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Milano | Chiesa Rossa Selvanesco – Parco Agricolo del Ticinello: la nostra visita

Qualche giorno fa siamo andati a vedere di persona la meraviglia che è il Parco Agricolo del Ticinello, un vasto parco cittadino rimasto rurale (ancora per chissà quanto) a due passi dalla fermata M2 Piazza Abbiategrasso Chiesa Rossa. Il Parco Agricolo del Ticinello, con i suoi 88 ettari, è il quarto per superficie dei parchi milanesi e fa parte del Parco Agricolo Sud Milano. Uno degli ingressi principali si trova su via Marcello Dudovich, una traversa di via dei Missaglia.

Parco che in queste settimane portato alla ribalta dalle proteste di alcuni comitati organizzatisi a difesa del parco contro le decisioni del Comune di Milano a i lavori di adeguamento dell’area del parco.

Nell’appello, la Rete dei Comitati milanesi e ad altre realtà ecologiste, quali il Circolo Zanna Bianca di Legambiente chiedono che: “Sia riconsiderato l’abbattimento di 156 alberi di cui circa la metà hanno come unica colpa quella di essere ritenuti “disordinati”, che i percorsi mantengano le caratteristiche rurali e naturali evitando la creazione di percorsi in calcestre e che si eviti l’inquinamento luminoso notturno previsto dalle installazioni di riflettori a led nell’area di fruizione e nell’area degli orti e la creazione di una sorta di pista illuminata”.

Questo è quanto chiede anche il comitato Difesa Ambiente zona 5 che ha pubblicato anche una petizione su Change.org. Un testo, sottoscritto già da oltre 3.500 persone, indirizzato al sindaco Giuseppe Sala, all’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran e al presidente del Consiglio comunale Lamberto Bertolè.

Intanto l’assessore all’Urbanistica e al Verde Pierfrancesco Maran ha fatto sapere che: “Il progetto del Parco Agricolo Ticinello non è finito: stiamo raccogliendo i pareri e le cose possono essere cambiate e modificate come è fisiologico nel procedimento. E’ in fase di progettazione ed è stato presentato la settimana scorsa in Municipio 5, raccogliendo un sostanziale giudizio favorevole con punti di miglioria. E’ stato anche sottoposto alla valutazione del Parco Agricolo Sud da cui ha avuto un giudizio positivo”, ha proseguito Maran.

Come riporta l’agenzia MiaNews: “Per quanto riguarda l’abbattimento degli alberi secondo uno dei progettisti intervenuto in commissione si tratterebbero “di specie alloctone e andremmo a togliere il 6 per cento della vegetazione per mantenere pulito l’alveo del Ticinello e dare maggiore spazio ad altre piante autoctone, più adatte al contesto ambientale. Le modalità di intervento sono inoltre da rivedere in corso d’opera. Ad esempio nel primo lotto abbiamo previsto 70 abbattimenti e al momento, a conclusione dei lavori, ne abbiamo effettuati solo sei”. 

Il Comune, sta istallando, da oltre un anno, in alcuni punti, aree di “sosta” con pergolato e muretti per le sedute, ma anche aree per piccoli orti dove insegnare ai bambini come si coltivano ortaggi e sementi.

Onestamente l’idea che il parco rimanga com’è ora è senza alcun dubbio indispensabile, uno dei pochi angoli all’interno del comune di Milano rimasto rimasto come cent’anni fa. Con le due cascine, Campazzo e Campazzino (la seconda andrebbe recuperata), le sue rogge, le marcite, i campi coltivati, le vacche, le galline e il canto dei galli, è una rarità all’interno della città.

Unica cosa che farei (mi spiace per i comitati e per coloro che diranno che sono un po’ fighetto) sarebbe quella di dare una sistemata alle stradine di campagna; ho fatto veramente fatica a camminare (e non solo io) perché i sentieri erano un pantano unico, almeno venissero sistemati con ghiaia o sistemati in qualche modo.

Qui di seguito l’attiva Cascina Campazzo, dove trovano alloggio alcuni animali tra i quali un centinaio di vacche da latte. Si tratta di una tipica cascina lombarda a corte chiusa, con tutti gli elementi architettonici che la compongono disposti intorno ad un’aia centrale. Ci sono al suo interno testimonianze di un passato in cui il lavoro nei campi era prevalentemente manuale e qui abitavano decine di famiglie: le case dei “salariati”, il forno a legna, la chiesetta (l’oratorio di Sant’Ignazio di Antiochia, risalente al XVIII secolo)

Campi, pioppi e rogge.

L’area Orti vicino alla Cascina Campazzino.

