quel pezzetto di Buenos Aires, con la scusa della pista ciclabile.

        Per quanto riguarda l’ideologia: io sono contrario alla pista ciclabile in viale Monza, sia fatta in mezzo alla carreggiata che spostata sui lati. Viale Monza è un asse di penetrazione, anche se pieno di semafori. e deve essere lasciato tale. Per la stessa ragione non voglio le piste ciclabili sulla cerchia della 90-91. (probabilmente funziona meglio lasciando andare le bici sulla preferenziale, sennò si possono inventare percorsi su vie vicine). Inoltre vorrei che lì si istituzionalizzasse il parcheggio a lisca di pesce, cominciando però a multare tutti quelli che parcheggiano dove il marciapiede è allargato e quindi bloccano il flusso del traffico automobilistico. Tutto questo naturalmente se “ideologia” ha significato diverso da “pensiero diverso dal mio”, cosa di cui non sono così sicuro visto l’intervento.

    2. Luca

      Tutto qua non tanto, visto che dopo aver dato precedenza a ciclisti prima e auto poi non ci si immette piu su due corsie bensi’ in una soltanto e perche’ al posto della corsia di destra hanno pensato bene di fare i parcheggi, carico /scarico e sulla loro destra la ciclabile piu’ una corsia pedonale giu dal marciapiede ( che peraltro sarebbe anche gia’bello largo di suo , quindi senza senso oltre che ulteriormente piu pericolosa ) .

    3. matteo

      È esattamento così. La corsia che serve ad immettersi da Piazza Oberdan in Corso Buenos Aires ha sempre seguito lo stesso principio. Però prima che fosse fatta la pista ciclabile era utilizzata quasi perennemente per la sosta irregolare da auto baipassate grazie all’assenza di cordoli e con qualche suonata di clacson.

  6. L.

    Fa ridere come le persone non si rendano conto che il problema siano le auto, non una ciclabile. Quel pezzo è sempre stato occupato da automobili parcheggiate senza senso e spesso in dobbiamo file. Ora che questo spazio viene riconsegnato alla città gli automobilisti in crisi di astinenza vogliono ritornare a parcheggiare dove più gli fa comodo, che pena. Tra l’altro la ciclabile è ovviamente molto utilizzata quindi se vi dà fastidio rimanere bloccati nel traffico potete non usare l’automobile.

    1. Anonimo

      “se vi dà fastidio rimanere bloccati nel traffico potete non usare l’automobile.” Neanche Maran sarebbe arrivato a tanto, complimentoni!

      1. L.

        Guardi, è un ragionamento semplice. Le diventa scomodo usare l’automobile? Usi altri mezzi. Le è indispensabile usarla? Bene, nessuno le ha chiuso corso Buenos Aires può continuare a usarla. Ora le è più chiaro?

        1. Anonimo

          E’ un discorso di una empatia paragonabile al “me ne frego” di ottantanni fa, ma dialetticamente non fa una grinza.

          1. Marco

            Sono totalmente d’accordo. Se gli automobilisti hanno fretta possono farle anche in periferia erte commissioni. Senza piste ciclabili un numero importante di cittadini farà fatica a spostarsi in città, il che è ben più grave di fare 5 minuti di coda.

          1. Adriano

            Ma signor L ma lei vive in una città dove il traffico se è congestionato è per i non residenti che al di fuori della città non hanno altri mezzi…se fosse solo per i milanesi anche se tutti usassimo la macchina non ci sarebbe nessun ingorgo…sveglia….il problema qui è come realizzare le piste per parlare del futuro non della politica che fa Sala di propaganda e basta….
            La sua priorità non erano i navigli??

    2. Adriano

      Davvero ridicoli questi commenti….secondo te la maggioranza dei cittadini che hanno usato l’auto sono in crisi di astinenza o avevano bisogno di dare più di una commissione e quindi hanno poco tempo?? forse l’auto si usa per velocizzare e fare più cose ??? sveglia smettetela di voler vivere ad Amsterdam…trasferitevi voi…che per ora siete minoranza..
      detto da un ciclista monopattista…quindi non uso l’auto, ma quando serve non se ne può fare a meno. solo gli studenti e chi non è nato qui la può usare per tutto…gli altri devono per forza usarla ogni tanto….e poi quando sarà elettrica e quindi non inquinante non saremo più cattivi come farete???ad odiarci?

