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Milano | Tre Torri – ala nuova fetta di Parco a CityLife

Ecco alcune immagini (realizzate da Valter Repossi e Michele Stella) della fetta di parco aperta al pubblico venerdì 11 dicembre.

Infatti sono stati aperti al pubblico altri 5mila metri quadri di area verde arricchiti dalla piantumazione di ben 90 nuove specie arboree, che si aggiungono alle oltre 2000 già presenti. Ci troviamo nell’area del parco posta tra la Galleria Commerciale progettata dallo Studio Zaha Hadid e il Centro Congressi del Mico, progettato da Mario Bellini.

Entro la fine del 2021 il Parco di CityLife sarà interamente completato, con la conclusione dei lavori che interessano i restanti 43mila mq di superficie sul totale di 173mla mq – di cui 117.5000 mq già fruibili – che ne fanno il secondo parco pubblico più grande del centro di Milano: un luogo di socialità tra i più frequentati della città, contraddistinto dalla presenza degli Orti Fioriti – oltre 3.000 mq destinati a coltivazioni di fiori, ortaggi, erbe aromatiche e officinali – e dalla «vigna di CityLife.

Qui di seguito l’area ancora in fase di sviluppo, dove, fra l’altro, sta prendendo forma una delle future sculture di Artline.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Tre Torri – ala nuova fetta di Parco a CityLife

  1. Lo

    Qualcuno sa dirmi il motivo per il quale a differenza di solo qualche decennio fa sia completamente passata di moda la piantumazione di conifere e aghifoglie, che oltre ad essere bellissime hanno il vantaggio di essere sempreverdi (!), rendendo il paesaggio urbano meno brullo durante il periodo infernale? Veramente, qualcuno ne sa il motivo? Forse per qualche esigenza legata alle potature o a costi di manutenzione elevati?

    1. Anonimo

      Il motivo non lo so, mi diceva un mio amico “agricoltore” con vari ettari di terreno (non a milano – ovviamente) che le conifere sono davvero molto esose dal punto di vista di risorse, e sotto di essere non cresce il verde.
      Quindi anche lui preferiva piantare altro per fare “bosco”.

    2. Anonimo

      Le conifere hanno il difetto di cadere.
      Non hanno radici profondissime e si proteggono dal vento l’un l’altra, ma se le metti isolate e non le puoi tagliare quando vecchie altrimenti arriva il solito fesso che si lega all’albero, prima o poi fan secco un pedone o la sua auto.

      Risultato: basta conifere nei parchi a Milano.

  2. Ferro

    Se questo è il secondo parco di Milano siamo messi veramente male.
    Una foresta di discutibile cemento con un po’ di aiule.
    Poi ci si lamenta dell’inquinamento.
    Architettura e verde sono tutta una altra cosa.

    1. Anonimo

      Non è il secondo parco “di Milano”, è il secondo parco “del centro” di Milano, l’articolo lo dice chiaramente, e c’è una bella differenza.

      E’ ovvio che a Milano ci sono tanti altri parchi molto più grandi.

      1. Andrea

        Ma che caspita di parco è che in ogni punto, dovunque ci si gira si vedono palazzi e strade di cemento.

        Quelle aiuole sono solo la cornice ai palazzi che dominano la scena, il “parco”, piccolo o grande che sia, è un’altra cosa

      2. Ferro

        Be solo chiamarlo parco fa ridere, comunque i giardini pubblici o quelli di Foppa sono probabilmente più grandi.
        Qui si parla di una accozzaglia di cemento armato spacciata x architettura con quattro aiuole.
        Più brutto a Milano c’è solo la torre al tossico di piazza Aulenti e la costruzione di Magistretti in via Leopardi , la tua finestra su Milano, si però sponsorizzata da Pozzi Ginori.
        L’unico lato positivo è la sua testimonianza di cosa sia l’architettura, le case vicine, e cosa sia la speculazione edilizia .venduta come architettura.

        1. Joe

          Ormai il Natale è passato. Ma a capodanno, insieme a panettone mangia anche un po’ di ottimismo e positività, gentile Ferro.
          City Life è uno degli interventi di recupero fatti in Italia dal dopoguerra. Considera che prima c’era solo cemento, asfalto e padiglioni fieristici.
          Pensa com’era prima poi guarda oggi
          E sorridi, che la vita è breve

  3. Anonimo

    Questo parco, non e’ un parco ma una vasta area verde con percorsi….e’ bello cosi’…non poteva essere altro viste le funzioni al contorno e le torri…speriamo gli alberi mimetizzino la copertura Mico….o chiamiamola LA FOCA e diventera’ un landmark per tutti…guardatela bene!

  4. Francesco

    Di certo city life non è un enorme parco, ma certamente c’è più verde ora di quando c’era fiera Milano… è un peccato perché con un lotto così quasi rigorosamente rettangolare un bel Central Park, un bel polmone verde, ci sarebbe stato tutto.

      1. Andrea

        Eppure quest’area sembra proprio tutta dedicata a cemento e parcheggi. Sono stati realizzati 3 dei grattacieli più grandi di Milano, due condomini per ricchi e verrà realizzato a breve l’enorme “The Gate”. Il tutto circondato da aiuole e alberelli che si spera un giorno potranno nascondere l’enorme quantità di cemento realizzata.

        Meglio di quello che c’era prima dite? Non ne sono sicuro: prima c’era la possibilità di realizzare un parco, ora non più.

        Invece di sperare in 100 altre aree come queste io direi: “Impariamo dai nostri errori e cerchiamo di non rifare lo stesso con gli scali ferroviari”.

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