Qui vi erano delle piccole particelle ortive spontanee che necessitano di un intervento di riqualificazione complessiva al fine di migliorare le condizioni di fruizione e al contempo di migliorare le condizioni di decoro dell’intero contesto. Al contempo sono stati creati nuovi manufatti atti a favorire attività pubbliche e associative.

Tali manufatti sono da considerarsi come spazi a disposizione per associazioni e cittadinanza per l’organizzazione di attività pubbliche, sperimentali e di accoglienza per i visitatori le cui funzioni saranno completate e integrate con la futura riqualificazione della Cascina Campazzino all’interno della quale saranno rese disponibili ulteriori funzioni volte al potenziamento dei servizi per la fruizione pubblica e per le attività didattiche.

La Cascina Campazzino, attualmente fortemente degradata, verrà (speriamo quanto prima) recuperata e riqualificata.

Una volta completata, al suo interno saranno rese disponibili ulteriori funzioni volte al potenziamento dei servizi per la fruizione pubblica e per le attività didattiche. Una volta recuperato alla sua funzione tutto il complesso edilizio sarà possibile sviluppare un polo ricettivo polifunzionale di interesse pubblico. A tale scopo si renderà necessario ricavare all’interno del comparto edilizio e nelle pertinenze della Cascina dei locali e degli spazi adibiti alla fruizione pubblica (ad esempio un punto informazioni per il parco, uno spazio da adibire ad uffici pubblici, una sala polifunzionale per attività didattiche e conferenze, dei servizi igienici ad uso del pubblico, ed altre eventuali funzioni da definire).

Altri campi e i percorsi… impraticabili perché fangosi.

Qui si ha anche un idea di come appariva il territorio di Milano un secolo fa, con le famose rogge, i fontanili e le marcite.

Dirigendoci verso via dei Missaglia all’altezza del Quartiere le Terrazze, lasciamo questo piccolo mondo antico, sperando venga conservato al meglio per il futuro, anche come memoria storica così necessaria per la propria identità culturale, unica cosa che fa la differenza in questo mondo globalizzato.

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


16 thoughts on “Milano | Chiesa Rossa Selvanesco – Parco Agricolo del Ticinello: la nostra visita

  1. Federico

    Stradine: fin quando saranno utilizzate dei mezzi necessari per la coltivazione dei campi, la loro condizione non potrà che essere pessima. A meno che le une dedicate alla coltivazione e le altre dedicate al passeggio non siano nettamente distinte. Le seconde devono essere agevoli altrimenti non è un parco che si vuol rendere fruibile.
    Laddove le une incrociano le altre è inevitabile dover consolidare e stabilizzare l’area con una sotto-struttura di tipo stradale e superficie atta sopportare le ruote di carri e trattori.
    D’accordo che la zona resti il più rurale possibile: i campi agricoli sono luoghi di lavoro non parchi gioco, e come tali nascondono insidie e le operazioni non sempre sono compatibili con gente a passeggio.

    1. Paolo

      Si tratta di una zona coltivata e operativa a tutti gli effetti, la condizione di parco per i cittadini è secondaria. Se non ci si vuole sporcare col fango si va al Parco Sempione (che vanta alcuni tratti tenuti peggio tra l’altro)

  2. luca

    il parco e’ impraticabile non per il fango ma perché in alcune ore del giorno diventa una vera e propria area cani, lasciati liberi da padroni che considerano il parco un luogo a loro uso esclusivo.
    Diventa quindi impossibile fare una passeggiata, una corsetta o un giro in bicicletta senza essere ostacolati e disturbati da cani di ogni taglia che finalmente trovano la libertà che gli spetta. Scatenano la loro legittima e naturale esuberanza troppo spesso soffocata dalla vita di appartamento dei loro padroni. Più volte cani di grossa taglia hanno spaventato bambini e anziani o sporcato di fango i passanti.
    Mi chiedo a cosa servano le adiacenti aree cani (di fronte n17 via dei missaglia e lungo il tratto urbanizzato di parco lato Terrazze). A questo punto che vengano smantellate e dedicate ad aree fitness (con attrezzatura idonea permanente) per le persone, come avviene in molte metropoli.
    Consideriamo gli uomini oltre che i cani..

  3. Alessandro Magno

    Il progetto presentato e molto ben fatto. Riesce a fare dialogare la condizione agricola con la necessità di un parco fruibile (e sempre più frequentato) da tutta la zona sud che ne aveva bisogno.
    Hanno messo a posto le rogge, inserito qualche panchina …realizzato percorsi didattici. Tutto molto rispettoso.
    Il primo lotto e terminato…il secondo deve partire (perché metà parco come si vede ha sentieri impercorribili per il fango).
    La protesta di Legambiente è a dir poco assurda e spero non rallenti la realizzazione del parco… sono stato ad ascoltarli sabato scorso. Quasi religiosi fanatici.. Per loro tutto dovrebbe essere lasciato senza manutenzione (il problema sarebbero 20 punti luce in un angolino dove ci sono i nuovi orti che altererebbero il ciclo luce notte x gli animali ….follia). L alveo del ticinello era ormai una boscaglia e il suo corso spesso usato come discarica.
    I 3500 che hanno firmato non sanno neanche cosa in gran parte.
    Per carità Comune andate avanti …riqualificate, pulite il ticinello, rendentelo fruibile, pulito…e anche le rane e le lucciole ringrazieranno

    1. Wf

      Concordo totalmente.

