"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Città Studi – Parcheggio via Pinturicchio: un occasione sprecata

Lo scorso anno dopo anni di lavori, era stato completato il complesso di Residenza Carlo Erba, nell’omonima piazza e che occupa un intero isolato di Città Studi tra le vie Pinturicchio, Balzaretti e Pascoli.

Edificio di gran pregio anche architettonico, progettato dal team di architetti formato da Peter Eisenman, Degli Esposti Architetti e Guido Zuliani, dove è stato recuperato anche parte del vecchio edificio (oramai centenario), sede storica della Casa Editrice Rizzoli e in seguito della Zurich.

La nostra attenzione però, questa volta, si è focalizzata sullo stato dei parcheggi di via Pinturicchio, dove, noi che speriamo sempre nel buon senso e nel buongusto, siamo letteralmente rimasti basiti nel vedere che al ripristino del marciapiede, dopo l’intervento del nuovo complesso residenziale, le auto sono tornate nella loro assurda posizione a cavallo del cordolo del marciapiede, posizionandosi a lisca di pesce e con il “muso” sul marciapiede.

Sistema adottato, purtroppo, qualche decennio fa dalla Giunta Albertini per risolvere l’annoso problema dei parcheggi. Soluzione che troviamo intelligente, per una sistemazione temporanea, ma che abbiamo sempre sperato venisse lentamente sistemata a dovere, coi cordoli posizionati correttamente e i parcheggi regolati in modo geometrico come ci si aspetta di trovare in una città “europea”.

Quindi, speravamo di vedere, una volta completato il nuovo complesso, i marciapiedi sistemati a modo, magari con qualche albero, almeno in questo tratto di strada.

Invece il risultato è questo schifo! Un occasione sprecata.

Cosa ci voleva a spostare i cordoli di pietra di qualche centimetro e posizionare le auto, sempre a lisca di pesce, ma correttamente e non a cavallo del marciapiede?




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Città Studi – Parcheggio via Pinturicchio: un occasione sprecata

  1. Anonimo

    Tra l’altro col parcheggio a lisca di pesce risistemato ci sarebbero stati bene degli alberelli: l’ennesima vita che teoricamente sarebbe piantumabile ma praticamente non si fa.

  2. Anonimo

    Manca la visione per il quartiere e non c’e’ attenzione anche quando si fanno i nuovi progetti…si procede per lotti.. si ignora la visione d’insieme…problema di soldi? Organizzazione? Troppe macchine? Tra l’altro vedere un progetto nuovo circondato da disordine fa proprio…..

  3. Anonimo

    Il 50% degli oneri di urbanizzazione dovrebbero essere vincolati per regolamento comunale all’arredo urbano.
    O anche meglio: gli oneri andrebbero raddoppiati. Con vincolo verde, parcheggi, ciclabili e arredo urbano delle zone circostanti. In fondo anche a chi costruisce conviene che la zona in cui investono non sia conciata male.

  4. Anonimo

    Il disordine milanese è un imbarazzo. Ma è possibile che non si sistemano mai marciapiedi e non abbiamo mai un euro per arredo urbano/piante? Con gli oneri di un palazzo di lusso non riesci nemmeno a mettere qualche dissuasore e sistemare un po il marciapiede? Diamoci una mossa, siamo nel 2020.

  5. Andrea

    A proposito di parcheggi a lisca di pesce, altrettanto scandalosi sono quelli di via Plinio (a pochi metri da lì), anch’essi non risistemati dopo la fine lavori del parcheggio di Largo Rio de Janeiro.
    Più in generale, ho un dubbio: sbaglio o nelle altre grandi città europee i parcheggi a lisca di pesce in ambiente urbano praticamente non esistono?

    1. Anonimo

      Io all’estero (Europa) li vedo quasi mai. Secondo Colville-Andersen sono da anni 50, perchè creano un sacco di casino quando le auto escono o entrano. Sono pericolosi. Diamoci una mossa, su. È imbarazzante che a Milano non si sistema mai niente.

    2. Anonimo

      Vedo che anche tu hai visto il video del demente su youtube. Se lo spazio lo consente i parcheggi a lisca di pesce sono assolutamente da preferirsi a quelli paralleli dato che garantiscono un numero maggiore di posteggi.

  6. Ale

    …”Soluzione che troviamo intelligente, per una sistemazione temporanea”…
    se con temporaneo intendete giorni o settimane per specifici eventi, posso concordare.
    Oltre è un invito a parcheggiare sul marciapiede, che infatti è l’abitudine ben radicata a Milano…
    Fu una pessima scelta, contro la qualità dell’urbanistica cittadina.

  7. Anonimo

    Ne esistono di tutti i tipi ovunque…dipende dalla sezione stradale e dal numero di auto e permessi….la logica direbbe di migliorare la vivibilita’ degli spazi a favore di pedoni ed alberi con studio opportuno delle sezioni stradali…molto semplice…servono soldi, decisioni, strategie e voglia di cambiare….

  8. Anonimo

    I marciapiedi ridotti a parcheggio sono inguardabili. E sono uno sfregio per chi vorrebbe una città migliore.
    I musi di quelle auto in fila sembrano fissarti aggressivi per dire “lo spazio è mio arrangiati pedone di m***a, a te solo le briciole”.
    Alcuni musi di auto sono così grossi e alti che un bambino di 5 anni manco lo si vede dall’abitacolo. Ma davvero, che gliene frega a loro, la città, si sa, non è certo dei bambini.

      1. Wf

        Come si vede dalle foto sopra anche le dimensioni della auto che compriamo sono un problema che ricade sugli altri…

        Egoismo privato Esternalità negative per il benessere comune.

    1. Anonimo

      Sicuramente e’ quello che stava pensando quello stro.zo di ciclista ieri sul marciapiede che se non mi fossi spostato mi avrebbe investito.

  9. Anonimo

    Ma chi continua a dire come un disco rotto che il problema sono i ciclisti sul marciapiede dove li ha gli occhi?

    Non dico che ogni tanto qualche ciclista salga sul marciapiede per non essere ammazzato dal traffico o da un tram ma riuscite a guardare oggettivamente alla nostre strade e marciapiedi che sono pieni di mezzi su 4 ruote da 1 a 2 tonnellate a seconda della categoria e optional vari?

    Ma certo il problema sono i ciclisti. Non le auto. Non i 3.500 morti che causano ogni anno nel Paese, e tutte le decine di migliaia che causano in più per l’inquinamento. Non gli incidenti, non i costi che generano per la manutenzione delle strade.

    Se il problema sono sempre i ciclisti e le loro piste ciclabili non si farà mai nessun passo in avanti nel rendere la città un po’ più vivibile.

    1. Anonimo

      Hai ragione, non mi ero reso conto che spostandomi per non essere investito e facendo passare a tutta velocità quel povero e educato ciclista sul marciapiede gli ho evitato di ”essere ammazzato dal traffico o da un tram”

      1. Anonimo

        Il problema sono i ciclisti. Certo.

        Da Repubblica di oggi, ma notizie simili sono pubblicate ogni giorno.

        Investita da una moto a Parabiago, rischia l’amputazione di un braccio e una gamba

        La 38enne stava attraversando la strada quando è stata travolta. Anche il motociclista è rimasto ferito nell’incidente

        1. Anonimo

          Sull’arroganza e la mancanza di rispetto del codice della strada anche da parte dei motociclisti (non tutti per carita’), a partire da quei “gentiluomini” dei proprietari delle spacca timpani Harley, non ci piove.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.