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Milano | Loreto – Turro – Gorla – Precotto: al via la Ciclabile in viale Monza (modificata)

A seguito di mille polemiche, la pista ciclabile “leggera” di viale Monza, da Piazzale Loreto a Sesto Marelli, non sarà più tracciata al centro della carreggiata, ma sarà disposta a lato delle due carreggiate, tra gli stalli delle auto e la strada carrabile.

La nuova ciclabile sarà creata con la stessa modalità delle altre in fase di realizzazione dopo la pandemia da Covid19. Vi saranno, infatti, solo interventi in segnaletica orizzontale (ossia vernice a terra) e nessun intervento strutturale (spostamento di cordoli e simili).

Suscitando non poche polemiche, infatti, la ciclabile prevista inizialmente per Viale Monza, era stata disegnata dai tecnici degli uffici comunali per essere collocata al centro della carreggiata, lungo l’aiuola spartitraffico, e non ai lati come sarebbe più auspicabile per una migliore fruizione e una maggiore sicurezza. Questa scelta era stata dettata dal fatto che l’area di parcheggio attuale, lungo tutto il viale, presenta una pavimentazione con cubetti di porfido, i sampietrini, che non sono tra le pavimentazioni più adatte per una ciclabile (anche perché spesso sconnessi). 

Il problema della ciclabile al centro era anche la sua pericolosità e difficoltà di utilizzo.

Ora sarà realizzata una corsia per senso di marcia, una “bike lane” di due metri a lato della carreggiata a 50 cm dai parcheggi laterali, lasciando alle auto per il transito, i 5 metri rimanenti. La ciclabile, solo dipinta, non sarà protetta, ma valicabile dalle auto in manovra per il parcheggio. 

Naturalmente, per consentire la realizzazione della ciclabile, i parcheggi saranno nuovamente in linea con la carreggiata, come in origine, pertanto non sarà più consentito il parcheggio a lisca di pesce (usanza fra l’altro nata spontaneamente e da sempre tollerata misteriosamente dai vigili). Questo toglierà molti posti auto (per quanto non autorizzati), cosa che sta sollevando già parecchie proteste. Il Comune di Milano ha comunque disposto di creare oltre 300 stalli aggiuntivi in zona per cercare di sopperire.

I parcheggi saranno recuperati nelle vie limitrofe, come in via Padova, dove ancora oggi c’è la corsia preferenziale dei bus tra piazzale Loreto e via Giacosa. Operazione che costringe lo spostamento in via Andrea Costa del percorso della 56, trasformando anche un tratto di via Giacosa a senso unico.

A tutto ciò si aggiunge il confinante Comune di Sesto San Giovanni che sta lavorando ad una ciclabile da unire a quella milanese, ma in versione “più sicura” e quindi protetta, rendendola da subito definitiva, cosa che nel comune di Milano, invece, dovrebbe essere oggetto di una seconda fase.

I lavori partono oggi e dureranno sino a fine settembre. 




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


32 thoughts on “Milano | Loreto – Turro – Gorla – Precotto: al via la Ciclabile in viale Monza (modificata)

  1. Paolo

    Ottimo, sarà contento il nostro caro Mikael Colville-Andersen, per chi lo conosce… Lisca di pesce impensabile in una città europea nel 2020 comunque.

      1. LZ

        La citazione potrebbe essere da Buzz Lightyear, un giocattolo che crede di essere un vero astronauta. Quindi potrebbe essere ironica…

        1. Andy77

          Wow! Meglio di Santanchè, Briatore e Zangrillo messi assieme! TI piace imitarli! Sono curioso di vederti in strada! Negazionista fino all’ultimo del male che fa il traffico e dell’insensatezza dei SUV nonchè volgare e maleducato/a, soprattutto a Milano dove i mezzi funzionano.
          Dai dicci qualcosa di più per stupirci!

