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Milano | Porta Volta – La guerra Comitato Baiamonti-Comune per un pezzetto di giardino

In questi giorni, è partito il cantiere nell’area un tempo occupata da un distributore di benzina demolito nel 2017, posto tra viale Montello i Bastioni di Porta Volta e piazzale Baiamonti. Per ora sono state alzate le cesate di lamiera per iniziare i lavori preliminari per la costruzione della seconda “piramide”, gemella di quella che ospita Microsoft e Fondazione Feltrinelli, e che dovrà ospitare il Museo Nazionale della Resistenza.

Cantiere che ha scatenato il comitato Baiamonti, agguerrito da anni contro la decisione del Comune di ridisegnare l’area dei caselli di Porta Volta.

Il Comitato ha così urlato sui social:

Comune di Milano: Bugiardi!

Il 12 febbraio il Comune di Milano, dopo una serie di incontri con gli assessori all’Urbanistica e alla Partecipazione, ci ha inviato la bozza di un accordo in merito alla gestione dei Liberi Giardini Baiamonti, da firmare entro il mese di febbraio.Nel Patto di Collaborazione era previsto che il Comitato si sarebbe occupato fino al dicembre 2022 delle seguenti iniziative, tutte autoorganizzate e liberamente fruibili e gratuite per i cittadini:• Cura del verde nelle aree affidate;

  • • Intrattenimento per bambini con arti circensi e giochi;
  • • Proiezione di film e documentari;
  • • Incontri su temi di cultura, scienza, ambiente;
  • • Eventi di musica e teatro.

Il 17 febbraio, dopo soli 5 giorni, vedevamo entrare nei giardini camion, ruspe e operai mandati dal Comune che iniziavano a recintare l’area. Ci siamo immediatamente rivolti agli uffici comunali per chiedere chiarimenti, e fra un imbarazzo e l’altro abbiamo scoperto che sono iniziati i lavori per l’inutile costruzione della seconda Piramide che costerà ai cittadini almeno 17 milioni di euro, decisi all’unanimità con delibera della Giunta Comunale dell’11 settembre 2020.Ci hanno presi in giro, ma tutto questo non deve passare sotto silenzio. Questa è la trasparenza dell’attuale Giunta Comunale. Probabilmente non riusciremo a fermare le ruspe, ma a informare i cittadini della realtà dei fatti sì. Questo non ce lo può impedire nessuno!Comitato Baiamonti Verde Comune

L’accordo prevedeva, così pareva, fino a fine 2022 la gestione da parte dello stesso Comitato per iniziative libere e gratuite, rivolte ai cittadini: dalla cura del verde ad eventi culturali o intrattenimento per bambini da tenersi nell’area dismessa temporaneamente.

Domenica il Comitato si è radunato per una protesta plateale in piazza Duca d’Aosta in Centrale. Probabilmente, come sostenuto da loro stessi, non riusciranno a fermare le ruspe.

Non sappiamo ancora cosa ribadirà il Comune, anche se, secondo noi, la scelta, senza preavviso e spiegazioni, è dovuta al fatto che probabilmente il Comune vuole consegnare il museo in tempo per l’evento del 2026 e se (conoscendo le tempistiche dei cantieri comunali) partissero i lavori per il 2022/23, probabilmente non ci sarebbe il tempo per la sua inaugurazione.

A nostro avviso il Comitato dovrebbe indignarsi soprattutto del fatto che per ora il restauro delle due palazzine del dazio (sono fatiscenti) non pare contemplato e che venissero rimossi, soprattutto, quei cartelloni pubblicitari, oltre ad impedire il parcheggio selvaggio, così diffuso da rendere pericoloso il transito in questo piazzale.

Specialmente bisognerebbe contemplare anche un rifacimento dell’intero piazzale Baiamonti, secondo noi, un orrendo spazio urbano che non è stato risistemato come si deve nemmeno col tracciamento delle nuove ciclabili.

