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Milano | Bovisa – L’arredo urbano di piazza Bausan

Piazza Giovanni Bausan nel distretto della Bovisa, è, in questi gironi, sottoposta ad un intervento di illuminazione e pulizia per la fontana. La fontana, va ricordato, venne realizzata nel 1928 per commemorare i caduti del quartiere della I Guerra Mondiale.

Piazza Bausan è il cuore vibrante della zona, qui convergono mezzi pubblici, il flusso di molta gente e anche gli studenti diretti alle varie facoltà universitarie o di ricerca della zona.

L’intervento, come si vede dalle foto, ha visto l’istallazione di nuovi punti luce e il restauro della fontana, che verrà illuminata meglio.

Ora, possiamo dire una cosa? Il Comune di Milano non ce la può fare sull’arredo urbano. Oltre alla miriade di pali, sempre abbondanti in città, i nuovi punti luce non c’entrano nulla con quelli già presenti, infatti, come si vede, i vecchi sono in stile ottocento, mentre quelli nuovi sono banali pali in zincato e faremo alogeno. Possibile che nessuno, né il Comune, né A2A, riescano a dare un senso estetico alla città? Possibile vedere questa costante sciatteria nell’arredo urbano?

La graziosa fontana, spartitraffico, si trova al centro della piazza, sopra un rialzo coronata da aiuole, è in fase di restauro e pulitura.

Che dire del resto della piazza? Sperando in una futura riqualificazione quando, verrà, spostato il capolinea dei tram nei presi della stazione ferroviaria della Bovisa. Nel frattempo il piazzale è una grande rotatoria dove i tram a volte attendono il turno per ripartire e dove, le automobili vengono parcheggiate in ogni angolo, rendendo la vita abbastanza complicata per chi ha intenzione di percorreva a piedi. Forse andrebbe un bel po’ rivista con nuovi percorsi automobilistici ben definiti e migliori percorsi pedonali. Nel frattempo il Comune, almeno questo, realizzerà due strisce pedonali per accedere nella parte centrale, prima inesistenti.




Per l'utilizzo delle immagini scrivere a info@dodecaedrourbano.com

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


32 thoughts on “Milano | Bovisa – L’arredo urbano di piazza Bausan

  1. Wf

    Poi dici perché Milano fa schifo…

    Ma ci vuole tanto per immaginare gli spazi come fanno anche nella più piccola e provinciale cittadina francese?

    Ormai l’ignoranza ha imbruttito anche chi progetta, chi esegue e chi coordina gli spazi della città.

    Non riescono ad immaginarla proprio una città diversa, una città umana.

    È come la favola della rana che vive tutta la vita nello sporco e poi ci si abitua…

    Per la rana lo sporco e il degrado è la sua normalità.
    Non conosce una realtà differente.
    Non riesce nemmeno a immaginarla.

    1. Anonimo

      Finché lasciamo decidere dei tecnici che hanno fatto il concorso solo per avere il posto pubblico fisso, e che avrebbero fatto allo stesso modo il bidello o l’impiegato del catasto, anziché a professionisti preparati e soprattutto MOTIVATI, questo sarà il risultato.

      1. Andrea

        Purtroppo non ci sono altri modi per assumere gente nel pubblico se non tramite concorsi pubblici.

        Forse sono i nostri politici che non sanno ascoltare e motivare i tecnici e passano il tempo a fare l’occhiolino ai privati invece di rafforzare la macchina pubblica.

        1. Anonimo

          su questo specifico aspetto dubito che il privato remi contro.

          è anche nel loro interesse che lo spazio intorno a un loro immobile sia, almeno, decente, non ti pare?

          1. Andrea

            Il privato non rema contro certamente ma più si chiede ai privati di sostituirsi al pubblico e più il pubblico perde conoscenze e autorevolezza. Inoltre il privato pensa giustamente a rendere vendibile la sua opera invece che creare servizi con funzione pubblica.

            Se gli uffici pubblici vengono usati solo per mettere due lampioni nel massimo risparmio e invece le nuove piazze e parchi vengono lasciati progettare dai privati pare ovvio che i tecnici del comune non siano motivati a fare bene.

            Bisogna credere di più nelle opere pubbliche invece di lamentarsi sempre con i tecnici e sperare nei faraonici rendering.

            Anche qua pare che i tecnici nello scegliere lo stile dei lapioni abbiano confuso una bella piazza storica con uno stadio di calcio:

            https://maps.app.goo.gl/gimzYgmgrevQnnLb6

          2. Anonimo

            Stiamo parlando di Arredo Urbano. Secondo me basterebbe rendersi conto che è un tema importante e scorporarlo dall’Urbanistica.

