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Milano | Porta Vittoria – Al via il cantiere per il nuovo Parco Pubblico di via Monte Ortigara

La nuova area verde di 40mila mq sarà in continuità con Largo Marinai d’Italia, fine lavori entro primavera 2021

Finalmente, Porta Vittoria volta pagina. Sono partiti ieri i lavori per la realizzazione del nuovo parco pubblico, attesissimo dal quartiere e simbolo di un piano urbanistico che dopo le lunghe vicende giudiziarie sarà finalmente portato a compimento. Dopo le bonifiche, entra quindi nel vivo la fase operativa che entro la primavera del 2021 porterà una nuova area verde in continuità con Largo Marinai d’Italia, nell’ambito del Programma Integrato di Intervento per la riqualificazione delle aree dell’ex scalo ferroviario di Porta Vittoria che si estendono tra viale Umbria, via Monte Ortigara e viale Molise in capo a Prelios SGR S.p.A.

Nel mese di settembre si provvederà alla demolizione delle strutture tecniche presenti e agli interventi di completamento della bonifica di una porzione del parco, per poi procedere, dalla seconda metà di ottobre, alla modellazione altimetrica dei terreni, alla realizzazione dei lavori impiantistici interrati e successivamente alla stesa dei terreni di coltivo, necessari per la piantumazione di arbusti, alberature e prato, oltre alla realizzazione di camminamenti, aree per il gioco e per il relax.

Il parco, che si estenderà per circa 40mila mq, rientra tra gli interventi di urbanizzazione previsti dal PII, che prevede anche la realizzazione di edifici a destinazione residenziale, il cui completamento è previsto entro giugno 2021, e direzionale, oltre a strutture ricettive e commerciali (esercizi di vicinato e di media struttura) per un dimensionamento complessivo pari a 44.000 metri quadrati di SLP. E’ inoltre prevista la realizzazione di un centro sportivo nell’area oltre viale Molise a servizio del quartiere.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


20 thoughts on “Milano | Porta Vittoria – Al via il cantiere per il nuovo Parco Pubblico di via Monte Ortigara

  1. lisander

    Maran aveva annunciato a fine giugno che i lavori sarebbero iniziati entro l’estate, si certo a 4 giorni dall’inizio dell’autunno…………! Chapeau!
    Visto e considerato che hanno un anno e mezzo di ritardo (poichè l’annuncio di inizo lavori in assemblea pubblica era del dicembre 2018), piu’ i ritardi accumulati negli anni precedenti c’è poco da gioire, ahimè, ma tant’è, mancano 9 mesi all’elezione del nuovo sindaco e questo annuncio alla spicciolata mi sembra una spudorata mossa pre-elettorale col solo scopo di agguantare qualche voto in piu’, mi auguro pero’ che i cittadini non siano cosi fessi da farsi irretire da questa compagine di mediocri sinistri!

    1. sd

      Ma cosa diavolo c’entra il Comune con dei lavori di un privato? Porca miseria, ‘sta fissa che avete di dare la colpa a Maran di ogni cosa. Il limite che l’azienda privata aveva per iniziare i lavori prima che il Comune potesse diffidare era Settembre e così è stato. Inoltre da quello che scrivete è chiaro e tondo che non sapete nulla della tormentata storia di quell’area, dalle delinquenze di Coppola in avanti.

      Ma del resto uno che parla di “mediocri sinistri” come un Libero qualsiasi non è neutrale…

      1. lisander

        Gentile sd, penso e scrivo con cognizione di causa, poichè abito in quella zona e ho vissuto e vivo le tormentate e grottesche vicende del cantiere di porta vittoria, infatti l’11 dicembre 2018 ero presente anch’io all’assemblea pubblica voluta dal comune per la presentazione del progetto ed annunciare l’imminente inizio dei lavori (febbraio-marzo 2019), presenti l’assessore Maran e la proprietà attuale, i quali con grande enfasi e malcelato orgoglio presentavano il rendering, come fosse stato partorito in pochi giorni; orbene, se organizzi un’assemblea pubblica davanti a una platea di centinaia di cittadini devi avere a monte già appianato tutte quelle eventuali ulteriori grane e cavilli legali che possono scaturire da un progetto di tale portata, quindi stante il tempo trascorso prima (20 anni!) e i falsi roboanti annunci dopo, o Maran era in malafede oppure l’attuale proprietà mentiva spudoratamente, circuendo e bleffando il comune e i cittadini; fatto sta mio caro che i lavori partono (forse) con piu’ di un anno e mezzo di ritardo (certo intanto noialtri residenti siamo abituati alle panzane di certa politica) e questa è un’evidenza macroscopica, c’è poco da dire, staremo a vedere; per quanto riguarda il mio orientamento politico non sono affatto neutrale, anzi, e perchè mai dovrei esserlo………..sono fieramente e orgogliosamente schierato dalla parte giusta se proprio lo vuoi sapere, perchè chi pecora si fa il lupo se o mangia!

    2. Anonimo

      Davvero subdoli questi assessori che cercano di completare quanto più possibile entro lo scadere del loro mandato… sono diabolici ma il popolo non ci casca….

      Complimenti x l’articolata pippa mentale.

    3. Anonimo

      Quindi secondo il tuo articolato ragionamento politico un assessore deve smettere di lavorare nei mesi antecedenti alle elezioni perché altrimenti è uno scandalo e lo fa solo per le elezioni?
      La storia di quell’area e i veri motivi dei ritardi la puoi reperire facilmente anche qua su UF ma immagino sia più facile scrivere commenti indignati perché internet serve a questo, non certo ad informarsi.

