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Milano | Isola – L’urbanistica tattica colora piazza Minniti

Ecco alcune immagini che mostrano la prima parte dell’intervento “tattico” di piazza Minniti all’isola.

L’illustratrice Camilla Falsini sta creando, come ha appena concluso in piazzale Loreto, un intervento coloratissimo nel grande piazzale dell’Isola. Il progetto artistico è stato selezionato tra le 43 proposte arrivate in risposta al bando pubblico aperto nell’ambito del progetto “CLEAR – City LivEAbility by Redesign” finanziato EIT Urban Mobility, iniziativa dello European Institute for Innovation and Technology (EIT) dedicata all’innovazione nell’ambito della mobilità urbana.

L’intervento previsto già da diverse settimane, ha trasformato parte della piazza rendendola parzialmente pedonale, mantenendo la connessione in direzione ovest da via Sebenico e quella in direzione nord verso via Borsieri, oltre all’accesso verso via Garigliano, dove è stata realizzata una corsia ciclabile in direzione della piazza, protetta dalla sosta che è stata spostata verso il centro strada.

Se la “semi pedonalizzazione” della piazza supererà i test nei prossimi mesi, piazza Minniti potrebbe candidarsi per venire riqualificata in maniera definitiva (sperando anche in un decisivo aumento di alberature).

Nelle prossime settimane nella piazza verranno posizionate alcune rastrelliere e fioriere. Sperando impediscano il parcheggio selvaggio, ancora praticato.

Naturalemtne l’intervento ha suscitato, come immaginabile, molte proteste nel quartiere, anche perché il problema parcheggi, pare non sia molto contemplato dal Comune, che, per carità, ci trova in accordo nel sistemare per i pedoni e i ciclisti molte parti della città, ma forse, andrebbe anche calcolato che molti cittadini muniti di autovettura, non hanno box o autosilo dove parcheggiare l’auto. Insomma, secondo noi prima o poi si arriverà al momento che si giungerà al caos.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


62 thoughts on “Milano | Isola – L’urbanistica tattica colora piazza Minniti

  1. Anonimo

    Servirebbe un parcheggio sotterraneo sotto.
    Poi sopra i posti residenti li puoi togliere anche quasi tutti. Anche perchè adesso voglio vedere dove si fermano i vari furgoni di Amazon, DHL, SDA Poste, Esselunga e chi più ne ha più ne metta.

    1. Si Tav

      Perfettamente d’accordo con te, anonimo delle 17.14.
      I mezzi dei corrieri fermeranno intralciando il traffico, come peraltro è giusto che sia visto che stanno lavorando e visto che il comune non sa partorire altro che queste “minchiate tattiche” perfettamente inutili.
      Ma, si sa, a sinistra bastano 2 colori arcobaleno per andare in visibilio

      1. L.

        Ma che mentalità è la sua? Già uno che scrive che fanno bene i corrieri a intralciare le strade (rendendole pericolose) fa capire quanto la sua visione di città sia ormai antiquata. Si adegui ai tempi che cambiano.

        1. Anonimo

          Si adegui Lei ai tempi Sig L., non so se si e’ accorto che il numero di corrieri furgoni e DHL vari e’ aumentato enormemente e continuerà’ ad aumentare e non si puo’ far finta di niente.

        2. V.

          Cerchiamo di essere logici: se rinunci all’auto è abbastanza ovvio che farai maggior uso di corrieri e della spesa online.

          In Piazza Minniti dove caspita si mettono i furgoni mentre consegnano??

  2. Anonimo

    Piazze e marciapiedi vanno tolte alle auto. È importante che si fa sul serio. Per una Milano più bella, più pulita e più vivibile.

      1. Anonimo

        Su dai … mi sembra ovvio che questi quattro sfigati che continuano a ripetere le stesse cose sotto ogni articolo manco hanno la patente.

          1. Anonimo

            Saranno la stragrande maggioranza su questo blog, anche se mi viene il dubbio che siano pochi postatori compulsivi di “basta con queste scatole di latta puzzolenti” .
            E concordo con “sfigati senza patente”.

        1. OK Zoomer

          Io la patente ce l’ho da 30 anni e passa, sempre punteggio pieno, ho venduto la mia ultima auto nel 2011 e non me ne sono mai pentito.

