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Milano | Taliedo – Un progetto per l’area militare di via Bonfadini 73

Nel distretto di Taliedo una vasta area appartenuta al demanio statale è stata messa in vendita a trattativa privata già nel dicembre 2013 e di proprietà di CPD (Cassa Depositi e Prestiti) Investimenti Sgr, presto verrà, si spera, acquistata, in compenso c’è già un progetto. Ci troviamo in via Bonfadini 73 a Taliedo.

Si tratta dell’Ex-magazzini di Commissariato Taliedo, utilizzato in passato dall’Aeronautica Militare principalmente come deposito mezzi e materiali e vi sono ancora presenti alcuni fabbricati ora in pessime condizioni, mentre altri due corpi di fabbrica nell’area centrale sono stati demoliti negli anni 70 e 80 del Novecento.

Dopo l’approvazione del progetto edilizio e urbanistico, l’area sarà mesa in vendita.

Al momento sono in corso i lavori di bonifica dell’intera area, compreso lo smaltimento di rifiuti contenenti amianto compatto.

Sul mensile Quattro (giornale di informazione e cultura del Municipio 4) sono stati pubblicati alcuni rendering del secondo progetto che dovrebbe venire realizzato nell’area Taliedo.

Qui di seguito i rendering dello studio MAB Arquitectura.

Potrebbe essere, assieme al nuovo quartiere di Merezzate, il volano per una riqualificazione di una delle zone di Milano più depresse. Parliamo di via Bonfaldini, dove sorgono diversi campi nomadi, via Medici del Vascello e Pestagalli, dove si trovano diversi edifici produttivi abbandonati da anni ormai.

La dimensione del lotto, di forma irregolare, supera i 50.000 metri quadrati, di cui 35.000 destinati a residenza, metà ERS (edilizia residenziale sociale) e metà privata. La seconda versione del progetto presentato (la prima avvenne nel 2017) prevede la collocazione della parte edificata nel margine sud-est dell’area, in diretta relazione con la via Bonfadini e nella zona più prossima al quartiere di viale Ungheria. La restante area lungo Via Oreste Salomone, a ovest e a nord, viene destinata a parco pubblico, dotato di spazi attrezzati, un servizio di quartiere, aree gioco e parcheggio. L’area attrezzata prevede un Centro sportivo con un edificio a un piano fuori terra posizionato nella zona centrale del nuovo parco e con una superficie costruita di poco superiore ai 1.000 metri quadrati.

Mentre l’edificio è pensato come una sorta di padiglione, con ampie porzioni vetrate in facciata, per favorire le viste sul verde e l’ingresso naturale della luce.

Per i tempi, per ora, non si sa ancora nulla.

Qui sotto due immagini della via Bonfadini all’altezza del civico 34, nel totale degrado.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


7 thoughts on “Milano | Taliedo – Un progetto per l’area militare di via Bonfadini 73

  1. Anonimo

    La cosa LOGICA adesso sarebbe costruire adiacente la stazione Zama della Circle Line.

    Ma credo che non si sia riusciti a farla entrare nell’accordo Comune-RFI per gli scali 🙁

  2. Andy

    La cosa pazzesca è che nonostante a Milano si diano avvicendate giunte di diversi colori nessuno sia riuscito a costruire abitazioni gradevoli alla vista. Non dico minicondomini di lusso, ma semplici palazzine di pochi piani architettonicamente gradevoli
    Esempio tipico è questo progetto. Ma ancora di più quello schifo di Cascina Merlata

  3. lisander

    Come sempre tra le immagini dei rendering, che offrono visioni bucoliche di bimbi che corrono spensierati nei prati con cagnolini che li rincorrono, e la realtà ce ne passa………….infatti occorre analizzare il contesto socio-urbanistico su cui quell’intervento verrà realizzato, che diversamente da quanto illustrato è tutt’altro che bucolico! Vi è al momento una cortina di edifici dismessi da almeno due decenni, prospicente via Pestagalli che grida vendetta, poiche’ è da anni occupata da sbandati, questuanti, tossici, rom ecc…che vivono in condizioni precarie e sanitarie allucinanti; nonostante cio’ pero’ hanno costruito proprio a ridosso di tali edifici un nuovo quartiere (Redo Milano), incuranti della situazione emergenziale che grava su quell’area!Ritengo quindi che prima di intraprendere qualsiasi nuova iniziativa immobiliare occorra prima bonificare/riqualificare e semmai demolire gli edifici suddetti, e non dimentichiamo che adiacente al nuovo eventale complesso residenziale vie è un campo nomadi e l’Amsa di via Zama, che proprio un campo di lavanda non è, e potrebbe confliggere pericolosamente dal punto di vista ambientale con le nuove residenze;va detto inoltre che vi sono poche infrastrutture a livello commerciale e retail (se non qualche negozio o piccolo supermercato di basso profilo) pertanto chi vi andra’ ad abitare dovrà poi spostarsi in auto, vanificando qualsiasi sforzo atto a contenere traffico veicolare e smog; insomma, e concludo prima di costruire l’ennesima cattedrale nel deserto (vedi l’adiacente Rogoredo Santa Giulia, l’esempio piu’ evidente di fallimento e pianificazione urbanistica), ci penserei bene!

  4. Giulio

    credo sia esattamente il contrario. Tutti quei mostri sono privati ed il comune può farci davvero poco. Si stimolano nuove costruzioni nel quartiere proprio per spingere quei privati a recuperare quegli edifici o quantomeno abbatterli.
    Condivido parzialmente quanto detto sull’aspetto commerciale. A giorni aprirà il nuovo supermercato di Merezzate ma manca ancora tanto.
    Su Santa Giulia, proprio ieri sono iniziati i primissimi lavori di bonifica.

  5. lisander

    Caro Giulio, tutta quell’area è estremamente problematica, e lo dico perchè ci ho vissuto, la cortina di edifici lungo Via Pestagalli è dismessa da piu’ di vent’anni, e il comune potrebbe almeno pretendere dal privato la messa in sicurezza degli stabili, oggetto come detto di occupazioni abusive documentate anche da alcune tv locali presenti sul territorio; operazione che evidentemente non è stata fatta, o quanatomeno non in tempi recenti; i disperati che occupano quegli stabili vivono infatti in condizioni igienico-sanitarie inaccettabili, e quindi la loro presenza costituisce anche grave pregiudizio a chi vive praticamente di fronte (meno di cento metri); oltre a cio’ consideriamo l’inquietante presenza del campo rom di Via Bonfadini (con tutto quello che ne consegue in termini di sicurezza e produzione di rifiuti che lor signori di certo non si preoccupano di conferire e smaltire correttamente!),vi è inoltre in Via Norico/Zama una ex scuola elementare abbandonata e occupata abusivamente dagli stessi soggetti di cui sopra, e infine il complesso Amsa di Via Zama, che certamente non è un bel vicino di casa; non vedo pertanto come il privato possa essere incoraggiato a costruire un nuovo quartiere residenziale con queste premesse……….a logica dico prima occorre bonificare e sanare tutte quelle situazioni limite e poi procedere, per non illudere i futuri residenti con chissè quali mirabolanti progetti di espansione (lo dico con cognizione di causa visto che ho vissuto a Rogoredo per nove lunghi anni non proprio idilliaci, dal 2001 al 2010, nel pieno dello scandalo Santa Giulia/Zunino Risanamento); l’aspetto commerciale è tutt’altro che promettente poichè Lidl non credo sia in grado di soddisfare appieno le richieste dei presenti e futuri residenti che sono e saranno probabilmente tanti; staremo a vedere!

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