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Milano | Arzaga – La ciclabile di via Berna e via Saint Bon

Nel distretto Arzaga-Forze Armate, sono in corso e in fase di ultimazione alcune ciclabili che fra l’altro creano malumori per una parte di residenti della zona. Anzitutto la ciclabile che da piazza Bande Nere giunge sino a via Bisceglie è stata completata o quasi, mentre a fine gennaio ha preso vita anche il cantiere in via Saint Bon, creando ulteriori proteste.

Cominciamo col mostrarvi un aggiornamento dalla ciclabile di via Berna.

La ciclabile di via Saint Bon è stata creata per collegare quella già realizzata anni fa in via Forze Armate con la nuova ciclabile di via Berna/Zurigo, diventando parte dell’asse radiale che da Largo Cairoli arriverà fino a via Bisceglie e successivamente a Buccinasco, quartiere Mengoni e Cesano Boscone. Nel frattempo sono state realizzate strisce blu per tutelare i parcheggi ai residenti della zona dalla sosta di chi giunge a Milano da fuori città.

Molte sono state anche le proteste, per questa ciclabile che, secondo i residenti creerebbe caos, traffico e disagio, visto che nella via si trovano diversi punti d’attrazione, come la sede del Centro Diagnostico Italiano, l’Ospedale Militare, oltre ad una grande farmacia. Gli aitanti chiedevano venisse realizzata nella parallela via Labus. La ciclabile ha ristretto la carreggiata spostando i parcheggi più al centro della via.

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Urbanfile utilizza mappe basate su dati ©️ OpenStreetMap contributors

Milanese doc. Appassionato di architettura, urbanistica e arte. Nel 2008, insieme ad altri appassionati di architettura e temi urbani, fonda Urbanfile una sorta di archivio architettonico basato sul contributo del web e che in pochissimo tempo ha saputo ritagliarsi un certo interesse tra i media e le istituzioni. Curatore dal 2013 del blog in questione.


27 thoughts on “Milano | Arzaga – La ciclabile di via Berna e via Saint Bon

  1. Anonimo

    “questa ciclabile che, secondo i residenti creerebbe caos, traffico e disagio, visto che nella via si trovano diversi punti d’attrazione, come la sede del Centro Diagnostico Italiano, l’Ospedale Militare, oltre ad una grande farmacia”

    di CDI ce n’è per tutta la città, l’ospedale militare è in dismissione da anni e per la buona parte disabitato/inutilizzato, la grande farmacia si commenta da sola.
    qui c’è chi si lamenta per un intervento che riqualifica la via (sarà il solito gruppetto che pretende di parlare per la maggioranza): più che NIMBY, tafazzi.

    1. Adriano

      ma chi sei tu per giudicare….il cdi ha il bacino di utenza di tutta l’area sud ovest/ovest io che arrivo da via solari vado spesso a fare analisi li e certamente non ci vado in bici perchè in macchina ci metto 10 minuti in bici 25 minuti…il tempo è denaro non me lo regala nessuno…
      La ciclabile non serve perchè quando l’ospedale militare sarà rinnovato e rimuoveranno il muro inutile che lo confina si può fare una bella pista ciclabile sotto gli alberi…anzi visto che tutta l’area intorno all’ospedale e dall’altro lato su forze armate dove hanno già fatto un’altra ciclabile inutile, bastava ragionare sul fatto che in quel tratto i marciapiedi lato muro sono sotto utilizzati in pratica non ci cammina nessuno, allora perchè non fare semplicemente un marciapiedi condiviso???se ci sono due pedoni all’ora che minchia serve….dai cazzo un po’ di pragmatismo, senza costruire mille cantieri con piste mono direzionali utilizzate da tutti come bidirezionali…

      1. Andrea

        Dal parco Solari all’ospedale di via Forze Armate 25 minuti??? Ma cosa usi per spostarti? Il triciclo?

        Sono poco meno di 5 chilometri, in bici impieghi 20 minuti se pedali piano! Certo non aspettarti di impiegare 15 minuti il primo giorno che usi la bici a Milano, un po’ di pratica va fatta (come per l’uso dell’auto del resto).

        Dal parco Solari all’ospedale in macchina in 10 minuti??? Quelli di ATM ti hanno regalato il dispositivo per l’asservimento semaforico? 10 minuti è il tempo che si impiega per trovare parcheggio e raggiungere a piedi il luogo di arrivo.

