Milano, Porta Ticinese.
Giugno 2026. Nuovo aggiornamento dal cantiere per il parco del PAN, Parco Amphitheatrum Naturae il parco archeologico in fase di realizzazione nell’area dove un tempo vi era l’antico Anfiteatro Romano di Milano situato tra via Arena e via Conca del Naviglio a Porta Ticinese.
Avviato nel 2019, il progetto attende ancora l’apertura al pubblico dopo oltre sette anni, nonostante i lavori interni siano proseguiti nel tempo. Purtroppo, una serie di intoppi — tra difficoltà finanziarie e importanti ritrovamenti archeologici — ha contribuito a rallentare il completamento e la fruizione di questo nuovo parco cittadino.


Lo scorso novembre vi avevamo accompagnato all’interno del cantiere, mostrando le principali novità. Il cantiere a fine giugno 2026, pare avviarsi alla fase coclusiva.
La pavimentazione centrale, che rievoca la cavea dell’anfiteatro, è stata completata ed è realizzata con un complesso sistema drenante a base di ghiaia e materiali porosi, garantendo un efficace deflusso delle acque.
Prosegue anche la realizzazione della pavimentazione dell’arena: un’area di 2.200 m² composta da oltre 60.000 ciocchi di robinia, progettati per fungere da superficie fonoassorbente durante gli eventi. Al centro è stata prevista una buca orchestrale, destinata a ospitare spettacoli musicali, tra cui possibili collaborazioni con l’Orchestra del Teatro alla Scala.
Nel frattempo, sono arrivate le piantine di bosso, che contribuiranno a ricreare in versione “green” la struttura muraria radiale dell’anfiteatro, già suggerita dalle aiuole predisposte all’interno.
Purtroppo i cipressi pensati dal progettista non si possono piantare, come richiesto dalla Sovrintendenza, potrebbero compromettere gli antichi resti del sedime del teatro con le radici. Al loro posto sono stati posizionati i pali dei lampioni.



















- Riferimenti fotografici: Roberto Arsuffi, Architetto Attilio Stocchi, Stefano Gusmeroli
- Parco Amphitheatrum Naturae (PAN), Anfiteatro Romano di Mediolanum, Porta Ticinese, Sovrintendenza, Parco
L’ellisse centrale è stata totalmente cementificata la ricopertura con i ciocchi cerca di mascherare questo intervento che ha distrutto il parco. L’anello esterno assurdamente largo (4 metri e più, sembra una corsia autostradale) viene cementificato in questi giorni. I pali esterni all’anello altissimi e invasivi (saranno una trentina se non di più !) sono collocati a loro volta in casseforme di cemento. L’unica traccia rimasta non cementificata sono delle misere aiuole che riproducono i setti mancanti, in cui ci sono 10 centimetri di terra, e in cui sono posizionate le piantine di bosso alte una spanna, e immediatamente invase da erbaccia. L’area è rovente, senza un filo d’ombra, una vera isola di calore creata con questa cementificazione selvaggia. Prima era un polmone verde in centro con un ampio prato e molte piante. Un progetto del genere dovrebbe portare alle immediate dimissioni della giunta, e auspicabilmente a qualche verifica su operato di comune, soprintendenza e progettista. Il piano regolatore consentiva di distruggere un’area verde di 20 mila mq in centro? Ridicolo chiamare “parco” un manufatto simile, parco era prima di essere distrutto.
Chieda le dimissioni del Governo, visto che la Soprintendenza Archeologia (Ministero della Cultura) e’ l’ente capofila che dirige i lavori e gli scavi archeologici, bisognerebbe imparare a informarsi prima di scrivere a vanvera….
Evidentemente per lei era troppo difficile da capire che sono entrambi responsabili dato che l’area è stata affidata dal comune.
a onor del vero non è propriamente cemento, è un granulare drenante… tuttavia mi trova d’accordo: togliere i cipressi per metterci dei pali è stata la solita porcata della sovrintendenza
Vengono gettati dei ciottoli che vengono poi coperti di cemento, attualmente ci sono circa cento sacchi di cemento impilati nel cantiere che serviranno per cementificare tutto l’anello esterno.