          Poi, è chiaro, dipende da che lavoro fai, se fai il rappresentante di capi spalla, senza macchina la vedo dura. Ma a Milano ci sono tantissime persone che POTREBBERO BENISSIMO VIVERE SENZA MACCHINA e continuano ad usarla solo per abitudine e/o per ignoranza (conosco tantissimi milanesi che NON sanno che il Passante si può usare come metropolitana all’interno della città, ad esempio).

          Mi capita di lavorare con mamme single con più di un bambino piccolo che non hanno la macchina e fanno tutto senza nessun problema.

          O sono Mandrake loro, o non siete tanti svegli/e voi.

  3. Anonimo

    UF non condivido la vostra visione, espressa da un po’ di tempo a questa parte, che il comune debba farsi carico di creare parcheggi.
    Tutta la città è una distesa di auto parcheggiate, ci sono già centinaia di parcheggi sotterranei o in struttura e abbiamo quasi il doppio di auto ogni 100 abitanti di altre città europee direttamente paragonabili alla nostra.
    Da un sito come il vostro mi aspetterei idee più moderne e di rottura con il passato, visto i danni che le automobili e il traffico creano alla qualità della vita, alla bellezza e vivibilità delle nostre città.
    Bisognerebbe festeggiare ogni volta che si toglie un parcheggio, spazio letteralmente morto, e lo si trasforma in qualcosa di vivi che tutti possono fruire.

    1. Si Tav

      E allora chi deve costruire i parcheggi? Il comune si becca gli oneri di urbanizzazione e le tasse do condomini alti 8 piani e tutti ammassati. Lo stato si becca il bollo di circolazione, le imposte sulla benzina, sugli pneumatici e sul possesso. Si becca 500 € per ogni passaggio di proprietà quando all’estero costa al massimo 20 euro (in UK costa 1 €). Si becca l’iva più alta d Europa e si becca le tasse anche per lo smaltimento di un’auto che deve ancora essere venduta in quanto appena uscita dal concessionario.
      Allora chi cazzo deve costruire i parcheggi, caro anonimo delle 6,29?
      Voi imbecilli che votate PD non ci arrivate proprio a pensare. Più che tassare e verniciare i marciapiedi non sapete fare.
      Siete dannosi come e più del Covid.

      I parcheggi deve farli il comune, scemo! E poi venderli agli utenti

      1. Anonimo

        La vita è stata grama per te. Per questo devi condividere il fiele in eccesso con il resto del mondo.

        Spero ti faccia sentire un po’ meglio, almeno

      2. Andrea

        Nei tuoi conti hai dimenticato di inserire i soldi pubblici spesi per la gestione degli incidenti stradali: soccorso, cura e degenza feriti, vigili, riparazione danni a oggetti pubblici, processi giudiziari vari ed eventuali..

        E infine non vedo nemmeno il calcolo di tutti i soldi pubblici spesi per curare le varie malattie dovute all’inquinamento.

        1. Si Tav

          Andrea, vedo che non sai che nelle polizze rc auto è compresa una quota per il servizio sanitario nazionale.
          In italia l’auti è un bancomat assurdo. Poi ci sono gli imbecilli che non lo capiscono e che dicono che comune e stato non debbano dare il servizi agli automobilisti.
          Intanto le città italiane sono stracolme di auto e tutti cercano la bacchetta magica x risolvere i problemi,. Ma trovano solo i pennelli per pitturare strade e marciapiedi

        1. Giorgio

          Concordo sulle modalità di espressione da rivedere, Però questi sostenitori a oltranza di ogni schifezza propinata da una giunta inqualificabile, capaci solo di dire “inclusiva”, “sostenibile”, “tattica” nel loro ottuso fideismo sono davvero irritanti

      3. BT

        amen.
        ma vedo che allora qualcuno normale c’è.
        io pago il 60% dei miei guadagni in tasse e vorrei parcheggiare dove diamine voglio.
        il parcheggio me lo dovrebbe regalare il comune viste le addizionali IRPEF.
        ma evidentemente qui o nessuno lavora o nessuno paga le tasse.

