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Milano | Loreto – Il déco dell’Ex villa Ansaldo di via Canzio

Come abbiamo visto, l’area di Loreto si è andata sviluppando a partire dall’inizio del Novecento. Nuove strade e nuovi palazzi andare ad urbanizzare un area ancora agricola un tempo al confine del Comune. Il borgo e la rotonda di Loreto erano ancora nel Comune di Greco Milanese ma nel 1923 vennero definitivamente ammessi, assieme ad altri comuni limitrofi a formare la grande Milano.

Il 1923-1924 è anche l’anno che vide completare la costruzione della bella villa Ansaldo, la nuova dimora di Luigi Ansaldo, il medico direttore della Casa di Cura Ansaldo, realizzata su progetto di Giuseppe Martinenghi.

Ci troviamo in via Canzio, una piccola strada che si dirama da viale Abruzzi proprio a due passi dal caotico piazzale Loreto.

La villa dopo esser stata la dimora della famiglia Ansaldo, divenne presto sede di uffici. Dopo vari passaggi, come spesso accade, l’edificio rimase sfitto per anni, in attesa di venire riqualificato da parte della Statale, ora proprietaria, ma nel 2016, l’invariata situazione dello stabile, aveva permesso un’occupazione abusiva da parte del gruppo Lambretta, scatenando non poche polemiche col rettore della Statale. Il Lambretta aveva deciso l’azione come gesto dimostrativo per riportare l’attenzione su uno degli spazi sfitti della città, ma il rettore Gianluca Vago aveva accusato gli occupanti di aver bloccato i lavori per la ristrutturazione, che invece erano pronti a partire per trasformarlo in uno studentato. Finalmente nel 2017 la Statale aveva annunciato la partenza dei lavori di ristrutturazione.

Alla fine i lavori di ristrutturazione dell’edificio di via Canzio ha ridato vita ad un bell’edificio ormai centenario. 37 posti letto inseriti nell’elenco delle residenze per il diritto allo studio da assegnare a studenti meritevoli e con redditi bassi.

L’architettura della villa, che pare più un palazzetto, è elegante e sobria al contempo. Le forme geometriche risentono molto dell’art déco in voga nel periodo, un passaggio discreto dal Liberty al razionalismo che si sarebbe sviluppato a breve. Liberty che è visibile ancora nelle balaustre dei balconi. Si tratta di un palazzo di due piani più il piano rialzato, separato dalla strada da una cancellata e da un piccolo spazio che un tempo corrispondeva ad un giardinetto, oggi, purtroppo, soppresso.

Molto graziosi i balconcini incorniciati da due trifore dal gusto medievale ai lati. Il contrasto tra la pietra finta in cemento sagomato e l’intonaco chiaro ne rende movimentata la facciata.




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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


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