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Milano | Mappe tematiche – La qualità urbana in città

Nei giorni scorsi sono state pubblicate diverse mappe statistiche elaborate per il Corriere della Sera sull’argomento della “Città a 15 Minuti“, ovvero la distanza percorribile a piedi per soddisfare ogni necessità (alimentare, servizi, sport, aree verdi, biblioteche, ecc…).

Noi da tempo stavamo lavorando a qualcosa di simile, ovvero una ricerca sulla nostra percezione della città. Girando spesso per cercare informazioni o fotografare cantieri e curiosità della mini-metropoli lombarda (che poi, se si conta l’area urbana di Milano, siamo oltre 4 milioni di individui) abbiamo potuto tastare con mano, in che stato si trovino le varie zone di Milano.

Così abbiamo elaborato 6 tipologie di mappa che cercano di focalizzare grosso modo il percepito in città e come questo influisce sul contesto.

Le mappe sono suddivise secondo le grandi zone che caratterizzano Milano e al loro interno si trovano al contempo quartieri molto degradati o tra i migliori della città, come ad esempio succede a San Siro, dove in piazzale Segesta possiamo vedere, a seconda del lato in cui guardiamo, la zona più “ricca” e la zona, forse, tra le più povere e degradate della città.

Qualità urbana

Iniziamo con la percezione della qualità urbana. Intendiamo, con questa, la sensazione che abbiamo camminando per le strade e osservando attentamente vie, palazzi, manutenzione, con anche uno sguardo al contesto sociale, così da avere un’idea di come sia il quartiere. In colore rosso ci sono le vie o le aree a nostro parere peggiori, degradate o fortemente bisognose di intervento; le aree in azzurro indicano luoghi in cui strade, palazzi e contesto generale appaiono buoni e quasi elitari.

Come dicevamo, abbiamo calcolato anche l’aspetto in generale delle vie nella nostra “ricerca”; così, ad esempio, abbiamo incluso tra le peggiori Largo Cairoli, Piazza Castello e Via Cusani, perché al momento sono abbastanza ‘lasciate andare’ e bisognose di intervento, così come lo sono anche via Mazzini, piazza Cavour o persino il piazzale di Pagano (un orrendo parcheggio), nonostante si trovino in aree in prevalenza colorate in azzurro. Naturalmente abbiamo anche calcolato la sensazione di sicurezza che si ha attraversando certe aree. Dobbiamo comunque dire che tutto sommato si tratta di cose di poco conto e alla fine non ci siamo mai trovati in esperienze da “Bronx”.

Ad ogni modo i quartieri peggiori a Milano sono, purtroppo, quelli delle case popolari gestiti da Aler, come Giambellino, SanSiro, le Case Bianche a Taliedo o quelle in via Gola (Navigli). A Est, ad esempio, abbiamo la vasta area dell’ex Innocenti (Lambrate), in buona parte in abbandono, così come l’ex Macello di viale Molise (Calvairate), ma entrambi in sentore di riqualificazione.

Alcuni aspetti delle aree “C” e “D”

Alcune immagini delle aree “A” e “B”

Qui di seguito alcuni dei quartieri peggiori di Milano, decisamente “D”.

Aree attrattive

Le aree attrattive sono le aree che attraggono gente sia per il commercio, sia per il lavoro, sia per il divertimento. Sono i veri fulcri dei vari quartieri, dove si concentrano le maggiori attività. Le altre aree, non segnate dal giallo o dal rosso, sono prevalentemente più “tranquille” e prettamente residenziali.

Aree di svago-food e commerciali

Le aree che abbiamo definito svago-food e commerciali, sono le aree dove possiamo trovare la maggior parte dei negozi (abbigliamento e altro) e la maggior parte dei servizi di ristorazione, pub e bar. Naturalmente le aree di maggior concentrazione per i servizi di “svago”, come appunto i ristoranti, li troviamo nella zona a ridosso della cerchia dei bastioni, l’area dei Navigli, l’Arco della Pace e l’Isola. Poi ci sono aree come attorno a via Marghera e via Carlo Ravizza (Porta Vercellina) che sono una buona alternativa ai più gettonati rivali.

Aree verdi

Le aree verdi a Milano sono parecchie, un po’ sparse e soprattutto concentrate nell’area sud-ovest, dove la parte maggiore la fa il Parco Agricolo Sud Milano. Abbiamo inserito anche le aree in fase di sviluppo degli ex scali e delle ex aree dismesse, con una buona percentuale destinata al verde che quindi giocherà una buona parte sul futuro delle zone. Naturalmente ci sono aree della città più verdi ed aree con minore presenza di parchi o giardini, che fanno la differenza.

Aree culturali e universitarie

Le aree culturali e universitarie sono condizionate dalla presenza di Università e istituti, ma anche da teatri, musei o grandi luoghi di cultura, come chiese o palazzi storici. Abbiamo segnato quelli principali.

Aree migliori dove vivere

Concludiamo con le aree dove, secondo noi, non è male vivere. Questo per vari motivi, che comunque sono e rimangono soggettivi. Sono le aree più “vivaci“, di più facile accesso grazie ai mezzi pubblici, dove ci sono più negozi di vicinato, belle vie, locali serali sotto casa, oppure dove la qualità urbana in generale non è male, con ampi spazi verdeggianti, come per il quartiere QT8, la Maggiolina o l’Arzaga.