    2. BT

      ma qualcuno di voi lavora o passate il tempo a contemplare città senza traffico per godere della VOSTRA qualità della vita della VOSTRA vivibilità?
      fatemi capire.
      io a milano ci vivo e ci lavoro e non ho nulla contro le auto.
      se volete togliere il traffico impedite di entrare a chi viene da fuori.
      ah ma questo no.

  4. Anonimo

    Per compensare i posti auto eliminati si poteva pensare ad un parcheggio a lisca di pesce in via Garigliano che e’ molto ampia. Piuttosto avrei evitato il parcheggio selvaggio sul marciapiede e avrei spostato li la ciclabile.

    Tutti vogliamo vedere le citta’ libere da auto, ma non per questo dobbiamo tralasciare i bisogni della citta’ e le esigenze di residenti e altri cittadini.

  5. Anonimo

    Scusate ma nonostante il modo in cui si è espresso il pensiero di Sì Tav non è errato. Siamo tutti d’accordo che Milano ha bisogno di una grande rivoluzione per diventare una città vivibile e all’avanguardia. Questa rivoluzione si può fare solo con un grande piano decennale e visionario e non tappezzando qualche pezzo della città un po’ a casaccio. I posteggi serviranno sempre, anzi in futuro forse anche di più poiché le auto elettriche avranno bisogno colonnine per la ricarica. La necessità, in zone congestionate, di posteggi moderni è una realtà e spetta al comune/ regione/ stato attivarmi affinché la Milano del 2030 non abbia gli stessi problemi di oggi. Inoltre a mio avviso è ora che hai residenti venga fatto pagare un pass annuale per posteggiare in strada ( pratica diffusa in molte città europee). Aiuterebbe a disincentivare le seconde o terze macchine per famiglia, creerebbe risorse per la costruzione di posteggi moderni e giustificherebbe un maggior controllo su chi parcheggia sulle strisce gialle senza averne il diritto.

    1. Anonimo

      Concordo.

      Il “coraggio” nel terzo decennio del 21 secolo è trasferire tutte le auto sottoterra.

      Non cancellare ad minchiam qualche parcheggio sperando che le auto “evaporino” e i furgoni si arrangino.

    2. Anonimo

      Le transizioni sono molto meno dolorose nella pratica di quanto di pensi a monte.

      Ricordo di essere passato in auto con i miei genitori in Piazza del Duomo, Via Dante, Vittorio Emanuele, San Babila (Qualche decennio fa) ed era difficile immaginare che l’intera area sarebbe diventata pedonale. Adesso faremmo fatica a visualizzare il traffico privato per queste arterie

      L’area C o le zone ZTL sembravano soprusi limitanti la libertà individuale. Ci siamo abituati in un battito di ciglia.

      Linee gialle e linee blu per i parcheggi che ormai delineano la gran maggioranza degli spazi auto nella città e che obbligano l’automobilista a sforzi sovraumani per la sosta (e ad aprire il portafoglio, in più), che hanno silenziosamente suggerito a molti di usare mezzi pubblici, bici o gambe, senza nemmeno penalizzare le attività commerciali

      Il cambiamento fa sempre un po’ paura perché ci forza a modificare abitudini incrostate, ma quasi sempre è molto meno devastante delle nostre previsioni

      Comunque è assolutamente legittimo esprimere perplessità e suggerire alternative. Ed è necessario capire che per molti cittadini il mezzo di trasporto proprio e’ ancora una necessità ed evitare inutili crociate

      (Invece i suoni gutturali degli uomini di Neanderthal, come quelli emessi da un paio di prolifici frequentatori del forum, testimoniano Il disperato tentativo di supplire alla mancanza di cellule grigie con argomenti grigi per una città grigia)

