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Milano | Porta Nuova – Pirelli 39 e il braccio di ferro sulle volumetrie in più col Comune

Abbiamo visto con piacere come sarà riqualificato l’ex palazzo degli Uffici Tecnici del Comune di via Pirelli 39, l’ormai ribattezzato Pirellino di via Melchiorre Gioia, diventando P39Torre Botanica secondo il progetto del gruppo formato da Diller Scofidio + Renfro (DS+R) e Stefano Boeri Architetti.

Il progetto già da subito è finito in un mare di polemiche, non tanto per l’architettura, ma per il bonus del 25% in più di volumetrie. Polemiche che animano il Comune di Milano e la Regione Lombardia che ha approvato la legge che prevede un bonus aggiuntivo del 25% di volumetria per gli edifici dismessi da almeno 5 anni.

Il progetto, ora, potrebbe subire non indifferenti cambiamenti per essere approvato dalla Giunta milanese, se l’escamotage non venisse accettato dal Comune.

Il 25% in più di volumetrie serve a Coima per realizzare il nuovo complesso composto da due torri (una per uffici e una per il residenziale) e la conversione del famoso ponte su via Melchiorre Gioia che diverrebbe un orto botanico, serra e spazio culturale per la città. E come ha detto chiaramente Manfredi Catella (ceo di Coima) alla presentazione del progetto, sceglierà di non procedere con la riqualificazione del ponte. Una struttura che richiederà comunque ingenti costi di manutenzione, a carico di Coima, così come la gestione della Biblioteca degli alberi che costa ogni anno tre milioni di euro alla società di Catella.

Per il progetto, che ci piace molto, perdere questo spazio pubblico e iconico sarebbe un vero peccato. Anche se, in caso di approvazione, diverrebbe certamente un caso politico e una patata bollente non indifferente per il Comune, perché sicuramente altri progetti in corso in città potrebbero protestare e ricorrere in giudizio, finendo in una spirale infinita e senza apparente soluzione. Ovviamente senza recepimento della legge regionale e a regolamenti comunali immutati.

Ad ogni modo, questa legge regionale è stata dichiarata di recente incostituzionale dal Tar, ma non si tratta che del primo passo di una querelle giudiziaria che avrà altre tappe. Pertanto non ci resta che attendere le autorizzazioni pubbliche e l’ok a procedere.

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Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


35 thoughts on “Milano | Porta Nuova – Pirelli 39 e il braccio di ferro sulle volumetrie in più col Comune

  1. Anonimo

    Non so come essere grato alla regione per aver fatto luce in maniera così evidente su un tema davvero importante che il comune per anni si è rifiutato di voler affrontare.

    1. Anonimo

      veramente il comune aveva già affrontato di recente – con logiche penalizzanti per i proprietari inadempienti di immobili e non premianti come fanno quegli incapaci della regione – il tema…

    2. Anonimo

      Ahahahah la Regione avrebbe fatto cosa? Regione Lombardia si è dimostrata incapace sotto vari punti di vista: dalla gestione sanitaria ai trasporti, dalla gestione ALER all’urbanistica. Non è un caso se il TAR ha infatti stabilito che tale legge è INCOSTITUZIONALE. Il Comune ha affrontato la questione, evidentemente però a lei non sta bene perché affetto dal complesso “lo voglio sempre più grande”.

      1. Anonimo

        Il TAR ha rinviato la decisione alla CORTE COSTITUZIONALE.
        Non ha stabilito una bella cippa.
        E fatti pure una bella risata(fa bene alla salute) attaccando come al solito la Regione Lombardia che è tanto di moda per chi si informa solo sul fattoquotidiano, repubblica ecc.

        1. Anonimo

          Non c’è bisogno di leggere Repubblica per farsi due risate sulla gestione ciellinoleghista della Regione. Basta il profilo Facebook di Gallera.

        2. Anonimo

          Ovviamente nessuna corte che non sia la corte costituzionale può dichiarare incostituzionale una legge. Le altre possono al massimo sollevare la questione di incostituzionalità, ed immagino fosse questo che intendeva dire l’anonimo delle 13.45.

          1. Anonimo

            Ciccio, se l’Anonimo delle 13.45 scrive “ ha stabilito” e non “sollevato la questione di “incostituzionalità’ io non immagino, ma leggo paroparo.
            Ovviamente.

