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Milano | Guastalla – Cantiere Nuovo Policlinico: 1 dicembre 2020

Aggiornamento fotografico del primo dicembre 2020 dal cantiere del nuovo Policlinico in costruzione alla Guastalla. 

Il progetto è firmato dal team composto da Stefano Boeri, Gianandrea Barreca, Giovanni La Varra. Sorgerà nel cuore dei terreni del Policlinico di via Sforza e via della Commenda. 900 posti letto e un giardino sospeso sul tetto dell’edificio per un costo complessivo di 201 milioni di euro, di cui oltre la metà ricavati dalla valorizzazione del patrimonio immobiliare del Fondo Cà Granda, 30 milioni stanziati da Regione Lombardia e 36 milioni previsti dal Ministero della Salute. Le porte dovrebbero aprirsi al primo paziente per il 2023.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


3 thoughts on “Milano | Guastalla – Cantiere Nuovo Policlinico: 1 dicembre 2020

  1. Biagio

    A vedere queste foto si rinnova il rammarico per il giardino che avremmo potuto avere nel centro della città! Qualche giorno fa, su questo blog, Luca mi ha risposto che lì vicino c’e’ il giardino della Guastalla e non c’era quindi da recriminare. Successivamente mentre sempre sul blog si discuteva di piazza S. Agostino qualcuno ha fatto notare che lì vicino c’e’ il parco Solari e quindi non ci si doveva lamentare della spianata di cemento. Con una mentalità così diffusa penso che le spianate di cemento tipo viale Crispi ce le meritiamo proprio e ce le piazzeranno sempre più, tanto c’è sempre lì vicino un giardino grande quanto un fazzoletto.

  2. Anonimo

    Speravo avessero cambiato il progetto: il covid non ha insegnato niente?

    Gli ospedali non sono posti dove andare a socializzare sui giardini pensili sul tetto.
    Servono invece spazi grandi, modulari, segregabili in caso di epidemie, con ingressi differenziati.
    In una parola, funzionali. Non esercizi di sterile decorativismo in salsa greenwash.

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