      Ma secondo me i veri motivi sono che non vogliono gente da fuori quartiere che venga a frequentare il loro parco. Sennò hanno troppo caos e lo vogliono solo tutto per loro…

      Sennò veramente non si spiegano le proteste

    2. Andrea

      Non ho visto bene il progetto e non so se e quanto Legambiente abbia ragione. E’ un dato di fatto però che noi umani abbiamo sempre avuto l’istinto di eliminare il “naturale”: incontrollato, inaccessibile, non democratico con un “artificiale” sicuro e adatto a tutti.

      E’ vero anche che oggi tendiamo a ricercare l’avventura, l’imprevisto, l’ignoto dentro l’openspace di un ufficio, percorrendo la strada della carriera, invece che in mezzo ad un bosco come facevamo centinaia di anni fa.

      Le questioni che Legambiente pone però non sono assolutamente scontate: “L’uomo ha ancora diritto di convivere con una natura nella quale poter ricercare l’avventura? Sostituire il naturale con l’artificiale aiuta l’uomo ad affrontare meglio la vita in tutti i suoi aspetti? E’ giusto rimuovere l’elemento “naturale” in nome di un’accessibilità più democratica dei luoghi?” In fondo di parchi con sentieri ben tracciati a Milano ce ne sono già molti (vedi Parco Chiesa Rossa). Io chiedo: c’è un limite alla quantità di artificiale che possiamo introdurre in natura? L’obiettivo dell’uomo è quello di controllare in tutto per tutto il mondo oppure riuscire a convivere serenamente con l’elemento casuale che permea intrinsecamente il nostro universo?

  4. Anonimo

    io ci abito a due passi e la verità, come sempre, sta un po’ nel mezzo. Sono d’accordo sulla necessità di evitare l’abbattimento di 156 alberi ad alto fusto perchè “non indigeni” o con motivazioni simili. Mi limiterei a quelli pericolanti o che ostacolano i flussi d’acqua. Sarei anche d’accordo sull’evitare troppi punti luce (nella nuova area orti sono già stati installati).
    Invece sono totalmente d’accordo sulla riqualificazione dei sentieri per renderli più agevoli, un po come fatto nel primo lotto, e soprattutto sul completamento dei collegamenti nord/sud tra Selvanesco e Dudovich.
    Diciamo però che la vera urgenza, a cui dedicherei le maggiori risorse, sono due: la riqualifica della cascina campazzo e l’estensione di tutta l’area di intervento sulle nuove aree pubbliche (ex aree d’oro) che sono ancora recintante (anche se ci entra chiunque facilmente) di modo da coprire tutta l’area che va dal q.re terrazze a via ferrari, da dudovich a selvanesco.
    Trovo che sia primario combattere e ripulire le discariche e le attività abusive o quanto meno oscure presenti alla luce del sole su via campazzino e via selvanesco

  5. Maria gerli

    Il Parco è già abbondantemente frequentato anche così. Mi dispiace per chi non ha capito nulla dei nostri sforzi… Chi non capisce come sarebbe stravolto con schiamazzi, luci e cemento non è degno di frequentarlo. Abbiamo x fortuna a Milano modo di a fruire dei molti parchi urbani già esistenti

  6. Wf

    E con…

    Il Parco è già abbondantemente frequentato anche così

    Abbiamo capito le reali motivazioni dietro i paroloni a difesa dell’ambiente

  7. Bruno

    Un altro intervento che stanno realizzando e che non è stato descritto è l’accesso da via Selvanesco con anello in calcestre e ponticello sulla roggia Ticinello attualmente in costruzione.
    Buona idea, tuttavia servirebbe anche agevolare l’accesso da est, lato Vigentino. L’ideale sarebbe una passerella ciclopedonale a scavalcare via Virgilio Ferrari, altrimenti ad oggi per accedere dal Vigentino, a poche centinaia di metri in linea d’aria, occorre fare il giro da via Campazzino o da via Selvanesco.
    Niente di tragico, al parco ci si va quando si ha tempo “da perdere”, però un accesso più diretto tornerebbe comodo per agevolare fruizione a più cittadini, mentre ora è molto comodo solo per chi abita su via dei Missaglia.

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