    3. Andy77

      Il punto non è tanto quello che farnetica Si Tav ma perché: la macchina è una scelta privata, non un diritto acquisito, e non si può invocare il comune/regione perché si faccia carico delle spese di manutenzione; quindi le soluzioni sono due:
      1) Se si reclama libertà di movimento ci si assume le conseguenze di tale libertà, quindi il posto auto lo si paga a prezzo di mercato, che sia un privato o il comune.
      2) Se si chiede al comune/regione di compartecipare al costo di un posteggio e di darlo ad un prezzo politico allora comune/regione hanno diritto alla compartecipazione della proprietà dell’auto che posteggia.
      Purtroppo non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca.
      A prescindere dalla presenza o meno di posteggi non si può comunque giustificare l’inciviltà di chi parcheggia selvaggiamente e si fa torto a chi cerca un posto auto o paga l’affitto di un box o lo ha acquistato.
      Inoltre il comune di Milano, secondo me ingiustamente, fornisce gratuitamente il pass residenti per parcheggiare nella propria area.
      In pratica se si è residenti si è liberi di occupare suolo pubblico nel proprio quartiere, facendo un paragone è come se si fosse liberi di buttare la spazzatura dove ci pare perché si è pagata la TARI.
      In più Milano è piena di auto in car sharing, moto in sharing, bici in sharing.
      Quindi di cosa si sta parlando?

  6. Anonimo

    No. La soluzione non è costruire più parcheggi.

    La soluzione è ridurre le auto. C’è un numero enorme di auto inutili, sotto utilizzate e ferme per la stragrande maggioranza del loro tempo.

    Nessuna città al mondo ha risolto il problema dei parcheggi costruendo più parcheggi. Non avrai mai sufficienti parcheggi per tutte le auto che attrai con la possibilità, appunto, di nuovi parcheggi.

    È forse in ragionamento complesso da afferrare ma è quanto si conosce bene in urbanistica da decenni a questa parte.

    1. Anonimo

      Il punto che viene fuori forte e chiaro da questi commenti è il problema furgoni, e-commerce e deliveries.

      A questo bisogna dare risposte.

      Che senso ha tirar fuori che ci son troppe auto in giro? E poi che ne sappiamo se il tasso di motorizzazione all’Isola non è già molto basso rispetto a quello medio di Milano?

      1. Anonimo

        Sotto casa mia ci sono parcheggi per i residenti. Tutti occupati. Risultato: i corrieri parcheggiano in doppia fila o sui passi carrabili

        Non tiriamo fuori la necessità di mantenere lo status qui per le aumentate esigenze di consegne a domicilio. Specie usando come esempio una zona in cui per due volte a settimana un mercato all’aperto costituisce un’opportunità di fare la spesa senza auto e al contempo forza i possessori di auto a trovare un’altra soluzione per la sosta.

        Il problema sono le auto, compresa la mia!
        cent’anni fa il rapporto auto/famiglia era di 1:20, cinquanta anni fa forse 1:1, ora il numero di nuclei familiari con più di un veicolo supera quelli con uno solo (per tacere di quelli non automuniti)

        Anche nel resto del mondo fanno la spesa, vanno in ufficio, ricevono consegne. In qualche posto si riesce a farlo con meno utilizzo di lamiere, a mentre a Kinshasa, Mosca, Cairo o Teheran sono messi peggio di noi. Ognuno è libero di scegliersi il riferimento che preferisce

        Concordo sull’equazione, più parcheggi, più incentivo ad usare l’auto, più auto circolanti. Il ragionamento funziona anche rimpiazzando il “più” con il “meno”

        1. Anonimo

          il problema sono i parcheggi per residenti gratis, e i box scarsi, esosi ed in mano ad anziani che vivono di rendita.

          Ed al di la della dialettica, i furgoni sono un vero problema, basta avere gli occhi per guardare.

          Siamo nel terzo decennio del ventunesimo secolo: basta guardare al passato e risolviamo questi problemi sul serio, senza far filosofia o scorciatoie che non portano da nessuna parte.

          PS: capisco che tanto i ciclisti sono un numero molto ma molto basso in città, ma mancano completamente le rastrelliere nelle foto e nel rendering.

          1. Anonimo

            I ciclisti non sono un numero basso in città. Prima della pandemia il 6% degli spostamenti, a Milano, avveniva con la bici. Ora, fonte AMAT, il 20%. Ovviamente questo numero scenderà nei prossimi mesi ma è un dato di fatto che l’utilizzo delle bici è aumentato. Se non cambiamo mentalità non cambierà nulla.

          2. V.

            Bisogna semplicemente usarla la bici.
            A Milano non succede.

