"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Baggio – Alcune considerazioni sul progetto definitivo del Parco delle Cave

Testo di Marco Ferrari

Dopo il progetto preliminare iniziale e il lungo dibattito che ne era seguito, è arrivato finalmente il “progetto definitivo” del Parco delle Cave a Baggio, da realizzarsi con 5 milioni di euro di scomputo oneri di urbanizzazione del progetto di intervento integrato (PII) “Calchi Taeggi” (zona Sella Nuova di via Bisceglie).

Ho iniziato a studiarlo, è molto complesso, un malloppo corposo di migliaia di pagine, e devo purtroppo dire che rispetto alle aspettative è per certi aspetti deludente. Anche alla luce della lettera alla cittadinanza dell’assessore all’urbanistica e verde Pierfrancesco Maran, quale capitolo conclusivo del dibattito pubblico di inizio 2019.

Provo quindi a fare un breve riassunto delle ‘puntate precedenti’: A fine 2018 emerge che si sta approntando il famoso progetto per il parco. Il 29 ottobre 2018 il Consiglio di Municipio 7 aveva votato una delibera [1] che chiedeva che nel progetto vengano effettuati fra l’altro: un punto ristoro in Cava Cabassi, un parcheggio in via Broggini, asfaltatura e illuminazione dei percorsi oggi in terra battuta e non illuminati. Il progetto preliminare tiene conto di queste richieste. Ma nel frattempo che i dettagli via via emergono, cittadini e associazioni iniziano a protestare per un progetto che rischia di snaturare la vocazione agricolo-naturalistica del parco. Io lancio una petizione online che arriva a 4000 firme [2], il 16 gennaio 2019 viene convocata un’assemblea pubblica in Municipio 7 dove viene illustrato il progetto [3] e dove intervengono cittadini e associazioni, quasi tutti critici nei confronti del progetto. Vengono depositati diverse osservazioni. Il 28 gennaio si svolge una commissione congiunta di sopralluogo del Consiglio comunale. L’assessore Maran, che aveva convocato l’assemblea, dichiara terrà conto dei diversi contributi e il 26 marzo 2019 pubblica una lettera di indirizzo a conclusione del percorso partecipativo, che tiene conto di gran parte delle considerazioni di cittadini e associazioni [4].

Come dicevo il progetto è complesso e non di facile lettura per i non esperti, probabilmente qualcosa mi sarà sfuggito, quindi queste mie considerazioni non possono essere esaustive e mi riservo di farne ulteriori man mano che i dettagli saranno approfonditi o resi noti.Iniziamo subito con le cose a mio avviso positive:

  1. Non viene più realizzato il nuovo parcheggio sul verde in via Broggini: ottimo, era totalmente anacronistico.
  2. La zona della marcita e dell’area umida non saranno più né illuminate né asfaltate.
  3. I percorsi oggi in terra battuta non verranno più asfaltati, ma verranno rifatti in terra stabilizzata.
  4. Sebbene non previsti inizialmente, sono stati aggiunti il restauro e recupero sia della ghiacciaia della Cascina Caldera, sia del forno della Cascina Linterno. Molto bene, abbiamo già due punti parco ancora da valorizzare.
  5. Non verrà realizzato il famigerato punto ristoro in Cava Cabassi. La struttura in materiali di recupero eco-compatibili verrà usata per ripristinare un edificio esistente e malconcio in Cava Bersaglieri andandosi a integrare ad esso.
  6. Ci sarà il collegamento con via Fratelli Zoia, con l’apertura del passaggio sulla via e verrà migliorato il passaggio fra Cave e Bosco in città con la sistemazione degli attraversamenti di via Caldera con la carreggiata rialzata di fronte alla Cascina Caldera.
  7. Ci sarà in più una bella terrazza/belvedere, leggera in terra battuta, di fronte all’ingresso della Bersagliere, che affaccia sulla cava Ongari-Cerruti, così da rendere accessibile alla vista questa parte.