Il progetto prevede, oltre alla costruzione della seconda “piramide”, di dimensioni ridotte, anche la sistemazione del giardinetto che lo circonderà e la completa riqualificazione dell’orrendo parcheggio del viale dei Bastioni di Porta Volta.

Qui di seguito invece, vi riproponiamo le immagini della passeggiata Pasternak, aperta lo scorso novembre. L’area che è in cantiere ora, sul lato opposto del piazzale, sarà, in versione ridotta, simile a questa.

Bastioni di Porta Volta, piazzale Baiamonti, Fondazione Feltrinelli, Museo Nazionale della Resistenza, Cantiere, Comitato, passeggiata Pasternak


Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


57 thoughts on “Milano | Porta Volta – La guerra Comitato Baiamonti-Comune per un pezzetto di giardino

  1. Anonimo

    D’accordo con il contenuto dell’articolo. Che il comitato si occupasse della sistemazione del fatiscente piazzale e della sosta selvaggia. O forse quella fa comodo ai residenti?
    Vogliamo parlare dello stato dei caselli daziari, uno adibito a bar e uno ad associazione “culturale”?

      1. Anonimo

        Ero strafelice quando avevano approvato il progetto della seconda piramide alla faccia del comitato di zona…

      2. Marco

        Io non darei nemmeno troppa visibilità a questi 4 gatti… Il resto degli abitanti di Milano è a favore di questo bel progetto

    1. Anonimo

      Magari sono “poveretti” (come sostiene l’anonimo qui sopra) o magari persone che guardano solo al loro orticello senza vedere cosa succede intorno (come sostiene l’articolo) ma se il Comune aveva preso un impegno era giusto che lo mantenesse o almeno spiegasse bene cosa succedeva.

      Il coinvolgimento della cittadinanza non sono solo le belle parole e i sorrisi e le promessine generiche negli “incontri con la cittadinanza”. Mia personale opinione, avulsa dal caso in questione.

      1. Andrea

        La cittadinanza spesso non è in grado di esprimere idee per il bene comune, non vede oltre il proprio naso.
        Come nel caso di questo comitato di quartiere, che come si faceva notare si batteva addirittura per mantenere il benzinaio.

  2. N

    Questa non è richiesta di quartiere ma una lotta ideologica.
    Si vuole autogestire uno spazio, ma esattamente a 100m c’ è un giardinetto che svolge o potrebbe svolgere la stessa funzione.

    Io credo che un museo e una riqualificazione degli spazi antistante la nuova piramide, con tutela delle rovine storiche e con magari (lo spero vivamente) una riqualificazione di viale Montello, (la rimozione del parcheggio enorme e l’alberatura delle strade) sia molto più “ridare spazio alla comunità e al quartiere” che organizzare spettacoli di clowneria o proiettare film la sera.

  3. Anonimo

    Assurdo opporsi ad un progetto di tale cifra architettonica. Io abito nel quartiere e mi dissocio con forza: non vedo l’ora di vedere la piramide e che quel cesso di giardinetto fatiscente venga rinnovato.

  4. GB

    Assurdo opporsi ad un progetto di tale cifra architettonica. Io abito nel quartiere e mi dissocio con forza: non vedo l’ora di vedere la piramide e che quel cesso di giardinetto fatiscente venga rinnovato.

  5. Mino Ferraro

    È una follia che quattro persone si auto nominino portavoce di una zona per imporre la loro agenda.

    Il comune non doveva dare nessun impegno a costoro anche se si fossero incatenati ad un palo della luce minacciando scioperi della fame. Ci sono sufficienti organismi rappresentativi regolarmente eletti (comune o municipi di zona) che non possiamo ascoltare la voce di groppuscoli di persone con i propri legittimi gusti. È chiaro che se qualcuno dell’amministrazione ha speso la sua parola per un patetico rinvio dei lavori e poi se la è rimangiata, ci fa una figura due volte meschina, ma ciò non toglie che opere deliberate e passate al vaglio di numerosi organi controllori devono essere realizzate

  6. Andrea

    E’ una follia spendere 17 milioni di euro per creare un museo da mantenere in una zona che andrebbe riqualificata.