  2. Simone

    Ci vorrebbe una petizione affinchè si spinga il Comune a optare per la realizzazione del ponte coin 25% di volumetria in più. Se anche altri useranno la volumetria in più per spazi pubblici e di interesse cittadino, ben venga, altrimenti la differenza è chiara. Senza la riqualificazione del cavalcavia il. progetto perde il 70% del fascino, ed è l’ennesima torre con alberi (bella eh, ma il bosco verticale cosa porta alla collettività?), è lo spazio pubblico che conta a mio parere.

    UrbanFile si fa una petizione?

    1. Mino Ferraro

      Mi sembra la proposta più sensata. 25% in più (magari anche qualche punto percentuale aggiuntivo), completamente dedicato a spazi pubblici progettati insieme al comune.

      Questo impedirà le più bieche speculazioni da palazzinari e consentirà operazioni private giustamente profittevoli con ricaduta per la collettività.

      Questo progetto è l’esempio perfetto di un possibile vantaggio per tutti le parti. Vediamo se anche altrove gli sviluppatori proporranno volumetrie incrementali per il pubblico.

      Rimane disdicevole il comportamento ricattatorio del costruttore in questo frangente

      1. Mino Ferraro

        Mi correggo.
        “ 25% in più (magari anche qualche punto percentuale aggiuntivo DELLA VOLUMETRIA ORIGINALE!)”

        Me ne scuso, poteva sembrare che suggerissi di incrementare ulteriormente la cubatura

    2. Anonimo

      Se verrà dichiarata incostituzionale la legge regionale non sarebbe il caso di approvare questo progetto con il ponte come deroga al PGT?

  3. Ale

    Regione Lombardia, quelli che di urbanistica se ne intendono. Quelli del piano sopralzi, quelli della gestione Aler… quelli che anche questo giro si sono inventati una leggina pro palazzinari. Qui sembra ben applicata grazie ad un progetto ricco in pieno centro, ma vi immaginate nel resto della città che disastri può portare?!
    No grazie.

    1. Anonimo

      Beh questa è una versione un po’ da superficialotto se mi permetti.

      Per quanto io non ami particolarmente la regione in questo periodo e veda anche gli effetti collaterali di questa legge, bisogna riconoscere che è proprio in periferia e lontano dai grandi centri che c’è bisogno di recuperare il dismesso.

      Adesso discettiamo della zona più ricca di Milano, ma appena ti allontani dalo scintillante centro di Milano, vedi tante realtà che con regole di volumetria più penalizzanti resterebbero esattamente come sono adesso: abbandonate.

      1. Wf

        Il costruttore se non le riqualificava vedeva perdere il diritto a costruire.

        E tutto questo è andato in fumo con la genialità della regione Lombardia.

        È un fatto.

  4. Anonimo

    petizione o non petizione, non è così semplice… come evoca UF, se apri un varco tutti i costruttori proveranno ad infilarcisi. con il rischio di piogge di ricorsi che manderebbero in tilt tutto il sistema.

    immagina gli interessi in gioco, le volumetrie, i soldi..
    il comune deve tenere il punto, anche a costo di sacrificare questo elemento del progetto, per salvarne innumerevoli altri dal rischio +25% di volumetrie.

    inoltre il premio come congegnato dalla regione spinge ad abbandonare progetti di riqualificazione in attesa di ottenere il +25%, contrariamente al comune che penalizzava l’abbandono di interi palazzi senza riqualificarli.

    in pratica la regione ha fatto la solita boiata, spiace dirlo, per chissà quali interessi…

    al tempo stesso coima fa una bella figura con questo ricatto e ancor più bella de dovesse lasciare perdere la riqualificazione del ponte. staremo a vedere.

  5. Andrea

    Lasciate perdere il costosissimo (anche da mantenere) ponte serra. Fatevi dare una valanga di oneri edilizi e usateli per opere di pubblica utilità. L’incrocio viale della Liberazione Melchiorre Gioia è ancora in attesa della fine dei lavori, via Pirelli vuole una pista ciclabile per raggiungere la stazione Centrale, via Sassetti aspetta una ciclabile per collegarsi a quella di via De Castilla, la piazza della stazione Garibaldi è di proprietà del Comune o di FS? Anche lei aspetta una riqualifica.

    Una volta fatti i compiti, penseremo a comperare i giocattolini.

