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Milano | Porta Volta – Cantiere Museo del Design: inaugurata Piazza Compasso d’Oro

Da oggi si chiama “Piazza Compasso d’Oro – Premio Internazionale di Design” la piazza verde ad uso pubblico a Porta Volta, tra via Ceresio e piazzale Cimitero Monumentale realizzata nell’ambito dei lavori per la nuova sede dell’Associazione per il Disegno Industriale (ADI) e della sua Fondazione, che ha in dotazione la storica collezione del Compasso d’Oro.

Sulla piazza, aperta l’anno scorso e progettata dall’architetto Alessandro Sassi, si affaccia l’edificio in stile liberty denominato “Tram a Cavalli”, realizzato nel 1884 e destinato ad ospitare presto le attività no profit dell’Associazione per il disegno Industriale. Il “premio Compasso d’oro” è un importante riconoscimento che viene assegnato dall’Associazione per il Disegno Industriale ADI con l’obiettivo di premiare e valorizzare la qualità del design italiano. 
La cerimonia di intitolazione ha avuto luogo questa mattina 9-9-2020 alla presenza dell’Amministrazione comunale.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


30 thoughts on “Milano | Porta Volta – Cantiere Museo del Design: inaugurata Piazza Compasso d’Oro

  1. Anonimo

    Non so, questo papocchio di stili diversi accostati senza un’apparente logica continua a lasciarmi molto perplesso, per non parlare di quanto è banale e anonima la palazzina uffici. Da un museo del “””design””” davvero ci si aspettava qualcosa di meglio.

    1. Anonimo

      Vetri specchianti,infissi neri,muri gialli, spianate senza forma, alberi messi dove e come, illuminazione da autostrada, panchine pulite e scomode….non c’e’ grazia e atmosfera in questo luogo senz’anima….chi ci vuole sostare e vivere in un posto tale?

    2. Anonimo

      Mi sa che nessuno che commenta ci sia stato… eh già questo é un po’ da sfigati… la palazzina di fianco al Museo é molto bella dal vivo, idem l’insieme tranne il verde ma si vede che é appena impiantato

      1. Anonimo

        Se guadagni il pane per la tua famiglia facendo l’Architetto, non puoi pretendere che quel che fai sia “bello” solo se ci vai (e magari te lo spiegano pure)

        Nel 21 secolo un Museo del Design si spera che possa essere bello e significativo anche in foto. E questa stanca imitazione del Centro Colleoni, non lo è, mi spiace.

  2. Anonimo

    Piazza??? Sembra uno spazio buttato li senza troppa attenzione…deludente….il cartello piazzato nell’aiuola e’ veramente il top dell’approssimazione…..

  3. Anonimo

    Onestamente, sembra lil giardinetto davanti ad un complesso di uffici dell’hinterland costruito negli anni 90.

    L’ingresso (ultima foto) mi sembra poi abbastanza raccapricciante.

  4. Anonimo

    Deludente risultato… sistemi di lluminazione veramente non adatti al luogo…il segnale col nome pffff…panchine piazzate davanti ad aiuola rialzata che avrebbe gia’ di per se funzione di seduta…premio internazionale…mah….

  5. N

    sempre bellissima Tbilisi
    credo che la Georgia sia nella direzione giusta per riqualificare la propria capitale anche se il progetto non sarebbe assolutamente accettabile in qualsiasi città eu…

    ….

    ….Ah

    ….hai detto Milano?

    ….nuovo centro direzionale…. capisco

    come come come…..Piazza del Design…..

    …..

    ma VAFF… VOI, PARK, SASSI e COMPASSO di STA CEPPA
    Per fortuna la Triennale ha aperto il vero museo del design Italiano e quando i turisti chiedono bisogna spedirli la!

    è semplicemente vergognoso tutto il progetto di questo angolo di città.

    1. Maurizio

      Direi che i commenti, unanimi, dicono tutto, inutile infierire oltre.
      Aggiungo solo una considerazione generale: quand’è che chi decide a livello comunale sui vari interventi capirà che non basta un rendering di progetto (sempre carino sulla carta ma completamente incoerente con il risultato reale finale) per fare un intervento serio e valido?
      Sù, architetti, uscite dal concetto facile della “piazza tutto cemento”, che va tanto di moda oggi, potete fare di meglio…

      1. N

        e nello specifico – per tutto il progetto di riqualificazione tra Bramante, piazza cimitero Monumentale e sto schifo
        anche i RENDER facevano cagare.