    Non mi stancherò mai di ripeterlo: le riqualificazioni le deve fare il Comune secondo le esigenze dei cittadini, non i privati! Se Feltrinelli si costruisce la sua piramide, il Comune deve fare la sua parte invece di chiedere a Feltrinelli se per piacere può costruire un’altra piramide uguale.

    Io chiedo a tutti i commentatori che “non vedono l’ora di vedere la piramide”: una volta che l’avrete vista e avrete potuto constatare che è identica a quella già costruita accanto cosa sarà cambiato della vostra vita?

    Insultatemi quanto volete ma le mie esigenze mi portano a desiderare altri interventi: un’estensione dei giardinetti di Lea Garofalo, la riqualifica degli attuali caselli daziari ed una riorganizzazione di Piazzale Baiamonti con particolare attenzione ai percorsi ciclopedonali. Per quanto voglia bene ai nostri partigiani, il museo della resistenza dovrebbe essere la cigliegina finale se avanzano ancora soldi. 17 milioni buttati nel cestino.

    1. Precottino

      Per quanto mi riguarda dovrebbero abbattere i caselli e costruire pure sopra il giardinetto Lea Garofalo.

    2. Anonimo

      @Andrea: Sono d’accordo con tutto quello che dici, tranne che sull’estensione dei Giardinetti Lea Garofalo: è l’ora che il Comune faccia la sua parte e mi piacerebbe un vero giardino PUBBLICO (e possibilmente un po’ più bello di adesso) come tutti i giardini delle città del mondo, non gestito da una Associazione per quanto volenterosa e degna per quanto ha fatto in passato.

  7. Anonimo

    Ridicoli, sono una minoranza non solo rispetto alla città di Milano ma rispetto al quartiere. Da residente io sono strafelice e non vedo l’ora che la seconda piramide sia costruita. Quel “giardinetto” poteva essere una bella idea ma gli stessi realizzatori non si sono mai preoccupati di farne un luogo vivo ed era diventata semplicemente un’area cani. Mi fa ridere poi che con tutto lo schifo che quell’angolo raccoglie (dal punto di vista urbanistico) questi 4 gatti non abbiano mosso un dito per migliorare l’area e ora stiano facendo questa pagliacciata.

    1. Mino Ferraro

      Sulla “consonanza delle considerazioni”, mi sembra che ci sia un ampio spettro di posizioni anche per il PRO.

      Io ne faccio una questione di principio e non di architettura: non penso che si possa bloccare progetti per gli strilli di individui che arbitrariamente di oppongono ad una decisione delle istituzioni preposte. Foss’anche un edificio che mi facesse ribrezzo, criticherei al bar o anche su questo blog, ma non pretenderei che la mia posizione personale, anche se condivisa da una dozzina di miri accoliti, scavalcasse la delibera pubblica. Altrimenti ci condanniamo alla paralisi.

      Altri si riferiscono alla situazione deprimente attuale e apprezzano il progetto.

      Mi sembra un bel caleidoscopio di opinioni, ma se vogliamo vedere una cospirazione, fate pure…

      Sulla destinazione a museo della Resistenza, senza avere posizioni ideologiche a favore o contro, spero solo che sarà ben fatto e non schierato, e che attragga pubblico milanese e da fuori. Altrove il patrimonio museale funge da calamità per il turismo e può facilmente compensare l’investimento di svariati milioni

      1. Anonimo

        Bella “il patrimonio museale funge da calamità”. Dubito che l’accento fosse voluto, ma regala un sorriso

      2. Anonimo

        Guarda che “Sulla “consonanza delle considerazioni”” intendevo proprio quell’ampio e dubbio spettro di posizioni solo per il PRO.
        Per quanto riguarda la tua preoccupazione che il futuro museo della resistenza sia” ben fatto e non schierato” puoi sicuramente dormire sonni tranquilli, figuriamoci, Felltrinelli un nome una garanzia.