        Ti ricordo infine che nella tua via ci è morto un ragazzo per colpa di gente che non aveva tempo da perdere, è per questo che vengono fatte le ciclabili, per proteggere la salute di tutti coloro che, non usando l’auto, ti permettono di raggiungere l’ospedale in 10 minuti.

        Se le tue critiche sono invece volte a suggerire un miglioramento della pista ciclabile, non le condivido, da ciclista ti confermo che, almeno a vedere dalle immagini, sembra essere un’ottimo tracciato, comodo e percorribile.

      2. Anonimo

        Il tempo sarà anche denaro ma il denaro non è salute, se vai in bici impieghi un quarto d’ora in più come hai scritto e ci guadagni in salute TU che fai sport e NOI che non abbiamo il tuo inutile inquinamento! Grazie a nome di tutti se la prossima volta vai in bici!

  2. Anonimo

    In effetti guardano le foto si fa veramente fatica a capire quale disagio possa creare questa pista: parcheggi ne vedo a bizzeffe, il traffico mi sembra inesistente (a meno che le foto non siano state scattate alle 6 del mattino….), gli incroci sono più sicuri, la pista stessa per lunghi tratti usa l’ampio marciapiede… mah…

    1. Anonimo

      Se invece di guardare le foto prendessi la tua amata bicicletta e ti facessi un giro lì intorno a qualsiasi ora del giorno vedresti il casino e le lunghe code che la corsia unica trasforma ogni sosta per lasciare scendere i passeggeri dalle auto e dall’autobus.
      Ideale poi per gli eventuali mezzi di soccorso, autoambulanze o vigili del fuoco.

      Poi va be’ di poliamburlatori “ce n’è per tutta la città”, bisogna andare proprio in quello?
      “l’ospedale militare è in dismissione da anni e per la buona parte disabitato/inutilizzato” è oggigiorno, dici niente, sede vaccinale.

      Ecco, spero che adesso tu faccia meno fatica a capire

    2. Anonimo

      Se tu prendessi la tua amata bici e invece di giudicare dalle foto venissi a farti un giro da queste parti, vedresti i disagi causati dalla corsia unica, le lunghe code che si formano per le fermate dell’autobus per non parlare dei problemi
      che potrebbero avere i mezzi di soccorso, ambulanze e mezzi dei vigili del fuoco.
      Poi certo di poliambulatori “ce n’è per tutta la città”, perché andare proprio in quello.
      ” l’ospedale militare è in dismissione da anni e per la buona parte disabitato/inutilizzato” è attualmente, dici niente, centro vaccinale. ma chissenefrega.
      Ecco, spero che adesso tu faccia meno fatica a capire

        1. Anonimo

          Presumo che tu @Anonimo delle14:12 sia lo stesso delle 14:14 quindi sarebbe troppo chiederti di postare una frase compiuta e argomentata e non grugnita?

  3. f

    A breve cominceremo a vedere ambulanze bloccate nel traffico senza alcuna via di fuga alternativa, a qualunque ora del giorno (di punta o non di punta, oramai le colonne di macchine bloccate sono presenti in qualunque fascia oraria); vedremo la 63 e la 49 impiegare una settimana per fare 100 metri; e via discorrendo…
    Tutto ciò, a mio modesto avviso, per il fatto che tanto per cambiare i progetti sono stati fatti senza un accurato rilievo sul territorio. Come per le vecchie piste ciclabili “donateci” dall’amministrazione Pisapia: lungo viali costeggiati da larghissimi marciapiedi su cui camminano 3 pedoni al giorno, le piste furono fatte in mezzo alla strada anziché sui marciapiedi stessi.
    Ed ora, come detto, perché via Saint Bon anziché Labus? La prima con un flusso di traffico già di per sé complicatissimo e lentissimo, la seconda con un flusso ridicolo.
    Non è mettendo i bastoni tra le ruote degli automobilisti che si cambia la mentalità della gente riguardo agli spostamenti urbani. Per ora l’unico effetto sarà triplicare i tempi di percorrenza degli autobus e – Dio non voglia – veder morire malati gravi sulle ambulanze bloccate.

  4. M

    Io intanto vedo che ci sono persone che adesso possono spostarsi in bici senza correre il rischio di essere tirati sotto.
    Non è proprio la stessa cosa del “disagio” di dover parcheggiare 50 metri più in là rispetto a prima…

  5. Silvestro Rivolta

    Credo che l’articolo avrebbe dovuto essere più dettagliato e mettere in luce tutti gli elementi di una strategia più complessa innanzitutto per la sicurezza delle vie Zurigo, Berna, legioni romane e saint bon.