  6. tatino pensabene

    E’ la versione cinese di un progetto. Tutto sbagliato da fare imbarazzare pure i cinesi. Solo che i cinesi ci mettono una notte. E sono diventati bravini….
    Per il compasso d’oro e il museo del design, mi sembra una bella mer.. Non si può’ sintetizzare diversamente!

  7. Anonimo

    L’hotel è ancora peggio, sembra il Centro Colleoni ad Agrate Brianza, e il condominio all’angolo di Procaccini (sempre parte dello stesso PII) neanche a Berlino Est negli anni 70

  8. Anonimo

    Ottimismo e positività nei commenti. A voi chiedo, linkereste qualche esempio di intervento che vi piace, paragonabile per contesto e per budget, giusto per avere idea di cosa avreste progettato voi o voluto al posto di ciò che è stato fatto?
    Io ammetto di non avere,come tutti voi sopra, una laurea in architettura con master in landscape design, esperienza all’estero in studio di archistar ecc quindi il mio giudizio è molto più basico. La piazzetta è, a mio modestissimo parere, molto piacevole, un angolo di città tranquillissimo e silenziosissimo in cui mi capita spesso di fermarmi. Ci si sente per un attimo lontano dal caos di rumore, inquinamento e traffico dell’autostrada urbana che passa davanti al Monumentale, per me già questo è bellissimo.

    1. V.

      quote: “Ci si sente per un attimo lontano dal caos di rumore, inquinamento e traffico dell’autostrada urbana che passa davanti al Monumentale, per me già questo è bellissimo.”

      In pratica la stessa sensazione che si prova in Piazza Gino Valle, altro “capolavoro” di questi anni.
      Se essere “ottimisti e positivi” a tutti i costi porta a cose così, è meglio un pochino di sana negatività che costringa committenti ed Architetti a lavorare meglio 😉

    2. N

      La mediocrità del progetto sarebbe perdonabile solo se fosse il museo della carta stagnola oppure il museo delle lettiere per gatti.

      Stiamo parlando del Museo del Design, il compasso d’oro – illustre onoreficenza a chi attraverso il proprio lavoro ha rivoluzionato (o cercato di) la storia del Design.

      Praticamente gli Oscar nostrani del design.

      Stiamo parlando di Milano, città che vanta o cerca disperatamente di mantenere, la nomea di città del Design.

      Siamo nella piazza del Design.

      adesso – io non so quale budget ci fosse e trovo lodevole la volontà di riqualificare uno spazio industriale preesistente.
      ma non bisogna andare molto lontano per rendersi conto che questo progetto è di una banalità e bruttezza imbarazzante.

      Sempre per le considerazioni fatte in precedenza.

      Sono incazzato nero perchè hanno devastato una zona bellissima
      tutti i progetti fatti, dall’Hotel Viu a le case ad angolo su piazza Monumentale e per finire questo orrore – sono tutti progetti che hanno bloccato, scucito dal contesto una zona che ha ancora fortemente un anima novecentesca.

      tirare righe con un righello, fare un praticello rialzato, buttare due panchine o ridipingere un edificio – non è fare architettura.
      E non si può pensare che dopo tutta sta banalità erigere due monoliti (che verranno letteralmente devastati dalle tag) possa essere un guizza estetico che rivoluzioni il progetto.

      questo è un progetto mafioso, come caltagirone e come tanti altri progetti
      dove non ci sono bandi dove si fanno fare le cose agli amici degli amici.

