Milano, Crescenzago.
Settembre 2026. Dallo scorso gennaio è finalmente completata anche la nuova piazzetta di via Adriano 1, nel cuore storico di Crescenzago, anche se per vederla effettivamente libera dalle cesate di cantiere è stato necessario attendere ancora parecchi mesi.
Ci troviamo a due passi da piazza Costantino, dove sorge ancora l’edificio dell’antico Municipio di Crescenzago, e dal Naviglio della Martesana, in un punto dalla conformazione urbana piuttosto particolare: qui via Meucci si biforca a Y, formando anche il piccolo “vicolo” Meucci, per poi incontrare via Adriano. Proprio al centro di questa biforcazione si trova il lotto oggi occupato dalle Residenze Lumière.

Un luogo che, peraltro, ha una sua piccola storia. Prima di diventare per molti anni un terreno incolto, occupato in parte da piccoli capanni e magazzini, qui sorgeva Villa Sada, una villetta dei primi del Novecento demolita negli anni Sessanta. Dell’edificio non rimase praticamente nulla, ad eccezione dei quattro pilastri dell’antico cancello d’ingresso, due dei quali ancora caratterizzati dalle sfere decorative poste alla sommità. Piccole tracce rimosse definitivamente all’avvio del cantiere per il nuovo palazzo.


Nel 2024 si era conclusa, non senza polemiche, la costruzione del complesso residenziale Palazzo Residenze Lumière, un edificio dall’aspetto decisamente monolitico e dall’architettura estremamente contemporanea, inserito in un contesto delicato come quello dell’antico borgo di Crescenzago, a pochi passi dalla Martesana e da via Padova. Una collocazione che, proprio per il forte contrasto tra il nuovo edificio e il tessuto storico circostante, aveva suscitato negli anni diverse critiche e discussioni.

Alla conclusione del cantiere mancava però ancora un tassello importante: la sistemazione dello spazio pubblico antistante l’edificio, compreso tra i due bracci della biforcazione di via Meucci verso via Adriano. Per ragioni burocratiche, i lavori della piazzetta sono iniziati soltanto nel 2025 e si sono conclusi lo scorso gennaio. Per la definitiva approvazione da parte degli uffici tecnici comunali e la conseguente rimozione delle cesate, tuttavia, si sono dovuti attendere altri nove mesi.
Ora finalmente la piazzetta è visibile e fruibile nella sua interezza.
Il risultato è uno spazio pubblico molto semplice, geometrico ed essenziale, che per certi versi potrebbe ricordare un piccolo angolo di Giappone calato nel cuore di Crescenzago. La superficie è quasi interamente pavimentata con cubetti di granito, interrotta da quattro giovani alberi — che sembrerebbero essere frassini, probabilmente Fraxinus angustifolia (non siamo esperti di botanica) — accompagnati da due lunghe panche in pietra e dai nuovi lampioni.
Un intervento ordinato e certamente migliore del terreno incolto che per anni aveva caratterizzato questo angolo, ma che, a nostro avviso, avrebbe potuto osare qualcosa di più sul fronte del verde. Alberi di maggiori dimensioni e qualche aiuola avrebbero reso lo spazio più accogliente, contribuendo anche a mitigare la grande quantità di superficie minerale.
D’altronde si parla sempre più spesso della necessità di rendere Milano una città più verde, permeabile e capace di affrontare le estati sempre più calde; poi, quando si arriva alla realizzazione concreta di molti piccoli spazi pubblici, a prevalere sono ancora una volta pietra, cemento e superfici pavimentate. Ed è proprio sommando interventi di queste dimensioni che si potrebbe, invece, cominciare davvero a cambiare volto alla città.



















- Referenze fotografiche: Roberto Arsuffi
- Crescenzago, via Meucci, via Adriano, piazza Costantino, Martesana, Lumière, Cantiere, Progetto
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“Bisogna usare materiali che riducono le temperature. E il comfort non deve essere solo termico ma anche sociale”
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Personalmente preferisco enfatizzarne i lati positivi e, avendo vissuto per 10 anni in via del Ricordo, che e’ a 100 metri da li, posso dire che secondo me l’intervento e’ fatto davvero bene. Il contrasto col contesto lo trovo positivo, equilibrato sia da un punto di vista cromatico che di proporzioni. Lo stile moderno e minimalista lo vedo complementare sia alle semplici palazzine novecentesche che lo circondano che alla bellissima villa pallavicini, elegante e sobria. Per quando riguarda i frassini aspettiamo che crescano un po’, di solito belli frondosi, per capirne l’impatto reale sulla piazzetta. In generale il fatto che l’abbiano lasciata libera da aiule lo trovo probabilmente un punto positivo perche’ e’ piccola e ulteriori decorazioni potrebbero essere piu’ di intralcio che benefiche.
SPOILER :
Esistono N applicazioni per identificare le essenze arboree
Che specie sono?
Se crescono bene e non vengono lasciati morire giovani hanno il potenziale di creare una discreta isola d’ombra in un decennio circa,
Certo si poteva accelerare il tutto di un paio di anni.
almeno non diventerà l’ennesima latrina per cani come tutte le aree verdi di piccole dimensioni
fermate Sala vi prego