      1. L.

        Prima dice di essere un ciclista poi si inserisce nel gruppo degli automobilisti. Coerente. Il suo discorso non regge “se vuoi vivere ad Amsterdam trasferisciti” No caro, non funziona così. Io, e molti altri te lo assicuro, vogliamo vivere in una città vivibile. Punto. Nessuno ti impedisce di usare l’automobile, non ti hanno chiuso corso Buenos Aires vuoi muoverti con la macchina? Fallo, ma non ti lamentare se sfruttano le strade per rendere sicura la mobilità di tutti. Fai ragionamenti da anni ’50, soprattutto considerando che corso Buenos Aires è servito da metropolitana, passante, bus e tram.

        1. Anonimo

          Ma veramente, Sig L., come si puo’ essere un ciclista e nello stesso tempo anche un’automobilista…no no ildiscorso non regge…

      2. Andrea

        Qualcuno mi spiega perché dovremmo trasferirci ad Amsterdam? Perché Milano non potrebbe diventare come Amsterdam o simili? (a me basterebbero Londra o Parigi)… Io abito a Milano da 35 anni e uso l’auto rigorosamente solo il weekend – rare volte in città il car sharing. Non è difficile, provate

        1. Anonimo

          Se mi danno il livello di tassazione sul reddito di Amsterdam o Londra (o la loro semplicità burocratica)…vendo la macchina e uso solo la bici, promesso!

        2. Adriano

          Andrea anche io che ho messo il commento uso l’auto nel week end, ma non per questo devo per forza dire che vanno bene quelle schifezze di piste che mai utilizzero per mia fortuna perchè abito in un’altra zona…ma mi girano quando vedo cose fatte col culo nella mia città…

    3. Anonimo

      In periodo di pandemia dove è necessario il massimo distanziamento sociale l’uso di auto/moto non dovrebbe essere ostacolato.

    4. Anonimo

      Se ti dà fastidio che non ci sia una ciclabile e ti tocchi andar sulla strada con la bici, vattene a piedi.

      Se ti dan’ fastidio le macchine stattene a casa.

      Stessa logica di voi pedalosi.

  7. Ale

    Avanti con le ciclabili, senza se e senza ma. Tutti i cambiamenti vanno gestiti, ottimizzati e fatti assimilare. C.so Buonos Aires fa schifo, marcepiedi stretti in molti punti, pochi alberi, solo auto e doppie file selvagge… particamente una tangenziale interna!

    Il comune si muovi ad analizzare i flussi e ridurre gli ingorghi dove possibile, ma senza indietreggiare sulle piste ciclabili… ci sono in tutte le città evolute d’Europa

  8. Soleblu

    Intasamento creato dagli automobilisti che pretendono di poter continuare come prima a parcheggiare dove gli pare , fare inversioni a U, “accostarsi un attimo”.
    A qualcuno la macchina serve, certo, ma intanto é ancora pieno di gente che usa il SUV per fare 4 kilometri.

    Intanto la ciclabile é già molto usata. Giusto che chi prende la macchina sia svantaggiato in coda, mentre chi usa mezzi più sani per la città vada senza problemi. Solo così si disincentiva l’uso delle auto private, non certo permettendo che in macchina si possa fare tutto senza svantaggi.

  9. Anonimo

    A me la pista ciclabile su Buenos Aires e Venezia fa comodo, la sto usando moltissimo e mi pare ben fatta.
    Le auto rallentano un po’ i primi giorni? Non vedo problemi, è già successo ai tempi dei lavori in xxiv maggio (ricordate?) e in piazza repubblica recentemente.
    Il traffico si ridistribuirà presto, i tecnici sistemeranno i tempi semaforici. Non sarà una tragedia. Qualche auto in meno, più bici, ci guadagneremo tutti.
    Sono insopportabili gli auto-dipendenti egoisti e menefreghisti che vogliono tutto lo spazio per loro. Fosse per loro eliminerebbero anche i marciapiedi per farne parcheggi. La città è di tutti, lo spazio pubblico è di tutti, non deve essere solo delle auto. È ora di finirla con questo retaggio degli anni 60.

