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Milano | Città Studi – Al via l’intervento tattico in via Pacini

Marciapiedi più larghi, nuovi attraversamenti pedonali, riqualificazione del parterre alberato. Sono partiti i lavori di riqualificazione di via Pacini, all’altezza di via Bazzini, nuovo tassello del progetto “Piazze Aperte” realizzato in collaborazione con Bloomberg Associates, National Association of City Transportation Official (NACTO) e Global Designing Cities Initiatives.

L’intervento di urbanistica tattica è stato proposto dal Collettivo Apicultura nell’ambito dell’avviso pubblico promosso dall’Amministrazione lo scorso autunno per l’individuazione di nuove aree da rigenerare nel 2020.

Sono quindi  partiti i lavori per il rifacimento dell’attraversamento pedonale tra via Bazzini e via D’Ovidio, cui seguiranno quelli per l’allargamento del marciapiede lungo via Bazzini. Si procederà poi con la sistemazione del parterre alberato lungo il tratto di via Pacini, anche per tutelare le piante dal parcheggio irregolare delle auto, con la posa di nuove panchine e rastrelliere. Via Pacini è destinata anche a diventare una nuova zona 30: l’intervento verrà realizzato dai commercianti nell’ambito delle nuove procedure per l’occupazione di suolo e consentirà la posa di tavolini e sedie lungo la carreggiata.

“Se da un lato stiamo lavorando senza sosta al progetto Strade Aperte per portare nuove ciclabili, vie pedonali e strade a velocità lenta entro l’estate – dichiarano gli assessori Pierfrancesco Maran (Urbanistica) e Marco Granelli (Mobilità) – dall’altro torniamo a lavorare su Piazza Aperte, occupandoci degli interventi che avevano proposto i cittadini e le associazioni e che avremmo voluto realizzare in primavera. L’emergenza sanitaria ha leggermente rallentato il cronoprogramma dei lavori ma ha reso ancora più evidente l’importanza di rigenerare piazze e spazi pubblici per vivere in sicurezza la città, anche con interventi leggeri ma tempestivi come quelli previsti in via Pacini e via Ferrara”.

Nelle prossime settimane partirà infatti un intervento analogo in piazza Ferrara al Corvetto, come proposto, sempre nell’ambito dell’avviso pubblico, da Consorzio del Mercato di Piazzale Ferrara, Gruppo Informale Diversamente occupati, Fondazione Snam, MadeInCorvetto, Cittadini Attivi, Laboratorio Mazzini e Polisocial. In questo caso il progetto, che vuole rigenerare un luogo complesso della città, prevede l’allargamento dei marciapiedi su via Mincio, la posa di panchine, la realizzazione di un tratto di ciclabile in direzione di via Comacchio e nuovi attraversamenti pedonali. In programma successivamente interventi tattici proposti dai cittadini in via Laghetto, via Toce, piazza Sicilia, Largo Balestra e piazzetta Capuana.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Città Studi – Al via l’intervento tattico in via Pacini

  1. _

    Non credo ci volesse il (pur lodevole) intervento del “Collettivo Apicoltori” per capire che era una cosa logica da farsi, ma almeno qualcosa succede nelle strade di Milano.

    Speriamo che passata la vernice, sistemino tutto in modo definitivo in fretta.

    1. Anonimo

      Intervento corretto e che supporto pienamente. Mi chiedo solo come mai tutte queste opere di riqualificazione urbana vengano fatte sempre nel quartiere dove vive un certo assessore…. Sarà una coincidenza.

    1. Anonimo

      Siamo nel 2020.

      Il piano parcheggi per residenti di Albertini, che Pisapia saggiamente decise di migliorare nei suoi aspetti sbagliati ma NON di cancellare, ora grazie a Sala è arrivato a compimento.

      Non ci sono più scuse finalmente: le strade alle persone.
      Chi ha bisogno di un’auto ha alternative reali dove metterle (Ossia non il parcheggio a ore gestito dal settantenne che aspetta solo di vendere a una immobiliare che ci faccia appartamenti, come quasi tutti i parcheggi pubblici di Milano)

  2. Anonimo

    Sarebbe da fare tutta via pacini così, fino a lambrate. Non solo quel mini tratto.
    Spero, ma ne sono sicuro, che sarà un successone che ogni 6 mesi il comune ne aggiunga un tratto fino appunto ad arrivare a Lambrate.

    Basta con le auto parcheggiate sulle radici degli alberi!!!

  3. Lorenzo

    Un bel progetto si potrebbe fare, che vada da Lambrate (piazza bottini) fino a piazzale Piola, una bella ciclabile in mezzo ai due filari di alberi e che finalmente tolga un po’ di macchine e dia un po’ di decoro all’Intera via…il problema sono poi i parcheggi…dove le mettono?

