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Milano | Calvairate – La ciclabile in viale Puglie

Nel grande “calderone” delle nuove piste ciclabili, il Comune ha realizzato in questi giorni, anche la ciclabile del cavalcavia di viale Puglie, da piazzale Cuoco a piazzale Bologna nella zona di Calvairate.

Quest’operazione, realizzata semplicemente colorando sull’asfalto la corsia preferenziale per le biciclette, si va ad innestare nel più vasto progetto della trasformazione dei controviali delle regioni.

Infatti si tratta di un intervento previsto per i controviali di viale Romagna, viale Campagna e viale Molise, dove grazie alla riduzione della velocità a 30 chilometri orari sarà favorito l’utilizzo della bicicletta in maggiore sicurezza. Programma che è in fase di realizzazione anche per viale Certosa, viale Zara – viale Testi, viale Famagosta e via Faenza.

Viale Puglie, non avendo controviali, necessitava di una sistemazione in “sicurezza” con segnalazione evidente, anche se non protetta.

Qui di seguito le immagini della nuova ciclabile appena realizzata.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


12 thoughts on “Milano | Calvairate – La ciclabile in viale Puglie

  1. Anonimo

    Halleluiah!

    E’ dal lontano 2011 quando han fatto la ciclabile sull’analogo ponte di Santa Rita (Cavalcavia Don Milani) che ci domandavamo cosa aspettassero!

    Lo stupore dopo quasi 10 anni è tale che mi asterrò da pedanti e oziose considerazioni sul fatto che non c’è alcuna uniformità di larghezza e segnaletica orizzontale tra le due ciclabili. (Personalmente trovo la riga continua più la riga gialla del vecchio progetto visivamente più sicure)

  2. Luca

    Continuo a non capire queste ciclabili, ok che costano poco, ma si possono fare solo in paesi civili, dove se non si rispetta il codice della strada si viene sanzionati.
    Ma qui parliamo di Milano, non di Amsterdam, e come si vede dalle foto, questa diventerá semplicemente la corsia preferenziale per evitare le code.

    1. Anonimo

      Non dappertutto puoi fare ciclabili separate. In questo caso, complici anche i mezzi pubblici, avresti dovuto allargare leggermente il ponte (con costi astronomici).

      E’ proprio per questo motivo che nei paesi civili si cerca di inculcare il rispetto per la mobilità più indifesa.
      Educare al rispetto per bici e pedoni nelle zone 30 senza dividerli con barriere e muri, serve proprio a questo: educare alla convivenza. Piano piano capisci che lo spazio sulla strada non è tutto tuo, ti entra in testa.

      Il “muro” invece non ci porterà di per se mai da nessuna parte e non è di per se educativo, anche se in alcuni casi, come in questo, se si fosse potuto fare, sarebbe stato ben utile.

      1. Anonimo

        Guarda che sarebbe bastato non mettere il cordolo dove c’è la fermata dei mezzi pubblici, non ci vuole un genio per capirlo.

        Per quanto riguarda la mancanza di educazione stradale i ciclisti non sono da meno.

  3. Konrad

    Non c’è protezione fisica e qui sarebbe necessaria, vista la criticità determinata dall’abbondante traffico motorizzato e dalla struttura stessa del percorso.
    Vedo ancora troppa difformità negli interventi di realizzazione delle nuove ciclabili e anche poca attenzione a metterle in sicurezza dove effettivamente serve.
    Purtroppo in un Paese come il nostro non basta dipingere sull’asfalto …

  4. Stes

    Purtroppo a Milano non si riesce ad avere delle carreggiate normali. Ma si può lasciare allo sbaraglio una carreggiata e mezza per le auto e una ciclabile solo disegnata, su un viale di questo tipo.??.. un altra soluzione c’è ed è quella di restringere la ciclabile x senso di marcia, cordolino rifrangente serio , una carreggiata larga x bus e una di sorpasso più stretta per senso di marcia. Ma bisogna disegnarle ste corsie o almeno provarci !!

    1. Anonimo

      In realtà se passi di li, vedi che il ponte volendo ha una larghezza adatta per ciclabile e marciapiede. Basta rinunciare alla siepe maltenuta o rimpiazzarla con una piccola barriera antirumore.

      L’unico punto stretto è il culmine del ponte, 10 metri in tutto. Dove si poteva convivere sul marciapiede. O in 10 anni c’era tutto il tempo per allargarlo, evitando la vernice pre elettorale a rischio omicidio dell’ultimo secondo.

      Non voglio far polemica, ma non molti anni fa hanno aperto il sottopasso di via Toffetti che ha tolto di li i camion. Era il momento per agire e invece tra “ossessione per le periferie”, mobilità dolce, resilienza e tutte le altre belle parole da social, nessuno ha mai degnato di uno sguardo quel ponte, fino a che non si è deciso l’altro ieri di mandare un imbianchino a far due strisce.

      Cosa che, intendiamoci, è sempre meglio che niente…
      🙁

    2. Anonimo

      Pessimo progetto. Andava fatta una corsia preferenziale per i mezzi pubblici. Non è difficile. Così sono intasati nel traffico. Bravi!

  5. Anonimo

    Purtroppo a Milano non si riesce ad avere delle carreggiate normali. Ma si può lasciare allo sbaraglio una carreggiata e mezza per le auto e una ciclabile solo disegnata, su un viale di questo tipo.??.. un altra soluzione c’è ed è quella di restringere la ciclabile x senso di marcia, cordolino rifrangente serio , una carreggiata larga x bus e una di sorpasso più stretta per senso di marcia. Ma bisogna disegnarle ste corsie o almeno provarci !!
    Stes

  6. Silvio

    Io non capisco perché sia stata fatta tratteggiata e non continua. Cosa significa per il codice della strada una linea tratteggiata? Che si può oltrepassare. Se no l’avrebbero fatta continua e magari in bianco e giallo. Quindi se non ci sono ciclisti mi verrebbe da dire che si può stare con l’auto a destra vicino al marciapiede. Se avete notato manca la segnaletica verticale che indica la pista ciclabile, quindi alla fine che cos’è?
    Inoltre tutto il ponte ha i tombini ribassati rispetto all’asfalto e per i ciclisti significa sostanziamente doverli evitare. Per me l’insieme è una cosa pensata male. Una vera follia farla così.

  7. Manuel

    Nei paesi dove le piste ciclabili esistono da decenni i tratti non separati dalla carreggiata stradale vengono evidenziati perlopiù in rosso così come gli attraversamenti… Da noi? Tutto il contrario! Piste ciclabili tutte in asfalto rosso (inutile… ) Attraversamenti e tratti su carreggiata (come da foto) senza alcun colore che evidenzi la presenza di percorsi e attraversamenti ciclabili! Non ne fanno UNA che sia UNA giusta! Che si facciano un giro in qualunque paese d’oltralpe. Mi piacerebbe sapere questi quanti chilometri percorrono in bici all’anno.

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