    1. Anonimo

      Scusi il disturbo, Anonimo delle 14:15 a cui fa comodo la ciclabile di B.A .e C.so Venezia e la sta usando tantissimo. Per statistica (tanto è Anonimo quindi…): da dove parte e dove arriva normalmente? Per lavoro, per shopping o altro? Pensa di usufruirne anche con 40gradi d’estate o sottozero alle 7.30 in una mattinata invernale per andare al lavoro?
      Lo chiedo per un amico, grazie

      1. Anonimo

        Non sono lo stesso anonimo ma ti rispondo lo stesso: io la uso per tutto e in tutte le stagioni. Mi ferma solo la grandine e i fulmini. In quel caso prendo i mezzi pubblici.
        Prego

      2. Anonimo

        Faccio almeno 15 km al giorno tutti i giorni. Non possiedo un’auto, le volte che mi serve ne noleggio una. Uso anche i mezzi pubblici qualora le condizioni del meteo non siano favorevoli alla bici (si sa, Milano ha una media di 48 gradi all’ombra tutta estate, è risaputo, oppure la temperatura crolla a -20 in inverno e anche in quei casi è difficile proprio muoversi)
        Chissà poi come fanno a Copenaghen o in Germania, Olanda, nord della Francia a usare la bici.. là ci sono addirittura gli orsi polari in inverno, e i dromedari d’estate intralciano..

        1. Anonimo

          Grazie per la risposta, la comunicherò al mio amico.
          Sul “Chissà poi come fanno a Copenaghen o in Germania, Olanda, nord della Francia a usare la bici.. là ci sono addirittura gli orsi polari in inverno, e i dromedari d’estate intralciano..” non lo so, mi informerò.

        2. Adriano

          Quindi lei rapprensenta la maggioranza dei cittadini della città??
          se allora è così me ne starò zitto…peccato che in questo momento almeno il 50% dei cittadini usa l’auto come ho descitto e cioè solo per commissioni che non si possono fare in bici….

  10. N

    Se il grado di discussione generale è l’egoismo personale, allora posso assicurarvi che, egoisticamente, a milanesi non interessa dove abitiate o che dobbiate fare 40km per arrivare in ufficio la mattina.
    La città è in primis di chi la abita e chi la vive, non da chi la deve attraversare.
    Milano ha un enorme problema di polveri sottili e smog, l’egoismo è il vostro nel non capire che tutto quello che si sta cercando di fare è in un’ottica di miglioramento generale della qualità dell vita.

    1. Anonimo

      Giusto sig N, A noi che abitiamo in Corso Venezia e dobbiamo andare a far la spesa dal Peck con le nostre olandesine con cestino non ce ne frega un cazzo di chi viene qui ad inquinare e a rovinare la nostra qualità della vita, statevene a casa vostra con lo smartworking.
      (Faccio sommessamente presente che in questi mesi tanti inquinanti non sono diminuiti di un ghello)

    2. Adriano

      Ma davvero voi che siete ovviamente della giunta…perchè con tutti questi post è ovvio….pensate che ci sia dietro l’egoismo personale a criticare una mossa tutta politica???
      dai siete ridicoli spero di mandarvi a casa nel 2021 non vi sopporto più…
      con il fatto che continuate a voler spostare l’oponione pubblica insieme ai vostri giornali e ora provate a farlo anche qui con account L, N, Anonimo…siete la vergogna di questo paese..

      1. N.

        mi fa piacere sapere che lei si considera la parte virtuosa di questo paese.
        Non lavoro per la giunta, supporto solo un modello di trasformazione urbano che considero essenziale per il futuro di questa città e del mondo.

  11. Marco

    Con tutte le problematiche che affliggono Milano e, più in generale, il nostro paese, tutte le attenzione confluiscono sulla pista ciclabile e 5 minuti di fila per le auto in Porta Venezia…

    É proprio vero che siamo condannati a continuare ad affondare, noi e la nostra resistenza alle novità.

  12. Anonimo

    Poi mi spieghi dove sia la novità di una ciclabile studiata male dal Comune di Milano che poi la arronza un pochino meno fatta male dopo qualche mese di test sulla pelle della gente…

    Fanno sempre così! 🙂

  13. bis bald

    e’ sempre cosi al’inzio, poi si sistema il tutto.
    miricordo quando fu CHIUSA paolo Sarpi dalla Giunta Moratti, era il delirio, adesso tutto ok!
    Avanti ccosi

  14. Anonimo

    Fatemi capire perché non riesco a capirlo davvero. Il traffico è aver tolto un paio di metri di carreggiata per fare una striscia ciclabile in una delle strade che in qualsiasi altra città del mondo civile sarebbe già stata pedonalizzata dagli anni ‘90?
    No perché non ha veramente alcun senso.
    Una volta erano strade carrabili anche corso Vittorio Emanuele e via Dante, per fortuna non sono così vecchio da ricordarmelo ma ci sono le foto a dimostrarlo.
    Il traffico lo creano le auto che sono troppe, troppo grosse e troppo ingombranti.