            E affidarlo ad una persona che abbia fra le sue doti la capacità e la volontà di dedicarsi ai dettagli.

  2. Andrea

    Effettivamente quella piazza sembra un po’ sprecata per fare da capolinea e una delle due file di binari potrebbe essere dismessa per recuperare ulteriore spazio per i pedoni.

    Serve anche un controsenso ciclabile in via Baldinucci per raggiungere Piazza Bausan dalla pista di via Pellegrino Rossi/Imbonati. Attualmente solo i ciclisti più convinti percorrono via Baldinucci in contromano, gli altri preferiscono fare giri più lunghi con l’automobile che poi parcheggiano in sosta vietata come si vede nelle foto.

    1. Dante

      Parcheggiano in senso vietato perché non c’è altro posto. Dove sono i parcheggi autorizzati? Si pensa alle piste ciclabili, giusto, ma chi ha la bicicletta ha anche la macchina., dove deve lasciarla quando prende la bici? Non è possibile trovare soluzioni interrate per il parcheggio ( a pagamento s’ intende) perché non tutti hanno un box. L’ automobile da sotto il sedere non ce la toglieranno mai, prendiamone atto, andiamo a batteria elettrica, ma diamole anche un posto dove sostare.

      1. Anonimo

        Caro Dante, il tuo ragionamento non fa’ una piega ma hai sbagliato blog.
        Qui vige il pensiero unico delle scatole di latta puzzolenti.

      2. Pensiero unico

        Le soluzioni interrate a pagamento, anche se ci fossero, non verrebbero utilizzate appieno. Tirare fuori 5 EUR al giorno per un posto auto sotterraneo magari a quattro isolati da casa contro un parcheggio gratuito su ogni superficie lastricata e non perché diritto inalienabile dell’uomo? Secondo te come va a finire?

        1. Anonimo

          Eh magari 5 euro… i parcheggi coperti per una giornata costano molto di più, ed è per questo che mediamente, soprattutto L’automobilista occasionale, preferisce rischiare una multa improbabile piuttosto che affrontare un esborso certo.

          Penso che sarà capitato a tutti di parcheggiare in un autosilo a Milano e trovarlo mezzo vuoto.

      3. Wf

        Invece di acquistare 3 auto a famiglia acquistare 2 e vedi che i posti auto disponibili triplicano di botto.

        Milano ha più auto pro capoccia di tutta Europa.

        Si DEVE diminuire questo moltiplicatore.
        Se vuoi trovare posto anche per te.

        Usi meno l’auto e ol posto lo trovi quando lo cerchi.

        1. Anonimo

          Ahi Ahi, oltre ai congiuntivi anche la matematica zoppica… Se si scende da tre a due auto per famiglia, le opportunità di parcheggio non triplicano. Triplicherebbero se si scendesse da tre ad un’auto…

          Ma il ragionamento è assolutamente corretto. In una città con un sistema di trasporto pubblico tra i migliori d’Europa considerando popolazione residente e pendolarismo (guardandolo con obiettività e non con disfattismo…), con opzioni multiple di mobilità condivisa, con molte distanze percorribili a piedi o in bici, è anacronistico dovere considerare il possesso dell’auto un caposaldo della nostra cultura.

          Sarebbe ora di mettere a riposo un secolo di propaganda che ci ha imposto il sogno di mostrare al resto del mondo il nostro mezzo di locomozione come rappresentazione del nostro successo, e passare ad un’altra era in cui la mobilità da punto A a punto B è quanto conta, e l’aspirazione è di avere uno spazio/aria/bellezza/respiro

          Qualcuno ci arriva prima, qualcuno ci arriverà con i propri tempi mentali allungati. Ma è irreversibile come l’euro…

        2. _

          che lo dica Wf ci sta.

          Che invece il Comune non abbia mai fatto uno studio serio per capire perchè la gente ha così tante auto, ci sta meno.

          Finchè ce la cantiamo noi sui forum ci sta di parlare di “cul* pesanti”, scatole di latta, autodipendenza e bicicletta(!) come soluzione finale dei problemi di mobilità dell’area metropolitana di Milano.
          Ma uno studio serio par capire la verità sul serio, perchè non lo fanno?
          Per capisci, non il solito studio che dice che i Milanesi usano la macchina (quello lo sappiamo già) ma PERCHE’ la usano…..

          1. Andrea

            Renzo dei Promessi Sposi è andato da Lecco a Milano a piedi e questa è la dimostrazione che c’è un solo ed unico motivo del perché sì utilizza l’auto: per comodità. Tra l’altro è di dominio pubblico che in Italia e soprattutto in Lombardia per 50-60 anni di fila la politica ha viluppato la mobilità esclusivamente per rendere più comodo l’utilizzo dell’auto.