        1. V.

          “Felltrinelli un nome una garanzia.”

          Ci faranno un Museo in franchising travestito da Bar/caffetteria (o viceversa) 🙂 🙂 🙂

          1. Anonimo

            Immagino che la preoccupazione del messaggio precedente fosse di un museo militante con un tripudio di retorica di sinistra. Io spero che sia bilanciato, senza bandiere, cercando di descrivere una cruciale fase storica del nostro paese e non il Palio di Siena visto da un contradaiolo.

            Sarò un ingenuotto…

        2. Anonimo

          Che lo spettro sia ampio è legittimo.
          Che sia dubbio è indice che tu la vedi al contrario e che sei pronto ad iscriverti a QAnon

          1. Anonimo

            Oh ma non capisci un cazzo,
            dubbio che lo spettro sia ampio e quasi univoco per il PRO intendevo,
            forse tu sei pronto a iscriverti all’ANPI invece

            @V. invece ha capito il senso ironico e concordo, magari avanza anche qualche ufficetto da affittare.

          2. Anonimo

            Se mi dai l’indirizzo mi iscrivo all’ANPI (Associazioni Nazionale Pistola Italiani) di cui immagino tu sia presidente onorario.

            Immaginare che tutti quanti siano obnubilati dalla propria faziosità politica quando esprimono un parere è esattamente la mentalità di quei quattro poveracci che costituiscono il comitato protestante. Che a naso immagino caschino dall’altra parte della barricata rispetto alle tue posizioni

          3. Anonimo

            Oh ma tu vuoi proprio insistere “col tuo naso immagini caschi cosa da che partecipa che barricate eccetera non lo so“ fatto sta che sei tu a insultare e dare dei poveracci a chi “costituisce il comitato protestante” che evidentemente e’ dall’ altra parte rispetto alle tue opinioni,
            P.S. Forse il concetto non e’ chiarissimo ma in ogni caso non avresti capito lo stesso.

          4. Anonimo

            No, carissimo.
            Ritengo perfettamente legittimo avere opinioni di qualsivoglia natura su come sviluppare una città. E poterle esprimere.

            Quello che non ritengo accettabile è che poche persone (“quattro poveracci”) esigano che le proprie idee vengano realizzate quando istituzioni deputate dalla res publica e, nella loro componente politica, elette democraticamente, hanno deciso diversamente.

            Farei lo stesso discorso per qualsiasi opera di ogni genere, dalla TAV al Museo della Resistenza (giusto per far capire che è il principio e non l’oggetto che critico, e che non è la bussola ideologica ha dettare la mia direzione). E lo stesso direi se ci fosse un’amministrazione di matrice opposta a quella attuale.

            Nel tuo caso invece mi sembra che tu abbia opinioni contrarie all’edificio in se, forse perché sposi la preferenza per un giardino in quel luogo oppure perché la resistenza non ti sta granché simpatica.

            Sono due prospettive diverse. Penso di aver capito quanto tu hai scritto, anche se tu stesso ammetti che i tuoi pensieri sono un filo confusi

          5. Anonimo

            No, carissimo.
            Ritengo perfettamente legittimo avere opinioni di qualsivoglia natura su come sviluppare una città. E poterle esprimere.

            Quello che non ritengo accettabile è che poche persone (“quattro poveracci”) esigano che le proprie idee vengano realizzate quando istituzioni deputate dalla res publica e, nella loro componente politica, elette democraticamente, hanno deciso diversamente.

            Farei lo stesso discorso per qualsiasi opera di ogni genere, dalla TAV al Museo della Resistenza (giusto per far capire che è il principio e non l’oggetto che critico, e che non è la bussola ideologica ha dettare la mia direzione). E lo stesso direi se ci fosse un’amministrazione di matrice opposta a quella attuale.

