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Milano | Fiera – L’architettura speciale della stazione M1 Amendola

Le stazioni della linea 1 della metropolitana milanese, inaugurate nel 1964, hanno tutte o quasi, lo stesso aspetto, creato secondo un allestimento originale realizzato dall’architetto italiano Franco Albini  (Robbiate, 17 ottobre 1905 – Milano, 1º novembre 1977) e, nella parte grafica, realizzata da Bob Noorda (Amsterdam, 15 luglio 1927 – Milano, 11 gennaio 2010). Unica eccezione: la stazione Amendola.

La stazione di Amendola fu costruita come parte della prima tratta (da Sesto Marelli a Lotto) della linea 1 della metropolitana.

Essa fu aperta al pubblico, in via eccezionale, per la prima volta durante la Fiera di Milano del 1963: ai visitatori venivano mostrate le strutture della stazione e i due convogli che erano in sosta sui binari.

La stazione entrò in servizio, insieme al resto della tratta, il 1º novembre 1964

Alla fermata di piazza Amendola si pensò di dare un particolare aspetto, vista l’importanza dovuta alla presenza della vicina Fiera Campionaria, quindi luogo sicuro di transito da parte di visitatori provenienti da ogni parte del mondo e d’Italia. Si pensò di affidarla ad un architetto che l’avrebbe resa unica.

L’incarico cadde su Arrigo Arrighetti (Milano, 17 ottobre 1922 – Siziano, 25 agosto 1989), che già lavorava per l’Ufficio Progetti del Comune di Milano e che aveva progettato le lastre di gomma nerofumo a bolli in rilievo prodotte dalla Pirelli, per le pavimentazioni delle stazioni della metropolitana (ancora in uso).

Comunque l’architetto, in quanto dipendente di una istituzione pubblica, dovette rinunciare a qualsiasi diritto riconosciuto al riguardo.

La stazione si presenta quindi in una veste architettonica molto curata nella struttura e negli interni, con una soluzione tipologica del tutto innovativa rispetto alla tipologia standard della M1 all’epoca: era l’unica in cui la zona di accesso agli ambienti sotterranei veniva illuminata da luce naturale.

Al contrario delle altre stazioni, dove il mezzanino si trova sopra le banchine, qui l’atrio con i tornelli è posto a lato, collocato a quattro metri dal piano di corsa dei convogli.

L’elemento che colpisce e caratterizza l’atrio è un grande lucernario esagonale coperto da ventiquattro elementi di forma complessa, realizzati in resina poliestere rinforzata con fibre di vetro. A sorreggere il lucernario si trova una struttura metallica sorretta da pilastri dalla cui sommità si diramano ‘a stella’ delle travi a fazzoletto; posta sopra le travi vi è un’altra maglia metallica molto leggera, che crea una complessa forma prismatica sulla quale sono inseriti gli elementi traslucidi in resina. L’esagono su cui poggia la copertura è in calcestruzzo rivestito nella parte esterna da uno zoccolo in cui sono inserite aperture esagonali di beola grigia. Si trova posizionato all’interno di una grande aiuola spartitraffico al centro della vasta piazza.

Oggi alcune uscite della stazione risultano esageratamente sproporzionate, dato che, all’epoca in cui vennero realizzate, dovevano fronteggiare la marea di visitatori prevista per ogni manifestazione fieristica, cosa che oggi si è drasticamente ridotta dopo che la fiera venne spostata nel 2005 a Rho.

Ancora oggi, ai lati delle pareti interne del tamburo esagonale dell’atrio, si trovano due grandi scritte con la dicitura “FIERA” e tanto di freccia per indicare la direzione da prendere per l’entrata alla Fiera Campionaria.

Qui sotto lo zoccolo esterno e la copertura.

Fonte: ordinearchitetti.mi; LombardiaBeniCulturali




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


2 thoughts on “Milano | Fiera – L’architettura speciale della stazione M1 Amendola

  1. Anonimo

    La mia zona natia.Un gran degrado, non certo degna di una zona signorile come questa….Fateci un giretto e osservate tutto a cominciare dal parcheggio dei Taxy posizionato proprio di fronte, al parcheggio delle biciclette, al degrado dei marciapiedi in Monte Rosa, ad una pista ciclabile stranissima, al verde davvero poco curato, ai giardini di Domenichino aille barriere architettoniche presenti ovunque……La stazione Amendola un problema secondario, per me

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