Qui quanto penso sulle parti ancora critiche e deludenti, a mio avviso da rivedere:

A) ILLUMINAZIONE

Purtroppo, a parte la zona umida e della marcita, viene confermata l’illuminazione su tutto il resto come da progetto originario. Qquindi il margine est (previsto in progetto anche il tratto a fianco ai “Tri Baselloni”), il collegamento fra via Rossellini e via Pompeo Marchesi, l’attraversamento est-ovest fra cave Ongari-Cerutti e Casati/Bersagliere. Se da una parte l’idea è quella di rendere percorribile la sera tardi l’attraversamento est-ovest, dall’altra parte è stata scelta un’illuminazione con pali stradali alti 6 metri (in alcuni punti 4 metri) ripetuti ossessivamente ogni 15 metri così da deturpare la vista e il paesaggio (vedi immagini A1-A2-A3-A4-A5).

La descrizione di capitolato stessa parla di “lampioni stradali a led”, che andranno bene in una strada extraurbana ma di sicuro non in un parco così delicato. (La mia idea per il collegamento est-ovest era quella di fare dei lampioncini ogni 50-70 metri, nascosti dalla vegetazione, così da poter dare l’idea del percorso e fare una luce sufficiente, con luci calde adatte ad un contesto naturale e che si spegnessero di notte. Qui invece si procede come spesso accade da capitolato stradale: una selva di pali e luci LED fredde che illuminano a giorno…). Mi aspettavo inoltre la riconversione delle luci esistenti da LED freddo a LED caldo, più adatte ad un parco.In estrema sintesi, nonostante le premesse e le considerazioni emerse in sede di dibattito pubblico, il capitolo illuminazione, sia per quel che riguarda l’esistente, sia per gli interventi previsti, non è consono alla visione del Parco delle cave e della sua vocazione agricolo-naturalistica.

B) ASFALTO

Purtroppo è confermata l’asfaltatura della Cava Aurora. Tutto il margine cava non solo sarà asfaltato ma verrà anche pavimentato il parcheggio auto, così da certificare che in Cava Aurora si può entrare in auto e parcheggiare a ridosso della cava. Ve lo immaginate di consentire di entrare in auto e parcheggiare sul vialetto del pontile della Cava Cabassi? Inconcepibile, no? Però in Aurora i soci lo possono fare. (Immagine B1 e B2). L’obiezione di chi dice “non avete voluto il parcheggio in via Broggini questo è il risultato” non è accoglibile: è sbagliato consentire alle auto di entrare e parcheggiare in cava E allo stesso tempo è sbagliato consumare verde e suolo per fare un parcheggio. Le due cose non sono in alternativa. Viene anche asfaltato il fronte della Cascina Marazzi (la ‘casa dei nanetti’), oggi in terra battuta. Perché?L’obiezione di chi dice: “è asfalto idrolavato come c’è ora sul margine sud/Cabassi” non è accoglibile perché è sempre asfalto, più gradevole alla vista ma asfalto, e nel margine sud è sui percorsi principali non quelli che costeggiano la Cava Cabassi che rimangono in terra.

C) PARCHEGGIONE

Viene confermato l’enorme parcheggio da via Caldera in mezzo al verde del parco. Oggi quell’area è una rimessa abbandonata. Purtroppo viene confermata e trasformata in parcheggio. Così il parco si ritrova al suo interno un parcheggio asfaltato da 150 posti di dubbia utilità (c’è il vicino parcheggio di via Caldera che è sempre vuoto nei finesettimana), che senso ha aggiungere questo parcheggio? Questo parcheggione insiste proprio ai margini della cava Ongari-Cerutti, inoltre rovina completamente il nuovo percorso ciclopedonale lato ovest in quanto questo, che potrebbe terminare in via Caldera, finisce proprio nel… parcheggio con bici e pedoni che passano in mezzo alle auto. Nelle foto dall’alto si vede l’assurdità di penetrare il parco con questa colata di asfalto per 150 posti auto!Per me andrebbe tutto de-asfaltato e ripristinato a verde.Fra l’altro si potrebbe sistemare meglio il parcheggio più piccolo esistente di fatto di fronte alla Vercellese, più coerentemente lontano dal parco, che invece viene tolto. Non capisco. (Vedi immagine C).