            Nel tuo caso invece mi sembra che tu abbia opinioni contrarie all’edificio in se, forse perché sposi la preferenza per un giardino in quel luogo oppure perché la resistenza non ti sta granché simpatica.

            Sono due prospettive diverse. Penso di aver capito quanto tu hai scritto, anche se tu stesso ammetti che i tuoi pensieri sono un filo confusi persino per te

  8. Anonimo

    Viva il progetto ” seconda piramide Feltrinelli “.

    Adesso su quell’area insiste un giardinetto tristissimo. la riqualificazione valorizzerà TUTTA la zona

  9. Anonimo

    1. Verde in zona
    Nel raggio di un km ci sono: Parco Sempione, BAM, giardini musei del Design, nuova passeggiata della Feltrinelli, giardino Lea Garofalo e pure il Cimitero Monumentale. In attesa dello scalo Farini
    Non è esattamente un angolo di Milano dove il verde sia assente.

    2. Costo dell’opera
    Concordo con Mino, una città come Milano potrebbe ulteriormente sviluppare il suo turismo con un’offerta museale sempre più ricca. Se l’erigendo Museo della Resistenza sarà fatto bene (possibilmente senza un taglio troppo politico, ma non voglio stimolare reazioni rosse o nere…), negli anni questo investimento iniziale sarà tranquillamente ripagato. Ovviamente più massa critica di iniziative culturali vi sarà, più il pubblico riconoscerà lo status di Milano come capitale intellettuale (con l’interessante ritorno economico conseguente, per chi alla parola cultura mette mano alla pistola)

    3. Piazza Baiamonti e caselli
    Un’opera (la piramide) non esclude l’altra (rimettere a posto un pezzo di Milano tenuto in modo osceno. Se fossi un comitato di quartiere di questo condurrei la mia crociata

  10. lorenzo

    Perfettamente d’accordo con l’articolo, mi sembra davvero una guerra ideologica, perchè non pensano invece a lottare per qualificare la parte centrale dei Bastioni di Porta Volta, veramente orribile, trasformandola a prato e piantumandola con platani? Una volta costruito il nuovo edificio e sistemata la zona a verde come hanno fatto con l’altro sarà sicuramente più bello di quanto sia ora.

  11. lorenzo

    Perfettamente d’accordo con l’articolo, mi sembra davvero una guerra ideologica, perchè non pensano invece a lottare per qualificare la parte centrale dei Bastioni di Porta Volta, veramente orribile, trasformandola a prato e piantumandola con platani? Una volta costruito il nuovo edificio e sistemata la zona a verde come hanno fatto con l’altro sarà sicuramente più bello di quanto sia ora.

  12. lorenzo

    Perfettamente d’accordo con l’articolo, mi sembra davvero una guerra ideologica, perchè non pensano invece a lottare per qualificare la parte centrale dei Bastioni di Porta Volta, veramente orribile, trasformandola a prato e piantumandola con platani? Una volta costruito il nuovo edificio e sistemata la zona a verde come hanno fatto con l’altro sarà sicuramente più bello di quanto sia ora.

  13. Lorenzo Lamas

    La maledizione del pharaone colpirà non solo i poveracci ma tutti i residenti! Tremate, la piramide arriverà. Arriverà. Arriverà (e poi continua l’eco).

  14. Anonimo

    Finalmente si completa forse il più bel progetto per Milano
    Basta con questi comitati non se ne può più
    Vi ricordo il comitato contro porta nuova, contro city life è il vergognoso comitato che da decenni difende un buco lasciato dal vecchio palazzo dello sport e che si oppone alla realizzazione del nuovo stadio
    La città non è dei comitati ma di tutti i cittadini che vogliono una Milano sempre più bella

  15. Lorenzo

    Vergogna, studio al Politecnico in un corso di laurea in inglese, pieno di studenti internazionali e tra coloro che vengono dall’estero uno dei posti preferiti dove studiare è la biblioteca della Fondazione Feltrinelli. Un nuovo luogo culturale a Milano e in quella zona può solo fare bene, quel giardinetto non dà nessun valore aggiunto al quartiere e alla città se non a una sparuta minoranza di abitanti del quartiere.