    1. Anonimo

      GRAZIE Stefano.
      Raramente si leggono su questo blog interventi così precisi, argomentati, pertinenti, non superficiali e non generici come il tuo.
      Grazie ancora, ti sono vicino.

  6. Anonimo

    Parcheggi a Milano. Letame sulla giunta comunale.
    Legislazione sul bonus edificatorio. Letame sull’amministrazione regionale

    Almeno ci fosse l’onestà intellettuale di regalare letame a prescindere dalla bandiera politica…

    Idealmente ci fosse un filo più di costrutto nei commenti e che non riconoscesse immediatamente la matrice ideologica dello scrivente

      1. Anonimo

        La conferma del commento a monte…
        Come si possa addensare tanta pochezza intellettuale in un sito con così alto livello culturale…

        Su entrambi i fronti, sia ben chiaro, non ci facciamo mancare nulla

  7. Precottino

    Non capisco che problema vediate ad aumentare del 25% le cubature. Milano non è una città particolarmente densa, specialmente in alcuni suoi quartieri non centrali (in generale tutta la parte ovest al di fuori della cerchia, ad esempio) e un 25% in più non può che far bene anche in termini di sostenibilità economica del trasporto pubblico.

    Il problema della legge regionale è più che altro legato alle tempistiche ‘extra’ che sono concesse ai proprietari degli immobili sui tempi di riqualificazioni.

  8. Anonimo

    L’idea del ponte multifunzionale di Coima sembra fatta apposta per ricattare il comune per ottenere il 25% in più per lo stabile che secondo loro è abbandonato da 5 anni. Il problema è che non è detto che si riconosca che sia abbandonato da 5 anni e il rischio che salti la serra è alto.
    Dall’altra parte questa legge regionale è un disastro perché non fa altro che invitare i costruttori a lasciare in abbandono interi lotti per anni in attesa di ottenere il bonus, risparmiando loro un sacco di oneri.
    Il comune con gli oneri in meno di questa genialata della regione ci perderà parecchio. È fin troppo chiaro che la regione sta nuovamente favorendo i palazzinari e gli speculatori.

    1. Wf

      È una legge furba fatta apposta contro il comune di Milano proprio per sottrargli risorse all’indomani dell’anno elettorale.

      E impedisce di riqualificare gli immobili abbandonati così Giuseppe Sala non potrà fare bella figura con gli elettori obbligando i costruttori a riqualificare veri e propri palazzoni abbandonati da decenni.

      Sono furbi i leghisti quando giocano sporco.

  9. Anonimo

    Se verrò dichiarata incostituzionale la legge regionale non sarebbe il caso di approvare questo progetto con il ponte come deroga al PGT?

    Perchè secondo me vale veramente la pena per questo progetto

    1. Anonimo

      La questione è un ginepraio. Il ponte serra piace a molti, e sembra un bello spazio di un bello spazio pubblico con qualche punto interrogativo sulla manutenzione negli anni (chi? a quali costi?)

      Il trappolone del conflitto comune/regione va disinnescato per evitare speculazioni e comportamenti perversi (far ammuffire edifici per avere il regalo della cubatura extra)

      Lo sviluppatore dell’area ha fatto un numero da pirata presentando un progetto non in linea con la legislazione comunale e, di fatto, minacciando di non costruire il ponte in caso di diniego comunale all’autorizzazione delle volumetrie incrementali

      Come si fa a cedere al ricatto? Cosa può implicare creare un precedente a cui edificatori con condotta poco edificante correrebbero ad attaccarsi o su cui potrebbero costruire ricorsi devastanti?

      Pur dispiaciuto, spero che la soluzione sia quella del rifiuto. La Strategia della Fermezza

      1. Wf

        Purtroppo chi ha ricattato il comune ha fatto un autogol.

        Non si può cedere a un ricatto di questo genere.

        Poi aprirebbe una falla immensa.

    2. Wf

      Una soluzione come questa sarebbe l’unica da poter trovare.

      Ma credo impraticabile comunque.

      Ormai la frittata è fatta

  10. Anonimo

    Beh, con la scivolata verde del sindaco il problema dovrebbe essere risolto!
    È più verde mandare a rane i palazzinari spazio-vori e cassare il progetto oppure approvare un ponte Serra che sembra il trionfo del mondo vegetale?

    Uhm.. non così semplice a pensarci bene…

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