    3. Maurizio

      Anonimo delle 6.47, al tuo cortese e rispettabile post hanno già risposto in molti, spiegando quello che non funziona in questo progetto: la solita pavimentazione, la solita illuminazione, le solite panchine, tutta la solita sciatta normalità di questa come di tante altre piazzette viste negli ultimi anni. come se non ci fosse voglia di sforzarsi per trovare soluzioni fuori dagli schemi, che facciano dire almeno un “però!”. aggravante: questo è il museo del design…
      vorrei anche approfittarne per smentire una volta per tutte questo mito che qui c’è gente che è solo capace di criticare. se ci sono begli interventi, come quello dell’anfiteatro, per esempio, lo si dice con gioia. questo è uno dei pochi siti di appassionati che amano Milano e che la vorrebbero perlomeno “decente”, e che quando vedono un “non luogo” come piazza Gino Valle si indignano. qui c’è ancora qualcuno che ha la forza di indignarsi, incredibile…

  9. Anonimo

    Vetri specchianti,infissi neri,muri gialli, spianate senza forma, alberi messi dove e come, illuminazione da autostrada, panchine pulite e scomode….non c’e’ grazia e atmosfera in questo luogo senz’anima….chi ci vuole sostare e vivere in un posto tale?

  10. Eugenia

    Complimenti, esteticamente molto bello. Interessante l’accesso alla piazza. Un luogo in cui viene voglia di sostare e sospendere per un attimo i ritmi frenetici. Gli alberi fioriranno…

  11. Anonimo

    Caro V, piazza gino valle è parte di un bel progetto, intelligente e ben eseguito nell’arco di oltre un decennio. Il masterplan comprende il centro commerciale portello, il verde del parco alfa romeo-portello e le residenze parco vittoria. Se ti riferisci al fatto che la piazza non è molto frequentata, cosa che personalmente considero un pregio in una città fin troppo densa, dipende dalla pressione demografica degli isolati che la circondano (circonvalla a 6 corsie, viale scarampo 6 corsie, fiera chiusa). Sì, come dici tu è un progetto rappresentativo di uno stile molto preciso degli anni ’90 del secolo scorso, un arricchimento urbanistico per la città. La tua sagacia merita altri obiettivi. Saluti

    1. Anonimo

      I posti ben progettati attraggono i fruitori anche da zone limitrofe…diamo il tempo a questo progetto di essere conosciuto e poi possiamo giudicare se piace…in generale ci sono altre piazze…portello…che sono deserti urbani…le piazze italiane,per tradizione,sono spazi pubblici dove edifici, funzioni, proprzioni, prospettive, materiali,arredo, illuminazione tutti giocano un ruolo nel rendere lo spazio aperto gradevole ed invitante…aspettiamo allora di vedere cosa succedera’ nei prossimi mesi con gli edifici aperti…con il movimento delle persone, vedremo se useranno la piazza solo per attraversarla o per utilizzarla….forse il museo ha in programma delle funzioni esterne??? Probabilmente l’occasione persa e’ stata quella di non far esprimere piu’ designer di spazi pubblici e arredo urbano insieme all’architetto in questione….molte critiche sono costruttive…al museo del design si deve arrivare attraverso spazi che annunciano e complementano il museo….questo vale sempre e comunque, ma in questo caso ancora di piu’….

    2. Anonimo

      Non è questione di sagacia o di dialettica da tastiera: Piazza Gino Valle è un posto che piace poco ed è frequentato ancora meno.

      Che sia stata progettata con molte più pretese “artistiche” di quella del compasso d’oro è probabilmente vero.
      Che sia stata “arricchimento urbanistico per la città”, non lo credo.
      Ma se mai fosse ancora li fra 100 anni (cosa di cui dubito), magari lo decideranno i nostri discendenti. Sempre che nel frattempo non l’abbiano sventrata per trasformarla in un posto bello e godibile. 😉

  12. Anonimo

    Ma avete visto di sera l’illuminazione dalla strada?

    Comunque l’hanno appena aperta, di giorno spesso c’è gente che ci fa la pausa pranzo o ci passeggia.

    Fino a ieri era chiusa per metà dai cantieri quindi vedremo… servirà molto per gli eventi, non é una piazza in mezzo a un quartiere residenziale pieno di gente, anzi é ai limiti, tra cimitero e centrale Enel…

    Una piazza di appoggio agli uffici dell’isolato e al museo che sono importanti per Milano… oltre che un appoggio verde per chi la vuole raggiungere… una progettazione per un uso non legato solo al quartiere come invece sarà l’altra di via Niccolini con area gioco e tavolini per giocare a carte che già si intravede…

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