  4. Anonimo

    Le idee di levare le auto dalle strade sono interessanti ma dobbiamo anche chiederci dove mettere quelle auto.
    Continuo a leggere proclami green e altre posizione estreme che onestamente si scontrano con la realtá.
    Ma ci andate in giro?

    1. Anonimo

      Bisogna allargare Area C, limitando sia l’ingresso di migliaia di automobili che ogni giorno entrano a Milano da fuori città sia gli spostamenti in auto dei residenti.

      Chi vuole usare l’auto paghi (i residenti avranno ovviamente un numero di spostamenti gratuiti)

    2. Anonimo

      Molte auto sono inutili. Sono lì a occupare per giorni spazio pubblico in attesa di essere utilizzate.
      Eliminare quelle è facile, basta iniziare a far pagare seriamente lo spazio occupato.
      La terra ha sempre avuto un valore, chissà perché occupare spazio pubblico con un’auto è di fatto gratis. Occupare con un auto un’aiuola o un marciapiede o uno spazio che dovrebbe essere verde come nel parterre di via pacini è anche scandaloso e poco etico a mio parere. Gli alberi non penso che godano di quella situazione.

    3. Andrea

      Purtroppo non ci sono studi che ci dicono quanti parcheggi servono in una città con un basso utilizzo dell’auto.

      In altre città europee simili a Milano i residenti possiedono anche il 40% in meno delle auto che possiedono i Milanesi, in quel caso forse i parcheggi che ci sono attualmente a Milano sarebbero anche fin troppi e non avrebbe senso costruirne di ulteriori.

      Stiamo attenti a non realizzare parcheggi che fra 20 anni falliranno perché saranno inutilizzati, già ora molti garage della città sono poco utilizzati.

      1. Anonimo

        Vero, ma stiamo anche attenti a non costruire parcheggi residenti e box nelle case nuove. E’ vero che i ragazzi giovani son senza un euro e spesso rimangono invenduti, ma potrebbe non essere lungimirante se vogliamo accelerare il processo di rimozione auto dalle strade.

  5. Anonimo

    Tutta città studi è un parcheggio abusivo. Bisogna cambiare marcia. E senza impedimenti fisici il nuovo spazio pubblico viene subito rovianto dalle auto. Non ci sono più scuse, senza coraggio non se ne esce. Le auto rovinano questa città e l’intera Lombardia. Altre regioni d’Europa hanno mostrato che si può fare molto meglio. Diamoci una mossa.

      1. Anonimo

        Sì dei dissuasori di sosta tipo colonnine in acciaio o panettoni in cemento possono essere utili per evitare la sosta selvaggia

  6. Anonimo

    Le auto stanno ferme il 97% della loro “vita”. Ecco perchè in città sono un problema e occupano suolo preziosissimo.

  7. Anonimo

    Non può essere un problema della collettività se uno si compera un’auto troppo grossa e costosa e non ha soldi per pagarsi il parcheggio.

    Io se mi compero un divano a 8 posti non pretendo che il comune mi dia gratis un soggiorno più grande perché a casa mia non ci sta.

    Chi si compera un’auto in città deve pagarsi il parcheggio e parcheggiare dove è consentito. Perché io domani vorrei pretendere 12m2 gratis sotto casa dove metterci sdraio e barbecue. 12 metri quadri è lo spazio minimo occupato da un parcheggio, in città, a quotazioni fino a 10.000 euro/m2 quello spazio è un tesoro.

  8. Andrea

    Noto con molto piacere, nell’ultima immagine che rappresenta piazza Ferrara come sarà, che verrà realizzato un piccolo tratto di ciclabile per permettere ai ciclisti che percorrono via Comacchio di poter svoltare a sinistra in via Mincio senza dover fare il giro di tutta la piazza o eseguire manovre illegali come salire sui marciapiedi o andare in contromano.

    La mancanza di questo tipo di interventi a Milano costringe il ciclista quotidiano a disobbedire continuamente alle regole (contromano, utilizzo del marciapiede, attraversamento su strisce pedonali,…) per riuscire a spostarsi con percorsi logici, che evitino i “giri dell’oca” realizzati per i mezzi motorizzati.

    Giustamente molti cittadini non amano fare troppe deroghe alle regole e per loro muoversi in bicicletta in regola sarebbe un inferno, per questo scelgono altri mezzi adatti a percorrere “giri dell’oca” o strade ad alto scorrimento.

    Questo piccolo intervento aiuta a migliorare la ciclabilità permettendo al ciclista di muoversi in modo logico (se devo svoltare a sinistra, giro semplicemente a sinistra e non faccio tutto il giro) ma sicuro e nel rispetto delle regole.

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