"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Isola – Le nuove “panchine” di via Confalonieri

Era solo lo scorso febbraio quando avevamo fatto un articolo domandandoci: Al “Rasoio” perché non sono stati messi degli alberi in via Confalonieri?

Ora sono comparse delle panchine, o meglio, delle cassapanche con fioriera lugo il marciapiede di via Confalonieri sotto la mole del palazzo Unipol SAI dell’Isola.

Speriamo presto vengano inserite le piante in quei vasi, perché così, onestamente, mi fanno un po’ una strana impressione.

Pensare che noi come al solito, avremmo inserito degli alberi a lato del vasto marciapiede.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Isola – Le nuove “panchine” di via Confalonieri

  1. N

    Non c’è pace per il peggior progetto della zona.
    Ho sperato fino all’ultimo ma dai dettagli della cancellata, al porticato, agli spazi pubblici. La complessità della facciata è sicuramente interessante ma l’insieme è sgraziato e pesante.

    1. Anonimo

      Si magari per interni potrebbero funzionare quelle panchine…abbastanza preoccupante la zona per le piante…probabilmente un vizio green molto alla moda…

  2. Anonimo

    Le bare conterranno al massimo la terra per due gerani, che dopo due mesi saranno morti stecchiti.

    Quindi la bara è perfetta, complimenti al Geometra che si è occupato di sceglierle dal catalogo online di panchine.

    1. NICOLETTA BASILI

      oltre ai due gerani stecchiti.. 14 cicche di sigaretta, 13 cartine di cioccolatini,
      una lattina di birra o di coca cola spiaccicata, carta unta apppallottolata, ma perlomeno non ci sono alberi da annaffiare, potare e curare..poi se la cassa da morto non ha spalliera, si sta seduti per un tempo più breve…non hanno previsto che ci si può sdraiare, ma forse sono previsti dei chiodi da fachiro..

  3. Anonimo

    Le panchine verranno utilizzate solo da chi lavorera’ nella accattivante palazzina specchiata, per la meritata pausa sigaretta. I passanti preferiranno sedersi nei giardini o al parco che sono a pochi metri di distanza

    E le fioriere diventeranno ributtanti posacenere

    Deprimente

  4. Anonimo

    Gli unici che utilizzeranno le panchine saranno gli impiegati degli uffici in pausa sigaretta. I passanti sceglieranno i giardini o il parco a qualche passo di distanza, che offrono verde e spazio in abbondanza.

    Le fioriere diventeranno orridi posacenere

    Deprimente

  5. Wf

    Potevano metterceli degli alberi però!!

    Ecco un modo per aumentare linsolazione del suolo e il caldo di Milano.

    E poi tutti costretti a consumare elettricità con i condizionatori… che metteranno altra aria calda in strada!

    L’ecologia è mettere ombra e piante e evitare superficie in cemento ma mettere terra e piante…

    Per evitare il surriscaldamento della città!

    Inutile fare edifici classe A se poi fai diventare le strade un forno a microonde..

  6. Anonimo

    Potevano metterci gli alberi, la facciamo sempre facile. Ora, io non ho in mano la pianta con i sottoservizi, però quelle grate sul marciapiede fanno pensare che forse le radici degli alberi qualche problemino lo potrebbero creare. Pronto ad essere smentito, sia chiaro

    1. Arturo

      Non è necessario piantare sequoie, querce o baobab, se non si è lasciato poco spazio per le radici. Però arbusti, fiori o anche solo prato all’inglese si potrebbero considerare.

      Inoltre il comune dovrebbe imporre per nuovi progetti, specie se ambiziosi e voluminosi, che venga trovato il modo di riservare spazio per mettere a dimora anche vegetali più ingombranti. Non negoziabile

      Se si dovranno sacrificare un po’ di garage, so be it

  7. fabio

    Mi preoccupa l’orrendo marciapiede in catrame, misto a marciapiede in pietra. Davvero inguardabile per l’eleganza della zona. Ma siamo in Italia…..

  8. Anonimo

    Se non alberi, almeno siepi o arbusti, che ad occhio non avranno le radici delle sequoie,
    Soluzioni adottate in altre vie, anche nelle vicinanze di Via Confalonieri (Peraltro nella stessa via c’e’ un altro tratto in cui simpatici alberelli sono stati piantati a bordo strada)

    Sarebbe sufficiente che nel piano urbanistico venisse espiclitamente richiesto ai nuovi progetti di tenere in conto lo spazio fuori e sotto terra necessario per piante, e subordinare a questo lo sviluppo di cubature inclusi garage e sottoservizi. Un filare di alberelli non inficia la possibilita’ di costruire villette o grattacieli…

  9. Anonimo

    Due riflessioni:
    Una per questo caso specifico: ci sono siepi/arbusti che sono stati introdotti negli ultimi dieci in molti angoli di Milano che possono dare un tocco di verde (e di colore con fiori graziosi) senza richiedere uno spazio per le radici pari a quello di una sequoia millenaria. Lo spazio o lato marciapede catramato o lato prossimo all’inferriata lo consentono.

    Un’altra piu’ in senso prospettico: il comune deve imporre a qualsiasi nuovo progetto immobiliare la presenza di verde sul perimetro e nelle aree di affaccio sulle stade. Non negoziabile

    Nel caso in questione sarebbe stato sufficiente che si riprendesse il filare di alberelli dell’altro tratto di Via Confalonieri

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.