    Traffico: cronometrando a diverse ore della giornata i tempi di percorrenza non si osservano tempi irragionevoli tenuto conto che il rallentamento del traffico per ragioni di sicurezza era l’obiettivo principale. Il molto traffico in questo periodo è dovuto a fattori contingenti quali blocco dei parcheggi riservati ai residenti e di area B, maggior traffico (+20%) dovuto a pandemia. Inoltre, dettaglio non trascurabile, i cantieri non sono chiusi.

    Alberatura: la via è molto migliorata sotto il profilo dell’arredo urbano. La strategia in questo senso è tra l’altro di aumentare le alberature per maggiore assorbimento di anidride carbonica e maggiore ombreggiatura per limitare L’assorbimento di calore dell’asfalto.

    Mobilità alternativa: la pista ciclabile è pensata per offrire un’alternativa di mobilità anche in relazione ai nuovi stalli bike che il municipio sei arrivano fino in periferia a Bisceglie. Quindi chi viene da fuori città può lasciare la macchina al parcheggio di interscambio e scegliere come proseguire il percorso verso l’interno della città.

    Posteggi: nell’area la richiesta di parcheggi è molto alta per via dei molti pendolari che approfittano del parcheggio gratuito per poi prendere la metropolitana. Con i parcheggi a pagamento riservati ai residenti questo fenomeno calerà drasticamente liberando tantissimi posti nella zona, a vantaggio dei residenti e favorendo anche l’accesso ai servizi sanitari. In questo senso la nuova tariffa integrata dei mezzi pubblici favorisce l’utilizzo di questi direttamente dall’abitazione senza dover arrivare in macchina necessariamente ai punti di interscambio.

    Prospettive future: l’area dovrebbe essere interessata inoltre da un alleggerimento di traffico e sosta dovuto al riorientamento verso la direttrice di traffico di via Lorenteggio, ora chiusa per lavori della metropolitana, e al nuovo punto di interscambio di Ronchetto sul naviglio.nel lungo periodo inoltre la linea metropolitana rossa verrà allungata fino a Baggio e quartiere olmi.

    Direi quindi che il discorso è più complesso e merita una trattazione più ampia.

    Silvestro Rivolta, consigliere di Municipio 6

    1. Giovanni

      Traffico. Proprio perché siamo in pandemia il traffico è notevolmente ridotto, visto lo smart working, e Via Saint Bon è sempre stata intasata. Al CDI la maggior parte dei visitatori sono anziani e non credo che vadano in bicicletta (specialmente in inverno).
      Parcheggi : si faceva fatica prima, ora con la ciclabile si può parcheggiare solo su un lato, quindi sono diventati meno della metà.
      Postate foto irreali. Fatevi un giro a qualsiasi ora è una coda unica. Ci sono persone che sono obbligate ad usare auto, come me che sono un rappresentante, per chi deve fare consegne, per chi deve accompagnare i genitori anziani a fare visite mediche

      1. Silvestro

        Il traffico è aumentato del 20% e oltre, i dati parlano chiaro. Oltretutto su quell’area pesano i molti parcheggi di pendolari da fuori Milano, che una volta in funzione le strisce blu verranno drasticamente ridotti.

    2. Giovanni

      Gentile Sig. Rivolta,
      grazie per l’intervento, di cui condivido complessitá e ricerca di una trattazione piú ampia.
      I punti sono di difficile interpretazione univoca e se dovessi basare il giudizio sulla base del mio vissuto, avendo lavorato in zona per molti anni, anche prima dei lavori della metro, nutrirei parecchi dubbi sul progetto.
      Non mi soffermo su questi punti, giá ampiamente esposti, a volte con stile poco elegante, nei precedenti commenti.

      La perplessitá maggiore che colgo in un certo orientamento é se sia quello corretto per questa cittá. Ovviamente vogliamo tutti una Milano piú bella, pulita e vivibile, ma siamo sicuri che l’ideale di “rallentare”, non solo nei trasporti, ma nell’ambito di una sorta di “decrescita felice” (che attenzione, non vuole dire depressione economica) sia il modello da seguire e che questa via sia condivisa da ampi strati della societá?

      Cordialmente
      Giovanni (il caso sottostante deve trattarsi di ominimia)

  6. Anonimo

    A Milano e in Lombardia respiriamo MERDA. Andate a vedere il portale ARPA, aria pessima. Però ci tocca sentire scuse patetiche di chi sogna ancora la Milano anni ’70 solo lamiera e asfalto, grigia!