  15. Anonimo

    PURTROPPO LA GENTE COME VOI ROVINA MILANO E L’ITALIA. MENTALITÀ’ RETROGRADE!!!
    INNOVIAMOCI E MIGLIORIAMOCI
    PIU PISTE CICLABILI E MENO MACCHINE!

    P.S. IL TRAFFICO IN PIAZZA OBERDAN è LO STESSO … ANCHE PRIMA DELLA PISTA CICLABILE .

  16. Adriano

    Concludo e poi mi taccio…perchè c’è troppa gente sotto il libro paga di Maran e Granelli….
    La città si programma a lungo termine anche nei momenti di emergenza…è proprio per questo che da noi le cose sono fatte sempre col culo…perchè ci vuole visione che voi non avete..
    Preferivo quasi i commenti di wf almeno lui era vero…non come voi…
    Ripeto Andate a vedervi come è fatta la pista ciclabile di via Pallavicino, è mista con i pedoni, perfetta. dovrebbero essere tutte così….Studiate un po’ la vostra città prima di fare lavori con il culo per un emergenza….
    Quella pista è come quella di forze armate e di via del regno italico inutile….
    guardate cosa ha fatto Maran prima e Granelli ora….andate a vedervi la schifezza fatta in via sthendal….provate ad usare dello spirito critico anzichè dargli sempre ragione..

    E visto che voi sotto il libro paga del comune siete giovani o se siete vecchi dovreste vergognarvi….andate in bici e non rompete le palle al prossimo..io ci vado e non faccio campagne di odio nei confronti di chi la pensa diversamente da me…anzi sono il primo che vorrei parlare di piste ciclabili fatte bene, ma qui se si muove un critica allora si sbaglia sempre….bisogna sempre dire si padrone per voi….fascisti….ahhaa…

    1. Anonimo

      Certo guarda Adriano ci hai scoperto! prendiamo 2.500 euro netti al mese dal comune di Milano per scrivere commenti su UrbanFile.
      Dobbiamo scrivere almeno 4 commenti al giorno e ci arriva il pagamento in bitcoin perché non sono tracciati. Invito tutti a fare questo bellissimo lavoro perché il comune ha un sacco di soldi, crescono su alberi in serre sotterranee alimentate da scie chimiche degli aerei di Linate che al momento poi non volano quindi ci sono soldi per pagare tutti!

      1. Anonimo

        Ti credo , Anonimo delle 17:49, neanche il comune di Milano ti pagherebbe per scrivere un commento stupido come il tuo.

        1. Anonimo

          Ok boomer! Bisogna rispondere in che modo a un altro boomer che dà dei fascisti pagati dal comune a chi non la pensa come lui e osa approvare un pezzettino di pista ciclabile in un mare di strade 100% dominate da suv auto e moto?

          1. Anonimo

            Grande Anonimo delle 19:00 precise. Con la parolina magica : …SUUUUVVV…, (per non parlare di OK BOOMER, ma facciamo una cosa per volta) ci hai regalato un altro stupido intervento.

  17. Maurizio

    Il numero di commenti medio per gli articoli di urbanfile è 4 o 5, qui si arriva a 30 e oltre. Non c’è nulla da fare, quello che conta per l’italiano medio è l’auto, pro o contro. Qualche metro di ciclabile ed è “caos a Milano!”, con buona salute di tutto ciò che si è detto sulla necessità di riequilibrare le modalità di spostamento in città, a favore della mobilità “dolce”. Rammento soltanto che la maggior parte degli spostamenti in auto riguarda tragitti di poche centinaia di metri, che potrebbero utilmente essere effettuati con altre modalità.

    1. Anonimo

      “la maggior parte degli spostamenti in auto riguarda tragitti di poche centinaia di metri,”

      C’è una fonte/uno studio oppure è anedottico?