D) OPERE INUTILI?

Il tratto che va da via Broggini alla cascina Marazzi, costeggiando lo Shadow Archery Club, verrà rifatta in asfalto idrolavato… Capisco le ragioni di uniformità estetica col resto del percorso, ma in tempi di ristrettezze economiche non mi sembra il caso di rifare quella stradina che è appena stata rifatta! Sono 250m… (Vedi immagine D1). Da quello che ho capito tutti percorsi in terra oggi esistenti verranno rifatti integralmente… Non mi sembrano così malconci. E’ vero c’è qualche buca, ma il problema è la scarsa manutenzione in quanto per ripararle negli anni sono stati usati materiali più disparati e poco adatti (a volte sabbia, a volte brecciolino, a volte ghiaino ecc.).Viene poi rifatto il ponticello del frutteto… ma perché? Cos’ha che non va? (Foto D2). Al contrario non è stato previsto il recupero del porticato della marcita, sebbene a mio avviso meritevole di tutela. Un intervento poco costoso che però migliorerebbe il paesaggio e offrirebbe un punto di sosta integrato nel paesaggio rurale (Foto D3).

E) COLLEGAMENTI

A mio avviso vanno rivisti e migliorati i collegamenti esterni al parco:1) A nord con il Bosco in Città. Ora è prevista solo la platea rialzata di fronte alla Caldera: bene. Ne servono però altre due: una per il nuovo collegamento lato ovest che termina nei pressi della via Tofano, e uno più a est dove c’è oggi l’altro attraversamento ciclopedonale nei pressi dei parcheggi. Quest’ultima serve anche a moderare il traffico nei pressi del civico 23 di via Caldera che è eccessivamente veloce, come dagli stessi residenti segnalato.2) In via Fratelli Zoia l’attraversamento ciclopedonale (‘castellana’) è disassato rispetto al passaggio pedonale che va verso via Olivieri. Andrebbe risolto meglio per consentire il collegamento ciclopedonale. (Immagine E).

F) LA DELIBERA DEL CONSIGLIO DI MUNICIPIO 7 DEL 15 MAGGIO 2020

L’11 maggio si è tenuta Commissione N. 3 urbanistica e verde del consiglio di Municipio 7 che ha proposto una delibera poi votata dal consiglio di Municipio il 15 maggio. La delibera dal Consiglio dà parere favorevole al progetto e chiede delle modifiche a mio avviso tutte ulteriormente peggiorative: 1) Viene chiesto di mettere i lampioni non fra gli alberi, ma nel lato privo di questi. Questo sarebbe un errore, perché oggi nel margine sud i lampioni lungo la Cabassi sono ‘nascosti’ fra le alberature e sono poco visibili e impattanti. Ma è un preciso disegno progettuale, per limitare alla vista i pali di giorno e mitigare la luce con fronde degli alberi di sera. 2) Viene chiesto di eliminare la platea rialzata (‘castellana’) di fronte alla Caldera (in Commissione Bestetti aveva proposto, a mio avviso correttamente, che le castellane avrebbero dovuto essere tre, in corrispondenza dei tre attraversamenti, anche per limitare la velocità nei pressi del civico 23, ma poi si è fatto convincere dalla presidente Iannaccone e ha votato l’emendamento in Consiglio per chiedere l’eliminazione dell’unica castellana prevista!). 3) Viene chiesto di estendere l’asfaltatura di fronte alla Cascina Marazzi per confermare quello slargo/parcheggio oggi esistente in terra battuta.

CONCLUSIONI

Il progetto è complesso e va ulteriormente approfondito. Mi dispiace che non ci sia stato un momento pubblico di presentazione e discussione, così da poter capire meglio. Di sicuro è deludente rispetto a quanto visto durante tutto il dibattito pubblico fra fine 2018 e inizio 2019, il percorso partecipativo e la qualità degli interventi: mi aspettavo delle soluzioni innovative e all’avanguardia che il più bel parco di Milano meriterebbe.Voglio sperare che sebbene si chiami “progetto definitivo” ci sia ancora la possibilità di correggere ulteriormente la rotta.

