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Milano | Arzaga – Ciclabile Bande Nere, Bisceglie: febbraio 2021

Senza non mille problemi e polemiche, la ciclabile lungo l’asse formato dalle vie Legioni Romane, Berna e Zurigo, che collegherà piazzale Bande Nere con via Bisceglie, il nuovo quartiere Sei Milano e il Parco dei Fontanili, prosegue imperterrita.

Il tratto di via Legioni Romane è stato completato su entrambi i lati, ed è già utilizzata da qualche ciclista.

Nei pressi di Piazzale Delle Bande Nere è stato redisposto uno spazio per una stazione BikeMi.

Come si è visto, gli stalli dei parcheggi per le auto sono rimasti più o meno com’erano, a lisca di pesce e spostati di circa un metro al centro della carreggiata, lasciando lo spazio per una pista ciclabile per entrambe le direzioni. Agli angoli con le vie che si intersecano, sono state ricavate delle aiuole con alberature. Al centro delle tre vie, vi era un’area spartitraffico in vernice, naturalmente non percorribile, ora cancellata per consentire il traffico automobilistico (anche se è rispuntata come un fantasma).

Il non aver messo un cordolo però, a protezione della pista ciclabile, i parcheggi “ribelli e selvaggi” sono rimasti, come si vede dalle foto quei di seguito.

Passiamo ora al tratto di via Berna, che da via dei Ciclamini arriva sino a via Inganni. Qui il cantiere è ancora in lavorazione.

Anche via Zurigo è ancora in lavorazione.

Percorrendo la sequenza delle tre ampie vie un sabato mattina qualunque (sempre nel periodo pandemia da Covid19 e in zona arancione), abbiamo notato: che le ciclabili sono state utilizzate da quei pochi ciclisti che giravano (siamo anche in inverno); che i marciapiedi, molto ampi, erano percorsi da pochissime persone; le strade oramai ridotte a una corsia per senso di marcia, soprattuto nel tratto di via Zurigo, costringevano ad una lunga coda le vetture in transito verso il centro, nonostante non ci fossero in giro parecchie vetture.

Ora, ci è sorto spontaneo domandarci, ma non era meglio magari, ridurre di un metro gli ampi marciapiedi, e realizzando le aiuole e il resto come è stato fatto, lasciando però la strada ampia come prima?

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Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


18 thoughts on “Milano | Arzaga – Ciclabile Bande Nere, Bisceglie: febbraio 2021

  1. Massy

    Ma ce la fanno?? Che senso ha marciapiedi cosi larghi in quel vialone (senza negozi e attività commerciali) e strada così stretta?? C’era spazio a sufficienza per conciliare strada, parcheggi e marciapedi semza creare ingorghi, smog e traffico!! Robe da matti

    1. Anonimo

      Concordo con Massy e con Arsuffi in quello che ha scritto al termine dell’articolo. È stata l’ennesima dimostrazione di scarsa capacità progettuale… pare proprio si pianifichino interventi senza i dovuti sopralluoghi.
      Si passa da ridicole piste ciclabili realizzate semplicemente pitturando una riga gialla sull’asfalto (laddove, appunto, ci sono larghissimi marciapiedi percorsi da 3 pedoni alla settimana: Forze Armate e Olivieri), a costosissimi e lunghi lavori di realizzazione di piste ciclabili molto appariscenti, ma a singhiozzo, spessissimo interrotte.
      In entrambi i casi il risultato è la riduzione di grosse arterie ad una singola corsia di marcia; gli autobus raddoppiano i tempi di percorrenza, le automobili inquinano il doppio, i residenti nuovamente ringraziano gli amministratori locali.
      Si pensava di aver toccato il fondo con Pisapia ed il suo entourage, ma anche questa giunta, dopo un discreto inizio…. làsum pèrd, che l’è mej….
      Staremo a vedere quanti saranno i ciclisti che in primavera, all’ora di punta, percorreranno l’asse Bisceglie – Bande Nere e ripuliranno l’aria con i propri polmoni!

  2. V.

    Quella strada è diventata un delirio.
    Sembra il bis del restringimento di via Inganni del 2012, il primo colossale fiasco di Maran, cancellato dopo qualche mese per manifesta assurdità.

  3. Giordano

    La strada ampia induceva alla corsa automobilisti e motociclisti, già non particolarmente civili di per loro. Prima non c’erano due corsie ma una sola ampia. Adesso attraversare la strada a piedi fa meno paura. Nell’ora di punta una coda, più disordinata, c’era pure prima.

  4. vaca de legn

    Ma il marciapiede non sempre è così largo.. ci sono tratti stretti e più larghi.. per avere una pista ciclabile uniforme si sarebbe comunque dovuto stringere la strada in alcuni tratti .. ottenendo così un effetto a fisarmonica con strozzature e poi allargamenti. Si sarebbero dovuti spostare tutti i lampioni.. i lavori sarebbero durati molto di più. Bisogna capire che la macchina a Milano si deve usare poco. Avrei messo i cordoli a riparo della ciclabile.. comunque.

  5. Andrea

    Questa tesi proposta a spesso dai detrattori della ciclabilità in città è alquanto assurda. Se una strada da una corsia viene ristretta il traffico può al massimo diminuire in quanto alcuni mezzi che prima passavano ora sono troppo larghi e non ci passano più oppure può rallentare in quanto la strada più stretta obbliga a prestare maggiore attenzione. Se si mantiene lo stesso numero di corsie il traffico non può aumentare, è un principio logico.

    Ma se la logica non è il vostro forte basta andare a vedere le foto di Street View (cliccando sul simbolino dell’orologio in alto a sinistra è anche possibile vedere le foto storiche) per accorgersi che prima e dopo la riqualifica lo spazio per incolonnare le automobili è rimasto lo stesso.