Milano, come tutte le grandi città, si evolve, si modifica e cambia radicalmente nel corso dei decenni. Nei prossimi anni saranno riqualificati i vecchi e abbandonati scali (Farini, Romana, Porta Genova, per citarne alcuni); ampie aree come Piazza d’Armi o Sella Nuova con SeiMilano di via Bisceglie.
Ad esempio, tutta l’area a sud dello Scalo Romana sta subendo un rapido cambiamento e molto presto diventerà una delle aree più ambite, secondo la nostra valutazione. Così come le aree dell’Ex-Macello di Viale Molise a Calvairate, che, assieme al nuovo giardino di Porta Vittoria, ad esempio, vedrà rivalutata anche quella zona al momento fortemente penalizzata.

Attualmente pare che le aree geografiche di Milano più in voga e più “attrattive” siano quelle attorno alle Università; per esempio vicino alla Bocconi, a Porta Lodovica e Porta Vigentina, al Politecnico e alla Statale, in Città Studi, oppure alla Bicocca.

Poi ci sono aree che risultano attrattive e affascinanti sia per atmosfera che per vicinanza coi servizi ed al centro; come Porta Venezia (recentemente giudicata molto “cool” dalla rivista Time-Out), Porta Monforte, Porta Romana, Porta Magenta e via Sarpi (Porta Volta). Ma anche intramontabili, come le aree attorno a piazza De Angeli (Porta Vercellina) e via Monte Rosa (Fiera). Anche la parte settentrionale di Corso Sempione (la Bullona) sta vedendo una buona ripresa.

Purtroppo a Milano fanalini di coda, forse perché troppo lontane dal centro, rimangono zone come Crescenzago (anche se non è poi così male secondo noi), Cascina Gobba, Forlanini, Ponte Lambro, Rogoredo (anche se la riqualificazione della zona attorno alla stazione potrebbe portare nuovi cambiamenti), Boffalora, Muggiano, Quinto Romano e Figino persi, per fortuna loro, nel verde della campagna ma scarsi per servizi e tempo libero. Oppure come Roserio, ormai quasi dimenticato, sperando nella vicina riqualificazione dell’area ex Expo di Mind.

In compenso ci sono periferie che pare abbiano segni di crescita, come, nel settore Nord, l’area della Bovisa, il Nord Niguarda, Gorla, Adriano e Bicocca, mentre a Sud troviamo Giambellino e Lorenteggio, a Est Ortica e Lambrate.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


12 thoughts on “Milano | Mappe tematiche – La qualità urbana in città

  1. Anonimo

    La mappa di dove comprare casa (dove si vive meglio) è stupenda, me la guardo attentamente, visto che dobbiamo cambiare casa a breve.

  2. _

    Fatto molto bene e argomentato benissimo.

    Ma il Corriere non potrebbe assumere voi come collaboratori per le pagine dedicate a Milano? Darebbe una motivazione a comprarlo, come si faceva anni fa!

  3. Anonimo

    Sicuramente è lavoro interessante, ma le informazioni raccolte sono basate su sensazioni oppure vi è anche un lavoro dietro di raccolta e analisi di determinati parametri? Sarebbe interessante capire anche questo.

    1. _

      Mi ero domandato la stessa cosa, specie per la mappa dove chiaramente si parla di opinioni soggettive.
      A mio parere la cosa interessante di questo lavoro è proprio nell’aspetto “soggettivo” e quindi umano dell’approccio.

      Infatti definire dei parametri, pescare dati in un database e ordinarlo su una mappa è un lavoro che potrebbe fare (estremizzo) anche l’Università di Sidney – ossia persone che Milano manco l’hanno mai vista. Ed è questo il principale difetto dei “ranking internazionali” che ogni tanto leggiamo sui giornali e che lasciano sempre il tempo che trovano.

      Per fare un lavoro del genere invece devi essere di Milano ed usare molto le scarpe per andare in giro. Quel che perdi in pura oggettività lo guadagni tutta in aderenza alla realtà. Mio personale parere.

  4. Anonimo

    Che bel lavoro, molto interessante!
    Lo trovo molto utile soprattutto per quelle zone fuori dalla circonvallazione che per diversi motivi non si è soliti frequentare e che, incece, possono essere delle interessanti scoperte per poter diventare luoghi da vivere anche in virtù dei diversi progetti di riqualificazione in atto.
    Grazie per il lavoro di ricerca sul campo che fate ogni giorno.!

  5. Paolo

    Bel progetto ma ho alcune perplessità, principalmente dovute alle dimensioni della mappa che rendono difficile distinguere le singole vie.
    Io infatti risiedo in zona Chiesa Rossa e, nonostante alcune criticità e angoli poco curati, sono tutto sommato soddisfatto dello stato del quartiere.
    Non capisco bene se la zona sia segnata in rosso e in tal caso sarebbe davvero troppo.
    Il mio consiglio per articoli simili è quello di coinvolgere i lettori tramite questionari per aumentare le informazioni sulle varie zone, chiedendo direttamente ai residenti.

  6. Anonimo

    Un parametro interessante e che potreste aggiungere è anche il grado di congestione da traffico e la presenza di aree pedonali o vie dove i pedoni non sono penalizzati.
    Ho sempre sostenuto che il traffico e il parcheggio selvaggio siano due fattori che penalizzano molto un quartiere. Una delle cose che si dice per prima per valutare in bene una zona è proprio che è tranquilla e non è incasinata (e il casino lo creano auto e moto, difficile star bene se la notte si dorme male per il rumore delle auto)

  7. Anonimo

    Scusate l’OT: non sapete quanto e’ apprezzabile che su urbanfile i quartieri vengano vengano indicati con il loro nome.

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