  16. adda

    Ma è fake news dall’inizio alla fine. Che lì fosse progettato il Museo e che fosse arrivato il via libera, era stato annunciato da Franceschini mesi fa. È letteralmente impossibile, che un’area di fatto non accessibile (se non ai cani), inospitale e non frequentata, e certamente non un bene per il pubblico, che quest’area fosse data in concessione a un’associazione mentre veniva destinata ad altro uso. Sarà l’area Lea Garofalo. E male fa Urbanfile a riprenderla, senza verifiche, perfino senza un minimo di senso critico e buon senso. Diffondere fake news, create da un gruppo organizzato, non vuol dire dare voce alla scontento popolare: significa farsi strumento ingenuo di bugie e amplificatore di interessi parziali e anti-comunitari, travestiti da suo opposto

  17. Wf

    Ma basta.
    Fare presto sta xazzo di piramide che il problema non è la seconda piramide ma lo schifo di tutta piazzale baiamonti!!

    Bisogna chiudere sto cantiere per poi passare i fretta a rifare piazzale Baiamonti e via Ceresio che stanno uno schifo.

    C’è altro da sistemare.
    Non possiamo fermarci qui

  18. Anonimo

    A tutti quelli che si sognano di notte la seconda piramide come se fosse una nuova meraviglia del mondo, vorrei ricordare che non tutti la pensano come loro. Se per qualcuno vivere in città significa passare la vita a lavorare ed ammirare palazzi, per altri significa innanzitutto socialità, scambio culturale e fare iniziative insieme. Queste persone sono anche parte della città e hanno diritto ai loro spazi. E in questa prospettiva, gli spazi di una Milano che guarda unicamente al profitto stanno diventando sempre più ostili per queste persone. Quindi hanno ragione a reclamare quello che è un loro diritto, visto che per fortuna non viviamo in una dittatura. Questo è il vero punto del dibattito, non “piramide o non piramide?”. Il fatto che siano stati presi in giro dal comune è una cosa grave.
    Voi però avete già deciso che sono parte di una ‘minoranza’, quindi — seguendo la vostra logica — di un gruppo che non ha diritto di avere voce, che deve sottomettersi al volere degli archistar e degli speculatori finanziari, oppure più in generale alla vostra idea di città. Pensatela come vi pare, non sono io a dire di farvi un esame di autocoscienza. Ma non dite che lo fate per il museo della resistenza, visto che non avete imparato cosa significa rispettare e difendere le minoranze — valori che hanno ispirato la resistenza contro il nazifascismo a suo tempo.

  19. Mino Ferraro

    Sul metodo. Ma tu e chiunque altro avete pieno diritto di esprimere le vostre idee. E questo forum ne ospita di ogni genere.

    Il problema è quando si passa dalla decisione e alle loro realizzazioni: le posizioni non sono tutte compatibili. Se costruiamo la piramide molti se ne compiacciono, ma tu e altri siete delusi, se non la si costruisce, contenti e scontenti si invertono. Tertium non datur (oppure una possibile terza opzione può scontentare entrambe le fazioni; paradossalmente più facile da accettare perché non si accontenta nessuno, tipo Re Salomone)

    L’unica via d’uscita è di lasciare la scelta, con onori e oneri, a rappresentanti eletti e a tecnici che possano spiegare alla politica le diverse opzioni (in caso di situazioni complesse). Ogni privato cittadino o associazione può far sentire la propria voce, poi quando prende la decisione, si procede.

