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Milano | Chiesa Rossa – Pietro Lingeri e le case Economiche di via De Sanctis

Uno dei più ingegnosi e grandi architetti che hanno disegnato la Milano moderna, Pietro Lingeri, in collaborazione con Augusto Magnaghi e Mario Terzaghi, progettò le Case d’Abitazione Economiche Popolari per la Società VE.DE.ME, azienda manufatturiera tra il 1940 e il 1942 in via F. De Sanctis 20 nel distretto di Chiesa Rossa.

Le Case, due stecche inserite in un contesto fatto di palazzi del primo Novecento (se si pensa che vi è una differenza, in alcuni casi, di soli 20 anni), furono un tentativo da parte di Lingeri di definire un’immagine moderna di città, anche se per un complesso di piccole dimensioni.

Come sempre, il grande architetto, che ricordiamo ha realizzato, in collaborazione con altri grandi nomi, Casa Rustici di Corso Sempione o Casa Lavezzari di piazza Morbegno (NoLo), ha progettato con stile e originalità che ancora oggi, queste abitazioni, ormai quasi ottantenni, possono venir spacciate per moderne e contemporanee. Una lezione compositiva nei particolari e nei dettagli oltre che nell’impianto.

Ad un primo progetto che non potè essere realizzato per il divieto del regime di costruire edifici privati nel periodo di guerra. Solo nel 1942 veniva rilasciata la licenza edilizia grazie alla concessione in deroga rilasciata dal Ministero dei Lavori pubblici, poiché si trattava di abitazioni per il operai della VE.DE.ME, stabilimento che produceva tessuti per le Forze Armate.

Nel giugno del 1942 è lo stesso Lingeri a chiedere il nulla osta per alcune varianti al progetto iniziale, che di fatto stravolgeranno l’intero complesso.

Nel nuovo progetto due case in linea sono disposte una dietro l’altra lungo il lato breve del lotto, con i fronti più lunghi rivolti rispettivamente a nord e a sud, lungo via De Sanctis. Le soluzioni tipologiche e quelle adottate negli alzati presentano una certa analogia con la soluzione precedente. Composti da quattro piani fuori terra, i due fabbricati constano complessivamente di trentadue alloggi.

Due scale servono gli appartamenti che dispongono lungo il fronte nord camere da letto e soggiorni. In corrispondenza di questi ultimi è presente un balconcino aggettante dal filo di facciata, mentre il fronte sud è caratterizzato da piccole logge scavate nel corpo dell’edificio. L’immobile prospiciente via De Sanctis accoglie al piano terreno un nido d’infanzia e altri servizi di carattere collettivo e al piano cantinato (data la particolarità dei tempi) un ricovero antiaereo. Il portico dal ritmo alternato continua a caratterizzare il fronte principale del due fabbricati, alleggerendo il piano terreno.

Nel 1944 la rivista “Domus” pubblica le case appena completate: nell’articolo di presentazione Magnaghi dichiara che gli edifici non sono ‘né case popolari né case di lusso’ e che l’intento era stato quello di raggiungere ‘armonia di concetti e di funzioni, quindi armonia di forme’. In questa occasione viene reso noto lo studio delle altre due case, che sarebbero dovute sorgere nello stesso lotto. Aspetto interessante di questo nuovo progetto è la struttura a setti murari, che, interrotta al centro da due pilastri in cemento armato, permette estrema libertà nel dimensionamento degli alloggi.

Come in tutti i complessi residenziali progettati da Lingeri vi è “una particolare attenzione alla maestria artigianale”, una reinterpretazione in termini moderni, di avanguardia, ma anche conserva dei lati estremamente positivi di retroguardia: come la realizzazione di gelosie, l’immagine delle ringhiere e delle logge della tipica casa milanese”.

Fonte: maarc.it – BAGLIONE, C., SUSANI, E. (a cura di), Pietro Lingeri 1894-1968, con scritti di Avon Annalisa et. al., Milano: Electa, 2004 – Pietro Lingeri, 1894-1968: la figura e l’opera: atti della Giornata di studio: Triennale di Milano, lunedì 28 novembre 1994, Milano: Arti grafiche G.M.C., 2005.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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