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Milano | Porta Nuova – Viale Monte Grappa 6A e l’origine dell’Isola

Dietro al bellissimo e bisognoso di riqualificazione edificio dell’ “Opera Pia Cucine Economiche” (1882 – 1883, architetto Luigi Broggi) posto all’angolo tra via Melchiorre Gioia e viale Monte Grappa, si trova un piccolo edificio molto antico, probabilmente realizzato alla fine del Settecento.

Il Comune di Milano ha intrapreso già a partire dall’inizio del 2020 i lavori di riqualificazione (che speriamo ripartano quanto prima) per trasformarlo in uno spazio dove troveranno sede diverse associazioni e spazi social, grazie al progetto: Voce.

Come si vede gli spazi hanno visto l’avvio delle prime bonifiche.

Come dicevamo, si tratta di un edificio costruito almeno due secoli orsono – presente nelle mappe di Milano del primo Ottocento, e forse risalente ancora prima, al Settecento, posto a lato del Canale Martesana – in cui si trovava una locanda, stazione di posta con osteria, poi albergo, chiamato Isola Bella. Era luogo di ristoro per le diligenze di posta, che partivano da Piazza Duomo o dalla vecchia Posta del Cordusio, e si trattava della prima fermata, “fuori porta”, sulla strada postale per Monza, meta anche di scampagnate. 

Come è ben evidente, tutto quest’angolo di viale Monte Grappa e via Melchiorre Gioia si è incredibilmente trasformato nel corso del tempo, soprattutto dopo la copertura dell’ultimo tratto del canale Martesana. Verosimilmente, il declino della stazione di posta “Isola Bella” è iniziato nel 1840, quando proprio davanti vi costruirono la prima e poi la seconda stazione ferroviaria. Aveva però resistito fino al 1939, come risulta dalla Guida Savallo (dove viene indicata anche la proprietaria: Cozzi Antonietta). 

L’Albergo Isola Bella andrebbe ricordato ancor oggi perché è la testimonianza che il toponimo “Isola” riguardante la zona di Milano a Nord, appena fuori da Porta Comasina (poi Porta Garibaldi) e Porta Nuova, si era mantenuto per almeno 220 anni, prima ancora della costruzione delle prime ferrovie.

Da dopo la seconda guerra mondiale questo toponimo si era perso, così che è nata e si è sparsa, sui giornali e anche su Internet, la leggenda erronea che il quartiere “Isola” fosse stato così soprannominato, a furore di popolo, perché “isolato” dal centro cittadino di Milano dai fasci di binari e dalle tre/quattro stazioni ferroviarie costruite dal 1840 in poi.

Leggenda erronea perché a quanto pare, come ha rilevato lo stesso Paolo Borghese (che ci ha suggerito l’articolo e che ha condotto delle ricerche a tal proposito), il toponimo “Insola de Porta Comasina”, era riferito a un grande fabbricato, presumibilmente una cascina, situato appena oltre la Porta Comasina, l’attuale Corso Como, il quale era già presente nella Mappa del Catasto Teresiano del 1720. La cascina forse era anche dotata di osteria (Piolino della Cit(t)a, se si riesce a leggere bene nella mappa qui di seguito riprodotta).

Nel Catasto Teresiano, la zona del Ponte delle Gabelle (indicato come una soluzione di continuità del verde del Naviglio Martesana) nel posto dove poi, nelle mappe successive di Milano, appare l”Isola Bella”, è indicato solo un rettangolino – verosimilmente un fabbricato, senza nome.

Comunque, si può ipotizzare che, quando iniziarono a funzionare regolari servizi di diligenze per Monza, ecc. l’osteria/locanda che fungeva da stazione di posta abbia preso il nome di “Isola”, cioè della località in cui si trovava; nome già in uso da tempo.

Subito, o successivamente (bisognerebbe trovare altra documentazione) è possibile che, per motivi commerciali il gestore l’abbia chiamata “Isola Bella”, anche con riferimento all’”Isola Bella” del Lago Maggiore, notissima a tutti i milanesi; quindi nome accattivante e più facile da ricordare.

(La Mappa la si può leggere nel sito dell’Archivio di Stato).

In sostanza “Isola” è come “Bullona”, “Portello”, Bovisa”, “Arzaga”, “Acquabella”, ecc.: un riferimento alle vecchie cascine che abbondavano nei Corpi Santi, di cui vale la pena di mantenere traccia almeno nella toponomastica. (Sarebbe bello se qualcuna venisse conservata/restaurata, magari con la funzione originaria, come mi pare la Cascina Battivacco a Sud di Milano; ma questo è un altro discorso).

Oggi il Comune e chi lo riqualifica, lo ha ribattezzato Voce (per fortuna non un termine inglese, come ormai va di moda), ma forse per il motivo storico sopra esposto, a ricordo dell’origine del nome Isola, varrebbe la pena ridare al complesso di viale Monte Grappa 6A il nome di Isola Bella, come la storica locanda.

Ringraziamo per il contributo Paolo Borghese, “un appassionato di topografia di Milano, che ha voluto verificare da quando fosse in uso il toponimo “Isola” per indicare la zona di Milano appena a Nord di Porta Garibaldi (prima P. Comasina) e di Porta Nuova. Ha trovato che era in uso almeno da tre secoli, come documentato da una mappa del Catasto Teresiano del 1720-23”.  Quindi non ha nulla a che fare con il presunto “isolamento” che la posteriore costruzione delle ferrovie (dal 1840 in poi) avrebbe inflitto alla zona.”




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


2 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Viale Monte Grappa 6A e l’origine dell’Isola

  1. eu

    quindi il toponimo legato alle esondazioni del Seveso che “isolerebbero” il quartiere creandone una zona distaccata, non sono attendibili? questa ricostruzione del toponimo legato all’osteria pare indubbiamente più affidabile.

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