Milano | Porta Vercellina – Al via la riqualificazione di Via Bandello 22

Finalmente, incredibile, qualcuno si è deciso a sistemare le case operaie di via Bandello nel Borgo delle Oche a Porta Vercellina.

In via Bandello, di fronte al carcere di San Vittore, impossibile non notarle, si trovano delle case di notevole pregio artistico-architettonico con decorazioni in cotto molto belle. Infatti il lato dei numeri pari costituisce un unicum di cittadella industriale di fine Ottocento praticamente intatto: sono le “Case Candiani”, cioè il palazzo padronale, le abitazioni operaie e le (scomparse) fornaci della Carlo Candiani e C., stabilitesi qui a partire dal 1868, l’azienda che ha prodotto, fra le altre, le terrecotte e le statue del Museo di Storia Naturale di Milano inaugurato nel 1892.

Alcuni di questi palazzi erano praticamente in rovina, come si vede anche dalle foto che seguono.

Il progetto architettonico di Palazzo Bandello, è dello studio DFA Partners, riconsegna alla città questa meraviglia d’altri tempi alle nuove generazioni, ammodernando e restaurando l’edificio storico. Equity partner Concrete Investing

Palazzo Bandello è un progetto di risanamento conservativo dove lo stile Ottocentesco si coniuga con le esigenze del vivere più contemporaneo. La Residenza conserva gli elementi architettonici di pregio come le travi in legno, le murature in mattoni a vista e i dettagli delle volte degli interni. Allo stesso modo, l’esterno del complesso presenta e conserva una perfetta simmetria di vuoti e pieni, con ampie finestre impreziosite da cornici in cotto e caratteristici elementi ad arco.

Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

12 commenti su “Milano | Porta Vercellina – Al via la riqualificazione di Via Bandello 22”

  1. beh mi auguro che ci sia un restauro uniforme su tutto il palazzo. Dal rendering, sembra che una parte (quella più bassa) resterà come da restauro fatto una decina di anni fa. Un peccato, perchè sarebbe molto bello restituire un aspetto coerente a tutto il palazzo (magari sbaglio io).

    CI passo di fianco tutte le mattine a piedi e vedere quel palazzo che cade a pezzi fa piangere il cuore. Per fortuna da qualche settimana sono iniziate le demolizioni interne. L’unica parte del palazzo che era già stata sistemata anni fa conteneva un ristorante argentino che ha fatto una pessima fine.

    Rispondi
    • Addirittura 3 corsie sul lato ovest, se Corso di Porta Vercellina non fosse situato in Zona 1 potrebbe essere una superstrada con limite a 110 km/h.

      Ho paura però che nei palazzi che si affacciano sul corso abitino persone il cui voto conta di più del nostro.

      Rispondi
  2. beh intanto meno male che fanno un bel restauro, pechè io ci passo tutti i giorni e vi assicuro che stanno andando a pezzi ed è un vero peccato, perchè sono delle belle strutture. Sul prezzo non è certo la vista sul carcere che incide, ma la zone che resta comunque bellissima e vi assicuro che per assurdo è proprio il carcere in qualche modo a tenere la zona tranquilla, perchè al netto di un paio di manifestazioni di anarchici sfigati che ci sono ogni anno, per il resto la zona è super tranquilla. E poi da quelle case in massimo 5 minuti a piedi sei in santa maria delle grazie.

    Rispondi
  3. Ma il demanio quando si deciderà a vedere San Vittore e trasferire il carcere da un’ altra parte ?

    Quel carcere orami obsoleto e in centro città non ah più senso di esistere, mente il terreno su cui si trova, una volta riqualificato varrebbe una fortuna. In sintesi con la vendita di San Vittore ci costruisci 10 carceri moderne e ti resta ancora un profitto in tasca.

    Rispondi
    • Temo che la cosa non avverrà nel breve per 2 motivi:

      1) a giudici e avvocati che hanno lo studio i centro viene comodo avere il carcere giudiziario in pieno centro, e sono una lobby parecchio potente ;.))

      2) in ogni caso se trasferisci il carcere, buona parte delle strutture (in particolare il corpo centrale a stella e immagino anche l’ingresso principale) saranno sicuramente vincolate e non potranno essere abbattute, quindi o riesci a farci un museo o forse riesci a farci un albergo particolare. Insomma non è che tiri giù tutto e ci fai condomini e uffici di lusso, quindi il business case per acquistare l’area diventa molto poco sostenibile…

      Rispondi
  4. Sono nata nel 1975, in v Bandello 22 e la notte che prese fuoco il tetto….furono gli schiamazzi dei carcerati di fronte casa che per primi se ne accorsero, ad attirare l’attenzione delle guardie che chiamarono i vigili del fuoco che ci misero in salvo.
    Avevo pochi gg di vita quando successe ciò.
    Sono cresciuta correndo nei lunghi corridoi di quell’ edificio e cercando fantasmi negli appartamenti vuoti ormai abbandonati dopo l’incendio.
    Non fu mai sistemato completamente dopo quel terribile evento.
    Conosco quel palazzo come le mie tasche….e quando chiudo gli occhi rivedo la mia casa al terzo piano e tutti i nascondigli del palazzo che trovavo con le mie amiche di infanzia e i giochi che facevamo nel pianerottolo del secondo piano e sento ancora i condomini “datati” che ci sgridavano quando usavamo pattini e biciclette nei coridoi.
    Lì sono custoditi i più bei ricordi della mia infanzia.

    Rispondi

Lascia un commento