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Milano | Porta Monforte – Maxi murale di Cattelan in via Mascagni

Da una settimana in via Mascagni a due assi da piazza Tricolore (Porta Monforte) una grande parete cieca è stata trasformata in “opera d’arte”.

Si tratta dell’omaggio artistico di Toilet paper (assieme a Urban Vision), i ragazzi del magazine creato da Maurizio Cattelan. Il murale è comparso sulla facciata laterale e cieca di un bel palazzo liberty di viale Bianca Maria 37 che si affaccia anche su via Mascagni.

Due grandi dita infilate in due scarpe come a simulare le gambe di un uomo, campeggiano su un fondo lilla e sotto, evidenziata in rosso, la scritta: “Ready to go – pronti per la partenza”. L’autore è Nicholas Perra e ha voluto augurare buon auspicio per la ripartenza del Paese che deve rialzarsi dopo l’emergenza sanitaria del coronavirus.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


4 thoughts on “Milano | Porta Monforte – Maxi murale di Cattelan in via Mascagni

  1. Anonimo

    Interessante…tanti luoghi anonimi e brutti potrebbero ritrovare un’identita’ con questi interventi simbolici e contestualizzati….molto diversi dai murales di imbrattatori e vandali…

  2. Anonimo

    La nuova frontiera dell’affissione.
    Come il “murale” di Gucci in Corso Garibaldi immagino che periodicamente cambierà messaggio, ma almeno non c’è il muro vuoto ed è più divertente dei soliti murales monotematici e depressogeni che affliggono tanti muri abbandonati di Milano.

  3. Silvio

    Devo dire la verità, l’ho visto di sfuggita mentre guidavo e pensavo fossero due carote. Bene comunque l’idea di dipingere le orribili pareti cieche anche se personalmente questa realizzazione non mi convince, ma è questione di gusti.

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