Uno schifo totale, ogni lavoro che inizia a Milano peggiora sempre di più la situazione, travestito da intervento green che sembra risolvere tutto, mentre le scuse tipo “i cipressi rovinano i resti archeologici” mettono una toppa all’ ignoranza di ogni scienza botanica e di buon senso che dovrebbe qualificare ministri,amministratori, sovrintendenza e inutili personaggi
Dove sono finiti i filari di cipressi e le siepi di bosso? L’ immagine unitaria dell’anfiteatro in forma naturale non è assolutamente visibile…
Il progetto è durato a lungo, ma da quanto si intravede dietro le cancellate e da ciò che pubblicano i giornali mi sembra davvero bellissimo. Un’area che prima non era certo bella in parte abbandonata, piena di macerie e degrado, diventerà un luogo di attrazione che molte città italiane ci invidieranno.
Un’arena pavimentata in legno, con al centro una fossa orchestrale; dai render e da quanto ho letto si capisce inoltre che la cavea sarà interamente a prato, le scarpate rivestite di tappezzanti e i pali costituiranno il supporto per i rampicanti.
Non vedo l’ora di poterlo vivere: sarà uno spazio di cui Milano potrà essere orgogliosa.
G.ma. lettrice, lei dovrebbe cortesemente informarsi meglio al riguardo di quanto scrive; l’ area in questione non era assolutamente degradata, anzi, l’ esatto contrario. .Se non crede a quanto le dico io, cerchi pure nel sito Urbanfile gli articoli che finora hanno trattato dell’ argomento. Francamente – e viceversa – le fotografie di quest’ ultimo articolo cosa illustrano?
Sta venendo proprio bene
N9n fermiamoci.
Belli i pali di acciaio invece degli alberi! Questo intervento può passare alla storia. Per la sua rozzezza e per i tempi biblici di realizzazione. Complimenti a tutti i soggetti coinvolti.
Per me è deludente ma per altri motivi, mentre condivido la bruttezza dei lampioni e la sistemazione di verde risicata e discutibile, complessivamente di resti romani veri se ne vedono ben pochi rispetto a quelli emersi e poi reinterrati. Si dice per paura che gli agenti atmosferici li rovinino. Allora quelli che sono alla luce da 70 anni come hanno resistito?
Si sarebbero potuti vedere molti più settori e i corridoi sotterranei sotto la cavea.
Il verde che c’era prima: ma erano orti, sterpaglia, o cos’altro? Se era un parco verde allora perché non è mai stato ad accesso libero? E comunque un parco può essere parco sia verde che archeologico. Ma per decidere cosa fare di quell’area, il comune avrebbe dovuto coinvolgere i cittadini: o rovine storiche o verde. O altro. Questa soluzione sicuramente piacerà a qualcuno, a me delude non vedere le vestigia per intero.
E tra l’altro: com’è possibile che a interrompere la forma della ellisse sia rimasta in piedi quella catapecchia fatiscente sul lato Conca del Naviglio: di chi è? Chi ci sta se ci sta qualcuno? Demolendola, qualsiasi soluzione si fosse adottata, su tutta la via si sarebbe potuto aprire una vista intera sul parco. Un obbrobrio, il vero obbrobrio di questa roba che non sa ne di carne ne di pesce.
Non erano né orti né sterpaglia era un parco con prati e alberi aperto al pubblico entrando dal chiosco di via de Amicis. Infatti trovo incredibile che il Comune affidi un’area a parco alla sopraintendenza e non si preoccupi minimamente che,con la scusa che gli alberi non possono stare accanto ai resti, si cambi poi il progetto annunciato passando dal progetto interamente green tanto sbandierato, alla cementificazione di ampie parti del suolo e alla palificazione di tutto il perimetro. Quando verrà restituito al Comune sarà un “parco” solo di nome.
Peccato che sarà un luogo inaccessibile d’estate.. ormai non si può prescindere dalle considerazioni sul clima quando si progettano gli spazi aperti chissà quando se ne renderanno conto gli organi pubblici..
I Romani (quelli antichi) forse a fare l’anfiteatro vero e proprio ci misero di meno che noi a fare sto accrocchio
Tolti i cipressi rimane il nulla.
Grazie soprintendenza utile davvero
Opus inanis, pecunia perdita.
Hortus verus et pulcher ex urbe sublatus est.
Absit iniuria verbis…
Spero che mettano qualche albero. Mi viene caldo già solo a veder le foto…
Non essendoci un filo d’ombra usano ombrelloni da spiaggia sulle aree che hanno cementificato per proteggersi dalla calura, uno spettacolo deprimente. Dopo aver certificato tutta la ellisse centrale e tutto l’anello esterno, ora è il turno dei 6 setti radiali. Intorno a tutto questo cemento non è stato piantato un singolo albero.