    1. Anonimo

      Io avrei fatto la ciclabile di fianco al marciapiede, e i parcheggi di fianco alla carreggiata..la ciclabile tra carreggiata e i posti auto è pericolosissima…

      1. Anonimo

        Così la ciclabile sarebbe “protetta” dalle auto parcheggiate in linea tra carreggiata e ciclabile. È una best practice usata molto all’estero.

        1. Anonimo

          Non solo all’estero, da molti anni anche in Italia e anche a Milano si è capito che la posizione migliore della pista è tra sosta e marciapiedi.
          Questo progetto, anche se migliorato rispetto alla prima versione, nasce vecchio.

          1. gianni

            ci sono i san pietrini ed è tutto sconnesso, non si possono mettere lì le bici, meglio i parcheggi con i 50cm di rispetto per la ciclabile per aprire le porte

    1. Ale

      Sono stato 3 volte a Berlino… mai vista un auto sul marciapiedi in nessun quartiere, periferie incluse. Ho visto però km di piste ciclabili semplicemente verniciate a bordo strada o marciapiedi.
      Andiamo avanti e nn cerchiamo scuse per non cambiare in meglio la nostra città.

    2. Anonimo

      Te la spiego semplice: con il lockdown il traffico auto è diminuito e quindi gli automobilisti hanno sensibilmente aumentato la loro velocità creando più incidenti.

      Parallelamente crescono le consegne di merce legata all’e-commerce e i van dei corrieri sono in assoluto, insieme ai tassisti e ai guidatori di suv, i mezzi più pericolosi perché guidati da chi è spinto a guidare sempre più veloce e in modo sempre più distratto.

      Non sono i ciclisti e le piste ciclabili il problema. Il problema degli incidenti con morti e feriti è sempre nell’uso sconsiderato di mezzi a motore che vanno benissimo nelle autostrade ma non dovrebbero girare nelle strade cittadine.

  2. Anonimo

    Adesso però monitoriamo anche quanto vengono usate queste piste.

    Se ci passano due ciclisti al minuto, ossia meno di un ventesimo del numero di auto e scooter (per non parlare dei pedoni sui marciapiedi), forse la divisione dello spazio non è equa.

  3. Anonimo

    Follia pura fare la ciclabile tra parcheggio e strada in viale Monza, in questo contesto più che mai la ciclabile andava fatta in maniera seria di fianco al marciapiede.

    1. Anonimo

      Una scelta intelligente se non veniva realizzata era meglio questa è l’ennesima minchiata di questa giunta comunale

  4. Anonimo

    Una passata veloce di asfalto rosso sui sanpietrini e si sarebbe creata da subito una pista ciclabile sicura. Speriamo sia il prossimo step. Sono sicuro comunque che già così si aumenterà di molto la sicurezza degli spostamenti in bici. Non pochi problemi erano infatti causati dalla sosta a lisca di pesce, con manovre annesse di auto e camioncini.

    Già aver reintrodotto la sosta in linea e non a lisca è un gran passo avanti. Bisognerà però contestualmente controllare e sfavorire il parcheggio in doppia fila, temo che sarà d’abitudine un po’ su tutto il viale, lo era già prima…

    1. Ale

      I parcheggi illeciti a cavallo del marciapiedi sono uno schifo, puro generatore di disordine e degrado. Li trovi solo nei paesi del terzo mondo… Con o senza pista ciclabilile andavano tolti!

  5. Anonimo

    Adesso tra gli automobilisti che taglieranno la strada per parcheggiare e quelli che apriranno la portiera senza guardare, mi sa che il viale sarà ancora meno sicuro di quanto lo sia ora per i ciclisti!
    Venitemi a spiegare come una ciclabile protetta, al centro della strada, sarebbe stata più pericolosa di questo schifo.

  6. Area Cassa = Area Tassa

    Ma la spesa grossa del sabato al Carrefour di Porta Nuova per i bimbi piccoli del fabbro disabile di Paullo con reperibilità notturna? Eh? Come la fa, col BikeMi? Dedicare 1 metro a chi non guida una robusta 185cv, PHUAH, MA COS’È LA CINA DI MAO??????