            Altrimenti qualcuno lo avrebbe notato che mancano le rastrelliere!

            Con tutto l’affetto per le statistiche dell’AMAT, a Milano la bici è molto poco usata (anche se magari cresce con la pandemia)

        2. Anonimo

          Cosa significa status qui? È fratellino di status qui e status qua? Tutti nipoti di status paperino?

          Dobbiamo cambiare la mentalità: da parlare di auto a parlare di mobilità. Per persone e merci. Il modo di pensare evolve piano, ma evolve.

          I mezzi pubblici a Milano permettono di andare da un punto all’altro della città in meno di un’ora, e con meno traffico i tempi sarebbero ulteriormente ridotti. I disfattisti potranno obiettare, ma questa è la realtà in quasi tutto il comune

          Le piste ciclabili stanno gradualmente diventando un sistema circolatorio alternativo, integrabile a quello pubblico, in più con ampia disponibilità di mezzi anche a noleggio.

          Le consegne a domicilio sono in enorme aumento, purtroppo, visto che i negozietti di quartiere rappresentano (rappresenterebbero? Rappresentavano?) catalizzatori di vita sociale (si veda proprio Isola come esempio). Ma, per non combattere battaglie contro i mulini a vento, devo ammettere che la tendenza è irreversibile. Però visto che si parla di orizzonti temporali di decenni, possiamo immaginare che le consegne possano essere effettuate con mezzi elettrici di piccole dimensioni (fra quindici anni se non prima saranno droni o veicoli senza conducente)

          I parcheggi servono se servono le auto, utilissime per i conti in banca della famiglia Agnelli e per la soddisfazione del senso di possesso di molti poveretti che possono passare la propria vita a pagare rate e stare in coda al casello

    1. Anonimo

      mancano pochi mesi alle elezioni

      Se le vincono poi si metteranno per forza a far cose più serie e non baracconate elettorali
      Se le perdono…ci saranno forse nuove baracconate ma di tipo diverso

      In ogni caso siamo alla fine.
      Ancora pochi mesi e si cambia musica finalmente.

  7. Andrea

    E’ vero che i parcheggi “nascondono” le auto sotto terra ma ricordiamoci sempre che quello che sta sopra un parcheggio non è mai un parco o una bella piazza pedonale.

    Sopra un parcheggio ci stanno delle bruttissime grate necessarie per areare i locali sotterranei e solitamente un banale prato con dei piccoli alberelli perché non c’è abbastanza terra per realizzare qualcosa di più bello, accanto ad un parcheggio è inoltre necessaria una brutta rampa di accesso/ucita.

    Ve la immaginate voi Piazza Minniti trasformata come la piazzetta che si è venuta a creare tra via Niccolini e via Bramante? Il mercato che fine farebbe?

    https://blog.urbanfile.org/wp-content/uploads/2020/09/2020-09-09-Urbanfile-Milano-Porta-Volta-Parcheggio-via-Bramante-Via-Niccolini-1.jpeg

    1. Anonimo

      Le grate le puoi anche studiare in funzione di cosa ci devi fare sopra però.
      Ad esempio a Sant’Ambrogio hai un viale con le panchine e pure gli alberi. In Piazza 25 aprile le grate quasi non le vedi.

    2. Si Tav

      Gentile Andrea, allora dove cazzo metti le auto, se i parcheggi non ti garbano?
      Nei paesi civili si fa così: garage, box o posti auto sopraelevati o sotterranei e meno auto nelle strade.
      Altrimenti si fa come quello scemo di WF che sta ancora cercando la bacchetta magica per togliere le auto dalle strade ma senza fare i parcheggi.
      Un genio, insomma

      1. OK Boomer

        In nessun “Paese civile” c’è il rapporto macchine/abitanti che c’è in Italia. Le 2/3 macchine a famiglia sono un vizietto italiano che non c’è da nessun’altra parte in Europa.

        Le macchine ci stanno nei parcheggi che hanno semplicemente perché in proporzione sono molte meno che da noi.

        Toh, fatti una cultura:
        https://it.wikipedia.org/wiki/Veicoli_pro_capite_nel_mondo

        davanti a noi ci sono solo i microstati, per ovvi motivi statistici, o paesi dove per natura l’auto è indispensabile tipo USA o Australia.

