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Milano | Porta Lodovica – Il rosso che spicca in viale Bligny

Un palazzo per uffici ristrutturato e sopralzato di due piani da diversi mesi è stato completato e consegnato. Siamo in viale Bligny 28, un tempo sede per uffici della Arval Cosmetici e ora, la parte prospiciente il viale, è stata trasformata in residenziale per mettere in affitto gli appartamenti, sopratutto per gli studenti della vicina Università Bocconi.

Il palazzo pare stia suscitando parecchi commenti, sia positivi che negativi.

Eppure, secondo noi, si tratta di un bell’intervento che ha preservato l’asettica facciata del vecchio palazzo (già colorata di rosso mattone e un po’ fané per il tempo e l’inquinamento) e aggiunto in modo dignitoso i due piani addizionali facendo apparire il tutto, nonostante il differente disegno che richiama le classiche case di ringhiera milanesi.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


22 thoughts on “Milano | Porta Lodovica – Il rosso che spicca in viale Bligny

        1. Anonimo

          tra tutti i troll di questa pagina tu sei il numero uno Sì Tav.
          Ogni tuo post è l’apoteosi di trolling e ignoranza!

          sei uno dei miei preferiti.

          1. Anonimo

            Lui d quell’altro genio di Wf fanno a gara per il Premio Pulitzer per la qualità della loro prosa. Che si trovassero a festeggiare il Natale insieme magari contaminandosi a vicenda con il loro virus della simpatia

        2. Anonimo

          Che poi, se proprio volessimo fare i pignoli su grammatica e ortografia, “sì Tav” si scriverebbe con l’accento.

          Joyeux Noël

  1. Anonimo

    Sto rosso acceso lo trovo di una “cafonata” unica (ovviamente de gustibus). Più che altro mi domando com’è che un palazzo finito e consegnato abbia ancora tutte quelle tag sul muro. Una confraternita pulitina no?

    1. Federico

      Certo che viale Bligny, rispetto a viale Montenero/Premuda, non avendo gli alberi risulta molto più triste e disordinato…

  2. Anonimo

    In quella via ci starebbero bene degli alberi e credo sia larga abbastanza.
    Al momento chiamarla “VIALE” Bligny è un po’ ridicolo 🙂

  3. Anonimo

    A me piace, sia la botta di colore (c’è sempre stata)
    sia i piani alti…

    Sarebbe bella cosa dare una sistemata a tutta via bligny (decidere se mettere ciclabile li oppure in filippetti) alberi etc etc.

    1. V.

      Meglio gli alberi della ciclabile di sicuro…
      Magari si potrebbe rendere lil viale zona 30, così è sicuro anche per le bici senza dover piantare cordoli, pali, muretti ecc ecc

  4. Anonimo

    È bello che un po’ di colore scateni reazioni opposte. Personalmente lo preferisco al grigio sporco di molte vie milanesi specie se sedi tranviarie.

    Se abusato e troppo utilizzato magari con altre tinte estreme, urta i miei sentimenti.

    Fino ad arrivare ai quartieri arcobaleno tipo Copenhagen, Portofino o, nel nostro piccolo, le casette in Città Studi

    Insomma nemmeno io sono d’accordo con me stesso…

  5. Anonimo

    Fino ad arrivare ai quartieri arcobaleno tipo Copenhagen, Portofino o, nel nostro piccolo, le casette in Città Studi che dono piacevolissimi da ammirare

  6. giusva62

    Un conto è l’arcobaleno di Pertofono, un’altra una botta di rosso in un contesto di case giallo/grigie. Secondo me un po’ di moderazione non fa mai male.

  7. Wf

    Possiamo venderla come il sangue del sorcio morto sotto una ruota di camion in mezzo al catrame come simboleggia a tutte quelle case grigie con quel rosso in mezzo.

    Allegoria modernista futurista

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