    Il comune ha iniziato un cambiamento, anche timido, ma sono partiti e non si devono fermare!

  7. Fulvia

    Nelle ore di punta via Berna e via Zurigo erano una coda unica già prima che la strada era larga.
    Ora, con le piste ciclabili, si è ristretta parecchio e può passare un’auto alla volta quindi il traffico non sarà per nulla scorrevole, hanno creato maggior disagio. Le ciclabili potevano essere create in condivisione con il marciapiede dove comunque non c’è un gran passaggio di pedoni.

  8. Anonimo

    Ammetto che pur abitando a Milano non passo da tempo in quella zona e quindi non mi permetterei mai di commentare alcunché.
    Noto che invece lo fanno in molti, forse presi dall’orgasmo prodotto dalla visione di foto di piste ciclabili, ma indifferenti e anzi strafottenti verso i commenti di chi abita lì vicino e non di certo concordi con le solite parole vuote
    del boy scout qui sopra.

  9. Wf

    Se non riesci a dare una pista ciclabile in un vialone superlargo dov’è che riesci a farla?

    E poi dai commenti si evince come il traffico già prima era bloccato dalle stesse automobili, ancora troppe automobili in uso.

    Quindi questa ciclabile non ha creato un bel niente .
    Il traffico c’era già da prima.

    Almeno così se uno sceglie la bicicletta il traffico non lo trova affatto e soprattutto arriva salvo e senza rischiare la vita ammazzato da un automobilista nevrotico nervoso e incazzato al volante uscito per comprare le sigarette.

    E si può anche andare al lavoro in bicicletta.
    Non è mica vietato.

    Dio salvi chi non inquina

  10. Marco

    Milano è una città dove è facile spostarsi con i mezzi pubblici, quasi ovunque. Ben servita, come si dice. Penso sia giusto scoraggiare l’uso dell’auto. E’ quello che hanno già fatto molte città europee paragonabili per dimensioni e conformazione del territorio (piatte, in sostanza). Ora da via Zurigo a Bande Nere sono tutti in coda, è vero. Però non c’è nessuno in doppia fila (malcostume odioso che riduce la carreggiata tanto quanto una ciclabile ma, chissà perché, tollerato) e ci sono parcheggi ben ordinati e molto meno pericolosi di quelli perpendicolari. A me piace. Poi, diciamolo chiaramente: si farà a meno della diffusissima, tanto amata quanto inutile seconda auto. Io già adesso ne ho una sola, e siamo in quattro.
    Su, su, circolare. Circolare senza auto: ce la potete fare.

    1. Anonimo

      Ma se la sosta in doppia fila riduce la carreggiata come la ciclabile e se i nuovi parcheggi sono meno pericolosi dei vecchi perpendicolari, perchè prima quello era un asse di penetrazione in città che funzionava e invece adesso è un ingorgo perenne (pure per me sulla 58)?

      1. Marco

        Sarà un ingorgo perenne fin quando la gente non si rassegnerà a lasciare a casa l’auto invece di usarla anche per andare a prendere il cappuccino con il cornetto e salirà con lei (e con me) sulla 58. O si muoverà con la metro, con la bici, con il monopattino, con il car sharing, addirittura a piedi.
        Ci saranno sicuramente crisi di astinenza da auto, ma non credo che risulteranno mortali.
        Questo è quello che è successo nelle città europee che, come dicevo, sono molto simili a Milano, e sono molto più vivibili, ordinate e salubri.

  11. Giovanni

    Temo che l’effetto sará la triplice incazzatura del cittadino:
    1-automobilisti che a prescindere dal fatto di usare l’auto per scelta o necessitá sono considerati gli “stronzi” dall’ Amministrazione e subiranno il restringimento di carreggiata
    2-i pedoni ai quali é stato detto (a volte forzato) di usare il mezzo pubblico per smarcarsi dalla categoria di cui sopra, e che si troveranno sul bus a sua volta bloccato nel traffico
    3-i ciclisti, che potranno godere di una ciclabile degna di chiamarsi tale ma, dopo essersi respirati smog e aver accuratamente asciugato la schiena madida di sudore, verranno pure insultati dalle categorie 2 e 1, incazzati a loro volta…

    Che vita dura per noi milanesi 😄
    Prendiamola sul ridere…
    Giovanni

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