Riferimenti puntate precedenti:

[1]https://web.comune.milano.it/albopretorio/ConsultazioneDelibere/showdoc.aspx?procid=225483

[2]https://www.change.org/p/pierfrancesco-maran-investire-sul-parco-delle-cave-tutelando-la-vocazione-agricolo-naturalistica

[3]https://web.comune.milano.it/wps/portal/news/Tutte_notizie/urbanistica_verde_agricoltura/parco_cave_pii_calchitaeggi

[4]https://mediagallery.comune.milano.it/cdm/objects/changeme:111003/datastreams/dataStream3985149600630095/content




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com


10 thoughts on “Milano | Baggio – Alcune considerazioni sul progetto definitivo del Parco delle Cave

    1. Anonimo

      No, non ce la fanno.

      Nel già tragico panorama dell’arredo urbano milanese, l’illuminazione è uno dei punti più dolenti. Non sono capaci di mettere due lampioni decenti nemmeno se gli dai l’esempio. Sono stati capaci di mettere quelle schifezze nel disegno anche ai giardini della Besana.

    2. Anonimo

      Dai disegni sembra la tipica risposta (in effetti un po’ brutale ed esagerata) alla richiesta di maggiore illuminazione dei parchi per la sicurezza, che è sempre nella hit parade delle richieste dei Cittadini quando si parla di zone verdi.

      Per quanto il Comune abbia una storia trentennale di fallimenti e disastri sul tema pali e lampioni. e quindi sia indifendibile a priori, posso anche capire parte delle ragioni dietro la proposta 🙂

  1. Anonimo

    “Mi aspettavo inoltre la riconversione delle luci esistenti da LED freddo a LED caldo, più adatte ad un parco.”

    Non capisco perchè dei led con luce calda (ossia che imitano lo spettro della luce diurna) sarebbero più adatti ad un parco di quelli a luce fredda, visto che ovviamente vengono accesi di notte, per consentire un minimo di fruibilità anche agli esseri umani.

    1. Marco

      Perché è il contrario. 🙂 La luce fredda è quella più simile allo spettro della luce del sole di giorno. La luce calda è quella del crepuscolo.

      1. Anonimo

        Si in effetti è più che logico, basta pensare a quel che succedeva con le pellicole fotografiche.

        Eppure di notte in esterno trovo più “naturale” la luce fredda (altrimenti non avrei scritto un commento tanto palesemente sbagliato 🙂 ). Ma forse è solo perchè da l’impressione di illuminare meglio o forse solo l’abitudine.
        Comunque grazie per la precisazione!

  2. Anonimo

    Terrificante l’idea di fare un parcheggio per andare al parco. Al parco si deve andare con mezzi ecologici, non certo con le auto che hanno già troppo spazio in questa città.
    Con quei soldi fate piste ciclabili e avrete bici.
    Se fate parcheggi avrete auto e traffico.

  3. Massimo de Rigo

    Come ho sottolineato, a nome del CSA Petrarca, nell’ambito del Consiglio di Municipio 7 del 15 maggio scorso, il comprensorio a nord est del Parco delle Cave (area Caldera) ha l’occasione per essere riqualificato, utilizzando parte delle risorse disponibili per interventi migliorativi:
    1. riportando acqua ai costosi e vuoti (!) canali del progetto Lodola Reggio
    2. riportando acqua ai fontanili asciutti Misericordia e Marcionino.
    Quest’ultimo è stato fagocitato dal PII Marchesi Taggia, ma è comunque ripristinabile nel letto rimasto asciutto e purtroppo oggetto di discariche ( http://www.ildonodivedere.com/?attachment_id=3878 )

    1. Wf

      Troppo asfalto. Troppo cemento.

      Molto meno asfalto.
      E con lauto non è obbigatorio arrivare proprio dentro dentro il parco.

      Possono essere lasciate a margine e poi andare a piedi.

      È lultima oasi naturale di milano…

      Un po di cuore e un po di testa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.