        In Germania ci sono oltre 100 veicoli/1.000 abitanti in meno rispetto all’Italia, in UK oltre 150 in meno.

        1. Anonimo

          Dovresti incrociare i dati con la dispersione della popolazione sul territorio (L’italia è il paese dei mille campanili) e con le distanze ricalcolate tenendo presente l’orografia.
          Ma queste cose non le trovi su wikipedia, quindi temo sia battaglia persa.

          1. Anonimo

            L’orografia milanese ricorda quella di Quito oppure in Italia tutte le immatricolazioni sono in Val d’Aosta, Valtellina e Alto Adige? Lei conosce famiglie ambrosiane in cui babbo e mamma e magari figlio maggiorenne hanno chiavi di auto diverse?

            La pianura padana ha la dispersione della popolazione della Siberia o I mille campanili sono ad un tiro di schioppo l’uno dall’altro?

            Temo che la statistica citata sia invece più rappresentativa di quanto lei siggerisca

          2. Anonimo

            Tu sai qual’è il numero medio di auto per 1000 abitanti all’Isola?

            Sai quanti gruppi familiari mono persona ci sono a Milano, che quindi difficilmente hanno due auto per famiglia?
            Sai se si stanno punendo le zone di Milano con meno auto procapite, cancellando i parcheggi proprio li?

            Sai quante sono le auto ogni 1000 abitanti a Milano, depurate dai noleggi a lungo termine, immatricolazioni di grandi flotte con sede in Lombardia e decine di altre variabili che inquinano le statistiche?

            Sai quanti garage ogni 1000 abitanti ci sono a Milano e quanti a Parigi o a Londra?

            Non sto dicendo che in Italia e a Milano abbiamo poche auto.
            Ma le statistiche brandite senza criterio solo per sostenere una tesi in modo settario, pensavo fossero passate di moda con l’avanzare dell’età del tipo di Arcore che ne fece quasi un genere letterario….

          3. Anonimo

            Ovviamente ogni statistica può essere corretta e depurata per un numero infinito di fattori possibile e quindi criticabile, ma la differenza in termini assoluti e relativi fra Italia e molti paesi europei è impressionante ed è difficile non vedere uno scostamento anche attraverso gli occhiali settari che quasi tutti noi inforchiamo

            Avendo vissuto per lunghi anni a Brussels e a Londra, e visitando per lavoro la maggior parte delle capitali europee, ti assicuro che il traffico è abbastanza bestiale ovunque -e ogni città ritiene di averne il monopolio…-, ma lo spazio pubblico occupato da auto in sosta è una triste peculiarità italiana. Impressione: abbiamo tantissime auto ferme a prendere polvere, per le ragioni più disparate, dalla necessità di fare un viaggio lungo un volta a stagione, al prestigio del possesso del veicolo, dall’uso non necessario (tipo weekend buttato via nel centro commerciale nella cintura milanese) al “sono libero di fare ciò che voglio con quanto è mio” [Si TIR docet]

            A Milano abbiamo un servizio di mezzi pubblici e metropolitane di buon livello, ancor di più se consideriamo le dimensioni del nostro territorio, che ci permettono di spostarci abbastanza comodamente all’intero della città e anche verso l’esterno (discorso diverso per chi dall’esterno deve muoversi verso la centro, ma non sono se l’automezzo privato sia la soluzione, quando vedo gli ingorghi sulla A8 al mattino…)

            Incentivare la conversione da uso dell’auto a trasporto collettivo o mezzi leggeri (bici) non sembra essere un concetto da rivoluzionari di Sendero Luminoso o da primitivi che anelano al ritorno alla natura. Come conseguenza il legislatore (unione europea, stato, regione, provincia, comune, quarteire, isolato che sia), potrebbe introdurre misure che rendano più difficile o costoso l’utilizzo della macchina e che accompagnino una transizione graduale.

