"Anche le città hanno una voce" — Segnalazioni, bellezze, architettura, storia e altre curiosità urbane.

Milano | Rogoredo-Santa Giulia – Il progetto Spark 1-2-3-4-5

Tra Rogoredo e Santa Giulia, vicino al complesso Sky Italia, stanno prendendo forma due edifici, Spark One e Spark Two che saranno completati entro la fine del 2021 e saranno il primo tassello per un nuovo “Business Centre”, centro direzionale, di rilevante importanza.

Infatti attorno agli edifici Sky si trovano ancora alcune aree dismesse e in attesa di ulteriori sviluppi, in tutto, compresi i due lotti in costruzione, copriranno un’area di circa 200mila metri quadri complessivi.

Il colosso australiano Lendlease con Risanamento un mese fa circa ha esercitato l’opzione di acquisto del complesso Sky per il valore di 262,5 milioni di euro. Operazione che se portata a termine passerà gli edifici Sky nel portafogli di un fondo immobiliare in fase di costituzione con base asiatica.

Spark (scintilla in inglese), come dicevamo, ha cominciato con una prima parte (1 e 2), già in fase di realizzazione nel settore ovest, ma seguirà anche un nuovo comparto sempre per uffici, a nord del Complesso Sky, con Spark 3 – 4 – 5, in via Francesco Pizzolpasso e via San Mirocle, la cui variante è in corso di approvazione e l’ok definitivo è atteso entro la fine dell’anno.

Il complesso ancora in progetto, dovrebbe avere una superficie di circa 50mila metri quadri ad uso terziario con spazi commerciali al piano terra e dovrebbe venire completato entro la fine del 2023.

Gli edifici avranno i più alti standard di efficienza energetica e sostenibilità per diventare posti dove lavorare al meglio con le più innovative regole del mercato.

Nell’area dovrebbe prender forma anche il nuovo Campus del Conservatorio di Musica, il nuovo campus avrà metà della superficie a verde, un grande auditorium da 350 sedute per i concerti, un bar e un ristorante, decine di aule e laboratori all’avanguardia, sale prova, fab lab, co-working e uno studentato da 200 posti letto, il tutto col recupero della storica Palazzina “Ex chimici”, tutto ciò che resta delle acciaierie Redaelli.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


10 thoughts on “Milano | Rogoredo-Santa Giulia – Il progetto Spark 1-2-3-4-5

  1. Und Tschüss

    Non che non si sappia ma un articolo di oggi su Repubblica Milano si accenna che le aziende vogliono liberarsi del 50% degli spazi negli uffici e su sa da tempo che questo sarà il futuro. Pare che gli unici a non saperlo siano i progettisti e i costruttori…

    1. Anonimo

      e certo, loro lo sanno da tempo…con tanto di cifre e percentuali!
      ma per piacere… è sufficiente un virus per rimettervi tutti coi piedi per terra

      1. Anonimo

        La tendenza a passare al lavoro agile era iniziata già prima, la pandemia ha solo accelerato le cose, come con l’e-commerce vs negozi fisici.

        Sono un consulente ed entro in molte aziende, già prima ce n’erano tante dov’è non c’è più la postazione fissa per ogni dipendente, ma postazioni condivise che i dipendenti prenotano, lavorando in parte da casa in parte in ufficio.

        Personalmente ritengo che il futuro sarà questo mix. Come le videoconferenze durante il confinamento hanno dimostrato, non tutto si può fare altrettanto bene da remoto.

    2. Anonimo

      Le aziende vogliono liberarsi degli uffici perchè è più conveniente che “l’ufficio” ce lo metta il lavoratore di tasca sua (il tavolino col PC in camera da letto).

      Se il grande quartiere ad uffici è morto come pure il grande centro commerciale, è possibile che il futuro siano luoghi di aggregazioni, studio, lavoro, svago decentrati nei quartieri. Che potrebbero avere come nocciolo delle biblioteche comunali. Serie però, non quelle di adesso.

      Ma probabilmente ci arriveranno a breve i privati, come evoluzione del concetto di coworking e uffici temporanei.

      1. Anonimo

        Credo anche io che ci saranno tanto co-working medio-piccoli, sparsi in giro in cui il dipendente va a piedi per lavorare.

        E le biblioteche finalmente potrebbero diventare centro importante.
        speriamo

        1. Anonimo

          Bisognerebbe suggerire al Comune di fare una Biblioteca grande e seria a Santa Giulia.

          Con gli oneri di urbanizzazioni milionari degli uffici e tutte le case che han costruito negli ultimi 10 anni è assurdo che non sia stata prevista.
          Programmazione miope a mio parere.

  2. Anonimo

    Nessuno fermerà il rinnovamento della città. Una città deve rinnovarsi, si costruiscono nuovi uffici in aree strategiche con grandi connessioni di trasporto pubblico e si liberano i vecchi palazzi ad uso ufficio che sono ormai obsoleti e che possono diventare nuovi spazi commerciali (vedasi i palazzi del Cordusio) o perché no, abitazioni o alberghi.
    Smettere di costruire e innovare è sbagliato, è sbagliato costruire dove non si dovrebbe: in aree agricole e in aree lontane da infrastrutture preesistenti o previsti di trasporto pubblico.

  3. Anonimo

    Ancora a parlare di questo pseudoquartiere, dove le magagne e i problemi sono superiori a tutti i progetti in ballo… non ultimo i gabbiani (i GABBIANI!!!) stanziati in via Manzù… quartiere costruito solo per speculare, senza verde (il trapezio è un parco?!? In 10 anni gli alberi sono rimasti come prima, causa dello strato di plastica posto a protezione della terra superficiale), senza aree cani, senza supermercati, banche atm, il nulla insomma… ora pure gli uffici: mi domando ma l’area in medici del vascello? I rom a Bonfadini? Le pizze serali? Lendlease lo Sto arrivando! Di tutto ciò???

  4. Anonimo

    Bah, Santa Giulia progetto sempre più al ribasso, da quello di Foster a questa roba: si è passati da un bel piano urbanistico ad uffici banalissimi, il tutto slegato e a pezzi, la sede di Sky è terrificante, non ci sono servizi, la Paullese non è collegata con il quartiere, i parchi promessi non ci sono, a questo punto meglio roba come Cascina Merlata , meno ambiziosa, ma concretamente più vivibile.
    Peccato, un’occasione persa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.