  7. Giovanni

    Ottimo l’articolo del Guardian (giornale tradizionalmente laburista) e i punti che solleva.
    Trovo questo modo di creare piste ciclabili illusoria e rischiosa. Ci illudiamo di costruirle a costo zero disegnando delle righe sull’asfalto dove le bici già corrono, anzichè proteggerle dalle auto.
    Così facendo rendiamo scontenti chi ha bisogno di parcheggio (che ci deve essere, non prendiamoci in giro) e chi usa la bici e si sente preso in giro.

    In questo modo la politica potrà vantarsi di aver sostenuto l’anima green e radical chic della città, contribuendo ad aumentare il rischio di tutti noi cittadini amanti della bicicletta!

    Bravi

  8. Giovanni

    Ottimo l’articolo del Guardian (giornale tradizionalmente laburista) e i punti che solleva.

    Trovo questo modo di creare piste ciclabili illusoria e rischiosa. Ci illudiamo di costruirle a costo zero disegnando delle righe sull’asfalto dove le bici già corrono, anzichè proteggerle dalle auto e cambiando la mobilitá cittadina.

    Così facendo rendiamo scontenti chi ha bisogno di parcheggio (che ci deve essere, non prendiamoci in giro) e chi usa la bici e si sente preso in giro.
    In questo modo la politica potrà vantarsi di aver sostenuto l’anima green e radical chic della città, contribuendo ad aumentare il rischio di tutti noi cittadini che amiamo la bicicletta, ma non viviamo in centro, non ci possiamo permettere il SUV da 180cv e il box e si, per lavoro e non per scelta, abbiamo bisogno della macchina per andare fuori città a lavorare e non vorremmo impazzire a cercare parcheggio come disperati tutte le sere.

    Bravi

    1. Anonimo

      Siamo anni luci a un livello di discussione più alto che a Milano.
      Se leggi l’articolo, il problema che fa emergere è che vanno protetti gli incroci, che è dove accadono gli incidenti.

      Un mondo sideralmente più avanzato che quello meneghino, dove righe o cordoli che siano, si parla solo e sempre delle vie e mai degli incroci.

      Proteggere gli incroci è troppo faticoso e non soddisfa la voglia di togliere parcheggi?

      1. Giovanni

        Esattamente, ho letto e grazie per l’articolo.
        Ho la sensazione che a volte qui a Milano la discussione si limiti ai “talebani del SUV” che si oppongono a tutto senza discriminante, oppure a cerchie autoreferenziali della società che non hanno idea di come vive la gente comune…
        Altrimenti non mi so spiegare certi progetti di mobilità e riorganizzazione del traffico in atto..

        Saluti

        1. Andy77

          Ma in realtà chi parla di Green Radical Chic sei tu. E smettiamola con la trita e ritrita storia dell’auto a cui non si può fare a meno per andare al lavoro, sono 30 anni che sento questi discorsi ammuffiti e non mi pare che le ricette applicate da Regione e Giunte Formentini/Albertini abbiano migliorato la situazione di traffico e parcheggi (anzi hanno imbarbarito ancora di più il confronto).
          Inoltre cito la Regione perché in quanto azionista di Trenord, finanziatore del trasporto pubblico lombardo, nonché erogatore di bonus per cambiare auto c’entra eccome.
          Sarebbe meglio inserire le piste ciclabili fra marciapiedi e parcheggi, se un maleducato parcheggia sulla pista verrebbe subito chiuso da chi rispetta le regole e bisogna dare un’accelerata per creare piste ciclabili su tutti i principali assi viari di Milano per poi collegarli con vie minori.
          Ben venga quindi quanto fatto.
          Suggerisco anche un approccio differente alle aziende, private in particolare: per agevolare la bici le aziende dovrebbero rendere possibile una doccia ed il cambio di indumenti presso le proprie strutture dato che in bici si suda e presentarsi al lavoro in giacca e cravatta con le chiazze di sudore non è il massimo,

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