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Milano | Città Studi – Cantiere nuova palazzina di Chimica di via Bassini: novembre 2020

Dopo mille polemiche nel quartiere e ricorsi, il cantiere per la nuova palazzina di Chimica del Politecnico di via Bassini a Città Studi, è partito alla grande, a quanto sembra.

Qui vi era un parchetto incastrato tra l’edificio attuale del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria e la via che porta a Lambrate. Uno spazio verde ad uso degli studenti dell’università e occupato in parte da uno spazio per i servizi del campus. Alcuni alberi presenti nell’area sono stati trasferiti altrove.

Dopo il completamento del nuovo edificio, verrà abbattuta la palazzina Enrico Fermi – CeSNEF Sezione Ingegneria Nucleare per lasciare posto al verde che renderà più ampio il pacchetto Smerlo di via Ponzio.

Qui di seguito le immagini della palazzina Enrico Fermi da demolire. Al suo posto sarà ampliato il parco Smerlo.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


2 thoughts on “Milano | Città Studi – Cantiere nuova palazzina di Chimica di via Bassini: novembre 2020

  1. GArBa

    la regolarizzazione della forma del verde è fondamentale per dargli “massa”, solo mi dispiace per la palazzina Fermi che è storica, ma per lo meno sono felice di aver potuto visitare la camera del reattore quando studiavo al poli.

  2. Paolo

    Scrivete: ” … verrà abbattuta la palazzina Enrico Fermi – CeSNEF Sezione Ingegneria Nucleare per lasciare posto al verde che renderà più ampio il parchetto … ”
    Non dimentichiamo però che l’ampliamento del parchetto verrà realizzato in tempi per ora non quantificabili. Infatti già da molti lustri il reattore non è più operativo, ma le procedure autorizzative, burocratiche, tecniche per bonificare quell’area dai residui radioattivi pare sia un’insormontabile complicazione.
    Senza questa bonifica scordiamoci che lì venga toccato un muro o un filo d’erba.
    Sarebbe possibile un approfondimento da parte di Urbanfile sulla questione?

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