      1. Anonimo

        Ce ne sono molti di studi. Certo c’è chi abita lontanissimo dal posto di lavoro, ma è una minoranza, in media gli spostamenti sembrano davvero essere per lo più entro i 5 km, distanza più che fattibile, soprattutto in una città pianeggiante come Milano, con una bici o bici elettrica se non si vuole fare fatica:

        https://benzinazero.wordpress.com/2017/11/25/in-italia-il-60-degli-spostamenti-abituali-sono-sotto-i-5-km-isfort/

        Poi nessuno obbliga nessuno a spostarsi con la bici, ognuno può fare le sue scelte anche ambientali e economiche, è però intelligente incentivare le modalità di spostamento che creano meno danni alla società (spoiler: non sono le auto)

        1. Anonimo

          L’articolo dice semplicemente che in città il 60% degli spostamenti sono sotto i 5 chilometri.

          5 chilometri è una camminata di un’ora a piedi a buon passo… non sono “poche centinaia di metri” 🙂

        2. Anonimo

          Nelle città piccole è possibilissimo che si usi la macchina anche per piccoli spostamenti, anche perchè i mezzi pubblici sono quasi inesistenti.

          A Milano magari è diverso, a meno che non includi anche gli spostamenti per andare all’Esselunga a fare la spesa settimanale.

          Io uno studio vero ed indipendente sugli spostamenti in auto a Milano non l’ho mai trovato, ma se ci fosse lo leggerei volentieri.

          Poi chiaramente, Milano non è Los Angeles e per andare da un capo all’altro della città son meno di 15 chilometri, quindi ci credo che gli spostamenti non sono sulla carta lunghissimi….

      2. Anonimo

        Ovvio che no, ma del resto si sa che le “fake news” sono tali solo se provengono da un ben preciso schieramento politico.

        Inoltre chi ha detto che in questo momento c’è la necessità di cambiare mobilità a favore di quella dolce e su quali basi si pone il ragionamento? Perchè a quanto mi risulta, essendoci una pandemia in corso, l’auto risulta essere il mezzo migliore per minimizzare la possibilità di trasmissione del virus.

  18. Maurizio

    Quello citato è uno dei tanti studi, e conferma che il 40% degli spostamenti è fino a 2 km, più o meno il tragitto che si fa girando all’interno di un negozio Ikea…

  19. robi

    da quel che ho intuito è il semaforo con viale Tunisia che provoca i rallentamenti che generano code fino in piazzale Oberdan. Quel tratto di ciclabile che si avvia in corso Buenos Aires è diventato un separatore di due flussi di traffico ed è un qualcosa che dovrebbe essere sempre esistito come spartitraffico (non solo colorato), invece quello slargo veniva usato come parcheggio irregolare e che ora sta spiazzando tutti quelli che contavano di trovare spazio per pochi minuti di sosta, magari riversandosi più avanti in seconda fila restringendo la carreggiata ad una corsia e che il semaforo citato con viale Tunisia non riesce a smaltire col verde programmato.

  20. Manuel

    Oltre all’improvvisazione per la quale gli italici sono unici sarebbe interessante conoscere che visione di Milano da qui a 30 anni si ha; Trasporto pubblico 1) rete tram da rivedere pesantemente: n. di fermate, asservimento semaforico, 2) linee S > potenziamento/estensione + 2° passante 3) parcheggi e rete ciclabile. Se non vi sono esperti del campo si CHIAMINO esperti di altri paesi: Danimarca, Germania.. qualsiasi paese nord europeo perchè improvvisando e procedendo per tentativi si perdono solamente anni.
    Per intenderci… l’attuale assessore ha una formazione classica.

    1. _

      In effetti dopo l’intervista col simpatico fricchettone danese che fa i programmi in TV sulla bici, se Urbanfile intervistasse un quadrato Ingegnere dei Trasporti Teutonico sarebbe interessante.

      Anche perchè poi magari ci direbbe cose simili sulle bici ma almeno le metterebbe nel contesto generale dei trasporti su ferro che è quello che veramente fa acqua a Milano nel confronto con l’Europa.

  21. Anonimo

    Studio su Milano o “in generale”, paesotti, sud e isole comprese?

    Ma ipotizziamo sia Milano, anche se non credo.
    Il 40% fino a 2 chilometri sono ragionevolmente cose come andare al supermercato, portare i bambini da scuola a catechismo a ginnastica, lasciare la macchina più vicino alla metro per non prendere il tram, portare la spesa ai genitori e cose del genere.

