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Milano | Lorenteggio – Via Tolstoj 46: al via il cantiere

Finalmente, dopo tanti progetti presentati parte il cantiere per la nuova residenza di via Tolstoj 46 al Lorenteggio. Nelle settimane passate è stato demolito il vecchio edificio logistico. Qui sorgerà un nuovo palazzo residenziale che “colmerà” finalmente il dislivello tra i palazzi della via in questo tratto. Avrà sette piani, come i vicini, allineandosi in gronda. Zona decisamente più appetibile, grazie anche alla presenza tra poco, della nuovo stazione M4 Tolstoj.

Qui di seguito riproponiamo i rendering.


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


15 thoughts on “Milano | Lorenteggio – Via Tolstoj 46: al via il cantiere

  1. Si Tav

    In via Tolstoj, trovare un parcheggio per la propria auto è impossibile. Al punto che i residenti devono parcheggiare a cazzo di cane. Non per maleducazione ma per palese impossibilità di fare diversamente.
    Con questa situazione, sarebbe stato intelligente, ovvio e utile utilizzare questo spazio vuoto per costruire un parcheggio sopraelevato per qualche decina di auto. Da rivendere ai residenti.
    Macché.
    Questo comune impreparato e mentalmente retrogrado costruisce un altro fottutissimo condominio di 7 piani, con almeno una ventina di appartamenti. Farà altrettanti box, ovviamente. Ma le 10 o 15 auto in eccesso andranno a intasare un sistema parcheggi già al collasso. E gli eventuali ospiti che andranno cena, a pranzo o anche solo a fare sesso selvaggio con la propria amante parcheggeranno a cazzo di cane.
    Per somma gioia dei residenti. Il 20% dei quali continuerà a votare PD, ricominciando questo circolo perverso

    1. Anonimo

      Caro Sii TAV (come esortazione),
      Dubito che il comune eriga edifici residenziali su terreni privati. Se anche potesse imporre la destinazione d’uso delle costruzioni, spero che sia un filo più lungimirante di te: le auto sono destinate a diminuire nei prossimi anni, che ci piaccia o no. In più proprio qui nel giro di pochi anni ci sarà una fermata della M4 a tre minuti di distanza che dovrebbe suggerire di rendere di convertire tutti i posti auto nella zona a sosta residenti forzando chi lavora negli uffici della zona a venire con i mezzi pubblici.

      La tua frequente ed elegantissima menzione di argomenti sessuali, mi fa ritenere che tu ne parli molto avendo una limitata esperienza, salvo fai-da-te.

      1. Si Tav

        Ammetto che negli ultimi anni ho fatto pratica con la tua gentildonna oltre che con la mia. Però speravo rimanesse un segreto.
        Ora che mi hai scoperto, ti dico che le auto non son destinate a diminuire nei prossimi 20 o 30 anni, visto l’attuale tasso di sostituzione che da anni vede immatricolazione e radiazioni sostanzialmente identici.
        Pertanto trovane un’altra, milord.
        Dovresti sapere anche che la M4 non sostituirà le auto, come peraltro accaduto con M1-2-3-5.
        Ribadisco che in quel buco, un parcheggio sopraelevato avrebbe risolto molti problemi dei residenti e avrebbe donato un briciolo di umanità al quartiere.
        Certo che finché ci saranno gli intelligenti come te che dicono queste cose , non cambierai nulla.
        Un suggerimento: oggi prima di tornare a casa, annunciati con una telefonata o un messaggio WhatsApp: eviteresti situazioni imbarazzanti

        1. Anonimo

          Dal momento che sei particolarmente impegnato a soddisfare legioni di donne, potresti esserti perso che nelle maggiori città europee il tasso di immatricolazioni scende, anche in virtù di legislazioni che incentivano il trasporto pubblico o, meglio, non privato (includendo il car/moto/bike sharing, oltre ai mezzi tradizionali).

          Immagino che le ampie zone pedonali che si sono aperte negli ultimi decenni, con giunte di ogni colore politico, ti ripugnino e che tu non comprenda come mai si sprechino decine di potenziali posti auto davanti al Duomo o alla Scala

          Sono certo che l’eleganza, la finezza e lo humour che trasudano dai tuoi scritti avranno effetti afrodisiaci sulla mia gentildonna. Per non parlare della condivisibilissima teoria che un parcheggio multipiano tra edifici residenziali regali umanità: non ho bisogno di annunciarmi tornando a casa, le risate che sentirei ad isolati di distanza mi confermerebbero la tua presenza

          1. Anonimo

            Non che ” l’eleganza, la finezza e lo humour che trasudano dai tuoi scritti “(e mi riferisco a te@Anonimo delle16:53) siano tanto meglio.