            Il disabile che avesse bisogno di un aiuto dedicato per la mobilità ma anche il rappresentante di capispalla con il suo campionario riuscirebbero paradossalmente a muoversi più rapidamente se il traffico non essenziale fosse ridotto

            Questo libererebbe enormi spazi adesso sequestrati da auto parcheggiate. Abbiamo salutato tutti con entusiasmo e anche con una certa sorpresa lo sbocciare di aree urbane come le ex-Varesine e la ex-Fiera, e sogniamo tutti analoghi gioielli con gli scali ferroviari e zone industriali dismesse.
            Non sarebbe bello poterlo fare anche per lingue di terreno convertite da deposito veicoli anche solo a spazio in cui piantare qualche alberello, altra questione che non vede molta opposizione?

  8. Andrea

    In Piazza Sant’Ambrogio le grate con il pratino squallido ci sono, vicino alla rotonda. Anche Piazza XV Aprile è tappezzata di elementi dedicati esclusivamente al parcheggio (rampe di accesso e grate varie sparse in giro per la piazza).

    Però entrambe le piazze da te citate sono grandi più del doppio di Piazza Minniti, è dunque più facile “nascondere” e rendere meno evidenti tutti quegli elementi che sono comunque necessari per la realizzazione di un parcheggio.

    Un parcheggio in piazza Minniti secondo me la devasterebbe definitivamente. Forse sarebbe possibile pensare più a Piazzale Lagosta, dove però passa il tram, oppure in Piazzale Segrino?

    Oppure semplicemente si potrebbe parcheggiare un po’ più distanti da casa propria, in via Valtellina per esempio, e utilizzare la macchina solo quando strettamente necessario, raggiungendo il parcheggio in bicicletta.

  9. Anonimo

    ” semplicemente parcheggiare un po’ più distanti da casa propria, in via Valtellina per esempio, e utilizzare la macchina solo quando strettamente necessario, raggiungendo il parcheggio in bicicletta.”

    Semplicemente GENIALE

    Grazie per le tue perle di saggezza@Andrea

  10. Si Tav

    Mi chiedo chi cazxo decida quando l’uso dell’auto è necessario. Il sindaco? Gli assessori? L’autocertificazione in carta bollata e font 14 bold times new roman? O forse i supremi giudici di sinistra, con WF come presidente?
    La cosa è semplice: fai tantissimi parcheggi impedendo la costruzione di nuovi condomini. Poi i vendi si residenti e vieti la sosta di lunga durata lungo le strade.
    Cosa troppo ovvia per i cretini sognatori di sinistra

    1. Anonimo

      Egregio Presidente dell’ACI (lascio a Lei l’interpretazione dell’acronimo)
      Penso che converrà con me che le spese pubbliche complessive legate al trasporto su gomma, dal sistema infrastrutturale (strade, autostrade, parcheggi et similia), al personale (dalla manutenzione alla polizia per fare solo un paio di esempi), arrivando ai trattamenti legati all’impatto sulla salute (dagli incidenti, alle conseguenze dell’inquinamento, magari addirittura al deterioramento accelerato delle condizioni fisiche legate al non muovere le chiappone se non per appoggiarle su comodi sedili) non siano nemmeno remotamente coperte dal gettito fiscale e dagli altri contributi legati all’automezze, che i Suoi precisi calcoli da inacidito commercialista No Tax di Inveruno sapientemente elencano

      Le molteplici voci che si sono confrontate in questo scambio (con cui, immagino, Le sia difficile sintonizzarsi, per ovvio deficit intellettuale e culturale, scelga Lei da parte di chi) hanno punti di vista differenti ma offrono spunti interessanti. Molti sembrano suggerire di spostare i termini della questione da una visione con il motore a scoppio come fulcro e un’autovettura di proprietà da mostrare con orgoglio come status symbol, ad un approccio che si focalizzi sullo spostamento di persone/cose, possibilmente con una riduzione degli effetti collaterali di inquinamento e occupazione di spazio. Si parla di cambio di mentalità e di evoluzione graduale verso modelli diversi, non una messa al bando di qualsiasi mezzo di locomozione meccanica e di ergastolo ai patentati. I talebani della descrescita felice che suggeriscono un’estinzione immediata delle macchine sono abbastanza irritanti, ma i dirimpettai di cui Lei è campione non sono molto diversi.