    Sul merito. Quanto alla socializzazione, penso che una biblioteca e un museo dovrebbero stimolarla almeno quanto lo status quo. E il tuo suggerire che chi non si allinea alla tua visione sua schiavo di archi star e speculatori è altrettanto totalitaristico

    Infine, di spazi c’è ne sono pochi per tutti in una città. Ma non zero. Quanti parchi o giardini possono ospitare persone che vogliono fare iniziative insieme, del genere di quelle che si vorrebbero fare nel fazzoletto di terra al centro di questa diatriba? Mi sembra una guerra di religione più che un esercizio di ragionr

    1. Andrea

      Se invece della piramide avessero proposto i Nuovi Giardini Porta Volta, penso che, almeno su questo blog, avrebbero fatto tutti la ola e nessuno si sarebbe mai sognato di scrivere: “che schifo i giardini, voglio un’altra piramide come quella accanto”.

      1. _

        Se invece della piramide museo avessero proposto una nuova piramide ma adibita a biblioteca per gli studenti, visto che la BEIC è stata cancellata e la Sormani nel palazzo di A2A non hanno nessunissima intenzione di allargarla (e la sala lettura della Feltrinelli è sempre piena), penso che, almeno su questo blog, nessuno avrebbe detto “che schifo la piramide, voglio un giardinetto”

        Ognuno ha la sua prospettiva, peccato solo che il Comune sulle destinazioni d’uso delle sue aree non chieda mai parere a nessuno.

        1. Anonimo

          Probabilmente è stato chiesto il parere a qualcuno, ma se chiedo a te mi rispondi una piramide/biblioteca, se chiedo a chi ti ha preceduto i Nuovi Giardini Porta Volta. Se chiediamo a cento persone avremo almeno una dozzina di risposte.

          Cosa facciamo? Un referendum a doppio turno (lista lunga di proposte e finale fra i due progetti più votati)? Per ogni spazio libero o iniziativa comunale/provinciale/regionale/statale o europea?

  20. Jac

    Ma perché la Piramide dovrebbero escludere la “socialità”? Prima della costruzione Feltrinelli vi erano macerie e un vivaio e al posto della futura Piramide c’era un distributore, di quale socialità cancellata parliamo?Adesso la gente passeggia e può godere di uno spazio esterno semi ordinato avendo anche la possibilità di incontrarsi e sedersi.A me sembra che se avessimo dato sempre retta al NO per partito preso saremmo ancora alle diligenze.

  21. Anonimo

    Ad opporsi al progetto è una minoranza rumorosa.
    Molti residenti della zona, come il sottoscritto, il progetto lo vogliono eccome!

  22. Anonimo

    Questi pseudo difensori del bene comune avrebbero utilizzato quello spazio solo per i loro comodi, generando degrado, disordine e sporcizia. Il loro intento è la protesta fine a se stessa, vedi appunto la difesa del benzinaio, che ha generato nel quartiere solo concentrazione di auto e di conseguenza inquinamento per 60anni. Questo vuol dire difendere ambiente e verde?
    Il progetto di riqualificazione oltre a creare bellezza, che non è poco, genera lavoro e cultura oltre che difesa dell’ambiente.
    Rivendicano diritti calpestando i diritti degli altri, attribuendosi privilegi assurdi come parcheggiare continuamente l’auto sul marciapiede davanti ad un monumento, mi riferisco al casello daziario.
    Ma perché non capiscono che sono solo quattro gatti che non rappresentano nessuno del quartiere e forse nemmeno se stessi?!
    Il progetto di riqualificazione dei caselli daziari e ancor più il museo della resistenza (utile a mantenere la memoria di chi ha perso la vita per darci la libertà che oggi abbiamo), è ciò che tutti nel quartiere, cioè i veri residenti, non gli avventori di turno, attendono con immenso piacere e orgoglio.

    1. Andrea

      Scusa e tu chi sei per dispensare tutte queste verità sulle ragioni degli altri? Nemmeno il Papa ha la verita in mano al giorno d’oggi.

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