  2. Maurizio

    Al di là di puerili polemiche “destra-sinistra”, che qui non interessano, mi auguro che le interferenze con il sottostante passante non impediscano un parco “vero”, con alberature importanti e profonde. Qualcuno ne sa di più?

  3. filippo

    Beh se conoscete un po’ la storia di Milano degli ultimi vent’anni dovreste almeno riconoscere che le ultime due giunte – Pisapia e Sala – han provato a far qualcosa per rimediare al disastro che Albertini e Moratti-De Corato avevano creato a questa città. Centinaia di cantieri aperti e mai finiti con progetti faraonici mai portati a termine con centinaia di appalti per parcheggi e soluzioni private (ATTENZIONE non pubbliche) falliti e rimasti a metà – vedi Darsena, o i cantieri di piazza Bernini e Rio de Janeiro e soprattutto Porta Vittoria.
    Qui almeno si restituisce un pezzo a tutti, con un’opera pubblica, di verde (non cemento) che possiamo usare tutti.
    Mi piacerebbe poi che si avessero giudizi altrettanto critici verso gli appaltatori, ditte private, che vincono le gare pubbliche al ribasso e poi falliscono lasciando alla comunità voragini e disgrazie.

    1. _

      E’ il solito post fazioso e inutile.

      E’ vero che i due mandati di Pisapia e Sala hanno chiuso molti dei progetti aperti dai 3 mandati di Albertini e Moratti, di cui alcuni versavano in condizioni “difficili”

      Ma è anche vero che la quantità di progetti “pesanti” aperti da Albertini e Moratti sono stati di un paio di ordini di grandezza di più di quelli dei successori.

      4 Sindaci con stili diversi, ma volete lamentarvi??
      Trovate un altra città ribaltata come lo è stata Milano dal 1997 a oggi. Io son fiero di tutti e 4.

      1. filippo

        Me ne elenca alcuni dei progetti di Albertini-Moratti?
        La Fabbrica del Vapore?

        Pisapia ha inaugurato anche importanti assegnazioni tramite bandi pubblici – non concessioni dirette come Moratti ha fatto su Forlanini per un campo da golf! (concessione trentennale) – che hanno dato respiro, progettualità e lavoro a luoghi abbandonati (Base, Mare culturare urbano, Santeria, tutti immobili pubblici da tempo abbandonati oggi realtà vive e frequentate).

        Poi Pisapia non è un esponente del Pd fino a prova contraria, Sala nemmeno. Sostenuto da coalizioni di centro-sinistra.

        Eh sì grazie a mentalità meno arcaiche e conservatrici (vedi De Corato) la città è tornata a vivere. Ma dal 2011, nel 1997 è stata affossata.

          1. Anonimo

            Invece è un intervento rivelatore: non saper vedere oltre il proprio ombelico è una cosa molto tipica di noi Milanesi.

  4. Andy

    La cosa preoccupante sono quegli orrendi palazzoni bianchi che da qualche anno svettano sul futuro parco. Architettonicamente sono orrendi perché fi sicuro sono il frutto della mente contorta di uno dei tanti architetti di sinistra, nati e cresciuti in ambienti rossi dove si andava avanti col 18 politico

    1. Anonimo

      Visto che sei sicuro, puoi informarti e cercare nome, curriculum e fede politica degli architetti e condividerli con noi…. altrimenti sembra che ne hai sparata una tanto x fare polemica ma senza argomenti reali. Sembra…

      Avremo un nuovo parco, questa è la notizia.

    2. filippo cecconi

      Uno dei palazzi è un’immensa Esselunga, proprietà Caprotti, quello di falce e carrello. Non credo siano esattamente “ambienti rossi”.

  5. lisander

    Caro Filippo, Albertini e Moratti hanno certamente avuto le loro colpe, forse quella di aver “osato” troppo, di voler proiettare Milano in una dimensione internazionale e farla uscire dal torpore in cui la città era piombata negli anni precedenti i loro mandati, come si suol dire “chi non risica non rosica”, quando apri cantieri di ampia portata come quelli visti in questi anni purtroppo devi considerare qualche “intoppo”legale o procedurale con inevitabili strascichi burocratici sulla durata dei tempi, ma va detto, la Milano che osserviamo oggi in certe zone è frutto forse di progetti visionari, ma che hanno sicuramente avuto una grande eco sull’immagine e sul rilancio della città; segnatamente al cantiere di P.ta Vittoria (io vivo nei pressi) l’area è stata oggetto di grandi proclami e finte partenze che è vero oggi forse si concretizzano con l’inizio dei lavori, ma dopo un tempo infinito e inacettabile, con un progetto sicuramente sostenibile e utile alla comunità ivi residente, ma che rinuncia a qualcosa (la BEIC), di ben altra portata e prestigio per l’intera città.Piazza Bernini è stata riqualificata in modo impeccabile rinunciando pero’ ad un congruo numero di box, che avrebbe decongestionato un quartiere soffocato e ammorbato da auto in sosta in strade assolutamente prive di qualsivoglia alberatura, per converso in Largo Rio de Janeiro dopo anni si è giunti ad una sistemazione esemplare con la costruzione di box interrati e conseguente risistemazione della piazza e di Via Juvara; non voglio dilungarmi oltre,poichè l’elenco è lungo, ma credo che Albertini e Moratti abbiano gettato le basi affinchè si costruisse la Milano che oggi possiamo contemplare.

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