      Quanto al cretinismo, trattasi di patologia molto diffusa che colpisce indifferentemente tutto l’arco costituzionale, e che con dovute eccezioni sembra essere meno presente che altrove su queste pagine.
      La ringrazio per i Suoi sforzi per riallineare il tasso di contagio alle medie nazionali.

      Un ultimo appunto. Dal suo nomignolo, la Si direbbe un sostenitore del trasporto pubblico su rotaia. Un suggerimento: o Si apre a questa opzione nei Suoi dotti scritti, oppure è meglio convertire il Suo nick a Si TIR

      Con intatta stima

    2. MIT

      C’è un set di parametri scientifici inventato dal prestigioso MIT di Boston, l’hanno chiamato BUON SENSO.

      Se fai il rappresentante di latticini e la tua zona è Cernusco sul Naviglio, probabilmente la macchina ti serve per lavorare,

      Se fai il trader per Unicredit in piazza Gae Aulenti, probabilmente no.

      Cosa troppo ovvia per…. [fill in the blanks]

          1. Wf

            Rode il culo anche oggi eh siTav?

            Mi spieghi perché non passa un giorno che ti svegli incazzato col mondo?

            FascitoneDimmerda
            Preparazione H

      1. Si Tav

        E tu che cazzo nei, MIT, sai se il trader non debba andare in giro in macchina a collezionare farfalle e fiori tropicali?
        Sarà libero di possedere un’auto Diesel Euro 6d temp?
        Oppure sei tra quei coglioni che pensano che sia lo Stato a decidere per te?
        Sei fai i parcheggi puoi imporre di non occupare spazi pubblici su strade e marciapiede. Se non li fai se i la solIta testa di cazzo di sinistra.

        1. L.

          Si Tav lo capiamo che la vita è stata dura con lei ma prenda un bel respiro prima di commentare, okay? Lei può avere la macchina che preferisce. Vuole arrivare in piazza del duomo a bordo della sua caffettiera? Faccia pure però DEVE PAGARE perché non se ne può più di gente che se ne sbatte le palle della salute collettiva. I parcheggi, anche quelli ci sono, però voi volete parcheggiare le vostre macchinette Gratis. Indovini? Non funziona così. Paghi e metta la sua auto nei parcheggi interrati che sono mezzi vuoti. E’ un residente? Bene se ne affitti uno, il Comune ha recentemente affittato a basso prezzo dei garage che erano vuoti. Guardi le altre esperienze europee, studi e poi ritorni a commentare.

        2. Anonimo

          Le suggeriamo di convertire il suo nick da Si TAV a Si TIR, più in linea con le sue preferenze in quanto a trasporti su gomma e piuttosto che su ferro.

          Se poi decidesse di buttare il Suo mezzo di comunicazione sotto un TIR o sotto la TAV e liberarci dalla sua ottusa presenza, pochi spargerebbero lacrime per la perdita del suo vasto repertorio di argomenti e della sua penna elegante

          Con immutata stima

        3. Wf

          Caro Coglionazzo!
          Di fantozziana memoria…

          Tu puoi comprarti tutti i turbodiesel 77d superilculo che vuoi. Lo stato non ti vieta nulla.

          Poi però non romperci i coglioni se non trovi parcheggio. Oppure pretendi il box auto pagato e costruito dallo stato a prezzo calmierato a 2 lire.
          Oppure pretendi d parcheggiare la merda di suv sul marciapiede o prato o controviali o parterre alberati…

          Puoi comprare anche un tir.
          Poi parcheggiatelo su per il c… però.
          Cazzi tuoi.

          Così è più chiaro o te lo devo spiegare come a chi ha un deficient cognitivo?
          Te capì?

          1. Anonimo

            La soluzione migliore per evidenziare la pochezza del Sig. Si TAV è lasciare che si sia l’unica voce sguaiata In un coro molto più intonato, anche se con timbri diversi

            Le Sig. Wf ce la mette tutta per non fare sentire solo il suo amico. Siete molto più vicini di quanto pensiate. Verrebbe financo da pensare che sia una persona sola che si diverte a fare entrambe le parti caricaturali degli ultras delle sue curve rossa e nera

            Speriamo che siate molto orgogliosi del contributo sopraffino che offrite alle discussioni

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