    Ottimo intervento, avanti così imperterriti!

    1. Anonimo

      Ok ma se la via la percorri, anzichè osservarla da casa su street view, ti rendi conto che basta un’auto che parcheggia o uno stop dell’autobus per bloccare tutto, come regolarmente succede.
      E’ diventata un’imbuto, che magari sarà deterrente alle auto in futuro (??) ma adesso è poco piacevole e ti fa pensare se non si poteva fare in modo meno devastante.

      1. M

        Ok, ora pensa, per esempio, a quelli che devono attraversarla, quella strada.
        Prima c’erano momenti in cui dovevi veramente assicurarti tre volte che chi stesse guidando ti vedesse e rallentasse.
        È leggermente più trafficata? Magari sì, ma adesso è una strada indubbiamente più sicura, sia per pedoni che ciclisti.

        1. Anonimo

          In realtà tutti gli attraversamenti di quella via sono regolati da semaforo.

          Tranne solo, uno a metà tra Primaticcio e Bande Nere. Quindi è vero che adesso con la coda permanente è più facile attraversare (in quello specifico punto), ma si tratta di questione non-material IMHO

          1. M

            Non proprio: ce ne ricordo almeno tre che sono “liberi” da semafori, di cui uno proprio di fronte al Municipio 6 e asilo/scuole.
            Quindi non proprio una zona dove non attraversa nessuno 🙂

          2. Anonimo

            Si in effetti è vero, e verso via Zurigo ce ne sono anche più di tre (ma quelli erano molto semplificati dallo spartitraffico coi cordoli veri).

            Resto del parere che non ha senso ridurre in coda tutto un settore della città per far attraversare meglio (mi sembra quello che si taglia il naso per far dispetto alla faccia) e comunque gli incroci davanti alle scuole sono da sempre presidiati in orario scolastico, ma in mancanza di meglio almeno è un effetto collaterale utile.

  6. Anonimo

    Ma Urbanfile ormai sta perdendo pezzi. Nel 2021 ancora a proporre di ridurre i marciapiedi? Ma menomale che hanno ridotto la carreggiata, percorro quella ciclabile tutti i giorni e l’unico difetto è che non hanno messo dei cordoli a protezione.

    1. M

      Concordo!

      A mio avvisto però, più che i cordoli, penso sarebbe stato utile lavorare di più negli incroci, dove improvvisamente la strada diventa un’area senza regole.
      Ma credo sia un problema di tutta la città, non solamente di questo intervento.

      1. Anonimo

        Vero, gli incroci sono importantissimi e andrebbero rivisti ovunque. Mettere i cordoli però è di più facile e veloce attuazione. In un giorno migliorerebbero tantissimo la fruibilità e sicurezza della ciclabile.

  7. Ale

    Quando 50 anni fa fu fatta questa strada, si pensò solo ad asfaltare ed alle auto, ora cambiare il pessimo status quo è difficile ma doveroso.

    Certo si poteva fare meglio, con cordoli a protezione e alberature anche sui marciapiedi.
    Ma il lavoro fatto è giusto, tolto un inutile spartitraffico in vernice, mantenuti i parcheggi e dato sicurezza a ciclisti e pedoni.

  8. Fabrizio Delfini

    Cito solo gli ultimi 2 incidenti mortali lungo la via:
    – un signore anziano che, vedendo l’auto fermarsi all’attraversamento pedonale, inizia a camminare sulle strisce. Purtroppo dietro arriva un’altra auto che decide di superare prendendo in pieno il povero signore;
    – la cantante sudamerica che, di notte con poco traffico, decide di fare inversione ad U e viene colpita in pieno da un SUV che andava a tutta velocità.

    L’intervento di Legioni Romane, quindi, non è stato fatto per fare una ciclabile ma per mettere in sicurezza una strada che mieteva in media una vittima all’anno. La larghezza delle corsie, che consentiva manovre azzardate e alte velocità, era la causa principale degli incidenti.
    Ricordo, inoltre, che quella via attraversa quartieri densamente abitati e si affacciano attività commerciali e servizi come l’anagrafe e una scuola.

    Quindi la domanda che faccio ad urbanfile è: era meglio mettere in sicurezza questa strada, provocando un po’ di traffico nel periodo di transizione, o mantenere un modello stradale 900esco dove la priorità va alle auto e in un angolino (meglio se stretto) si mettono pedoni e mobilità alternativa?

    Un’amministrazione responsabile deve sempre puntare ad una progettualità che porta a benefici futuri per l’intera collettività. Le auto non spariranno dall’oggi al domani, ovvio, ma credo che l’unico modo per salvare questa città da questa massa esagerata di automobili sia quello di avviare azioni e politiche volte a favorire forme di mobilità sostenibili (e questo significa anche salvare i pedoni che si “permettono” di attraversare la strada).
    Legioni Romane, infatti, non è un intervento fine a se stesso:
    – è stato ampliato il parcheggio d’interscambio di Bisceglie (2019)
    – si sta portando avanti il progetto di prolungamento della M1 fino alla tangenziale
    – si è ampliato il servizio Bikemi in tutta l’area compresa Giambellino (completato nel 2020)
    – è in corso la creazione delll’ambito di sosta 36 che induce i pendolari a lasciare la propria auto nei parcheggi di interscambio.

    Queste e altre politiche più o meno locali puntano a migliorare la situazione cittadina trasformando la città in un luogo più salubre, vivibile e sicuro.

    Le automobili non sono il male, ma l’uso spropositato che se ne sta facendo purtroppo ancora oggi sì

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