    Il rimanente 60% sono quindi le colonne di auto che entrano tutte le mattine e appestano tutto (specie i parcheggi) e chi va regolarmente al lavoro in auto.
    Infatti nel week end a Milano il problema traffico non è oggettivamente così grave come durante la settimana.

    Quindi il problema da risolvere è evitare i brevi e forse inevitabili spostamenti cittadini in auto o risolvere il problema degli spostamenti a lungo raggio e da fuori?

    La radice dello scetticismo sulla bici come unica soluzione di tutti mali Milanesi, al di la della caciara di ambedue le parti, nasce da qui.

    In ogni caso, tanto di cappello a Sala che ha pensato a una ciclovia a lungo raggio Sesto-Centro e non alla solita ciofecona-ciclabilina di quartiere, che date le premesse qui sopra, serve meno.

  22. Anonimo

    A chi ancora si lamenta di timide pedonalizzazioni o di qualche metro di pista ciclabile, solo oggi sul principale quotidiano italiano si legge di:

    LECCO
    Chiara, 19 anni, travolta e uccisa sulle strisce. Identificato il pirata

    TRAFFICO AUMENTATO
    Incidente in viale Monza: pedone travolto da un’auto e ucciso

    Bisogna fare qualcosa. Oltre che di Covid le persone muoiono ammazzate dalle auto senza che nessuno faccia nulla. Si deve fare qualcosa per questa carneficina a cui non interessa niente a nessuno, se non alle povere famiglie di queste sfortunate persone.

  23. Anonimo

    A chi si lamenta di questi pochi metri di nuove piste ciclabili invito a leggere questi due articoli di oggi, sul principale quotidiano milanese, versione online:

    LECCO
    Chiara, 19 anni, travolta e uccisa sulle strisce. Identificato il pirata

    TRAFFICO AUMENTATO
    Incidente in viale Monza: pedone travolto da un’auto e ucciso

    Ecco immedesimatevi, se potete, nei famigliari di queste due persone. Le auto e la loro folle velocità devono essere limitate quanto più possibile, con estrema fermezza e senza tentennamenti.
    La gente muore ammazzata ogni giorno sulle nostre strade e a nessuno importa, importa solo alle disgraziate famiglie di queste povere vittime assassinate.

      1. Anonimo

        Bho vedi tu, davvero non ci arrivi da solo?
        Le auto ammazzano. Vanno tenute lontano dalle persone, vanno rallentate, va diminuito drasticamente il loro numero in città senza alcuna pietà.
        Non è più tollerabile che la gente muoia barbaramente ammazzata come quella ragazza che potrebbe essere mia o tua sorella o fidanzata o amica o quel signore che potrebbe essere mio o tuo padre, zio, amico di famiglia..

        1. Anonimo

          Ripeto, cosa c’entra la ciclabile?
          Se le auto vanno troppo forte, o guidate da ubriachi, o da gente che ha considerazioni diverse sul valore della vita umana dalle mie o dalle tue e quindi ammazzano i pedoni sulle strisce, cosa c’entra la ciclabile?

          Con la ciclabile che rompe le palle alle auto che quindi (forse) vanno più piano, fai solo il loro gioco.
          Magari è un corollario, ma son discorsi diversi.

          1. Anonimo

            Va bene. Hai ragione tu. È corretto lasciare così come sono le autostrade urbane che solcano le nostre città e in cui è tranquillamente possibile andare a 90 km/h e ammazzare la gente.
            Sostenere che la gente deve rispettare il codice della strada è come combattere la criminalità andando a chiedere in giro di non commettere reati.
            Serve prevenzione e repressione e in ambito stradale lo fai limitando le auto, rallentandole, diminuendone il loro numero e creando percorsi sicuri per gli utenti deboli della strada, pedoni e ciclisti.
            Quindi marciapiedi più ampi (non come in viale Monza che sono dimezzati dalle auto in sosta) e quindi percorsi ciclabili protetti, come si deve fare proprio su viale Monza. Dove è stato assassinato quel signore oggi. Il mio commento ora ti risulta più pertinente?

  24. Luca

    Questo intervento è un po un deterrente a usarre l’ auto e un po secondo me sanno che tra qualche mese soldi per una vettura ( nuova o usata che sia) sara’ troppo dispendiosa e le persone saranno costrette ad andare o in bici o coi mezzi .

    Comunque si poteva fare decisamente meglio .

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