          2. V.

            Se il tasso di motorizzazione improvvisamente crollasse da 65 a 40 auto per 100 abitanti (portandoci in testa alla classifica), sarebbe comunque più di un’auto per famiglia in un complesso come quello di Via Tolstoj che non è certo per single. Oltre al fatto che è dura che succeda sul serio.

            Quindi fare un solo box per appartamento è diversamente intelligente.

          3. Anonimo

            Ho vissuto a Londra e Bruxelles.

            Nella maggior parte delle zone residenziali con palazzine a più piani (ovvero escludendo le casette mono familiari) la maggior parte delle famiglie riesce a vivere con al massimo un’auto, e molte sono spesso auto-non-munite. E conduce un’esistenza molto più che decorosa. Tra l’altro, molte delle politiche disincentivanti per auto private furono introdotte da amministrazioni comunali non esattamente composte da pericolosi comunisti (leggi Boris Johnson, ex sindaco sul Tamigi). Giusto per dimostrare che queste iniziative non sono necessariamente di un solo colore politico.

            Forse le statistiche a livello nazionale o regionale vanno spacchettate: nel 2030, in un centro urbano con cinque linee metropolitane, linee ferroviarie suburbane, decine di linee di superficie il doppio autoveicolo per famiglia sarà un anacronismo. In una valle remota o in un angolo di pianura padana non ben servita, il discorso è ben diverso.

            Costruire un’infinità di posti auto istiga a dotarsi di un numero sempre crescente di automezzi.

          4. Anonimo

            A Londra quando hai 40 anni, un paio di figli e tutte le incombenze di una famiglia, vai a vivere fuori. Per stare largo e non essere schiavo della vita di Londra.

            Lo vuoi imporre anche qui?

          5. Anonimo

            Non è una questione di limitare la libertà o di espellere le famiglie.
            Conosco italiani e indigeni che vivono con figli a Londra città e riescono a condurre una vita più che accettabile con una sola auto (a dirla tutta ne conosco anche senza macchina)
            Per andare al lavoro o portare i figli a scuola, mezzi pubblici, bici e propri piedi sono quasi sempre sufficienti, per fare la spesa settimanale -quando non si faccia ricorso a forme di delivery- o una gita fuori porta un mezzo privato basta e avanza.

            Poi ci sono altre persone che optano per avere maggior spazio, un locale o due in più, un giardino e, magari sì, spazio per una seconda auto, spesso ad un prezzo al mq più conveniente e si spostano nella cintura suburbana. Ma la scelta non è dettata dall’esigenza della seconda auto, almeno nel campione di mia conoscenza, ma anzi è il contrario, la seconda auto diventa necessaria quando le distanze si dilatano e i servizi sono meno capillari, come spesso accade in zone meno popolate.

            Sul punto iniziale, penso che si possa filosofeggiare per l’eternità: la limitazione della libertà dell’individuo è un argomento che è facile ribaltare, pensando che la tua possibilità di avere tutte le auto che vuoi confligge con la possibilità di un altro di recuperare spazio urbano e godere di aria meno viziata, come il tuo diritto di fumare si scontra contro il mio diritto di non essere “fumato” dal tuo fumo.
            Le scelte collettive limitano sempre qualche libertà o la libertà di qualcuno

  2. Wf

    Guarda .
    Che poi alla fine se il tasso di immatricolazione scende o sale ce ne importa relativamente.

    All’estero le auto sono confinate nei loro spazi ristretti e non occupano spazio di altri mezzi come pedoni, biciclette, sharing, monopattini, piazze,tavolini, ristoranti, parchi,prati, teatri, zone pedonali, centri storici, etc

    Una volta messe un riga le auto e trovato il giusto spazio per le piste ciclabili e tutte le altre aree no auto chissenefrega se si forma una cosa kilometrica sulla carreggiata destinata alle automobili e separata e lontana da tutti gli altri.

    Cazzi loro che sono contenti che il numero di auto aumenta. Gioiranno nel vedere allungarsi la coda nel loro traffico e nel mettere sempre più tempo a trovarsi un parcheggio.

    Basta che il loro traffico se lo cuccano loro stessi.
    E non invadono spazi di altri come piste e marciapiedi e zone pedonali.

    Ad ognuno il proprio inferno.
    Spazi separati.
    Apartheid per le automobili.

    Contenti loro che vendono sempre più auto…
    Se le troveranno tutte in fila davanti .
    Cazzi loro.

    1. Wf

      Certo non è un mio problema quello di trovargli e costruire parcheggi aggratis se vendono sempre più auto.

      Le hanno comorate loro.
      Se le parcheggiano in salotto non sul marciapiede.

        1. Anonimo

          “All’estero le auto sono confinate nei loro spazi ristretti e non occupano spazio di altri mezzi”

          Si’, se ne frega di collegare i due neuroni che gli rimangono

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