            Quindi fare uno studio per avere risposte che conosciamo già non ha senso. Non servono nemmeno studi per capire se l’automobile è un mezzo sostenibile per gli spostamenti quotidiani delle persone visto che abbiamo già avuto la conferma pratica che non è così.

            Tra l’atro, nei posti dove si toglie o si riduce la possibilità di usare l’auto, le case aumentano di valore, i negozi guadagnano di più e le pubbliche amministrazioni hanno meno spese di manutenzione, e su questo invece ci sono diversi studi condotti dall’Unione Europea e dimostrazioni pratiche nelle nostre città che tutti noi conosciamo.

            Quindi ricapitolando: l’auto viene utilizzata perché attualmente è lo strumento più comodo per spostarsi, l’auto è uno strumento non sostenibile cioè non è fattibile renderlo comodo per tutti, se si riudcisse a rendere l’auto uno strumento meno comodo la gente si arricchirebbe.

            Mi sembri come quelli che di fronte alle evidenze poste da Galileo si rifiutavano persino di guardare nel canocchiale.

          2. Anonimo

            Grandissimo Renzo, no scusa, Andrea, quella del Promessi sposi è strepitosa, da Lecco a Milano a piedi e questa è la dimostrazione che è di dominio pubblico e soprattutto in Lombardia non serve uno studio abbiamo le risposte la politica abbiamo la conferma che l’automobile è così le case vendono di più’ Unione Europea e poi non vuoi metterci il “sostenibile” almeno due volte?
            Bella anche quella di Galileo.

          3. Wf

            Perché trenord fa cagare…

            E semplicemente perché la usavano tanto anche in nord Europa prima che incominciassero a creare spazi per i pedoni e le bici.

            In fondo in una città brutta che senso ha uscire a piedi a farsi un giro…

          4. V.

            @ Andrea: risposta simpatica, ma sembra di sentire Maran,
            Che non è una cattiva persona, anzi. Ma sulla mobilità ed i parcheggi a Milano ha fallito: è dieci lunghi anni che imperversa e siamo ancora all’anno zero (se non peggio di prima).

  3. Islington

    Dopo avere visto quella presa in giro che ci hanno spacciato come abaco dell’arredo urbano (di fatto solo una lista dell’esistente, incongruenze comprese) ancora ci stupiamo??

    Sui lampioni, poi, Milano sembra avere da sempre una speciale idiosincrasia.

    No, non ce la fanno.

    Tra l’altro questi lampioni in stile vengono piazzati assolutamente random in posti come questo, dove c’entrerebbero anche poco (altro esempio, piazza Caneva, con condominii anni 60 sullo sfondo) ma non nelle vie storiche e/o di pregio dove invece finiscono i pali zincati con quel corpo illuminante orrendo comprato a catalogo un tanto al chilo su internet.

    lo ribadiamo? E ribadiamolo: BASTEREBBE COSI’ POCO, solo un po’ di attenzione, a parità di costi.

    PS: E smettetela di usare l’aggettivo “grazioso”, ché manco la regina Elisabetta lo usa più… LOL

  4. Gianluca Brescia

    Invece di preoccuparsi dei pali e del loro numero secondo me occorre sottolineare che la piazza non è una vera “piazza”. Il capolinea del tram dovrebbe essere riqualificato… anzi le nuove vetture bidirezionali servirebbero proprio qui per far terminare il tram prima del capolinea in piazza. Finchè il capolinea verrà spostato alla stazione della Bovisa ne passerà di tempo. La corsia della rotatoria è da restringere.

    Non si può sempre fare una crociata contro i pali, i cartelli stradali o semafori.

    1. Anonimo

      “Non si può sempre fare una crociata contro i pali, i cartelli stradali o semafori.”

      Perchè no? Bisogna rassegnarsi anche sui pali alla meneghina triste mediocrità del “meglio di prima”??

  5. walter

    Via Baldinucci contromano per i ciclisti. La avevo proposta 10 anni fa a Maran quando aveva iniziato ascoltando le proposte delle associazioni ciclistiche.
    Ha preferito poi ascoltare i suoi tecnici che hanno reso impercorribili o pericolose per le bici molte strade di Milano, es mac Mahon o Mezzofanti.
    Mentre proponevo percorsi ciclabili ragionevoli e senza togliere spazio ai parcheggi ha preferito la strada delle ciclabili mangiaparcheggi e delle piazze multicolori. Tutto da rifare.

  6. Cristina

    Ma poi sarebbe anche utile inserire un percorso ciclabile nella piazza, visto che, tra le rotaie e le diverse immissioni sulla piazza, è davvero pericolosissima!

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